03/12/2025
Molte diete promettono di dimagrire mangiando a sazietà e di non provare fame. Ma dal punto di vista fisiologico questo è impossibile.
Finché il peso corporeo rimane al di sopra del proprio set point, cioè il livello di equilibrio energetico, metabolico e ormonale, determinato geneticamente, è possibile perdere grasso senza avvertire un forte stimolo della fame. Il sistema di regolazione dell’appetito è infatti ancora “in zona di sicurezza”.
Quando però si scende al di sotto del set point, il corpo interpreta questa condizione come una minaccia alla sopravvivenza. Gli adipociti, svuotandosi, producono meno leptina, l’ormone chiave della regolazione energetica. La riduzione della leptina innesca una serie di adattamenti: aumento della fame, maggiore attrazione per cibi ad alta densità calorica e riduzione del dispendio energetico tramite calo del NEAT e della termogenesi.
Questi meccanismi sono profondamente radicati nella nostra fisiologia evolutiva e spiegano perché dimagrire oltre una certa soglia genetica sia così difficile. Non è questione di forza di volontà: è il cervello che segnala di mangiare di più e muoversi di meno per riportare il corpo verso il suo set point.
Il messaggio chiave è che nessuna dieta può annullare questa biologia: può solo gestirla nel modo più intelligente e sostenibile possibile.
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