09/03/2026
L’infanzia non è una miniatura del mondo adulto.
Nell’osservare due bambini che manifestano un affetto profondo, la nostra mente adulta tende a tradurre quei gesti con le categorie che conosciamo meglio: il romanticismo, l’esclusività, il “fidanzamento”.
Qualche spunto di riflessione:
🔸La proiezione di sovrastrutture adulte
Il bambino vive una fase di esplorazione relazionale pura. Definire “fidanzato” un amico significa inserire un concetto di possesso o di ruolo sociale in un’esperienza che per il bambino è, invece, scoperta di sé attraverso l’altro. Stiamo dando un nome adulto a un sentimento che ha già un suo valore intrinseco: l’amicizia elettiva.
🔸L’introduzione precoce della malizia
Il linguaggio modella il pensiero. Usare termini legati alla coppia trasforma un gesto spontaneo (come tenersi per mano o un bacio sulla guancia) in qualcosa di “speciale” nel senso adulto del termine. Questo può generare un’auto-osservazione precoce: il bambino inizia a guardarsi con i nostri occhi, perdendo la naturalezza del gesto.
🔸Il rischio dell’inibizione
Se un bambino percepisce che il suo legame affettivo viene caricaturizzato o esposto all’attenzione degli adulti con commenti “teneri” ma definenti, potrebbe iniziare a provare imbarazzo. Il risultato? L’inibizione della spontaneità per proteggersi da uno sguardo che non comprende.
🔸 Il diritto al “non ancora”
Ogni tappa dello sviluppo ha i suoi compiti evolutivi. L’infanzia è il tempo della costruzione dell’identità e della socializzazione primaria. Anticipare dinamiche di coppia significa sottrarre spazio alla libertà di sperimentare legami fluidi, senza il peso delle aspettative sociali. Dobbiamo stare attenti all’ adultizzazione precoce: adultizzazione non è solo dare responsabilità pratiche, ma anche sovrascrivere i codici emotivi dell’adulto su quelli infantili e questo può interferire con la costruzione di una sana alfabetizzazione emotiva.
💛 Rispettare l’infanzia significa anche rispettare il suo vocabolario. Lasciamo che i bambini esplorino l’affetto senza il filtro delle nostre definizioni. Il loro “volersi bene” è completo così com’è.