09/02/2026
Monday Post di Febbraio 2/4
In questi giorni le notizie arrivano, forti, sconvolgenti e aberranti.
Entrano nei pensieri, nei corpi, nelle conversazioni.
A volte ci lasciano una sensazione di pesantezza difficile da nominare, come se il mondo chiedesse continuamente di reggere qualcosa di troppo grande.
E mentre con l’arrivo di San Valentino, si avvicinano giornate che parlano di amore e relazioni, dentro molte persone si sentono stanchə, confusə, attraversatə da emozioni contrastanti. E si chiedono: come si fa a restare apertə quando tutto sembra così malvagio e pesante?
Nelle scorse settimane abbiamo parlato di ritrovarci, di fare spazio, di restare, di non snaturarci. Questa settimana possiamo aggiungere un altro passo.
Italo Calvino, nel libro "Le città invisibili”, scrive che si tratta di - cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, inferno non è e di farlo durare, dargli spazio-. Non per negare ciò che fa male. Non per fingere che vada tutto bene.
Ma per non permettere che la durezza del mondo spenga la nostra capacità di vedere, sentire, nutrire ciò che resta umano.
Perché anche adesso, mentre tante cose fanno rumore e paura, continuano a esistere gesti che non fanno notizia: una conversazione sincera, una relazione che prova a restare rispettosa, un confine messo con cura, una presenza gentile offerta senza clamore. Forse la speranza non è qualcosa di grande e lontano. Forse è una pratica quotidiana di riconoscimento.
Per questa settimana possiamo provare un gesto semplice, ogni sera chiediamoci: “oggi, cosa non è stato inferno?”
Un momento di respiro. Una parola vera. Un incontro che ci ha fattə sentire meno solə. Un gesto tuo che è stato più onesto, più vivo.
Non per negare il resto. Ma per dare spazio a ciò che continua a nutrire la vita, anche dentro tempi complessi. Che in mezzo al rumore possiamo continuare a riconoscerci umanə, a tenerci accesi a vicenda e a fare spazio, insieme, a ciò che merita di durare. 🌿🌸