Daniela De Santis Psicologa Formatrice

Daniela De Santis Psicologa Formatrice Consulenza psicologica percorsi formativi di crescita personale e professionale coaching e formazione

Sono Daniela De Santis, psicologa, iscritta all'Ordine degli Psicologi del Lazio. Da 18anni mi occupo di consulenza psicologica individuale e di formazione

- ho lavorato per società di formazione che erogano corsi formativi in ambito professionale e sono abilitata alla formazione dei formatori

- oggi la mia attività è focalizzata sullo sviluppo delle risorse personali e delle capacità necessarie per migliorare l'efficacia personale e professionale

Monday Post di Febbraio 1/4A gennaio abbiamo fatto spazio. Abbiamo sentito, sostato, messo confini, scelto di restare un...
02/02/2026

Monday Post di Febbraio 1/4

A gennaio abbiamo fatto spazio. Abbiamo sentito, sostato, messo confini, scelto di restare un po’ di più con noi. E, finito il mese che sembrava interminabile, ecco che è arrivato febbraio. Se in questi giorni ti sorprenderai a pensare: “Lo so cosa mi farebbe bene, ma non riesco a farlo”, non stai tornando indietro, stai incontrando la parte più vera del cambiamento.
C’è sempre uno scarto tra il capire e il riuscire. Tra ciò che sappiamo e ciò che, nella quotidianità, riusciamo a praticare. E questo scarto non è un fallimento: è un passaggio. È qui che tornano gli automatismi, i vecchi equilibri, le richieste. È qui che il corpo è più stanco delle intenzioni. Ed è spesso qui che siamo più durə con noi stessə.
Ma il lavoro su di sé non è una linea retta. Non è “adesso ho capito, quindi non cadrò più”. È tornare a scegliere, ogni volta che possiamo, anche in modo imperfetto.
A volte il passo possibile non è fare di più, ma smettere di colpevolizzarci perché oggi facciamo meno. A volte è riconoscere che esserci, anche a metà, è già esserci.
Se febbraio ti sembrerà meno luminoso, più faticoso, non significa che il lavoro fatto a gennaio sia stato inutile. Significa che stai portando ciò che hai sentito dentro la vita reale. E questo, anche se non si vede, è già continuità.
Per questa prima settimana di febbraio, forse può bastare scegliere un gesto piccolo, sostenibile, che ti tenga in contatto con te. Non quello ideale, ma quello possibile.
E quando salta, invece di chiederti “perché non ci riesco”, prova a domandarti: “di cosa avrei bisogno, oggi, per reggermi un po’ meglio?”
A volte la continuità non è fare sempre. È tornare, senza punirsi.

Che questa settimana possa essere un primo passo per stare nel nostro tempo senza doverci snaturare. 🌿🌸✨

Monday Post di Gennaio 4/4In questi giorni capita di leggere notizie che lasciano senza parole.Non solo per ciò che è ac...
26/01/2026

Monday Post di Gennaio 4/4

In questi giorni capita di leggere notizie che lasciano senza parole.
Non solo per ciò che è accaduto, ma per la domanda che resta addosso: com’è possibile essere arrivatə fin qui? O forse tornatə…
Davanti a certe forme di violenza e disumanità, la reazione più comprensibile è chiudersi.
Indurirsi. Smettere di sentire, perché sentire fa male.
Eppure, se ti senti sconvoltə, arrabbiatə, stancə o confusə, non c’è nulla di sbagliato in te. È il segno che qualcosa dentro è ancora viva, sensibile, attenta.
Nei post delle settimane scorse abbiamo parlato di fare spazio, di restare, di SO-stare.
Anche questo momento chiede la stessa cosa: restare senza anestetizzarci, senza diventare cinicə per proteggerci, senza normalizzare ciò che non dovrebbe mai diventare normale. Restare umanə oggi non significa avere risposte, né farsi carico di tutto, significa non perdere il contatto con ciò che ci rende tali: la capacità di sentire, di indignarci, di prenderci cura, anche nel piccolo.
Forse non possiamo cambiare il mondo intero ma possiamo scegliere di non diventare durə. Possiamo scegliere di non smettere di vedere l’altro come una persona, di coltivare, nei gesti quotidiani, attenzione, responsabilità e cura.
Può sembrare poco ma forse non lo è, perché è da lì che passa l’umanità, quando tutto intorno sembra smarrirla 🌿🌸💛

24/01/2026

🌿 𝗜𝗻𝗮𝘂𝗴𝘂𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝗲𝗿𝗼 𝗲𝗰𝗼𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗥𝗼𝗺𝗮
Roma si arricchisce di un nuovo spazio dedicato al benessere fisico e mentale, in cui il contatto con la natura diventa parte integrante della cura di sé.

📍Sabato 24 gennaio, alle ore 15.30, sarà inaugurato presso Villa Leopardi il Sentiero Ecopsicologico “VerdIdentità”, il primo percorso urbano di ecopsicologia della Capitale. Realizzato dal II Municipio in collaborazione con l’Ordine degli Psicologi del Lazio, l'evento vedrà la partecipazione di Francesca Del Bello Presidente Municipio Roma 2, degli assessori della Giunta e di una rappresentanza dell'Ordine professionale.

Il “Sentiero VerdIdentità” porta anche nella nostra città un modello di connessione e rigenerazione ispirato ai principi della mindfulness e della consapevolezza di sé, già diffuso in altre capitali europee.

💬Come spiega la dott.ssa Francesca De Cagno, coordinatrice del progetto per l’Ordine degli Psicologi del Lazio “questo sentiero nasce con l’obiettivo di rendere accessibile a tutti un’esperienza semplice ma profonda di benessere e riconnessione con la natura, fondamentale nel tempo troppo caotico e stressante tipico delle grandi città”.

L’iniziativa si inserisce nel progetto Ecopsicologia dell’Ordine degli Psicologi del Lazio che, in sintonia con la crescente sensibilità verso gli effetti benefici della natura tanto sul corpo quanto sulla psiche individuale, si propone di diffondere una cultura del benessere fondata sulla relazione tra salute psicologica e salute del pianeta e di promuovere stili di vita più consapevoli, empatici e sostenibili.

👨‍👩‍👧‍👦 Il sentiero è gratuito e aperto a tutti: cittadini, famiglie, scuole e professionisti della salute.

Un’esperienza accessibile e inclusiva che propone la natura come alleata quotidiana del benessere psicologico, anche nel cuore della città.

21/01/2026
Monday Post di Gennaio 3/4Dopo aver fatto un po’ di spazio per noi, potremmo aspettarci di sentirci subito meglio. E inv...
19/01/2026

Monday Post di Gennaio 3/4

Dopo aver fatto un po’ di spazio per noi, potremmo aspettarci di sentirci subito meglio. E invece potrebbe non accadere. Magari sentiamo silenzio. O stanchezza. O quella strana irrequietezza che non ha ancora parole.
Spesso è proprio qui che nasce il disagio: ci chiediamo se stiamo facendo la cosa giusta e perché non ci sentiamo più leggerə.
Ed è proprio qui che entra in gioco il SO-STARE.
Non il fare. Non il sistemare. Non il capire tutto.
Stare con quello che c’è, così com’è. Anche se è scomodo. Anche se non è chiaro.
Perché per molto tempo siamo statə bravə a reagire, a resistere, a tenere duro.
Ma stare…stare senza scappare, senza giudicare, è un’altra cosa.
Ed è una cosa che si impara piano.
Il SO-STARE non è passività. È presenza. È dare al corpo e alle emozioni il tempo di dirci ciò che finora non era stato possibile ascoltare.
E a volte significa anche accettare che non tuttə capiscano questo passaggio.
Il SO-STARE ha bisogno di confini gentili: non spiegare tutto, non convincere nessunə, non pretendere comprensione immediata.
Alcune cose hanno bisogno di essere abitate, prima ancora che raccontate.
Il bisogno di essere vistə, compresə, tenutə vicino non sparisce quando impariamo a stare con noi.
Cambia direzione. Non chiede più conferme a tuttə, ma presenza vera a qualcunə.
Condividere diventa una scelta, non una richiesta di legittimazione.
Il SO-stare non è chiudersi. È distinguere. Tra chi può reggere la nostra verità e chi, semplicemente, non è prontə o non è nel momento giusto.
Se in questi giorni ti senti così, non stai perdendo terreno. Stai facendo qualcosa di nuovo: stai restando. Restando con te. E non è poco 🧡 🌿✨

Monday Post di Gennaio 2/4La settimana scorsa parlavamo di ritrovarsi, non per tornare come prima, ma per chiederci chi ...
12/01/2026

Monday Post di Gennaio 2/4

La settimana scorsa parlavamo di ritrovarsi, non per tornare come prima, ma per chiederci chi vogliamo essere adesso.
E oggi restiamo lì, su quel confine sottile tra fare spazio a sé e la paura di sembrare egoistə.
A volte non è dal fare di più che si ricomincia, ma dal ridimensionare.
Dal togliere peso.
Dallo smettere, poco alla volta, di reggersi solo sulla rinuncia: fare spazio a sé non è voltare le spalle agli altri. Non è diventare egoistə. Non è rompere legami.
È iniziare a stare nelle relazioni senza scomparire. È smettere di dire sempre “sì” quando dentro qualcosa si contrae. È riconoscere che la cura, per essere sostenibile, ha bisogno di equilibrio.
Il sospetto di egoismo spesso nasce lì: quando per anni abbiamo confuso il prenderci cura con il sacrificarci, quando abbiamo imparato che il nostro valore sta nel tenere insieme tutto anche a costo di noi stessə. Ma una relazione basata su questo non è più sana. Prendersi cura non dovrebbe significare scomparire. Le relazioni sane non chiedono di annullarsi, chiedono presenza, RECIPROCITA’, confini che permettono a tuttə di respirare. Non è il disinteresse verso l’altrə che stanca le relazioni. È l’assenza di equilibrio. È quando uno si svuota perché l’altro resti in piedi.
La presenza nasce quando non sei costrettə a lasciarti fuori. Fare spazio a sé non significa smettere di esserci per l’altrə. Significa esserci senza perdersi.
Perché una relazione resta viva solo se entrambe le parti possono restare intere.

Questo lunedì prova a chiederti di cosa hai bisogno oggi per non perderti ancora, ad ascoltarti un po’ di più e a colpevolizzarti un po’ di meno.

Buona settimana 🤗🌸

🧹🧹✈️ Ha scelto la scopa come mezzo di trasporto… e non per spazzare i pavimenti.Porta doni 🎁, un po’ di carbone ⚫… e, co...
06/01/2026

🧹🧹✈️ Ha scelto la scopa come mezzo di trasporto… e non per spazzare i pavimenti.
Porta doni 🎁, un po’ di carbone ⚫… e, come ogni anno, si porta via anche le ultime scintille delle feste 🎉
Guarda il disordine, scrolla le spalle e dice:
“Va bene così, per oggi.”
Domani si riparte con il tran tran quotidiano, liste da spuntare e ritmi più serrati…
Ma possiamo farlo con leggerezza, un passo alla volta, portando con noi qualche scintilla di festa e di gioia, e ricordandoci che fare spazio per noi stessə rende tutto più sostenibile.
Ma prima, un pensiero di profonda vicinanza va a chi, durante il passaggio da un anno all’altro, ha perso figli e figlie, e a chi ha vissuto in prima persona quegli istanti tragici con dolore, paura o impotenza…Per loro non parole, solo una profonda e silenziosa vicinanza.

Per noi invece le parole ci sono: quanto successo non è né nuovo né imprevedibile, eventi analoghi si sono già verificati in altri luoghi e in altri tempi e, in alcuni casi, hanno portato a pratiche più attente, a prevenzione concreta e a maggiore cura. Purtroppo però non tutti agiscono con la stessa serietà e questo ci invita a ricordare che, anche nei gesti più piccoli della quotidianità, ciascunə di noi può fare la differenza coltivando attenzione, cura e prevenzione, trasformando queste riflessioni in azioni concrete.

E che quest’Epifania, insieme alle feste, si porti via disattenzione, superficialità e improvvisazione, lasciando spazio a più ascolto, presenza e e a quel tipo di leggerezza che ci permette di planare sulla vita, pieni ma non pesanti. 🌿❤️

Monday Post di Gennaio 1/4Ti è mai capitato di guardarti allo specchio e non riconoscerti più?Succede quando la vita, se...
05/01/2026

Monday Post di Gennaio 1/4

Ti è mai capitato di guardarti allo specchio e non riconoscerti più?
Succede quando la vita, senza chiedere permesso, ci infila nelle agende degli altri.
Appuntamenti, ruoli, richieste e doveri che spesso spingono ai margini, tra una priorità e l’altra. Non perché non ti importi di te, ma perché per molto tempo hai fatto quello che serviva. Hai tenuto insieme cose, persone, responsabilità.
Hai retto. Hai resistito. Hai fatto spazio.
Se oggi ti senti un po’ lontanə da te stessə, non sei stranə, non sei in ritardo, non sei sbagliatə. Sei semplicemente stancə di sopravvivere e forse prontə, anche solo un poco, a tornare ad ascoltarti.
Ritrovarsi non significa “tornare come prima”.
Perché prima, probabilmente, eri già troppo occupatə a reggere tutto.
Ritrovarsi significa chiedersi con onestà: chi voglio essere adesso?
Cosa mi fa bene oggi, non anni fa. Di cosa ho bisogno, davvero.
E no, non serve avere subito risposte chiare.
A volte basta iniziare con una domanda gentile e concedersi il permesso di fermarsi un momento.

Nei prossimi giorni torneremo su questi temi, con calma:
su quel sospetto di egoismo che può emergere quando iniziamo a farci spazio,
e su come restare in relazione senza doverci mettere da parte.
Un passo alla volta 👣 🌷👣

Buon 2026! ✨Le pagine del nuovo anno sono ancora bianche, e si può cominciare piano, quasi in silenzio.Basta un po’ di a...
02/01/2026

Buon 2026! ✨

Le pagine del nuovo anno sono ancora bianche, e si può cominciare piano, quasi in silenzio.
Basta un po’ di attenzione a noi stessi, qualche gesto gentile, e la voglia di ritrovare piccole luci nella quotidianità di tutti i giorni.
Per accompagnarci in questo nuovo capitolo, dal 5 gennaio arriva il Monday Post:
una piccola bussola emotiva, ogni lunedì, pensata per ritrovare se stessi, respirare, sorridere un po’, e ricordarci che non dobbiamo farcela da solə. 🌿
Inoltre il Dandes Studio il 7 gennaio riapre con:
- percorsi personalizzati, cuciti sulle esigenze di chi vuole sostenersi passo passo, con
strumenti concreti per stare meglio nella quotidianità;
- incontri di gruppo su diverse tematiche,
- gruppo di lettura "leggère tra le righe”
- percorso yoga mindfulness
tutte attività pensate per coltivare consapevolezza, benessere e connessione con stessə.

Il 2025 sta per chiudere la porta alle nostre spalle e guardandolo vedo un anno in cui la paura, la rabbia e la tristezz...
31/12/2025

Il 2025 sta per chiudere la porta alle nostre spalle e guardandolo vedo un anno in cui la paura, la rabbia e la tristezza hanno avuto uno spazio e un’intensità che non avrei voluto: momenti in cui la leggerezza sembrava un lusso, la gioia un’esplosione troppo rara mentre il mondo intorno a noi continuava e continua a muoversi tra caos, incertezze e notizie che stringono lo stomaco.
Ho pianto per cose grandi e piccole, ho sorriso, a volte quasi per forza, ho sentito la fatica di essere presente e viva in un tempo che sembra spesso troppo veloce, o troppo ingiusto.
Eppure, tra tutto questo, ci sono state piccole luci: gesti gentili, risate improvvise, abbracci, momenti di silenzio in cui respirare e sentire che non tutto è perduto e anche momenti di divertimento e spensieratezza, momenti di belle soddisfazioni e nuovi apprendimenti. Momenti in cui ho ricordato a me stessa che non serve essere sempre forti, che la vulnerabilità è coraggio e che restare curiosi e aperti è già una forma di resistenza.
NON SO cosa porterà il 2026, e non ho ricette magiche…
anche se l’esperienza mi ha mostrato che applicare e praticare conoscenze basate su principi e leggi universali, a volte non nell'immediato, ma sulla lunga distanza si traduce in crescita e comprensione autentica, confermando che la costanza e la pratica sono più importanti della rapidità dei risultati. Trust the process!
SO solo che voglio entrare in questo nuovo anno con la stessa sincerità, con la voglia di sentire, di sbagliare, di cadere e rialzarmi, di affrontare ciò che verrà sempre con occhi aperti e cuore attento, anche quando fa male, guardando in faccia la verità senza cercare consolazioni illusorie.
Il mondo è imperfetto, noi siamo imperfetti (e menomale!), le emozioni sono forti, ma la capacità di restare vivi, curiosi e gentili è un dono prezioso che possiamo coltivare ogni giorno.
Buon 2026, con tutta l’umanità che ci portiamo dentro e che sia per tutti un anno in cui la chiarezza, l’ascolto, la comprensione e il rispetto diventino parte concreta della nostra vita 🤗🌸🌻

Importante e urgente ‼️
19/12/2025

Importante e urgente ‼️

Educazione sessuo-affettiva a Scuola: Educare è proteggere!

Nelle prossime settimane il Senato deciderà sul DDL Valditara che vieta l’educazione sesso-affettiva nella scuola primaria.
AltraPsicologia promuove una petizione aperta ai cittadini per difendere il diritto di bambine bambini e adolescenti ad avere un’educazione sessuo-affettiva a scuola.

Non è ideologia
È prevenzione, salute, rispetto, consenso.
È protezione reale dei bambini e degli adolescenti.

Senza educazione sessuoaffettiva a scuola, lasciamo ragazze e ragazzi soli ed esposti a violenza, bullismo, stereotipi, disinformazione.

Firma + Condividi + Prendi posizione
Questa firma conta!

https://www.change.org/EducazioneSessuoAffettiva_AP

Educare è proteggere
E oggi tocca a noi!

LEGGERE TRA LE RIGHE🧚‍♀️🪶È uno spazio creato per condividere storie e respirare emozioni, un laboratorio per ritrovarsi ...
05/12/2025

LEGGERE TRA LE RIGHE🧚‍♀️🪶

È uno spazio creato per condividere storie e respirare emozioni, un laboratorio per ritrovarsi attraverso incontri di lettura, riflessione e ascolto.
Ci incontreremo la seconda domenica del mese, per tutto il 2026.
La lettura, diceva Gianni Rodari, è quel sesto senso che va piantato, annaffiato, curato. I libri sono semi: alimentano la mente, accrescono l'intelligenza, la creatività, come il cibo irrobustisce le ossa e i muscoli.
Leggere aumenta l'empatia, la comprensione di se stessi, la propria identità sociale, la capacità di comprendere meglio la propria personalità e quella degli altri e la capacità di comprendere culture diverse dalla propria.
Per come è strutturato “Leggère tra le righe” concilia la dimensione solitaria della lettura e la naturale intimità del leggere con il piacere di condividere e di confrontarsi con altre visioni e punti di vista.
Se vuoi saperne di più e/o prenotare il tuo posto, scrivimi in privato,
a presto 🤗 🌼

Indirizzo

Vicolo Ranucci 2
Civitavecchia
00053

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