24/02/2026
E se la comunicazione fosse anche una risorsa per te?
In terapia intensiva e sub-intensiva, quando un paziente è cosciente ma non può parlare, l’infermiere non smette di comprendere, al contrario: osserva di più, interpreta meglio, incrocia parametri, coglie segnali minimi.
È competenza, esperienza, responsabilità e, inevitabilmente, anche carico emotivo.
Lavorare senza sapere con certezza se il dolore sia sotto controllo, domandarsi se un’agitazione nasconda paura, disagio o un segnale clinico, non avere conferma di aver compreso davvero un bisogno: è qui che l’incertezza pesa.
La Comunicazione Aumentativa e Alternativa non è solo uno strumento per il paziente. È una tutela per l’infermiere.
Ridurre l’ambiguità significa alleggerire il carico cognitivo, aumentare sicurezza e qualità del lavoro percepita.
Perché l’umanizzazione delle cure passa anche dal benessere di chi cura.
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Disclaimer: contenuto rivolto a specialisti e operatori sanitari. Non ha finalità terapeutiche né intende fornire pareri medici.