25/04/2026
🇮🇹 𝟮𝟱 𝗔𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲: 𝗹𝗮 𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮𝘁𝗼 𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝗰𝗶𝘃𝗶𝗹𝗲
La Festa della Liberazione non è soltanto una data nel calendario civile. È, per chi esercita la professione psicologica, un'occasione di rilettura del proprio mandato: perché 𝗹𝗮 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁à è 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗮 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲, senza la quale l'integrità della persona e la sua autodeterminazione non possono esistere.
Guardando agli scenari di guerra che attraversano il mondo in questo momento, la nostra comunità professionale non può restare in silenzio.
I conflitti armati non distruggono soltanto le infrastrutture fisiche: frammentano il tessuto relazionale e mentale delle popolazioni, generano 𝘁𝗿𝗮𝘂𝗺𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶 𝗲 𝘁𝗿𝗮𝗻𝘀𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶 che richiedono decenni per essere elaborati, annientano quella capacità empatica che è il fondamento di ogni convivenza civile.
🎙️«In questo delicato frangente storico globale, celebrare la Liberazione richiede una presa di coscienza attiva da parte della nostra comunità» sottolinea il 𝗣𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗢𝗿𝗱𝗶𝗻𝗲, 𝗶𝗹 𝗣𝗿𝗼𝗳. 𝗘𝗻𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗣𝗲𝗿𝗶𝗹𝗹𝗶.
«Il nostro compito professionale non si esaurisce nella stanza di consultazione, ma si estende alla tutela dei diritti umani e alla ricostruzione del tessuto collettivo. Dobbiamo essere costruttori quotidiani di una 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗰𝗲, contrastando la frammentazione emotiva e riaffermando il valore dell'empatia contro ogni forma di annientamento dell'individuo.»
Celebrare il 25 Aprile significa allora rinnovare il nostro impegno etico e deontologico: promuovere, nei luoghi di cura, nelle scuole e nei servizi territoriali, una 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗮𝗰𝗲, 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗹𝗶𝘁𝘁𝗶.
La pace collettiva si tutela anche attraverso la cura della salute mentale e la difesa instancabile della dignità umana. Questo, oggi come sempre, è il nostro compito.