Andrea Gatti Fisioterapista

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🔥Aiuto le persone a ritrovare il BENESSERE fisico e mentale
❌ELIMINA il dolore cronico
🤸🏽‍♂️Torna ad allenarti e vivi senza rinunce
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30/04/2026

Il Lat Pull Down non è un esercizio “pericoloso”.

Ma per chi soffre di cervicalgia o lombalgia cronica può diventare problematico se viene inserito nel momento sbagliato, con il carico sbagliato o senza controllo del movimento.

Durante l’esecuzione entrano in gioco collo, scapole, spalle, dorso e zona lombare.

Se il sistema è già irritabile, il corpo può compensare: trapezio sempre contratto, collo rigido, schiena che si inarca, bacino che perde controllo, respiro bloccato.

E il risultato è che un esercizio nato per rinforzare può aumentare tensione, dolore o sensazione di blocco.

Il punto non è eliminare il Lat Pull Down.

Il punto è capire se quella persona è pronta a tollerarlo, come adattarlo e quando farlo progredire.

Nel dolore cronico non basta “fare palestra”.

Serve un percorso che ti riporti ad allenarti con criterio, senza paura e senza continuare a riaccendere i sintomi.

29/04/2026

Quando lavori nella sanità vera, a contatto con il dolore, la paura e le persone nei momenti più delicati, capisci una cosa:

il paziente non ha bisogno solo di “sentirsi meglio per qualche ora”.

Ha bisogno di capire cosa sta succedendo, recuperare fiducia nel proprio corpo e tornare a muoversi senza vivere ogni gesto come un rischio.

Nel mio percorso professionale sono passato dal 118 durante il periodo del Covid, a un lavoro sempre più specifico sulla fisioterapia, il dolore muscolo-scheletrico e il ritorno all’allenamento.

E questa esperienza mi ha portato a una convinzione molto chiara:

le terapie passive possono anche aiutare nel breve periodo, ma raramente costruiscono una soluzione reale se non vengono inserite dentro un percorso attivo, progressivo e personalizzato.

Massaggi, manipolazioni, tecar, laser o trattamenti manuali possono dare sollievo temporaneo.

Ma se una persona ha lombalgia, cervicalgia, dolore cronico, paura di muoversi, rigidità, perdita di forza o difficoltà ad allenarsi, il punto non è solo “spegnere il sintomo”.

Il punto è ricostruire capacità.

Capacità di tollerare il carico.
Capacità di muoversi senza paura.
Capacità di allenarsi di nuovo.
Capacità di non dipendere ogni settimana da qualcuno che ti “sblocca”.

Nel mio lavoro utilizzo l’esercizio terapeutico non come una scheda generica da fare a casa, ma come uno strumento clinico.

Si parte dalla persona, dai suoi sintomi, dalla sua storia, dai movimenti che tollera, da quelli che evita e dagli obiettivi che vuole raggiungere.

Poi si costruisce un percorso graduale.

Prima si riduce irritabilità e dolorabilità.
Poi si reintroducono i movimenti sicuri.
Infine si lavora sul ritorno alla performance, allo sport, alla palestra e alla vita normale.

Questo è il motivo per cui non credo nei trattamenti “uguali per tutti”.

E questo è anche il motivo per cui seleziono con attenzione le persone che seguo: perché un percorso del genere richiede presenza, costanza e volontà reale di cambiare approccio.

Non basta voler togliere il dolore.

Bisogna voler tornare padroni del proprio corpo.

28/04/2026

Allenare i paravertebrali può essere estremamente utile nella lombalgia.

Ma non sempre.
E soprattutto non in qualsiasi momento.

Uno degli errori più comuni è pensare che, se hai mal di schiena, allora devi semplicemente “rinforzare la zona lombare”.

Il problema è che la lombalgia non è solo una questione di muscoli deboli.

Spesso ci sono sintomi ancora troppo irritabili, movimenti che il corpo non tollera, paura del carico, rigidità, compensi e pattern motori che vanno prima rieducati.

In questi casi, inserire subito esercizi in estensione o lavori diretti sui paravertebrali può non aiutare affatto.

Anzi, sul paziente sbagliato e con il timing sbagliato, può peggiorare la sintomatologia.

Il rinforzo dei paravertebrali diventa molto utile soprattutto in una fase più avanzata del percorso, quando i sintomi sono rientrati, il paziente ha recuperato tolleranza al movimento e il corpo è pronto a gestire carichi più specifici.

Per questo non basta scegliere “l’esercizio giusto”.

Bisogna capire:

• in che fase si trova il paziente
• quanto è irritabile la lombalgia
• quali movimenti peggiorano i sintomi
• se l’estensione è davvero tollerata
• quale progressione usare
• quando aumentare il carico

Perché un esercizio valido, inserito nel momento sbagliato, può diventare il motivo per cui il dolore peggiora.

E quando una lombalgia viene gestita male per mesi o anni, il problema può cronicizzarsi, diventare più complesso e molto più difficile da recuperare.

La vera differenza non la fa il singolo esercizio.

La fa il ragionamento dietro al percorso.
La progressione.
La valutazione.
Il timing.
La capacità di capire cosa serve davvero a quella persona, in quel momento preciso.

Allenare la schiena è importante.

Ma farlo senza una strategia è il motivo per cui molte persone continuano a peggiorare, pur pensando di stare facendo “la cosa giusta”.

27/04/2026

“Faccio stretching tutti i giorni, ma il dolore non passa.”

Questa è una delle frasi che sento più spesso.

E il problema è che molte persone continuano a pensare che, se sentono un muscolo “ti**re”, allora quel muscolo sia per forza accorciato e debba essere allungato sempre di più.

Ma non funziona così.

Spesso quella sensazione di rigidità non dipende da un muscolo realmente corto.

Dipende da un sistema nervoso più sensibile, da una bassa tolleranza al carico, da movimenti che il corpo percepisce ancora come minacciosi, da tessuti che non sono stati riadattati in modo progressivo.

Ed è per questo che puoi fare stretching ogni giorno e non risolvere nulla.

Anzi, in alcuni casi puoi anche peggiorare, perché continui a “ti**re” su una zona già irritabile, senza darle ciò di cui ha davvero bisogno: controllo, forza, gradualità e un programma costruito sulla tua situazione.

Lo stretching può avere senso.

Ma non è la soluzione automatica per ogni dolore, ogni rigidità o ogni sensazione di muscolo “accorciato”.

Se da mesi continui ad allungare, massaggiare, scaricare e cercare di sciogliere… ma il problema torna sempre, probabilmente non ti serve l’ennesimo esercizio da salvare su Instagram.

Ti serve capire perché il tuo corpo sta reagendo così.

Commenta “Reset” e ti ricontatto in privato per parlarne insieme.

Siamo ormai agli sgoccioli di Aprile.Un mese che ogni anno per me significa: Rinnovamento e Decisioni importanti.Nonosta...
26/04/2026

Siamo ormai agli sgoccioli di Aprile.

Un mese che ogni anno per me significa: Rinnovamento e Decisioni importanti.

Nonostante sia soltanto la fine del quarto mese dell’anno, si iniziano già a ti**re le somme su quello che è stato l’inizio e su quello che sarà il continuo.

Un mese intenso ma che porta con sé un sacco di energie ed idee nuove 🔥

24/04/2026

Giovanni è arrivato da me con una cervico-brachialgia che non gli permetteva più di vivere e allenarsi come voleva.

Non parliamo del classico “doloretto al collo”.

Parliamo di una situazione che gli stava creando:

❌ mancanza di forza
❌ formicolii
❌ paura negli esercizi di spinta
❌ difficoltà a dormire
❌ fastidio a stare seduto alla scrivania
❌ sensazione di non potersi più fidare del proprio corpo

Ed è proprio qui che molte persone sbagliano approccio.

Perché quando il dolore cervicale inizia a irradiarsi, quando compaiono sintomi al braccio, quando ogni movimento sembra “pericoloso”, la prima reazione è fermarsi, evitare, farsi trattare e sperare che passi.

Ma se il problema continua a tornare, significa che non basta spegnere il sintomo per qualche giorno.

Serve un percorso.

Con Giovanni abbiamo lavorato in modo progressivo su tre aspetti fondamentali:

1️⃣ ridurre irritabilità e dolorabilità del sistema
2️⃣ reintrodurre gradualmente i movimenti che aveva iniziato a evitare
3️⃣ ricostruire forza, sicurezza e tolleranza al carico

Il risultato?

Dopo 4 mesi di programma, Giovanni ha completamente risolto la situazione ed è tornato ad allenarsi senza quei fastidi che prima gli condizionavano sonno, lavoro e palestra.

Questo è quello che intendo quando parlo di riabilitazione vera.

Non “ti faccio due trattamenti e vediamo come va”.

Ma un processo costruito sulla persona, sul problema, sui sintomi, sugli obiettivi e sulla vita reale.

Perché se vuoi tornare a muoverti, allenarti e vivere senza essere sempre limitato dal dolore, non ti serve l’ennesima soluzione generica.

Ti serve un percorso serio.

23/04/2026

Molte persone a cui viene riscontrata una protrusione o un’ernia lombare ricevono sempre lo stesso messaggio:
“Evita di piegarti.”
“Evita di sollevare pesi.”
“Evita certi movimenti se non vuoi peggiorare.”

Il problema è che questo approccio, portato avanti per settimane o mesi, spesso non risolve nulla.
Anzi, in molti casi porta la persona ad avere ancora più paura del movimento, meno fiducia nella propria schiena e una tolleranza sempre più bassa ai carichi.

La realtà è che il corpo non recupera bene attraverso l’evitamento totale.
Recupera quando si torna a dare stimoli giusti, nelle modalità giuste e con una progressione sensata.

Avere una protrusione o un’ernia non significa dover eliminare per sempre movimenti come piegarsi, sollevare, ruotare o allenarsi.
Significa capire in che fase ti trovi, quanto il tuo sistema è irritabile in questo momento e quali movimenti devono essere reintrodotti in modo graduale, controllato e specifico.

Il punto non è “non fare quel movimento”.
Il punto è:
quando reintrodurlo,
come reintrodurlo,
con quale volume,
con quale intensità,
e con quale progressione.

È proprio qui che molte persone sbagliano:
o si fermano completamente, oppure provano a tornare a fare tutto da sole, troppo presto e senza una logica precisa.

Un recupero serio, invece, passa quasi sempre da tre aspetti fondamentali:
ridurre la dolorabilità e l’irritabilità iniziale,
tornare a rendere sicuri i movimenti che oggi fanno paura,
e infine ricostruire capacità, forza e tolleranza al carico.

Per questo, in presenza di lombalgia con protrusione o ernia, il vero obiettivo non dovrebbe essere evitare il movimento.
Dovrebbe essere tornare a farlo bene, con criterio, fino a riprendere una vita normale e un allenamento completo senza paura.

21/04/2026

Molte persone con mal di schiena o dolore cervicale si sentono dire sempre le stesse frasi:

“Non ti allenare più.”
“Smetti con quello sport.”
“Da adesso puoi fare solo nuoto a dorso.”

Il problema è che consigli del genere, dati in modo assoluto, molto spesso non risolvono nulla.
Ti fanno solo entrare in una spirale di paura, evitamento e progressiva perdita di fiducia nel tuo corpo.

La verità è che, nella maggior parte dei casi, non è lo sport il problema.
Il problema è tornare a farlo senza una progressione, senza una strategia e senza aver prima lavorato bene su sintomi, tolleranza al carico e recupero del movimento.

Io stesso mi sono sentito dire cose del genere.
E per fortuna non ho accettato l’idea di dover vivere limitato.

Non serve condannare una persona a smettere.
Serve capire perché ha dolore, cosa non tollera più, quali movimenti evita e come riportarla gradualmente a fare ciò che ama senza paura.

È questo il punto:
non eliminare lo sport dalla vita di una persona,
ma renderla di nuovo capace di sostenerlo.

Se oggi ti hanno convinto che devi solo evitare, fermarti o “stare attento per sempre”, sappi che non è automaticamente la verità.

Se continui ad ascoltare chi ti dice di risolvere tutto con farmaci, manipolazioni, tecar e massaggi… non sorprenderti s...
20/04/2026

Se continui ad ascoltare chi ti dice di risolvere tutto con farmaci, manipolazioni, tecar e massaggi… non sorprenderti se il tuo dolore continua sempre a tornare.
Noi lavoriamo in modo diverso: meno passività, più movimento guidato, più attività fisica adattata e più autonomia reale.
Perché l’obiettivo non è stare meglio oggi. È smettere di tornare sempre da capo.

20/04/2026

“Devo cambiare postura per stare meglio.”

Questa è una delle frasi che sento più spesso.
Ed è anche una di quelle che più spesso porta le persone fuori strada.

Il problema non è inseguire una postura perfetta.
Il problema è che molte persone vivono il proprio corpo come se fosse fragile, sbagliato o da correggere in continuazione.

La verità è che non esiste una postura magica che ti protegge dal dolore per sempre.
Esistono invece corpo, carichi, abitudini, sensibilità del sistema nervoso, capacità di movimento e tolleranza ai gesti che fai ogni giorno.

Continuare a pensare che la soluzione sia “stare dritto” o “mettersi bene” ti fa spesso rimanere bloccato nello stesso punto:
più controllo,
più rigidità,
più paura di muoverti,
e meno fiducia nel tuo corpo.

Quello che serve davvero, nella maggior parte dei casi, è un percorso che ti aiuti a:
ridurre la dolorabilità,
recuperare movimenti che oggi temi o eviti,
e tornare a usare il tuo corpo con più libertà, forza e sicurezza.

Non devi diventare perfetto.
Devi tornare ad essere adattabile.

Se anche tu stai cercando di stare meglio correggendoti in continuazione ma il problema non cambia, commenta “Reset” qui sotto.
Ti ricontatterò in privato per capire la tua situazione.

17/04/2026
16/04/2026

Andare in vacanza senza mettere gli antinfiammatori in valigia non è fortuna.
È il risultato di un percorso fatto bene.

Molte persone partono già con la paura:
“E se mi si blocca la schiena?”
“E se mi torna quel dolore?”
“E se provo ad allenarmi e peggioro tutto?”

E così si portano dietro farmaci, rigidità mentale, paura del movimento e l’idea di dover sempre limitare qualcosa.

Ma questo non è stare bene davvero.
Questo è convivere con il problema cercando di gestirlo alla meglio.

Stare bene davvero significa poter partire sereno, cambiare ambiente, cambiare routine, allenarti anche in vacanza e vivere tutto con molta più tranquillità, senza il pensiero costante di poterti fare male da un momento all’altro.

Per arrivare a questo risultato non bastano soluzioni temporanee.
Non bastano massaggi, trattamenti passivi o esercizi fatti a caso.

Serve un metodo costruito su di te che ti permetta di:
ridurre dolorabilità e irritabilità,
recuperare fiducia nel movimento,
tornare a caricare bene il corpo,
e allenarti senza paura.

Perché il vero obiettivo non è solo avere meno dolore oggi.
Il vero obiettivo è diventare autonomo, forte e sufficientemente tollerante da vivere bene anche fuori dalla tua routine.

Quando succede questo, non hai più bisogno di partire con la valigia piena di soluzioni d’emergenza.
Parti più tranquillo, ti alleni con criterio e ti godi la vacanza senza quella solita ansia di poterti rompere di nuovo.

Questo è ciò che dovrebbe fare una riabilitazione seria:
non farti dipendere da qualcosa, ma metterti nella condizione di vivere, viaggiare e allenarti con più libertà.

Indirizzo

Strada Provinciale, 65, Sugremaro
Compiano
43053

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