15/12/2025
Molti bambini che mettono in atto comportamenti aggressivi a scuola sembrano farlo senza un motivo apparente. Quando si chiede alle insegnanti cosa sia accaduto prima dell’episodio, la risposta è spesso: nulla. Dal punto di vista oggettivo questo è vero; tuttavia, dal punto di vista del bambino, qualcosa è effettivamente accaduto.
Questi bambini tendono a concentrarsi su uno stimolo marginale, per l’adulto irrilevante — ad esempio uno sguardo di un compagno, un’espressione ambigua, un piccolo gesto — e a interpretarlo in modo fortemente negativo o minaccioso (“Mi sta provocando”, “Pensa che non sono capace”, “Non vuole più essere mio amico”).
Il bambino:
seleziona uno stimolo marginale
lo interpreta in modo minaccioso o svalutante
vi ancora l’attenzione in modo rigido
È in questo passaggio che entrano in gioco l’attenzione e le funzioni esecutive.
In particolare, un ruolo centrale è svolto dallo shifting attentivo, ovvero la capacità di spostare volontariamente l’attenzione da uno stimolo a un altro. Lo shifting attentivo rappresenta il passaggio che può “salvare” dall’escalation emotiva, perché consente di:
spostare l’attenzione da uno stimolo emotivamente carico
aggiornare il focus verso informazioni alternative
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