24/01/2026
Il prosciutto cotto, come le altre carni rosse e carni lavorate, è classificato come cancerogeno/probabilmente cancerogeno dalla letteratura scientifica già dal 2015.
Questa non è quindi una notixia nuova. Il problema è che spesso il concetto viene comunicato male, ed è facile cadere in interpretazioni non corrette.
👉 Le cause principali non sono “la carne in sé”, ma:
alto contenuto di ferro eme
(stress ossidativo, maggiore produzione di radicali liberi e possibile danno al DNA)
sale, nitrati e nitriti
(Nitrati e nitriti vengono convertiti in N‑nitrosammine che hanno un attività se cancerogena)
cotture violente e affumicatura
che portano alla formazione di ammine eterocicliche e idrocarburi policiclici aromatici, composti potenzialmente cancerogeni
👉 Aumentare la probabilità non significa causare.
Non sono la causa diretta di un tumore.
Non è che se le mangi, automaticamente ti viene un tumore.
👉 Il rischio aumenta se:
le consumi in grandi quantità
con alta frequenza
all’interno di uno stile alimentare e di vita poco equilibrato
Non pensiamola come un dito che accende un interruttore e via alla catastrofe.
👉 Sono spesso messe nella stessa categoria di fumo e alcol, ma questi ultimi aumentano il rischio in modo molto più marcato.
Quindi ha poco senso puntare il dito contro la carne rossa se poi si fuma o si consuma molto alcol.
✅ Niente terrorismo alimentare.
Non sarà la grigliata di Pasquetta a “ucciderti”, né il prosciutto preso per comodità ogni tanto.
Come sempre, diventa problematico l’abuso, non il consumo occasionale.
👉 I consigli restano gli stessi:
prediligi un’alimentazione prevalentemente vegetale
ricca di verdure, frutta e cereali
varia le fonti proteiche, includendo anche quelle vegetali
inserisci le carni rosse e lavorate in modo limitato e consapevole