16/01/2026
LA MASCHERA STRETTA PORTA AI SINTOMI, ASCOLTALI!
Mi capita spesso di incontrare persone il cui malessere è legato alle idee di adeguatezza o di inadeguatezza che si portano dietro.
Gli hanno detto che per andare bene bisogna essere sempre “tutti d’un pezzo”: sempre lucidi, incrollabili, imperturbabili, convinti di sapere ciò che è giusto e che è sbagliato che tradotto vuol dire anestetizzati. E arriva l’attacco di panico.
Gli hanno detto che è necessario fare, dimostrare, performare, concretizzare, dimostrare con i dati, senza mai fermarsi. Che la propria vulnerabilità o le proprie o insicurezze sono indice di debolezza o di non valere. E arriva la depressione.
Oppure che non è ammissibile arrabbiarsi, sentirsi contrariati, che bisogna incarnare la calma fatta persona, che non si può mai dire “no, non sono d’accordo”, che bisogna adeguarsi a qualunque comportamento dell’altro perché non si può rischiare di perderlo. Che l’approvazione è irrinunciabile. E arriva l’insonnia.
Sono queste idee ad essere sbagliate, dannose, distruttive, non le emozioni che ci stanno dietro.
Sono queste idee malsane a reprimere ciò che sentiamo davvero dentro, chi siamo, ciò che proviamo, ciò che desideriamo. A distruggere la bellezza di chi si è.
Idee che derivano dal proprio passato, dalla propria infanzia, idee che si sono assorbite nel tempo per adattarsi al contesto affettivo e non sentirsi rifiutati (spesso dalle proprie figure di riferimento).
Perché sentirsi rifiutati è una ferita enorme per un bambino.
E così anche oggi da adulti si continua a credere che quelle idee siano inconfutabili, a imporsi una maschera antica perchè si è ancora convinti che non si possa funzionare diversamente e che senza quella maschera le conseguenze saranno catastrofiche.
Anche se la maschera sta troppo stretta.
La maschera dell’essere ciò che immagino possa garantirmi più sicurezza, più consenso, più riconoscimento.
La psicoterapia funziona se aiuta a togliersi la maschera, e a ritrovare chi si è davvero, a riaccendere il proprio sentire.
E se questo comporta perdere qualcuno ben venga, la cosa più importante è non perdere se stessi.
La maschera stretta porta ai sintomi.
Il sintomo ti dice che ti stai perdendo.
Non che sei sbagliato, che hai bisogno di ritrovarti, ANCHE correndo il rischio di non piacere.
Perché la vera libertà è poter essere.