26/03/2026
OCCHIU' ARUCU': ORA PER FERMARCI CI DEVI SPARARE....
Nel pomeriggio di mercoledì 25 febbraio la procura di Cosenza, meglio conosciuta in tutto il globo terracqueo con l’appellativo di porto delle nebbie, ci ha notificato un decreto di sequestro preventivo con oscuramento del sito Iacchite‘. Oggi, dopo quasi un mese, il Tribunale del Riesame ha accolto il nostro ricorso e ha dissequestrato Iacchite'. Il mandante dell’operazione era stato il solito Roberto Occhiuto che da fascista mascherato quale è non sopporta che qualcuno gli spiattelli in faccia la verità nonostante sia indagato per corruzione a Catanzaro e per truffa aggravata a Roma.
E così Occhiuto e il suo fido avvocato Carratelli sono riusciti a farsi firmare un decreto di sequestro pveventivo con contestuale oscuramento di iacchite.biog dal loro braccio armato in procura (tale Maria Letizia Benigno), sobillato ovviamente dal procuratore capo... Capomolla, che ha agito in combutta con Occhiuto fin dal primo momento.
Avevano puntato su non meglio specificati “atti persecutori” e addirittura “stalking” (sic!) che stanno solo nella loro testa gloriosa, dal momento che dall’estate scorsa Occhiuto è finito su tutti i giornali e i media italiani a ripetizione per le sue “gesta” di corruzione e truffa aggravata. Altro che stalking…
Occhiuto e Carratelli non sono certo i primi che ricorrono a questi mezzucci di stampo fascista. Prima di loro ci hanno provato addirittura due procuratori della Repubblica, Granieri e Spagnuolo. che hanno prodotto, con la collaborazione della procura “amica” di Salerno addirittura tre decreti di sequestro nell’ordine per iacchite.it; iacchite.com e iacchite.org.
Il dominio iacchite.blog è stato regolarmente registrato al Tribunale di Cosenza nel 2019 ma nel 2024, a causa di una sospensione di 6 mesi dall’Ordine dei Giornalisti del direttore responsabile (chiaramente finita da un bel po’), il porto delle nebbie – sobillato ovviamente da Occhiuto – ha proceduto alla cancellazione della testata del registro. Tuttavia, sono passati ancora quasi due anni prima che il parassita riuscisse a mettere a segno – secondo a capu sua… – il colpaccio!
Noi naturalmente non ci siamo arresi al potere di Occhiuto e dei suoi scagnozzi, abbiamo vinto il ricorso e saremo di nuovo in rete. Continueremo a scrivere quello che pensiamo e quello che è contenuto in centinaia e centinaia di atti pubblici che raccontano la sfrenata corruzione di questo soggetto. Se ne faccia una ragione Occhiuto: per fermarci deve mandare qualcuno a spararci e non è manco detto che ci riesca…