08/04/2026
IL LABIRINTO DI ALICE
Era un po' che non scrivevo e ora ho voglia di raccontarvi qualcosa.
Parliamo delle bambine invisibili che tante di noi siamo state.
Tante volte, da piccole, per non disturbare o per paura di non essere abbastanza, abbiamo costruito un labirinto intorno a noi.
Un labirinto fatto di tende di tulle, di silenzi troppo lunghi e di sorrisi compiacenti, proprio come quello che vedete in questa mia foto.
Un luogo dove ci si sente al sicuro perché nessuno può trovarci davvero, ma dove, col tempo, finiamo per perdere di vista persino noi stesse.
Eravamo Alice, p***e tra corridoi di aspettative altrui, imparando a diventare trasparenti per non urtare gli specchi.
Ci vedevano, ma non ci guardavano. Imparavamo a leggere le ombre degli altri per muoverci nel buio, dimenticando il calore della nostra stessa luce.
Questa abitudine di abitare il labirinto diventa spesso una prigione anche da adulte.
Continuiamo a nascondere i nostri desideri sotto strati di "va tutto bene", a dire di sì quando ogni fibra di noi vorrebbe urlare un no, a vivere con la sensazione che il nostro vero sé sia un segreto troppo pericoloso da rivelare.
Ma c'è una via d'uscita.
E non è una fuga, è una fioritura.🌼
La guarigione inizia quando smetti di cercare il filo di Arianna all'esterno e capisci che la guida sei tu.
Il primo passo è ammettere a te stessa che esisti, oltre ogni muro, oltre ogni velo.
È riconoscere che quel nascondiglio è stato un rifugio necessario, ma che ora, come donna, le mura del labirinto possono finalmente trasformarsi in sentieri aperti.
Guarire significa prendere quella bambina per mano nel punto più profondo del suo nascondiglio.
Non per sgridarla perché si è persa, ma per ringraziarla di aver protetto la sua purezza così a lungo, e poi sussurrarle: "Alice, il giardino è qui fuori.
E non hai più bisogno di nasconderti per essere amata."
Oggi, vorrei che ti fermassi un istante nel tuo labirinto. Respira.
Ritrovati e fatti trovare.
Con Amore Francesca 🌹☀️