26/09/2020
COVID-19 sta facendo muovere il mondo ancora meno di prima?
Se pensiamo all'impatto significativo che il COVID-19 ha avuto sulla possibilità delle persone di lasciare le loro case per impegnarsi in attività regolari come scuola, lavoro, strutture per il fitness, ed utilizzare le risorse della comunità come parchi e sentieri pedonali, la risposta è sicuramente sì.
Allora tra distanziamento sociale e telelavoro la domanda successiva è: il comportamento sedentario che ne è derivato persisterà e diventerà una nuova norma sociale?
In letteratura non ci sono lavori che hanno valutato l'effetto duraturo delle passate pandemie sull'attività fisica e sul comportamento sedentario. Tuttavia, diverse ricerche hanno valutato l'impatto duraturo dei disastri naturali sull'attività fisica. Ad esempio, dopo il terremoto e lo tsunami del 2011 che hanno devastato il Giappone orientale, Okazaki e colleghi hanno riportato una significativa diminuzione duratura dell'attività fisica nei bambini e negli adolescenti nei tre anni successivi al disastro.
Oggi un mio pensiero va ai più piccoli che da lunedì inizieranno il loro primo anno educativo, protagonisti di forti misure anti-contagio.
Visti gli effetti sociali che, prima o poi, tutti ci troveremo ad affrontare una ricerca simile dovrebbe essere condotta una volta passata questa pandemia, per determinare l'impatto duraturo che questa crisi globale avrà sui livelli di attività fisica nella popolazione, e se pensiamo al ruolo educativo attribuito al movimento anche sulla nostra identità.
Quel che è certo è che una volta placata la pandemia da COVID-19 strategie come la creazione di condizioni comunitarie con il fine di sostenere comportamenti sani e promuovere una gestione efficace delle condizioni croniche avranno il potenziale di fornire studenti più sani alle scuole, lavoratori più sani alle imprese e una popolazione più sana al sistema sanitario.
Giorgio Sanseverino
Fonte studio sullo Tsunami:
Okazaki K., Suzuki K., Sakamoto Y., Sasaki K. Physical activity and sedentary behavior among children and adolescents living in an area affected by the 2011 Great East Japan earthquake and tsunami for 3 years. Prev Med Rep. 2015;2:720–724.