Daniela De Santis Psicologa Formatrice

Daniela De Santis Psicologa Formatrice Consulenza psicologica percorsi formativi di crescita personale e professionale coaching e formazione

Sono Daniela De Santis, psicologa, iscritta all'Ordine degli Psicologi del Lazio. Da 18anni mi occupo di consulenza psicologica individuale e di formazione

- ho lavorato per società di formazione che erogano corsi formativi in ambito professionale e sono abilitata alla formazione dei formatori

- oggi la mia attività è focalizzata sullo sviluppo delle risorse personali e delle capacità necessarie per migliorare l'efficacia personale e professionale

Monday Post di Marzo 5/5Non è primavera solo fuori. A volte è anche, e soprattutto, dentro.E non è detto che sia sempre ...
30/03/2026

Monday Post di Marzo 5/5

Non è primavera solo fuori. A volte è anche, e soprattutto, dentro.
E non è detto che sia sempre piacevole. Perché quando qualcosa si muove davvero,
non profuma di rinascita ma sa di verità che hai evitatə.
Crescere non è diventare qualcunə di nuovo, ma smettere di scappare da ciò che sei.
E smettere di scappare non è motivante, non è leggero, non è instagrammabile. È scomodo.
Quindi se in questi giorni ti senti più irritabile, più stancə, più confusə…
non stai sbagliando strada. Stai iniziando a guardare.
Da lì non si torna indietro.
E se guardare da solə diventa troppo, non è perché “non sei abbastanza fortə”.
È perché alcune cose hanno bisogno di essere attraversate insieme a qualcunə che sappia accompagnarti.
Perciò, se senti che è il momento di smettere di girarci intorno, fatti aiutare.
Non per cambiare ciò che sei, ma per iniziare davvero a incontrarti.
E smettere di evitarti!

Buon lunedì e buona settimana 🌿🌸

Monday Post di Marzo 4/5Ci sono alcune parti di noi che restano in attesa, forse perché non siamo ancora prontə a guarda...
23/03/2026

Monday Post di Marzo 4/5

Ci sono alcune parti di noi che restano in attesa, forse perché non siamo ancora prontə a guardarle: evitiamo ciò che ci fa paura, ciò che ci mette in discussione, ciò che chiede un cambiamento reale.
Non è debolezza, è solo qualcosa che, fino ad oggi, era troppo.
Ma arriva un momento, in cui possiamo avvicinarci un po’ di più, con rispetto e con i nostri tempi. Perché è proprio lì, in ciò che evitiamo, che si apre la possibilità di diventare più fedeli a ciò che siamo. E non serve affrontare tutto insieme, non serve forzarsi, forse solo fare un passo appena più vicino a ciò che stai evitando.
E provare a restare.
Perché diventare ciò che siamo non è un atto di forza, ma un gesto di verità che, pian piano, trova il coraggio di guardarsi. E a volte basta non voltarsi più dall’altra parte. Diventiamo ciò che siamo nel momento in cui smettiamo di evitarci.
Forse anche la primavera inizia così: non con qualcosa che esplode all’improvviso, ma con ciò che, piano, trova il coraggio di emergere. E allora, senza forzarci a fiorire, possiamo iniziare ad affiorare, semplicemente, per ciò che siamo.
Buona primavera 🌿🌸

Monday Post di Marzo 3/5Marzo è un mese curioso. Un giorno sembra già primavera: luce dura di più, l’aria è più mite, si...
16/03/2026

Monday Post di Marzo 3/5

Marzo è un mese curioso. Un giorno sembra già primavera: luce dura di più, l’aria è più mite, si ha la sensazione che qualcosa stia ripartendo.
Il giorno dopo torna il freddo, il cielo si chiude, e ci chiediamo se ce lo siamo solo immaginato. La natura, però, non si scoraggia, non aspetta condizioni perfette per provarci. Fa un tentativo. Poi un altro. Poi un altro ancora.
Forse anche per noi potrebbe essere così.
Non serve sapere già tutto. Non serve sentirsi prontə al cento per cento.
A volte basta fare un primo tentativo. Dire una cosa che teniamo dentro da tempo. Provare qualcosa di nuovo. Muovere un passo piccolo ma sincero nella direzione che sentiamo più nostra.
La primavera non nasce da un gesto perfetto. Nasce da molti tentativi. E spesso la vita cambia proprio così: non quando siamo sicuri, ma quando troviamo il coraggio di provarci.
Questa settimana prova a chiederti: qual è il mio piccolo tentativo? Non quello che cambia tutto, ma quello che apre appena una possibilità. A volte la primavera comincia proprio da lì. 🌿🌸

Monday Post di Marzo 2/5Le notizie, di questi giorni, ma direi di questi ultimi anni,  che arrivano incessanti e surreal...
09/03/2026

Monday Post di Marzo 2/5

Le notizie, di questi giorni, ma direi di questi ultimi anni, che arrivano incessanti e surreali, pesano. Mi accorgo di quanta fatica ci sia nel restare apertə davanti a tutto questo. Forse oggi l’unica cosa possibile è non smettere di sentire, e lasciare che il battito della speranza continui ad alimentare i nostri pensieri, le nostre azioni, la vita. Se anche tu senti questa fatica, sappi che non sei solə.
Continuiamo, insieme, a tenere vivo ciò che conta, perché anche quando il mondo sembra troppo grande, o troppo ristretto, restano sempre piccole scelte capaci di restituirci forza e umanità. 🌿💛

Monday Post di Marzo 1/5È arrivato marzo: la natura si risveglia piano, i germogli spuntano ovunque, la luce si trattien...
02/03/2026

Monday Post di Marzo 1/5

È arrivato marzo: la natura si risveglia piano, i germogli spuntano ovunque, la luce si trattiene un po’ di più alla fine del giorno. Nell’aria c’è quel profumo di terra bagnata che sa di possibilità.
Eppure la primavera non è un’esplosione improvvisa.
È un processo. È qualcosa che lavora sotto la superficie prima di mostrarsi.
Forse anche per noi può essere così. Non sempre la rinascita è evidente.
A volte è solo una scelta diversa dal solito. Un confine messo con più calma.
Una paura guardata senza scappare subito. Un piccolo gesto di fiducia verso qualcosa che ancora non vediamo del tutto.
Come i primi fiori che sbocciano, non abbiamo bisogno di essere perfetti per iniziare.
Basta osare un passo. Crescere non significa non avere paura.
Significa attraversarla con una forza che non è rumore, ma presenza.
Una forza gentile, ma profonda. Quella che nutre noi e, senza grandi dichiarazioni, anche chi ci sta accanto.

Per questa settimana proviamo a chiederci:
qual è il mio piccolo germoglio? Non il grande cambiamento.
Ma quel segnale sottile che dice che qualcosa dentro sta già muovendosi.
La primavera non ci chiede di sbocciare tutte in una volta. Ci chiede solo di fidarci del processo. Che marzo possa trovarci curiosə, un po’ più coraggiosə, e abbastanza pazienti da lasciare spazio a ciò che sta iniziando. 🌿 🌸✨✨

Monday Post di febbraio 4/4Le giornate si stanno allungando, si esce da lavoro che non è più buio,  si sente un’energia ...
23/02/2026

Monday Post di febbraio 4/4

Le giornate si stanno allungando, si esce da lavoro che non è più buio, si sente un’energia diversa nell’aria. Eppure, dentro, non sempre succede lo stesso.
Dopo settimane in cui abbiamo parlato di confini, presenza, autenticità, potremmo aspettarci di sentirci già diversə. Più sicurə. Più leggerə. Più prontə. Ma il cambiamento personale non segue il calendario. A volte stiamo facendo un lavoro profondo che non è ancora visibile. A volte stiamo solo imparando a non reagire come prima. E questo, anche se non è spettacolare, è già movimento.
Non dobbiamo accelerare solo perché fuori c’è più luce. Non dobbiamo dimostrare che “funziona”.
Non dobbiamo trasformarci per stare al passo con la stagione.
Possiamo darci il tempo di integrare ciò che abbiamo iniziato.
Per questa settimana prova una cosa semplice: invece di chiederti “Sto già meglio?”, chiediti: “Sto facendo anche solo una scelta un po’ più coerente con me rispetto a un mese fa?”
La crescita non è sempre una fioritura. A volte è stabilità. A volte è non tornare indietro.
Ricordiamo che le radici non fanno rumore, ma tengono in piedi tutto e che ciò che cresce bene, cresce piano. Con gradualità, senza fretta, senza pressione, ma con la fiducia concreta che qualcosa, anche se non si vede subito, sta prendendo forma. 🌿

Monday Post di febbraio 3/4Dopo aver iniziato a fare spazio, a mettere confini più chiari, a restare un po’ di più con c...
16/02/2026

Monday Post di febbraio 3/4

Dopo aver iniziato a fare spazio, a mettere confini più chiari, a restare un po’ di più con ciò che sentiamo, può succedere qualcosa di cui si parla poco.
Un senso sottile di solitudine. Non perché abbiamo sbagliato strada, ma perché quando iniziamo a fare scelte più sane, non sempre chi ci circonda è prontə a riconoscerle subito. Qualcunə potrebbe non capire i nostri nuovi tempi.
Altrə potrebbero percepire distanza dove invece stiamo solo cercando equilibrio.
E a volte potremmo sentirci noi stessə sospesə… tra ciò che eravamo abituatə a essere e ciò che stiamo diventando.
È un passaggio delicato. E sì, può fare un po’ male. E quando qualcosa cambia, anche in meglio, le relazioni hanno bisogno di tempo per ritrovare un nuovo assetto.
Ma la solitudine che può emergere in questi momenti non è necessariamente un vuoto. A volte è uno spazio nuovo. Uno spazio dove iniziamo a incontrarci davvero.
Crescere non significa allontanarsi dalle persone. Significa imparare a restare nelle relazioni senza sparire dentro di esse. Significa scegliere legami che possano respirare insieme a noi, senza costringerci a tornare versioni di noi che non ci somigliano più.
Se in questo periodo ti senti un po’ così, più autenticamente allineatə, ma anche un po’ solə, non c’è nulla di sbagliato. Stai forse attraversando quel tratto silenzioso in cui qualcosa dentro si sta riordinando.
Per questa settimana ti propongo un gesto piccolo ma potente: nota una situazione in cui ti sei comportatə in modo più onesto verso te stessə, anche se non è statə facile. Non per giudicarti. Ma per riconoscere il coraggio che serve a cambiare davvero. E ricorda: le relazioni sane non chiedono di perderti per restare. E tu non devi tornare indietro per non sentirti solə.
Che questa settimana possa offrirci incontri più veri, spazi dove respirare senza trattenersi e la fiducia che anche i passaggi più silenziosi stanno costruendo qualcosa di buono dentro di noi. 🌿 🌸

Oggi si parla tanto di amore e quello che mi viene in mente non è una vetrina, ma uno spazio: un modo di stare con l’alt...
14/02/2026

Oggi si parla tanto di amore e quello che mi viene in mente non è una vetrina, ma uno spazio: un modo di stare con l’altro che lascia respiro.
Amore può essere riconoscersi senza possedersi. Essere confine, si, ma non fusione.
Presenza che non soffoca e distanza che non abbandona.
E non riguarda solo le coppie.
È l’amic* che ascolta senza aggiustare. La persona che resta senza invadere. Chi sa dire “prenditi tempo” invece di “decidi subito”.
C’è amore quando possiamo mostrarci vulnerabili senza sentirci sbagliati.
Forse oggi la domanda non è “chi amo?”, ma “come amo… e quanto spazio lascio alla libertà reciproca?”.
L’amore non sempre è grande o spettacolare: spesso è discreto, imperfetto, umano.
Magari oggi possiamo ringraziare proprio quell’amore lì, quello che ci fa respirare un po’ più liberi 💌

Monday Post di Febbraio 2/4In questi giorni le notizie arrivano, forti, sconvolgenti e aberranti.Entrano nei pensieri, n...
09/02/2026

Monday Post di Febbraio 2/4

In questi giorni le notizie arrivano, forti, sconvolgenti e aberranti.
Entrano nei pensieri, nei corpi, nelle conversazioni.
A volte ci lasciano una sensazione di pesantezza difficile da nominare, come se il mondo chiedesse continuamente di reggere qualcosa di troppo grande.
E mentre con l’arrivo di San Valentino, si avvicinano giornate che parlano di amore e relazioni, dentro molte persone si sentono stanchə, confusə, attraversatə da emozioni contrastanti. E si chiedono: come si fa a restare apertə quando tutto sembra così malvagio e pesante?
Nelle scorse settimane abbiamo parlato di ritrovarci, di fare spazio, di restare, di non snaturarci. Questa settimana possiamo aggiungere un altro passo.
Italo Calvino, nel libro "Le città invisibili”, scrive che si tratta di - cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, inferno non è e di farlo durare, dargli spazio-. Non per negare ciò che fa male. Non per fingere che vada tutto bene.
Ma per non permettere che la durezza del mondo spenga la nostra capacità di vedere, sentire, nutrire ciò che resta umano.
Perché anche adesso, mentre tante cose fanno rumore e paura, continuano a esistere gesti che non fanno notizia: una conversazione sincera, una relazione che prova a restare rispettosa, un confine messo con cura, una presenza gentile offerta senza clamore. Forse la speranza non è qualcosa di grande e lontano. Forse è una pratica quotidiana di riconoscimento.
Per questa settimana possiamo provare un gesto semplice, ogni sera chiediamoci: “oggi, cosa non è stato inferno?”
Un momento di respiro. Una parola vera. Un incontro che ci ha fattə sentire meno solə. Un gesto tuo che è stato più onesto, più vivo.
Non per negare il resto. Ma per dare spazio a ciò che continua a nutrire la vita, anche dentro tempi complessi. Che in mezzo al rumore possiamo continuare a riconoscerci umanə, a tenerci accesi a vicenda e a fare spazio, insieme, a ciò che merita di durare. 🌿🌸

Monday Post di Febbraio 1/4A gennaio abbiamo fatto spazio. Abbiamo sentito, sostato, messo confini, scelto di restare un...
02/02/2026

Monday Post di Febbraio 1/4

A gennaio abbiamo fatto spazio. Abbiamo sentito, sostato, messo confini, scelto di restare un po’ di più con noi. E, finito il mese che sembrava interminabile, ecco che è arrivato febbraio. Se in questi giorni ti sorprenderai a pensare: “Lo so cosa mi farebbe bene, ma non riesco a farlo”, non stai tornando indietro, stai incontrando la parte più vera del cambiamento.
C’è sempre uno scarto tra il capire e il riuscire. Tra ciò che sappiamo e ciò che, nella quotidianità, riusciamo a praticare. E questo scarto non è un fallimento: è un passaggio. È qui che tornano gli automatismi, i vecchi equilibri, le richieste. È qui che il corpo è più stanco delle intenzioni. Ed è spesso qui che siamo più durə con noi stessə.
Ma il lavoro su di sé non è una linea retta. Non è “adesso ho capito, quindi non cadrò più”. È tornare a scegliere, ogni volta che possiamo, anche in modo imperfetto.
A volte il passo possibile non è fare di più, ma smettere di colpevolizzarci perché oggi facciamo meno. A volte è riconoscere che esserci, anche a metà, è già esserci.
Se febbraio ti sembrerà meno luminoso, più faticoso, non significa che il lavoro fatto a gennaio sia stato inutile. Significa che stai portando ciò che hai sentito dentro la vita reale. E questo, anche se non si vede, è già continuità.
Per questa prima settimana di febbraio, forse può bastare scegliere un gesto piccolo, sostenibile, che ti tenga in contatto con te. Non quello ideale, ma quello possibile.
E quando salta, invece di chiederti “perché non ci riesco”, prova a domandarti: “di cosa avrei bisogno, oggi, per reggermi un po’ meglio?”
A volte la continuità non è fare sempre. È tornare, senza punirsi.

Che questa settimana possa essere un primo passo per stare nel nostro tempo senza doverci snaturare. 🌿🌸✨

Monday Post di Gennaio 4/4In questi giorni capita di leggere notizie che lasciano senza parole.Non solo per ciò che è ac...
26/01/2026

Monday Post di Gennaio 4/4

In questi giorni capita di leggere notizie che lasciano senza parole.
Non solo per ciò che è accaduto, ma per la domanda che resta addosso: com’è possibile essere arrivatə fin qui? O forse tornatə…
Davanti a certe forme di violenza e disumanità, la reazione più comprensibile è chiudersi.
Indurirsi. Smettere di sentire, perché sentire fa male.
Eppure, se ti senti sconvoltə, arrabbiatə, stancə o confusə, non c’è nulla di sbagliato in te. È il segno che qualcosa dentro è ancora viva, sensibile, attenta.
Nei post delle settimane scorse abbiamo parlato di fare spazio, di restare, di SO-stare.
Anche questo momento chiede la stessa cosa: restare senza anestetizzarci, senza diventare cinicə per proteggerci, senza normalizzare ciò che non dovrebbe mai diventare normale. Restare umanə oggi non significa avere risposte, né farsi carico di tutto, significa non perdere il contatto con ciò che ci rende tali: la capacità di sentire, di indignarci, di prenderci cura, anche nel piccolo.
Forse non possiamo cambiare il mondo intero ma possiamo scegliere di non diventare durə. Possiamo scegliere di non smettere di vedere l’altro come una persona, di coltivare, nei gesti quotidiani, attenzione, responsabilità e cura.
Può sembrare poco ma forse non lo è, perché è da lì che passa l’umanità, quando tutto intorno sembra smarrirla 🌿🌸💛

24/01/2026

🌿 𝗜𝗻𝗮𝘂𝗴𝘂𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝗲𝗿𝗼 𝗲𝗰𝗼𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗥𝗼𝗺𝗮
Roma si arricchisce di un nuovo spazio dedicato al benessere fisico e mentale, in cui il contatto con la natura diventa parte integrante della cura di sé.

📍Sabato 24 gennaio, alle ore 15.30, sarà inaugurato presso Villa Leopardi il Sentiero Ecopsicologico “VerdIdentità”, il primo percorso urbano di ecopsicologia della Capitale. Realizzato dal II Municipio in collaborazione con l’Ordine degli Psicologi del Lazio, l'evento vedrà la partecipazione di Francesca Del Bello Presidente Municipio Roma 2, degli assessori della Giunta e di una rappresentanza dell'Ordine professionale.

Il “Sentiero VerdIdentità” porta anche nella nostra città un modello di connessione e rigenerazione ispirato ai principi della mindfulness e della consapevolezza di sé, già diffuso in altre capitali europee.

💬Come spiega la dott.ssa Francesca De Cagno, coordinatrice del progetto per l’Ordine degli Psicologi del Lazio “questo sentiero nasce con l’obiettivo di rendere accessibile a tutti un’esperienza semplice ma profonda di benessere e riconnessione con la natura, fondamentale nel tempo troppo caotico e stressante tipico delle grandi città”.

L’iniziativa si inserisce nel progetto Ecopsicologia dell’Ordine degli Psicologi del Lazio che, in sintonia con la crescente sensibilità verso gli effetti benefici della natura tanto sul corpo quanto sulla psiche individuale, si propone di diffondere una cultura del benessere fondata sulla relazione tra salute psicologica e salute del pianeta e di promuovere stili di vita più consapevoli, empatici e sostenibili.

👨‍👩‍👧‍👦 Il sentiero è gratuito e aperto a tutti: cittadini, famiglie, scuole e professionisti della salute.

Un’esperienza accessibile e inclusiva che propone la natura come alleata quotidiana del benessere psicologico, anche nel cuore della città.

Indirizzo

Vicolo Ranucci 2
Civitavecchia
00053

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