Comitato a Difesa della Sanità Pubblica - ASL TO5

Comitato a Difesa della Sanità Pubblica - ASL TO5 Comitato costituitosi a Chieri (TO) tra attivist* politic** e sociali (ma non solo) del territorio.

𝐄 𝐍𝐎𝐈 𝐅𝐀𝐑𝐄𝐌𝐎 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐋𝐀 𝐅𝐑𝐀𝐍𝐂𝐈𝐀? 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐕𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐀𝐍𝐈𝐅𝐄𝐒𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝟐𝟕 𝐌𝐀𝐆𝐆𝐈𝐎 𝐀 𝐓𝐎𝐑𝐈𝐍𝐎 La domanda del titolo è d’obbligo, ...
10/05/2023

𝐄 𝐍𝐎𝐈 𝐅𝐀𝐑𝐄𝐌𝐎 𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐋𝐀 𝐅𝐑𝐀𝐍𝐂𝐈𝐀? 𝐈𝐍𝐓𝐄𝐑𝐕𝐄𝐍𝐓𝐎 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐀𝐍𝐈𝐅𝐄𝐒𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐃𝐄𝐋 𝟐𝟕 𝐌𝐀𝐆𝐆𝐈𝐎 𝐀 𝐓𝐎𝐑𝐈𝐍𝐎

La domanda del titolo è d’obbligo, nelle settimane della cosiddetta mobilitazione di CGIL-CISL-UIL contro il governo: c’è mobilitazione e mobilitazione, infatti (anche in Italia*). Noi intanto, a proposito di mobilitazione più o meno incisiva, pubblichiamo la presa di posizione di questo Comitato in relazione alla manifestazione regionale del 27 maggio a Torino.

"𝐃𝐈𝐑𝐈𝐓𝐓𝐎 𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐓𝐔𝐓𝐄𝐋𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐀𝐋𝐔𝐓𝐄 𝐄 𝐀𝐋𝐋𝐄 𝐂𝐔𝐑𝐄": 𝐒𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐃’𝐀𝐂𝐂𝐎𝐑𝐃𝐎, 𝐌𝐀 𝐒𝐀𝐍𝐈𝐓𝐀̀' 𝐏𝐔𝐁𝐁𝐋𝐈𝐂𝐀 𝐎 𝐏𝐑𝐈𝐕𝐀𝐓𝐀?

A seguito della partecipazione di alcuni/e componenti del nostro Comitato per la Difesa della Sanità Pubblica ASL TO5 all’incontro del "Comitato per il Diritto alla Tutela della Salute e alle Cure", tenutosi il 3 maggio presso la CGIL di Torino, l'8 maggio abbiamo ricevuto la comunicazione relativa alla costituzione del "Comitato Specifico Città di Torino e Area Metropolitana".

Interveniamo dunque ricapitolando la situazione e sollevando una questione per noi dirimente: il nostro Comitato è nato a febbraio di quest’anno nell’ASL TO5, in risposta all’esigenza fortemente sentita di lottare per rivivificare il Servizio Sanitario Nazionale in un’area ove la Sanità Pubblica è sempre più compromessa. Perciò abbiamo appreso con gioia del formarsi di un’associazione più vasta. Abbiamo quindi aderito al Comitato per il Diritto alla Tutela della Salute e delle Cure, in occasione della Conferenza Stampa del 14 aprile, rilevandovi però subito una preoccupante contraddizione interna, rappresentata dall’azione sindacale della CGIL, che ha sinora contribuito sistematicamente alla massiccia avanzata della sanità integrativa (di fatto, sostitutiva!) privata, attraverso l’inserimento delle assicurazioni nei Contratti Collettivi di Lavoro.

Non siamo i/le soli/e ad aver colto l'esistenza di tale contraddizione: essa è stata infatti denunciata nell’incontro del 3 maggio anche dal responsabile CUB Sanità, il quale ha però rimandato la discussione sul punto ad un momento successivo alla manifestazione lanciata per il 27 maggio, facendo prevalere le ragioni della coesione e dell'organizzazione su quelle della coerenza. Noi, che nel nome del nostro Comitato abbiamo fortemente voluto inserire la parola “Pubblica”, perché senza tale parola il diritto alla tutela della salute rimane dubbio e pericolante, manifestiamo invece l’esigenza di NON rinviare il chiarimento su questo punto, proprio in quanto influisce sulla credibilità della proposta di mobilitazione. 𝐄' 𝐞𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐩𝐨𝐫𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐏𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐡𝐢 𝐧𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.

Chiediamo pertanto che il 15 maggio, o comunque prima del 27, si tenga un confronto esplicito nel "Comitato per il Diritto alla Tutela della Salute e alle Cure": in particolare, la CGIL dica se, nel momento in cui promuove il “Codice Rosso” a difesa della Sanità Pubblica, abbandona la linea tenuta sinora, ossia ritira il suo sostegno alla sanità “integrativa” privata nei contratti di lavoro (almeno nella forma dell'impegno a non sottoscrivere più alcun CCNL che contempli la possibilità di utilizzare il welfare aziendale per attivare polizze sanitarie). Si tratta certamente di mettere in discussione un’intera scelta di politica sindacale, ma senza questa indispensabile autocritica e senza questo riposizionamento della CIGL, c’è un’ambiguità di fondo che temiamo corrisponda ad intenti diversi da quelli dichiarati, che sarebbero così quanto meno commisti ad altri. Speriamo, insomma, di non essere di fronte ad un’iniziativa preelettorale. A questo proposito sottolineiamo che la Sanità Pubblica è da difendere dall’Autonomia Differenziata promossa dall’attuale governo, ma anche dalle ferite che nel corso dei decenni, e tuttora, tutti i partiti di tutti i governi, ad ogni livello, hanno inferto al Servizio Sanitario Nazionale, anche in Piemonte.

Vorremmo quindi che il "Comitato per il Diritto alla Tutela della Salute e alle Cure" prendesse posizione senza mezzi termini sulla questione delle assicurazioni sanitarie private inserite nei contratti di lavoro. Non si giustifichi con l’urgenza dell’organizzazione, né tantomeno con il timore di una spaccatura, il rinvio della chiarezza ad un tempo che sarà tardivo: l’appello ad unire le forze mettendo da parte le differenze non funziona, se le differenze sono tali da mettere in crisi esattamente l’obiettivo dichiarato. Per quanto riguarda il nostro Comitato, l’adesione al "Comitato Specifico Torino e Area Metropolitana" è oggi e sarà sempre coerente con il nostro intendimento costitutivo: lottare per una Sanità integralmente Pubblica, contro la sua privatizzazione in ogni forma e luogo, nonché contro la sua regionalizzazione differenziata.

𝐂𝐨𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐃𝐢𝐟𝐞𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐒𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐏𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐀𝐒𝐋 𝐓𝐎𝟓 - 10 maggio 2023

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𝐈𝐋 𝐍𝐄𝐌𝐈𝐂𝐎 𝐌𝐀𝐑𝐂𝐈𝐀 𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐀 𝐓𝐄𝐒𝐓𝐀Riprendiamo il nostro percorso, dopo aver commentato il voto del Consiglio regionale s...
27/04/2023

𝐈𝐋 𝐍𝐄𝐌𝐈𝐂𝐎 𝐌𝐀𝐑𝐂𝐈𝐀 𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐍𝐎𝐒𝐓𝐑𝐀 𝐓𝐄𝐒𝐓𝐀

Riprendiamo il nostro percorso, dopo aver commentato il voto del Consiglio regionale sull'ospedale unico che si vuole imporre in modo bipartisan al nostro territorio (si veda il post precedente). Ci imbattiamo ora in un'altra tappa "intrigante", da questo punto di vista: venerdì 14 aprile eravamo infatti a Torino, dove si svolgeva la conferenza stampa per la nascita del Comitato* di cui alla foto. Che si propone come un "Coordinamento", lanciando però già subito una manifestazione regionale a Torino per il 27 maggio.

Per capire di cosa si tratta, partiamo però da un'altra foto, che correda appunto il nostro post precedente: l'immagine della manifestazione di Madrid con le sue 250.000 presenze in piazza a difesa della sanità pubblica. Un esempio da emulare? In effetti, l'evento di quel venerdì a Torino non appare così “inedito” in Italia, di questi tempi: anzi, pare proprio inserirsi in questo desiderio di emulazione, nato il 1° aprile a Milano e diffuso in manifestazioni regionali analoghe (solo recentemente ne contiamo due significative, a Palermo* come a Vicenza*). Che sono analoghe perché contrapporrebbero una "sinistra" sindacale, associativa ed "apartitica" schierata a difesa della sanità pubblica, contro governi regionali di destra che la vogliono privatizzare: tuttavia, sia a Madrid che in questo contesto italiano, le cose non stanno affatto così.

Proviamo un attimo a focalizzare: intanto, la sanità pubblica sp****la è gravata fin dall'inizio (come quella italiana) dalla commistione con la sanità privata, cioè dal varco legislativo attraverso il quale si è insinuata la privatizzazione. La quale, esattamente come in Italia, è stata perseguita indifferentemente dai governi di "sinistra" come da quelli di destra*: ebbene, ora anche la regione di Madrid, come ad esempio il Piemonte, è governata dalla destra ed in entrambi i casi si avvicinano le elezioni regionali (a Madrid ci saranno già a maggio): quando si parla di mobilitazione, perciò, non è tutto oro ciò che luccica poiché la difesa della sanità pubblica, oltre che un fronte fondamentale di scontro politico-sociale, è anche un elemento strumentale di campagna elettorale. Accade così che spesso tra chi si mobilita su questo fronte ci sia anche chi è altrettanto fautore e responsabile della privatizzazione (basti pensare, in Italia, alla sanità integrativa nei contratti di lavoro: nella CGIL che li firma ci sarà pure chi dissente, ma intanto il "welfare aziendale" procede così a gonfie vele, in questo caso contro la sanità pubblica).

Da questo punto di vista, in Spagna come in Italia, la vera mobilitazione per la sanità pubblica (sia pure attuata da comitati che si definiscono spontanei), deve essere autonoma rispetto a finalità meramente elettorali: che non puntano ad impedire la privatizzazione, ma solo a cambiare chi la deve gestire, dopo averla già spinta in avanti (addirittura, nel caso di Palermo, con incursioni più che sospette sul rapporto con i fondi europei). Dunque noi, nel nostro intervento alla conferenza stampa, abbiamo aderito all'iniziativa perché il coordinamento si propone su scala regionale, e su quel piano ci interessa fare rete con realtà simili alla nostra, proprio sull’esempio di quanto avviene in altre regioni. Ma sulla piattaforma di questa mobilitazione, ed in particolare sulla manifestazione del 27 maggio* a Torino, segnaliamo che bisogna fare molta attenzione: perché noi sappiamo che "al momento di marciare, alla nostra testa marcia il nemico*". E già che ci siamo, a proposito di 27, il prologo a Torino ce l'abbiamo adesso, con una manifestazione per il NO all'Autonomia Differenziata* (di Calderoli e Cirio), che mette in primo piano gli effetti sulla sanità, “dimenticando” che la regionalizzazione del servizio sanitario è un frutto perverso trasversale dei governi di centrosinistra e centrodestra. Quindi adesso si marcia (e beninteso, stavolta anche insieme ad una parte del sindacalismo di base, perciò i link sono due) ma davvero, bisogna fare molta attenzione, già da questo 27 aprile: perché il nemico, ahinoi, sta proprio sempre lì davanti.

La nostra iniziativa prosegue quindi intanto sul nostro percorso: continuate a seguirci!

*= link esterno 𝐧𝐞𝐥 𝐛𝐥𝐨𝐠

𝘓𝘦𝘨𝘨𝘪 𝘪𝘭 𝘱𝘰𝘴𝘵 𝘯𝘦𝘭 𝘣𝘭𝘰𝘨: 𝐜𝐨𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨𝐚𝐬𝐥𝐭𝐨𝟓.𝐛𝐥𝐨𝐠𝐬𝐩𝐨𝐭.𝐜𝐨𝐦 (𝘭𝘪𝘯𝘬 𝘢 𝘴𝘪𝘯𝘪𝘴𝘵𝘳𝘢 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘢𝘨𝘪𝘯𝘢)

𝐋𝐀 𝐅𝐀𝐑𝐒𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐕𝐎𝐓𝐎 𝐈𝐍 𝐂𝐎𝐍𝐒𝐈𝐆𝐋𝐈𝐎 𝐑𝐄𝐆𝐈𝐎𝐍𝐀𝐋𝐄 𝐄̀ 𝐕𝐄𝐑𝐎, 𝐍𝐎𝐈 𝐂𝐈𝐓𝐓𝐀𝐃𝐈𝐍𝐈/𝐄 𝐒𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐏𝐑𝐄𝐎𝐂𝐂𝐔𝐏𝐀𝐓𝐈/𝐄 “𝐀𝐍𝐂𝐇𝐄” 𝐏𝐄𝐑 𝐈𝐋 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐄𝐍𝐓𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐀𝐍𝐈...
09/04/2023

𝐋𝐀 𝐅𝐀𝐑𝐒𝐀 𝐃𝐄𝐋 𝐕𝐎𝐓𝐎 𝐈𝐍 𝐂𝐎𝐍𝐒𝐈𝐆𝐋𝐈𝐎 𝐑𝐄𝐆𝐈𝐎𝐍𝐀𝐋𝐄

𝐄̀ 𝐕𝐄𝐑𝐎, 𝐍𝐎𝐈 𝐂𝐈𝐓𝐓𝐀𝐃𝐈𝐍𝐈/𝐄 𝐒𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐏𝐑𝐄𝐎𝐂𝐂𝐔𝐏𝐀𝐓𝐈/𝐄 “𝐀𝐍𝐂𝐇𝐄” 𝐏𝐄𝐑 𝐈𝐋 𝐏𝐑𝐄𝐒𝐄𝐍𝐓𝐄 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐒𝐀𝐍𝐈𝐓𝐀̀ 𝐏𝐔𝐁𝐁𝐋𝐈𝐂𝐀!

Nel servizio del TGR del 04/04/2023, sul voto in Consiglio regionale per l’ospedale unico a Cambiano, non è stata inclusa nessuna immagine del nostro volantinaggio davanti al palazzo. L’informazione (anch’essa ormai ben poco “pubblica”) si è limitata a menzionarci con questa frase: “Ma davanti alla Regione alcuni cittadini sono preoccupati anche per il presente degli ospedali…”.
Ma certo che noi cittadini/e siamo furiosi/e 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 per il presente! E lo siamo da un pezzo, perché questo presente di degrado, da cui ovviamente dipende il futuro, dura da decenni e, secondo il PTA (Partito Trasversale degli Affari), dovrebbe continuare ancora per tutto il tempo della realizzazione del nuovo ospedale!
Abbiamo ragione di credere che l’attuale disinteresse per gli ospedali esistenti condurrà alla loro chiusura nel momento - ad oggi assolutamente incerto - in cui entrerà in funzione l’ospedale di Cambiano. Come potranno, infatti, restare in funzione, senza essere sin d’ora rimesse a nuovo, strutture sanitarie che già oggi sono in condizioni critiche? È ridicolo che il Consiglio comunale di Chieri dichiari la sua “𝘧𝘦𝘳𝘮𝘢 𝘰𝘱𝘱𝘰𝘴𝘪𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦...𝘢 𝘲𝘶𝘢𝘭𝘴𝘪𝘢𝘴𝘪 𝘳𝘪𝘥𝘪𝘮𝘦𝘯𝘴𝘪𝘰𝘯𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘦 𝘵𝘢𝘨𝘭𝘪𝘰 𝘥𝘪 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘢𝘭𝘦 𝘦 𝘴𝘦𝘳𝘷𝘪𝘻𝘪 𝘤𝘩𝘦 𝘥𝘰𝘷𝘦𝘴𝘴𝘦 𝘤𝘰𝘪𝘯𝘷𝘰𝘭𝘨𝘦𝘳𝘦 𝘪𝘭 𝘔𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰𝘳𝘦 [= 𝘭’𝘰𝘴𝘱𝘦𝘥𝘢𝘭𝘦 𝘥𝘪 𝘊𝘩𝘪𝘦𝘳𝘪] 𝘧𝘪𝘯𝘰 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘳𝘦𝘢𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘪𝘦𝘯𝘢 𝘦𝘯𝘵𝘳𝘢𝘵𝘢 𝘪𝘯 𝘧𝘶𝘯𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘯𝘶𝘰𝘷𝘰 𝘰𝘴𝘱𝘦𝘥𝘢𝘭𝘦 𝘶𝘯𝘪𝘤𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘈𝘚𝘓 𝘛𝘖5" ( shorturl.at/alFN8 ): non c’è bisogno di nessun ulteriore taglio, ormai, perché la grave insufficienza attuale diventi il disastro di domani, e ben prima dell’entrata in funzione dell’ospedale "unico"!
Anche per il futuro, nessuno parla dell’indispensabile potenziamento massiccio del personale. Il personale politico locale abbozza, dicendo che non dipende da loro. Ma allora perché costruire, se non si hanno certezze? La politica a tutti i livelli propone sempre la stessa soluzione ad ogni genere di problema: quella del cemento, delle maxistrutture costruite con la partecipazione di soggetti privati durante e dopo. Perché, come già ventila il sindaco di Chieri, la quota di fondi INAIL che il Piemonte riuscirà ad accaparrarsi non basterà certo per i sei ospedali in progetto, ed allora…
Sì, anche per il presente, ma della Sanità Pubblica tutta intera, siamo indignati/e! Perché è nel presente che la gente resta am*******ta per giorni in barella al pronto soccorso; è nel presente che per una colonscopia a Candiolo (peraltro in convenzione) deve aspettare 5 mesi, oppure pagare svariate centinaia di euro per farla subito, nella stessa sede, “in regime privato”; è nel presente che le famiglie non riescono a trovare un pediatra pubblico nel comune di residenza. E questi come gli altri infiniti problemi che incontriamo ogni giorno non si risolvono con qualche milione di nuovi mattoni e tra un decennio.
Per questo, bolliamo quello che è andato in scena in Consiglio Regionale a Torino il 4 aprile, ed il suo antipasto al Comune di Chieri il giorno precedente, come il consueto teatrino: in Regione il centrodestra ha votato a favore del nuovo ospedale a Cambiano, il PD contro (così come i sindaci di Moncalieri e Nichelino), ma solo per via della localizzazione. Invece a Chieri il sindaco PD si esprimeva a favore insieme alla minoranza di destra, addirittura già sottintendendo il partenariato pubblico-privato. Che è dove tutti costoro vogliono arrivare: alla passerella rossa per il “salvifico” privato, che così metta le mani nella golosa torta della Sanità non più Pubblica, universale e gratuita che, lo ribadiamo sempre, è nostro diritto individuale ed interesse collettivo.

𝐍𝐨𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐥’𝐚𝐦𝐦𝐨𝐝𝐞𝐫𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐨𝐬𝐩𝐞𝐝𝐚𝐥𝐢 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢, 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐚𝐬𝐬𝐮𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞, 𝐬𝐚𝐥𝐚𝐫𝐢 𝐚𝐝𝐞𝐠𝐮𝐚𝐭𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢, 𝐩𝐞𝐫 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐒𝐄𝐑𝐕𝐈𝐙𝐈𝐎 𝐒𝐀𝐍𝐈𝐓𝐀𝐑𝐈𝐎 𝐏𝐔𝐁𝐁𝐋𝐈𝐂𝐎!

Sì, il 4 aprile eravamo a volantinare davanti al Consiglio regionale del Piemonte. Eravamo noi quegli "alcuni cittadini"...
08/04/2023

Sì, il 4 aprile eravamo a volantinare davanti al Consiglio regionale del Piemonte. Eravamo noi quegli "alcuni cittadini" citati nel servizio del TGR, ed abbiamo seguito l'evolversi di quella giornata, con il voto del Consiglio favorevole all'ospedale unico di ASL TO5 a Cambiano. La commenteremo nel post successivo: per ora ci preme dire che andremo avanti a maggior ragione nel nuovo quadro che si viene in questo modo a definire, peggiorando di fatto ancora, in prospettiva, lo stato della sanità pubblica nel nostro territorio. Ci sarà infatti appunto il nuovo ospedale, ma sarà "unico", ed a quali condizioni?! Continuate a seguirci!

TGR Piemonte. Le ultime notizie della regione Piemonte aggiornate in tempo reale. - Edizione del 04/04/2023 - 14:00

INIZIATIVA PRESSO IL CONSIGLIO REGIONALEIn questo post 👉🏽 https://bit.ly/3ZHViJ0 avevamo annunciato un nuovo evento, in ...
04/04/2023

INIZIATIVA PRESSO IL CONSIGLIO REGIONALE
In questo post 👉🏽 https://bit.ly/3ZHViJ0 avevamo annunciato un nuovo evento, in arrivo molto presto. Si tatta di questa nostra presenza oggi qui, in relazione a quanto riportiamo qui sotto: noi ci saremo, con il volantino riportato in foto. Che segna un altro inizio, in questa data: l'inizio del confronto sul nostro territorio contro l'operazione varata oggi dal Consiglio regionale. Non contro il nuovo ospedale: contro la dinamica di privatizzazione della sanità pubblica sul nostro territorio. Niente di clamoroso, saremo in 4, con un volantino: affinchè si sappia però, intanto, che "c'è chi dice no" e si organizza per questo. Ne riparleremo nelle assemblee comunali, per costruire questa organizzazione: continuate a seguirci! 👇🏽

http://www.cr.piemonte.it/web/comunicati-stampa/comunicati-stampa-2023/545-marzo-2023/11312-sette-giorni-in-consiglio-3 #:~:text=Il%20presidente%20ha%20convocato%20il,Piano%20rifiuti%20urbani%20e%20altri.

APPENA NATO E GIA' FURBESCAMENTE ETICHETTATO?Eh no, non ci sta bene! Il Comitato a Difesa della Sanità Pubblica ASL TO5 ...
03/04/2023

APPENA NATO E GIA' FURBESCAMENTE ETICHETTATO?
Eh no, non ci sta bene! Il Comitato a Difesa della Sanità Pubblica ASL TO5 risponde alla consigliera Rachele Sacco ed intanto rettifica nuovamente quanto scritto dai giornali: siamo un Comitato di cittadini/e, che aspira a crescere aggregando altri/e cittadini/e ed organizzazioni di vario genere, purché con una vera comunità di intenti e di principi. Tra di noi ci sono anche esponenti sindacali e di Unione Popolare (che comprende le altre forze politiche citate dalla consigliera).
L’articolo apparso il 24/03/2023 sul Corriere di Chieri cui fa riferimento la consigliera conteneva informazioni fuorvianti, a partire dal titolo: la nostra “battaglia” per la Sanità Pubblica infatti è ad ampio raggio, essendo purtroppo ad ampio raggio la devastazione del Servizio Sanitario Nazionale, non limitata ai progetti futuribili di ospedali “unici”, che da anni fungono da pretesto per lasciare andare in malora le strutture esistenti. Dalla carenza di medici di medicina generale alle liste di attesa infinite, alla mancanza assoluta di attrezzature come la risonanza magnetica… Non ci dilunghiamo qui su ciò che i/le nostri/e concittadini/e sperimentano quotidianamente sulla propria pelle. Abbiamo analizzato la situazione, considerando anche i problemi di operatori ed operatrici del settore, in un documento che vi invitiamo a leggere su questa nostra pagina Facebook.
A livello locale, una divergenza sostanziale da altri soggetti che dicono di agire a difesa della Sanità Pubblica è che, per noi, l’ospedale di Chieri (e quelli di Moncalieri, Carmagnola e Nichelino) NON dovranno chiudere o essere declassati neanche una volta che entrerà in funzione il futuribile ospedale, che esso sia costruito a Cambiano o in altro Comune. Noi non siamo contro tale nuovo ospedale, ma contro l'idea di un ospedale "unico": ci opponiamo, cioè, alla riduzione del numero delle strutture ospedaliere e dei servizi da esse offerti sul territorio, una riduzione che di fatto è già in corso da anni. Perciò chiediamo l’immediato avvio della ristrutturazione degli ospedali esistenti.
Il fumo retorico della nuova edilizia sanitaria, che include oltre agli ospedali “unici” la realizzazione delle Case di Comunità previste dal PNRR (come quella presentata in p***a magna a Trofarello il 16 marzo scorso), occulta il problema cruciale della carenza di operatori ed operatrici. Le nuove strutture saranno gusci vuoti senza personale pubblico, che già manca dappertutto. I servizi saranno dunque per forza appaltati a privati. Ed il privato entra nel business sin dalla costruzione degli ospedali unici: si comincia con il finanziamento mediante fondi INAIL e si finisce con il partenariato pubblico-privato. Però il privato in cambio si prende una fetta dei servizi.
E questa è l’altra differenza fondamentale del nostro Comitato rispetto ad altre iniziative, in cui crediamo rientri quella della consigliera Sacco: ossia che noi abbiamo individuato nella lotta alla privatizzazione ed all’aziendalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale il mezzo per ridare non solo “efficienza”, ma dignità alla Sanità Pubblica. Attualmente vediamo invece, anche a livello nazionale, soltanto proposte demagogiche e programmi “per la Sanità” elaborati da facoltosi personaggi, che per ridurre le liste d’attesa favoriscono le strutture accreditate e convenzionate, e l’attività privata intramoenia dei medici, anziché il servizio pubblico finanziato dalla fiscalità generale, come vuole la Costituzione.
Ribadiamo infatti che il nostro Comitato non opera in base ad un’appartenenza politica, ma secondo una precisa idea della Sanità, quella fissata dall’art. 32 della Costituzione: salute come diritto dell’individuo e come interesse della collettività. Da ciò discende il carattere pubblico, universale e gratuito del Servizio Sanitario Nazionale, il cui smantellamento da decenni è operato con demagogia, per aprire al privato, dal partito trasversale nazionale e regionale. 👎🏽

Rachele Sacco sul nuovo comitato per la difesa della sanità pubblica. "C'è già il mio, fondato 10 anni fa..."

CE N'EST QU'UN DEBUT...Questo nostro inizio corrisponde ora al cambio di nome della pagina, che dice così compiutamente ...
03/04/2023

CE N'EST QU'UN DEBUT...
Questo nostro inizio corrisponde ora al cambio di nome della pagina, che dice così compiutamente ciò che siamo e che vogliamo essere. Intanto venerdì scorso, 31 marzo, abbiamo realizzato il nostro primo evento: al Cinema (vedi richiamo in basso), con presenze poche ma buone e con breve, ma significativo, dibattito finale. Il miglior auspicio, adesso, è proprio lo slogan del maggio francese: "non è che l'inizio, continuiamo la lotta" (imparare un po' di francese, di questi tempi, ci fa solo bene). La nostra iniziativa ora continua: intanto, come leggerete nel post successivo, prendendo posizione sul modo in cui i giornali locali, e non solo essi, hanno trattato questo inizio del nostro percorso. Poi, a breve convocheremo le prime assemblee nei comuni del territorio; ma prima, subito il secondo evento importante, sugli sviluppi in corso per quanto riguarda questa ASL. Organizzato nel più breve tempo possibile, per una scadenza ravvicinata, lo troverete all'inizio della pagina nelle prossime ore. Continuate a seguirci!

24/03/2023
Qui il documento costitutivo del Comitato: 👇🏽
24/03/2023

Qui il documento costitutivo del Comitato: 👇🏽

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Centro Giovanile Arka/Piazza Vincenzo Caselli, 19
Chieri
10023

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