Vas.Iupiter

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I numeri governano l'Universo
👩‍🎓Diplomata all' Accademia di Numerologia Sacra di Abbate
🔢 Numerologia | Ghematria
✨ Quadri numerologici personalizzati
🌿 Radiestesia & trattamenti energetici
💫 I numeri rivelano, l’energia riequilibra
📩 Scrivimi

25/02/2026

🙏🏻Me coniùngo vi A Yo Ya🙏🏻

Oggi è un 73, la buona sorte per la Numerologia Caldea, l'interazione tra Ketu e il Sole impone il passaggio dall'introspezione profonda alla manifestazione del comando. Il destino richiede che la saggezza acquisita nel silenzio sia tradotta in una leadership solida e visibile. La protezione del 73 facilita l'emergere della tua identità sovrana, trasformando la riflessione interiore in un'azione che non teme confronti.

Il 67° Soffio, איע A Yo Ya, agisce come il principio della sublimazione e della trasformazione illuminata, risultando determinante per armonizzare la transizione tra l'introspezione di Ketu e l'autorità del Sole. Oggi opera affinché la buona sorte del 73 non rimanga un evento superficiale ma diventi il fondamento di una nuova stabilità. Esso sostiene la volontà del Karma 1 nel dare forma ai progetti, assicurando che la leadership sia guidata da una visione superiore e non da impulsi contingenti. Usare questo Nome significa invocare la capacità di mutare le circostanze a proprio favore attraverso la comprensione delle leggi universali, garantendo che ogni successo sia il riflesso di un'autentica evoluzione interiore.

In nomine Patris et Matris, conscientiam elèvo et excelsa vibro 🙏🏻

Vanessa (Vas.Iupiter)

Numerologa diplomata all'Accademia Europea di Numerologia del dott. Abbate

Master in Numerologia Cabalistica

Reiki Master e Radiestesista

L'Ira: La Disintegrazione del VoltoSecondo l'Ari, l'Ira (Ka’as) non è considerata una semplice reazione emotiva ma il pe...
23/02/2026

L'Ira: La Disintegrazione del Volto
Secondo l'Ari, l'Ira (Ka’as) non è considerata una semplice reazione emotiva ma il peccato più grave per via della sua capacità di operare un'espulsione violenta della Neshama dal corpo. Mentre altri vizi macchiano o appesantiscono le Vesti dell'anima, l'ira le lacera drasticamente, provocando un vuoto ontologico immediato.

L'Ari insegna che nel momento esatto in cui un uomo cede all'ira, la sua anima santa (la Neshama) lo abbandona, non potendo risiedere in un vaso frammentato e caotico.
Lo spazio lasciato vuoto dalla luce divina viene immediatamente occupato da un Dio straniero (El Zar), ovvero una forza del Sitra Achra (l'Altro Lato).
Per questo motivo, chi è preda dell'ira è paragonato a un idolatra. Egli ha permesso a una forza esterna e impura di governare il proprio tempio interiore, sostituendo la Volontà Divina con una proiezione egoica distruttiva.

L'ira è la manifestazione psicologica della Shevirat ha-Kelim (la Rottura dei Vasi) primordiale.
È un'esplosione di Rigore (Gevurah) puro, privo della temperanza del Chesed (Amore). Questa energia è troppo intensa per i vasi del cuore e dell'intelletto, che collassano sotto la pressione.
L'integrità del Tzelem (l'immagine energetica) viene compromessa. Riparare i danni di un singolo istante di ira richiede un lavoro di Birur (setacciamento) estremamente faticoso, poiché le scintille di luce cadono nelle profondità più oscure delle Qlippot.

Nella Kabbalah, il Volto rappresenta la capacità di relazione e di somiglianza con l'Infinito.
L'uomo irato perde la sua configurazione di Partzuf (Volto integrato) e regredisce allo stato di Punto isolato e violento.
Durante l'ira, il ponte della Conoscenza (Da'at) è interrotto. L'individuo non è più un soggetto consapevole, ma un meccanismo di scarica energetica che distrugge tutto ciò che incontra, incluso se stesso.
Sintesi Filosofica
L'ira è la negazione dello Tzimtzum (contrazione). Invece di limitare il proprio ego per lasciare spazio alla realtà o all'altro, l'irato cerca di espandere il proprio dominio distruggendo i confini altrui. Il risultato è paradossale: nell'atto di voler dominare, l'uomo perde il dominio sulla propria anima, diventando un guscio vuoto abitato dal caos.

In nomine Patris et Matris conscientiam elèvo et excelsa vibro 🙏🏻

Un grande ringraziamento a Stefania Grimaldi, Bruna Marengo, Maria Rita, Claudia Ragazzon, Emilia de Pasquale, Lorena Ga...
23/02/2026

Un grande ringraziamento a Stefania Grimaldi, Bruna Marengo, Maria Rita, Claudia Ragazzon, Emilia de Pasquale, Lorena Garotti, Mary Maltoni, Mara Carpani, Igna Mirti

per tutto il vostro supporto! Congratulazioni per essere i fan più attivi da diverso tempo 🔥!

Sull'importanza del proprio quadro numerologico
23/02/2026

Sull'importanza del proprio quadro numerologico

Gli archetipi sono modelli universali della psiche. La numerologia è il linguaggio che ne misura la vibrazione.
Insieme formano una mappa di consapevolezza potente.
Ogni numero racchiude un archetipo: non descrive solo chi siamo, ma come funzioniamo, quali dinamiche ripetiamo e quali qualità siamo chiamati a integrare.
La numerologia non serve solo a prevedere il futuro, infatti consente di esaminare la tendenza probabilistica degli eventi e ti aiuta ad affrontarli. Serve anche a leggere il presente.
Nel quotidiano, archetipi e numeri aiutano a:
comprendere reazioni e schemi ricorrenti
riconoscere talenti e zone d’ombra,
scegliere tempi più allineati per agire o fermarsi, trasformare le sfide in occasioni di crescita.
Quando conosci l’archetipo che stai vivendo, smetti di subirlo e inizi a usarlo.
La consapevolezza non elimina le prove, ma ti insegna come attraversarle.
E la numerologia diventa così uno strumento pratico di evoluzione personale, non una credenza, ma un linguaggio per dialogare con la vita.
Un quadro numerologico non è qualcosa da guardare una volta e basta.
È una mappa viva, uno strumento di consapevolezza che si usa nel tempo.
Il modo migliore per utilizzarlo non è cercare risposte immediate ma ascoltare ciò che racconta.
Ogni numero del quadro indica una funzione, una dinamica, un archetipo attivo nella tua vita in un dato momento.
Alcuni numeri parlano di talenti naturali, altri di sfide ricorrenti.
Nessuno è positivo o negativo: tutti sono parti di un equilibrio.
Usare bene un quadro numerologico significa osservare quali numeri sono più presenti nella tua quotidianità,
riconoscere quando una dinamica si ripete,
comprendere in che modo stai usando quell’energia.
Il quadro non serve a dirti cosa accadrà,
ma a mostrarti come stai partecipando a ciò che accade e quali strumenti possiedi per affrontare le difficoltà.
Quando inizi a lavorarci consapevolmente, il quadro diventa uno specchio: ti aiuta a fare scelte più allineate, a rispettare i tuoi tempi,
a trasformare le difficoltà in punti di forza.
Un quadro numerologico non cambia la vita da solo.
Ma può aiutarti a cambiare il modo in cui la vivi.
In nomine Patris et Matris conscientiam elèvo et excelsa vibro 🙏🏻

23/02/2026

🙏🏻Me coniùngo vi Sa A La🙏🏻

Oggi è un 71, l'apparenza per la Numerologia Caldea, è il tempo della comunicazione responsabile. Usa la velocità di Mercurio per identificare le opportunità ma affida a Saturno il compito di edificarle. Il 71 garantisce che ogni parola o transazione compiuta con integrità e rigore diventi un mattone per la tua stabilità futura.

Il 45° Soffio, סאל Sa A La, agisce come un potente trasmutatore di frequenze, essenziale per armonizzare la rapidità di Mercurio con la severità di Saturno tipiche della giornata. La sua funzione primaria è l'eradicazione dell'orgoglio e la restaurazione dell'umiltà, permettendo alla coscienza di ricevere abbondanza senza soccombere alla dispersione o alla rigidità dell'ego. Opera oggi come un catalizzatore di prosperità, purifica l'intenzione dietro la comunicazione e garantisce che il successo materiale sia il riflesso diretto di un ordine spirituale ritrovato.

Medita su questo Nome per risollevare ciò che è caduto e restituire vigore ai progetti stagnanti, assicurando che la struttura edificata oggi sia permeata di luce e non solo di ambizione formale.

In nomine Patris et Matris, conscientiam elèvo et excelsa vibro 🙏🏻

Vanessa (Vas.Iupiter)

Numerologa diplomata all'Accademia Europea di Numerologia del dott. Abbate

Master in Numerologia Cabalistica

Reiki Master e Radiestesista

L'atto di alimentarsi non è una funzione biologica ma un'operazione di Birur (discernimento o setacciamento). La Gola (T...
22/02/2026

L'atto di alimentarsi non è una funzione biologica ma un'operazione di Birur (discernimento o setacciamento). La Gola (Ta'avat ha-Achilah) è la degenerazione di questo processo: il passaggio da una raffinazione spirituale ad una saturazione materiale.

Secondo l'Ari, durante la Shevirat ha-Kelim (Rottura dei Vasi), 288 scintille di luce divina (Nitzotzot) caddero nei regni inferiori, rimanendo intrappolate nella materia, inclusi i regni minerale, vegetale e animale.
Quando l'uomo mangia con la corretta Kavanah (intenzione), l'anima estrae la scintilla spirituale dal cibo e la eleva alla sua radice divina. La parte materiale viene espulsa come scarto (Psolet).
L'avaro del cibo ignora la scintilla. Egli cerca solo il piacere del palato (Hana'ah), che appartiene alla Nefesh ha-Behamit (l'anima animale). Invece di liberare la scintilla, la gola la affoga ulteriormente nelle Qlippot (le scorze).

Le Vesti dell'Anima (Pensiero, Parola, Azione) richiedono una certa sottigliezza per trasmettere la luce della Neshama.
La gola immette nel sistema una quantità di energia densa che il Vaso (Kli) non è in grado di processare spiritualmente. Le vesti dell'anima si "sporcano" di materia grezza, diventando pesanti e opache.
L'eccesso di cibo richiama la luce verso il basso. Il risultato è la Tardemah (torpore spirituale): l'intelletto (Mochin) si oscura perché l'energia dell'anima è interamente sequestrata dal processo digestivo della scorza.

Nell'ordine corretto, il corpo serve l'anima affinché l'anima serva l'Infinito.
Nella gola, l'ordine è invertito: l'anima (e la scintilla divina nel cibo) vengono sacrificate per il mantenimento di una sensazione transitoria della carne.
Invece di trasformare il materiale in spirituale, il goloso trasforma il potenziale spirituale in materia morta. Egli interrompe il circuito dell'ascesa delle scintille.

Per l'Ari, la gola è una forma di entropia spirituale. Ogni boccone ingerito senza consapevolezza è un'occasione di Tikkun (Riparazione) perduta. La gola non riempie un vuoto, ma crea un "muro di materia" che impedisce alla luce di illuminare il corpo, trasformando l'uomo da sacerdote della creazione a prigioniero del proprio stomaco.

In nomine Patris et Matris conscientiam elèvo et excelsa vibro 🙏🏻

22/02/2026

🙏🏻Me coniùngo vi La Va Va🙏🏻

Oggi è un 70, la sfortuna per la Numerologia Caldea, usa la disciplina del 70 per contenere le ambizioni disordinate di Rahu. La chiarezza nasce dal silenzio, agendo con discrezione grazie a Ketu e analizzando le strutture invisibili dietro gli eventi, potrai trasformare un'apparente confusione in una base d'appoggio incrollabile.

Il 19° Soffio, לוו La Va Va, funge da stabilizzatore dell'intelligenza superiore, armonizzando la tensione tra l'ombra di Rahu e il distacco di Ketu. Trasforma l'isolamento in introspezione feconda, garantendo che le rivelazioni ottenute nel silenzio diventino strumenti operativi e non restino nel campo delle idee. Con questo Nome significa invochi una guida intellettuale costante, la tua connessione con l'invisibile diventa stabile e ogni decisione che prendi è illuminata da una saggezza che trascende le contingenze immediate.

In nomine Patris et Matris, conscientiam elèvo et excelsa vibro 🙏🏻

Vanessa (Vas.Iupiter)

Numerologa diplomata all'Accademia Europea di Numerologia del dott. Abbate

Master in Numerologia Cabalistica

Reiki Master e Radiestesista

Secondo l'Ari, l'Invidia rappresenta il rifiuto della propria Radice (Shoresh) e la pretesa di occupare uno spazio nel c...
21/02/2026

Secondo l'Ari, l'Invidia rappresenta il rifiuto della propria Radice (Shoresh) e la pretesa di occupare uno spazio nel corpo mistico di Adam ha-Rishon che non appartiene al proprio circuito di luce.

Secondo l'Ari, ogni anima è un frammento specifico di un'unica struttura primordiale. Ogni scintilla ha una funzione insostituibile e un compito di Tikkun (Riparazione) unico.
L'invidioso guarda la luce dell'altro e la desidera per sé, ignorando che quella luce è tarata per un vaso differente.
Invidiare significa dichiarare che il sistema divino è imperfetto o che la propria assegnazione di luce è insufficiente. Questo atto scollega l'anima dalla propria sorgente: cercando di essere altro, l'invidioso smette di essere sé, diventando un vaso vuoto e senza identità.

L'invidia si manifesta attraverso lo sguardo, che nella Kabbalah è un'estensione della luce interna.
L'occhio dell'invidioso proietta una forma distorta di Gevurah (Rigore). Invece di limitare se stesso per fare spazio all'altro (Tzimtzum positivo), egli cerca di limitare la luce dell'altro per portarla al proprio livello di oscurità.
L'invidia immette un veleno nel circuito collettivo delle anime. Se un membro del corpo nega il successo di un altro membro, l'intero organismo rallenta la propria ascesa verso lo stato di Partzuf (Volto) integrato.

A differenza della lussuria (che disperde) o dell'ira (che rompe), l'invidia svuota.
Mentre l'uomo è concentrato sul vaso altrui, le proprie scintille cadono nelle Qlippot (scorze) per mancanza di attenzione. L'invidioso è un custode di vasi altrui che lascia morire il proprio giardino spirituale.
È una forma di culto della materia e della forma esterna, che ignora la sostanza della luce che ogni anima è chiamata a rivelare.

La riparazione dell'invidia consiste nella gioia per la luce altrui. L'Ari insegnava ai suoi discepoli che il successo di un compagno è, in realtà, il successo della propria stessa radice, poiché siamo tutti membra di un solo corpo.
Amare l'amico significa capire che la sua luce completa la mia mancanza e la mia luce sostiene la sua.

In nomine Patris et Matris conscientiam elèvo et excelsa vibro 🙏🏻

21/02/2026

🙏🏻Me coniùngo vi Me Va He 🙏🏻

Oggi è un 69, l'equilibrio per la Numerologia Caldea, è il tempo della realizzazione attraverso la bellezza di Venere. Usa la saggezza di Giove per dare una direzione etica alla tua creatività. L'energia del 69 garantisce che, operando con onestà e amore, otterrai abbondanza e rispetto, neutralizzando le ombre del dubbio attraverso una visione chiara e solare.

Il 14° Soffio, מבה Me Va He, ti aiuta a dissipare le nebbie del falso e della calunnia, permettendo alla coscienza di operare con un discernimento cristallino e di proteggere l'integrità dei propri progetti.

​Agisce come uno scudo metafisico che trasforma il potenziale caos relazionale in un ordine armonico, garantendo che il successo e l'abbondanza di oggi siano fondati su basi etiche e durature. Utilizzare questo Nome significa accordare la propria volontà alla Legge Universale, assicurando che ogni azione sia un atto di bellezza autentica e protetta da ogni distorsione.

In nomine Patris et Matris, conscientiam elèvo et excelsa vibro 🙏🏻

Vanessa (Vas.Iupiter)

Numerologa diplomata all'Accademia Europea di Numerologia del dott. Abbate

Master in Numerologia Cabalistica

Reiki Master e Radiestesista

Nella metafisica dell'Ari, la Lussuria rappresenta il fallimento della Sephirah Yesod (il Fondamento), che ha il compito...
20/02/2026

Nella metafisica dell'Ari, la Lussuria rappresenta il fallimento della Sephirah Yesod (il Fondamento), che ha il compito di canalizzare l'energia vitale in modo preciso e finalizzato allo Zivug (unione) sacro.

L'energia creativa è la risorsa più preziosa del sistema ontologico. Quando questa energia viene attivata senza una Kavanah (intenzione) di unione e santità, la Luce non trova un Vaso (Kli) adeguato che la contenga.
La luce emessa in uno stato di lussuria cade al di fuori del sistema dei volti divini (Partzufim).
Queste scintille disperse vengono immediatamente catturate dal Sitra Achra (l'Altro Lato). La lussuria è, letteralmente, l'atto di nutrire le scorze che soffocano la santità del mondo.

Yesod è il canale che connette il Maschile (Zeir Anpin) al Femminile (Nukva). È definito il "Segno del Patto" (Brit).
La lussuria trasforma il canale in un setaccio bucato. Invece di trasmettere la luce in modo concentrato per generare vita o consapevolezza spirituale, la disperde in mille direzioni egoiche.
Invece di costruire un'unità, la lussuria riporta l'anima allo stato di "Punto" isolato, impedendo la formazione di una struttura stabile.

Nell'ottica lurianica, l'unione deve essere Panim b'Panim (Volto a Volto). La lussuria è l'antitesi di questo stato:
L'altro non è visto come un Partzuf (un volto spirituale), ma come un frammento di materia per soddisfare un bisogno del Vaso rotto.
Assenza di Da'at: manca la "Conoscenza" (il ponte invisibile). Senza Da'at, l'atto è puramente meccanico e non produce alcuna elevazione di scintille.

La riparazione della lussuria consiste nel ripristinare la tenuta del Vaso.
Non si tratta di sopprimere l'energia ma di esercitare una Gevurah (rigore) tale da forzare l'energia a scorrere solo attraverso canali rettificati.
Ogni volta che l'uomo domina un impulso lussurioso per volgerlo verso un'intenzione superiore, egli recupera le scintille disperse dalle Qlippot e le riporta nel dominio della Luce.

La lussuria è il furto di energia sacra perpetrato dall'ego ai danni del sistema cosmico. È un atto di autolesionismo perché, pur dando l'illusione di una pienezza momentanea, svuota il Vaso della sua luce essenziale, lasciandolo arido e dipendente dalle scorze esterne.

In nomine Patris et Matris conscientiam elèvo et excelsa vibro 🙏🏻

20/02/2026

🙏🏻Me coniùngo vi Yo Za La 🙏🏻

Oggi è un 68, l' altalena per la Numerologia Caldea, la sfida è consolidare l'intuizione attraverso la comunicazione. La vibrazione del 68 suggerisce di usare la prudenza per evitare perdite, mentre Luna e Mercurio spingono verso il movimento.

Sostieni la tua visione interiore con logica e autocontrollo, senza farti influenzare dalle opinioni esterne. La stabilità nasce dalla capacità di mutare forma senza perdere l'asse.

Il 13° Soffio, יזל Yo Za La, ti aiuta ad equilibrare l'intuizione ricettiva e il dinamismo comunicativo, armonizzando la sensibilità della Luna con la logica di Mercurio. La sua funzione è stabilizzare la parola e proteggere la coerenza degli intenti, impedendo che la velocità dei cambiamenti generi dispersione o instabilità.

​Agisce come un collante metafisico che risolve le dualità, trasformando l'esitazione in determinazione operativa e garantendo che ogni scambio sia fedele alla verità interiore. Utilizzare questo Nome significa assicurare che il movimento della giornata sia un progresso ordinato e che ogni alleanza o progetto rimanga saldamente ancorato e stabile.

In nomine Patris et Matris, conscientiam elèvo et excelsa vibro 🙏🏻

Vanessa (Vas.Iupiter)

Numerologa diplomata all'Accademia Europea di Numerologia del dott. Abbate

Master in Numerologia Cabalistica

Reiki Master e Radiestesista

Nella metafisica dell'Ari, l'Avarizia rappresenta l'incapacità del Vaso (Kli) di assolvere la sua funzione di trasmettit...
19/02/2026

Nella metafisica dell'Ari, l'Avarizia rappresenta l'incapacità del Vaso (Kli) di assolvere la sua funzione di trasmettitore, trasformandolo in un vicolo cieco ontologico.

Secondo Luria, l'integrità del sistema dei mondi dipende dal flusso continuo della Luce (Ohr). Ogni entità deve essere contemporaneamente Mekabel (ricevente) dal livello superiore e Mashpia (datore) verso quello inferiore.
L'avaro accetta di ricevere la luce ma rifiuta di trasmetterla. Egli tenta di stabilizzare la luce all'interno del proprio vaso, ignorando che la natura della luce divina è il movimento.
Il vaso cessa di essere un "canale" e diventa un "serbatoio isolato". Poiché la luce non può ristagnare senza corrompersi, l'energia vitale si ritira, lasciando il vaso pieno di materia densa e privo di spirito.

Un principio cardine della Kabbalah lurianica è che la luce non trasmessa si trasforma.
Quando il Chesed (Amore/Espansione) viene trattenuto forzatamente entro i confini del vaso per puro egoismo, esso decade in Gevurah (Rigore/Giudizio) estremo.
L'avaro non possiede la luce, si è bruciato. La sua esistenza diventa rigida, arida e dominata dal timore della perdita. La mancanza di circolazione genera oscurità interna.

Poiché tutte le anime sono frammenti di un unico organismo, l'avarizia è un atto di secessione cellulare.
Trattenere risorse (spirituali o materiali) che dovrebbero fluire verso altre scintille della propria radice significa sabotare il Tikkun (Riparazione) collettivo.
L'avaro crede di arricchire se stesso ma in realtà sta affamando la parte di sé che risiede nell'altro, accelerando la propria entropia spirituale.

L'avarizia è la fobia del vuoto. L'uomo teme che, dando, rimarrà con un vaso vuoto, non comprende che solo il vaso che si svuota costantemente può essere riempito da una luce sempre nuova. L'avaro possiede vasi rotti pieni di polvere, mentre l'uomo generoso possiede un vaso integro attraversato dall'infinito.

In nomine Patris et Matris conscientiam elèvo et excelsa vibro 🙏🏻

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