Andrea Gatti Fisioterapista

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04/03/2026

🧠 Il Pulley (e le tirate “da dorso”) è un esercizio top… ma per alcune schiene è una trappola perfetta.

Il Pulley (e le tirate “da dorso”) è un esercizio potente.
Ma per alcune schiene è una trappola perfetta.

Sì: costruisce dorsali e controllo scapolare.
No: non è automaticamente “sicuro” solo perché è una tirata.

RED FLAG che vedo spesso in chi si è fatto male proprio qui:

1) Tiri “di lombare”
Se per chiudere la tirata vai in estensione/compenso lombare, il dorso lavora… ma la zona lombare paga.

2) Carico > controllo
Se l’ultima parte diventa uno strappo, stai allenando la compensazione, non il dorso.

3) Dolore non da fatica muscolare
Dolore a puntata durante la serie, oppure che aumenta nelle ore successive/il giorno dopo: non è DOMS.

4) Storia di lombalgia
Il Pulley può essere ottimo, ma va “guadagnato”: setup, ROM e progressione contano più del peso.

Con chi ha lombalgia io lavoro così: variante giusta, leve ridotte, controllo prima del carico e progressione per costruire tolleranza senza irritare.

Commenta “RESET” e ti mando in DM i 3 errori più comuni + come capire se per te è il momento giusto per il Pulley o se va modificato.

03/03/2026

È il 2026 e ancora ti stupisci se massaggi, laser e tecar non ti riportano a fare stacchi? 😅
Non è cattiveria: è meccanica + sistema nervoso.

Se vuoi tornare a caricare senza paura (e senza ricadere ogni 2 settimane) ti serve:
✅ una progressione vera sugli stacchi
✅ gestione del carico e dei segnali del corpo
✅ esercizi mirati per ridurre irritabilità e ricostruire tolleranza

Le terapie possono darti sollievo.
Ma lo stacco lo recuperi con programmazione, non con la “modalità tampone”.

Commenta “RESET” e ti scrivo in privato per capire in 2 minuti cosa ti sta bloccando e che step serve nel tuo caso.

02/03/2026

Se hai dolore da più di 3 mesi e stai vivendo di massaggi / tecar / manipolazioni, probabilmente non stai “curando” il problema: stai solo abbassando il volume per qualche ora o giorno… e poi torna tutto uguale.

Perché succede?
Quando il dolore diventa persistente, spesso non è più solo “il muscolo contratto”: è un sistema che si è sensibilizzato, che reagisce troppo, e che ha bisogno di:
• ridurre l’irritabilità (sistema nervoso + carico)
• ricostruire tolleranza con esercizi mirati
• riprendere movimenti in sicurezza, con progressione e controllo

Le terapie passive possono essere un supporto.
Ma se sono l’unica cosa che fai, stai pagando per una pausa, non per una soluzione.

Vuoi capire cosa ti sta bloccando e cosa serve davvero nel tuo caso?
Commenta “RESET” e ti scrivo in privato con i primi passi da fare (senza fuffa, solo metodo).

27/02/2026
25/02/2026

Gli stacchi sono uno degli esercizi che chi ha lombalgia si sente dire più spesso di eliminare:
“Ti spacchi la schiena”, “con la lombalgia non si fanno”, “passa ad altro”.

E qui arriva la parte scomoda: spesso non è lo stacco il problema. È come lo stai facendo, quanto ne stai facendo, e in che fase lo stai inserendo.

Chi ha lombalgia ha due scelte:
1. Smettere: togli lo stacco dal programma, eviti lo stimolo… ma spesso ti tieni anche la paura e l’idea che la schiena sia fragile.
2. Approcciarsi all’esercizio terapeutico: trasformare lo stacco in un percorso.
Regressioni intelligenti, controllo dei sintomi, gestione di carico/volume, varianti (RDL, trap bar, rack pull, block pull), e progressioni finché lo stacco torna ad essere un gesto sicuro e utile.

Non è “fai stacco sì/no”.
È: qual è la versione di stacco giusta per te oggi, e come la facciamo evolvere senza flare-up.

Se vuoi capire da dove partire (e come continuare ad allenarti senza rinunciare), commenta qui sotto: “lombalgia”.

24/02/2026

Tra 3 mesi è giugno.
E se nella tua testa “rimettersi in forma” è ancora bloccato da dolore / paura / rigidità, non è sfortuna: è che stai cercando di allenarti senza un sistema.

Il problema non è “trovare l’esercizio magico”.
È ripartire con una progressione che rispetta:
• cosa ti scatena i sintomi
• quanto recuperi
• quali movimenti ti mancano (e quali ti mancano bene)
• come riportarti ai carichi senza pagare interessi il giorno dopo

Nel mio PAIN RESET™ facciamo esattamente questo:
ti rimetto in moto, ti rimetto sotto bilanciere, e soprattutto ti rendo autonomo.

Scrivi RESET nei commenti e ti mando in DM come capire da dove partire (senza perdere altri 3 mesi a tentativi).

23/02/2026

I corsi di gruppo (functional, pilates, workout, yoga…) possono essere fantastici.
Il problema non è il corso. Il problema è la regola implicita: il corso non si adatta a te. Sei tu che ti adatti al corso.

E se hai già un dolore (cervicale, schiena, spalla, anca…), questa dinamica spesso finisce così:
• esci “più chiuso” e più dolente di prima
• la notte/stringi i denti e il giorno dopo stai peggio
• continui a pensare: “forse sono io che sono rotto / non sono portato”

No. Più banalmente: stai chiedendo al tuo corpo di tollerare un carico che oggi non è pronto a gestire (volume, intensità, range di movimento, pattern ripetuti… senza regressioni e senza progressioni cucite su di te).

Nel Reel lo dico chiaro: chi ottiene risultati veri non “evita per sempre” i corsi di gruppo.
Prima fa una cosa che quasi nessuno fa:
✅ riparte dai pattern che gli danno fastidio (squat/hinge/spinta/tirata, respirazione, controllo del tronco, tolleranza al carico)
✅ costruisce una progressione sostenibile
✅ riduce il dolore aumentando la capacità

Poi sì: torna ai corsi di gruppo con un corpo più competente e, soprattutto, con la consapevolezza di:
• cosa evitare per ora
• cosa è ok
• come modificare senza andare in crisi

Se dopo i corsi di gruppo stai peggio (o ti svegli peggio il giorno dopo), non ti serve “più motivazione”. Ti serve un reset del sistema: metodo, progressione, monitoraggio.

Commenta RESET e ti scrivo in privato.

Se una cosa ti “sistema” per mezz’ora ma poi torni identico a prima…non è recupero. È solo una pausa.Il problema non è c...
22/02/2026

Se una cosa ti “sistema” per mezz’ora ma poi torni identico a prima…
non è recupero. È solo una pausa.

Il problema non è che farmaci o terapie passive “non servano mai”.
Il problema è quando diventano l’unica strategia.

🔸 Sollievo immediato = spegni il sintomo per un po’
• non aumenti capacità, controllo, fiducia
• non costruisci tolleranza al carico
• appena smetti, spesso il dolore si ripresenta

🔸 Recupero che resta = cambi davvero il sistema
• riduci il dolore step by step
• aumenti forza, sicurezza e capacità
• torni a muoverti senza paura
• risultati che reggono nella vita reale (e in palestra)

Il punto è questo: o insegni al corpo a gestire il carico… o continui a inseguire il “reset” momentaneo.
Io lavoro solo con chi vuole la seconda opzione: quella che resta.

Scrivi RESET nei commenti e ti mando le info per capire se sei adatto al percorso PAIN RESET™.

19/02/2026

Se hai dolore da più di 3 mesi, continuare a fare Tecar come strategia principale è come mettere il silenziatore all’allarme:
ti fa stare meglio per un po’… ma non cambia il motivo per cui l’allarme suona.

Nel dolore persistente il problema raramente è “manca calore”.
Di solito è una combinazione di:
• carico gestito male (allenamento, lavoro, vita quotidiana)
• sensibilizzazione del sistema nervoso
• movimenti evitati → rigidità “protettiva”
• assenza di progressione e controllo

La Tecar può dare sollievo nel breve.
Ma se dopo settimane/mesi sei punto e a capo, non è sfortuna: è che stai usando lo strumento sbagliato per il problema sbagliato.

Quello che serve davvero è:
✅ una valutazione seria
✅ esercizi mirati e cuciti su di te
✅ una progressione sostenibile (non 3 giorni eroico, 10 giorni ko)
✅ monitoraggio e aggiustamenti continui

Questo è esattamente ciò che faccio con PAIN RESET™:
un percorso strutturato per tornare a muoverti, allenarti e vivere senza dipendere dal lettino.

Commenta RESET e ti mando come funziona.
(Seleziono pochi casi al mese: lavoro solo con persone che vogliono davvero risolvere, non tamponare.)

18/02/2026

La panca piana è uno degli esercizi che chi ha cervicalgia si sente dire più spesso di mollare:
“Ti rovina il collo”, “non fa per te”, “smetti e basta”.

Capisco la paura. Ma qui le strade sono due:
1. Smettere davvero e rinunciare a un gesto che ti piace (o che ti serve) ogni volta che il collo “fa casino”.
2. Fare il salto di qualità: trattare la panca come esercizio terapeutico, non come un test di ego.
Significa: tecnica, varianti, carico e volume giusti, gestione dei sintomi, progressioni intelligenti. È esattamente quello che ho fatto io per tornare a farla senza farmi comandare dal dolore.

Nota anti-fuffa: se ci sono segnali strani (formicolii importanti, perdita di forza, dolore notturno ingravescente, sintomi neurologici), prima si fa screening serio. Ma nel 90% dei casi il problema non è “la panca”, è come la stai facendo e in che fase la stai inserendo.

Se vuoi capire qual è la tua strada per continuare ad allenarti senza paura, commenta qui sotto: “cervicale”.

16/02/2026

Se a metà febbraio 2026 avessi ancora dolore lombare, non mi direi “vabbè passerà”.

Mi direi questo: se dura, è perché qualcosa nel sistema è rimasto incastrato: carico, abitudini, paura del movimento, sensibilizzazione, sonno/stress, scelte terapeutiche a caso… oppure un mix.

Quindi cosa farei, in ordine?
1. Smetto di inseguire soluzioni random
Tecar, manipolazione, “stira qui”, “sblocca là”, esercizio visto su TikTok.
Se non c’è un piano, è solo intrattenimento.
2. Faccio uno screening serio (clinica > risonanza)
Capisco che tipo di dolore è, cosa lo alimenta, cosa lo spegne, che segnali manda.
E soprattutto: cosa posso caricare in sicurezza da subito.
3. Riparto dal movimento, ma con logica
Non “evita tutto” e non “spingi e basta”.
Creo una scala: tolleranza → esposizione → performance.
4. Ricostruisco capacità: tronco, anche, respiro, pattern
Non perché “sei debole”, ma perché il corpo deve tornare a fidarsi del gesto.
Il dolore spesso è un segnale sovra-protettivo, non una sentenza.
5. Obiettivo chiaro: tornare a fare X
Palestra, corsa, lavoro, sport: si lavora per tornare lì.
Non per “stare un po’ meglio”.

Se ti rivedi in questa situazione, la domanda non è:
“Qual è l’esercizio giusto?”
La domanda è: “Chi mi prende in carico e mi riporta a fare ciò che mi serve?”

👉 Se vuoi, scrivimi in DM “LOMBALGIA” e ti mando i 3 step PAIN RESET™ con cui imposto il recupero (solo se sei disposto a seguirli davvero).

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Strada Provinciale, 65, Sugremaro
Compiano
43053

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