Roberto Biolcati Rinaldi Biologo Nutrizionista

Roberto Biolcati Rinaldi Biologo Nutrizionista Se cerchi un nutrizionista o un allenatore io sono quello che fa al caso tuo. Contattami! Robertobiolcatirinaldi95@gmail.com

26/04/2026

Essere “tirati” tutto l’anno sembra il sogno di molti.

Il problema è che spesso si confonde una condizione estrema con una condizione sana e sostenibile.

Mantenere per lunghi periodi una percentuale di grasso molto bassa può diventare difficile da gestire, non solo fisicamente ma anche mentalmente: meno energie, più fame, recupero peggiore, allenamenti che rendono meno, vita sociale più rigida e, in alcuni casi, anche peggioramento di sonno, umore e assetto ormonale.

Essere molto definiti non significa automaticamente stare meglio.
E soprattutto non è detto che sia la scelta più intelligente se il tuo obiettivo è costruire un fisico forte, performante e mantenibile nel tempo.

Anche gli atleti non restano in condizione da gara tutto l’anno.
Ci arrivano per un periodo limitato, poi risalgono volutamente con calorie, energia, performance e maggiore margine di vita.

La vera strategia non è inseguire la forma estrema 12 mesi su 12.
È imparare a ciclizzare le fasi in modo sensato:
– periodi in cui spingi di più sulla definizione
– periodi in cui consolidi
– periodi in cui costruisci

Questo ti permette di ottenere una buona forma per gran parte dell’anno, senza trasformare il fisico in una prigione.

Se vuoi risultati duraturi, devi smettere di ragionare in ottica “sempre tirato” e iniziare a ragionare in ottica “sempre gestibile”.

Scrivimi in DM se vuoi capire come gestire massa, definizione e mantenimento durante l’anno in modo più sostenibile.

26/04/2026

Non esiste una dieta migliore per dimagrire valida per tutti. Esiste quella migliore per te: sostenibile, adatta alle tue abitudini e capace di creare risultati senza trasformare il percorso in una punizione. In questo articolo vediamo le diete più famose, i loro limiti e perché la vera chiave è ...

Lavorare su turni rende più complessa la gestione dell’alimentazione. Non la rende impossibile.Questo caso lo dimostra.C...
23/04/2026

Lavorare su turni rende più complessa la gestione dell’alimentazione. Non la rende impossibile.

Questo caso lo dimostra.

Con A.D., in circa 2 mesi, abbiamo ottenuto:
-3,6 kg di peso corporeo
-5,3 kg di massa grassa
+1,7 kg di massa magra

La bilancia, da sola, racconta solo una parte della storia.
Ciò che conta davvero è come cambia la composizione corporea, non solo il numero sul peso.

Il contesto non era semplice: lavoro su turni, orari variabili, routine poco prevedibile.
Ed è proprio qui che spesso si commette l’errore più comune: cercare un piano “perfetto”, invece di costruire un piano adatto.

1. Sostenibilità
Un’alimentazione efficace deve essere progettata sulla vita reale:

* turni di lavoro
* orari variabili
* preferenze personali
* praticità dei pasti

Un piano funziona solo se è realmente applicabile nel quotidiano.

2. Organizzazione
Nel lavoro su turni, l’improvvisazione è uno dei principali ostacoli.
Una buona organizzazione aiuta a prevenire:

* pasti saltati
* eccessiva fame
* scelte alimentari casuali

Organizzarsi non significa essere rigidi, ma ridurre la complessità decisionale.

3. Costanza (senza ossessività)
Non è richiesta la perfezione.
È richiesta coerenza nel tempo.

I risultati arrivano dalla continuità, non dal controllo assoluto.

Il punto chiave è semplice:
non serve una vita perfetta, serve una strategia compatibile con la propria realtà.

Se lavori su turni e pensi di non riuscire a migliorare, probabilmente il limite non è il tuo lavoro, ma l’approccio adottato finora.

Se ti riconosci in questa situazione, scrivimi TURNI in DM.

La densità energetica è uno di quei concetti semplici ma potentissimi.Perché nella vita reale le persone non mangiano so...
21/04/2026

La densità energetica è uno di quei concetti semplici ma potentissimi.

Perché nella vita reale le persone non mangiano solo “calorie”.
Mangiano porzioni, volume, consistenza, fame, sazietà.

E qui nasce il problema:
puoi mangiare alimenti che sembrano “normali” come quantità, ma che in poco spazio portano molte calorie.
Oppure puoi scegliere alimenti che riempiono di più, saziano meglio e rendono il piano più sostenibile.

Questo non significa che esistano cibi buoni e cibi cattivi.
Significa capire che 100 g di un alimento non equivalgono a 100 g di un altro, nemmeno se appartengono alla stessa famiglia di macronutrienti.

Altro punto fondamentale:
densità energetica e densità nutrizionale non sono la stessa cosa.

Un alimento può essere molto calorico ma comunque interessante sul piano nutrizionale.
E un alimento poco calorico non diventa automaticamente “migliore”.

Il punto non è fare terrorismo alimentare.
Il punto è usare questi concetti per costruire un’alimentazione più intelligente, più sostenibile e più adatta alla persona che hai davanti.

19/04/2026

Quante volte hai sentito dire:
“lo zucchero è veleno”
oppure
“tutto ciò che è confezionato fa male”?

Il problema è che queste frasi sembrano intelligenti, ma in realtà semplificano troppo.
E quando si parla di nutrizione in modo assolutista, si finisce quasi sempre per fare cattiva divulgazione.

La verità è molto meno estrema:
l’abuso è un problema, l’uso con criterio no.

Se la tua alimentazione è costruita quasi solo su merendine, snack, gelati, prodotti molto calorici e poco sazianti, allora sì: stai creando uno schema sbilanciato.

Ma questo non significa che il singolo alimento dolce o confezionato, inserito nel contesto giusto, diventi automaticamente “tossico” o “sporco”.

E occhio anche a questo:
dire “confezionato” non vuol dire nulla, da solo.

Sono confezionati anche:

yogurt
latte
legumi in barattolo
tonno
fiocchi d’avena
pane in cassetta
fette biscottate

Quindi il punto non è il pacchetto.
Il punto è:
che alimento è, quanto ne mangi, quanto spesso lo mangi e come è costruita la tua alimentazione nel complesso.

Anche sugli zuccheri bisogna smetterla con il terrorismo.
Le linee guida non dicono che “lo zucchero è veleno”, ma che gli zuccheri liberi vanno limitati.
Questo è molto diverso dal demonizzarli.

Perché sai qual è il rischio di questa narrativa estrema?
Che le persone non imparino a gestire il cibo, ma solo ad averne paura.

E se inizi ad avere paura degli alimenti, il rapporto con il cibo non migliora:
peggiora.

Un’alimentazione fatta bene non è quella in cui elimini tutto.
È quella in cui impari a dare il giusto peso alle cose, senza eccessi da una parte e senza ossessioni dall’altra.

Quindi no:
lo zucchero non è veleno.
I cibi confezionati non sono il male assoluto.
Il problema, come quasi sempre, è l’abuso.

Scrivimi nei commenti la frase più assurda che hai sentito dire sul cibo: potrei farci il prossimo reel.

Mangiare bene è importante.Ma pensare che basti da solo è una semplificazione che spesso porta frustrazione.Ci sono pers...
16/04/2026

Mangiare bene è importante.
Ma pensare che basti da solo è una semplificazione che spesso porta frustrazione.

Ci sono persone che curano tantissimo l’alimentazione, ma poi dormono poco, si muovono poco, vivono sotto stress e si aspettano comunque che il corpo risponda come se tutto il resto non contasse.

Il problema è proprio questo: il corpo non funziona a compartimenti stagni.

Alimentazione, attività fisica, riposo e benessere mentale non sono elementi separati.
Sono tasselli che lavorano insieme.

Questo non significa che il cibo conti poco.
Significa che **conta tantissimo**, ma non può fare da solo il lavoro che spetta anche ad altri pilastri.

Per ottenere un risultato reale e sostenibile non serve ossessionarsi solo con il piatto.
Serve costruire un contesto che renda quel percorso davvero efficace.

Perché no:
non è *solo* questione di alimentazione.

Tu quale di questi aspetti senti di trascurare di più in questo periodo?

Quasi tutti dicono: “voglio dimagrire”.Ma spesso non è quello che vogliono davvero.Molte persone non vogliono sempliceme...
14/04/2026

Quasi tutti dicono: “voglio dimagrire”.
Ma spesso non è quello che vogliono davvero.

Molte persone non vogliono semplicemente vedere un numero più basso sulla bilancia.
Vogliono guardarsi allo specchio e piacersi di più.
Vogliono sentirsi più in forma.
Vogliono vedersi meno gonfie, più toniche, più atletiche, più “in ordine”.

Ed è qui che entra in gioco un concetto fondamentale: la composizione corporea.

Perché il punto non è solo quanto pesi.
Il punto è quanto grasso hai e quanta massa magra hai.

Puoi perdere peso, ma farlo male.
Puoi scendere sulla bilancia e ritrovarti con un corpo che ti piace poco comunque.
Oppure puoi pesare uguale — o addirittura qualcosa in più — ma avere un aspetto nettamente migliore.

Questo succede perché esistono almeno 3 situazioni diverse:

1. Perdita di massa grassa
Meno grasso, stessa massa muscolare.
Il corpo cambia, la salute metabolica migliora e spesso anche la bilancia scende.

2. Guadagno di massa magra
Più muscolo, più tono, più forza.
Il peso può non scendere, ma questo non significa che tu stia peggiorando. Anzi.

3. Ricomposizione corporea
Meno grasso e più muscolo nello stesso periodo.
È quello che tantissime persone cercano davvero, anche se continuano a chiamarlo semplicemente “dimagrire”.

Per questo motivo, fissarsi solo con il peso è un errore.
La bilancia è un dato utile, ma da sola non basta.

Contano anche:
foto, circonferenze, come ti stanno i vestiti, come performi in allenamento, come ti senti nel tuo corpo.

Quindi la domanda vera non è:
“quanto devo perdere?”

La domanda vera è:
“che cambiamento voglio ottenere davvero?”

Perché da lì cambia tutto:
strategia, tempi, aspettative e modo in cui leggi i risultati.

Tu oggi cosa stai cercando davvero?
Perdere grasso, costruire muscolo o fare ricomposizione corporea?
Scrivimelo in DM.

12/04/2026

Ti hanno fatto credere che la colazione sia obbligatoria.
Ma non è così.

Saltare la colazione non è sbagliato in assoluto.
Se al mattino non hai fame, non devi forzarti a mangiare solo perché “si deve”.

Il punto non è fare colazione a tutti i costi.
Il punto è capire se per te funziona.

Per alcune persone fare colazione aiuta a gestire meglio fame, energie e alimentazione durante la giornata.
Per altre, invece, non cambia nulla o è addirittura inutile.

Quello che conta davvero è questo:
se saltarla ti fa stare bene e arrivi al pasto dopo senza fame ingestibile, non c’è nessun problema.
Se invece la salti e poi arrivi a pranzo devastato, mangiando senza controllo, allora probabilmente per te non è la scelta migliore.

Basta regole rigide uguali per tutti.
La colazione non è un obbligo.
È solo uno dei modi con cui puoi organizzare la tua alimentazione.

Il problema non è “saltarla”.
Il problema è non capire se quella scelta è adatta a te.

Scrivimi nei commenti:
tu fai colazione perché hai fame o perché pensi di doverla fare?

I migliori biscotti per la tua alimentazione?Potrebbero essere proprio i tuoi preferiti.Molte persone cercano il biscott...
09/04/2026

I migliori biscotti per la tua alimentazione?
Potrebbero essere proprio i tuoi preferiti.

Molte persone cercano il biscotto “perfetto”:
più fit, più proteico, più light, più pulito.

Il problema è che spesso si dimenticano una cosa fondamentale:
se un alimento non ti soddisfa, diventa più difficile gestirlo bene nel tempo.

Per questo, nella maggior parte dei casi, non ha senso scegliere sempre il biscotto con l’etichetta più bella.
Ha più senso scegliere quello che ti piace davvero e imparare a inserirlo con equilibrio nella tua alimentazione.

A volte è molto più sostenibile mangiare 1-2 biscotti che ti soddisfano, piuttosto che cercare alternative “fit” che non ti appagano e ti portano poi a mangiare altro.

Attenzione però: questo non vuol dire “allora posso mangiarne quanti voglio”.
Vuol dire che il punto non è demonizzare i biscotti, ma saperli contestualizzare.

Per restare in forma non serve mangiare in modo perfetto.
Serve costruire un’alimentazione che sia:

equilibrata
sostenibile
piacevole
gestibile anche nella vita reale

I biscotti non sono veleno.
Ma nemmeno un cibo da mangiare senza criterio.
Come sempre, conta la dose, la frequenza e il contesto generale.

Se vuoi mangiare bene davvero, devi smettere di cercare il biscotto perfetto e iniziare a costruire un rapporto più intelligente con il cibo.

Scrivi “BISCOTTI” nei commenti se vuoi che faccia un altro post su come inserire i dolci nell’alimentazione senza paranoia.

09/04/2026

Lo zucchero è veleno? Ne siamo veramente sicuri?

Quante volte mangi perché hai fame… e quante perché stai cercando di spegnere qualcosa che senti dentro?Non tutta la fam...
07/04/2026

Quante volte mangi perché hai fame… e quante perché stai cercando di spegnere qualcosa che senti dentro?

Non tutta la fame è uguale.
E capirlo può cambiare davvero il tuo rapporto con il cibo.

La fame fisica è un bisogno reale: arriva in modo graduale, ti segnala che serve energia e non pretende per forza un alimento specifico.

La fame emotiva, invece, spesso compare all’improvviso.
Non nasce da un vero bisogno energetico, ma da uno stato emotivo da gestire: stress, noia, stanchezza, tristezza, frustrazione.

Ed è proprio qui che tante persone si incastrano.
Non perché “mancano di volontà”.
Ma perché usano il cibo come risposta automatica a qualcosa che non stanno riconoscendo.

Il problema non è avere fame emotiva ogni tanto.
Quello è umano.
Il problema è non accorgersene e scambiare sempre un bisogno emotivo per un bisogno fisiologico.

Per questo farti una domanda semplice può aiutarti più di qualsiasi regola rigida:

“Ho davvero fame oppure sto cercando altro?”

Imparare a distinguere fame, appetito e fame emotiva non serve a controllarti di più.
Serve a capirti meglio.
E spesso è proprio da lì che inizia un rapporto più sano con l’alimentazione.

Se ti succede di mangiare senza capire davvero il perché, sappi che non sei “sbagliato”.
Ma probabilmente hai bisogno di iniziare a osservarti con più lucidità e meno giudizio.

Salva questo post perché ti tornerà utile.
E se ti rivedi in questa situazione, scrivimi in DM: possiamo lavorarci in modo concreto.

05/04/2026

Hai mangiato la pizza e il giorno dopo la bilancia segna di più?
Non significa automaticamente che sei ingrassato.
Molto spesso quella variazione è legata a ritenzione idrica e maggior contenuto intestinale, non a un aumento reale di grasso corporeo.
È il classico caso in cui una singola pesata, letta male, rischia di farti andare nel panico per niente.
La verità è che un pasto fuori routine non rovina il percorso.
Quello che conta davvero è cosa fai con continuità nel tempo, non una pizza mangiata la domenica sera.
Quindi no:
niente sensi di colpa,
niente digiuni il giorno dopo,
niente cardio “per rimediare”.
Torna semplicemente alla tua routine abituale e lascia che il corpo faccia il suo corso.
Nel reel precedente ti faccio vedere anche come inserisco la pizza in dieta in modo sensato.
Tu come reagisci quando il giorno dopo la pizza vedi la bilancia salire?

Indirizzo

Via Antonio Gramsci 42
Comacchio
44022

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