18/11/2017
IL FREDDO CHE CURA
La crioterapia (dal greco kryos=gelo e terapi'a=terapia) è un principio terapeutico che affonda le proprie radici in tempi antichissimi.
Anche Ippocrate raccomandava l'utilizzo del ghiaccio per lenire dolori articolari e muscolari ed agire sul "gonfiore".
Il primo trattamento basato sulla "immersione totale o quasi del corpo a temperature estremamente basse" si deve al dottor Yamauchi, che nel 1989 utilizzò la crioterapia per curare pazienti affetti da artrite reumatoide.
I pazienti riferivano una riduzione significativa del dolore con miglioramento della qualità della vita.
La crioterapia induce una risposta rapida ed efficace del "cervello", al quale arrivano messaggi dai recettori cutanei del freddo; il cervello (ipotalamo) reagisce inviando a sua volta messaggi molto interessanti ai vasi della periferia (arti ad esempio) con vasocostrizione e conseguente aumento del flusso di sangue agli organi interni, al fine di avere sempre una quantità di calore sufficiente per funzionare. A tale vasocostrizione segue - nelle 2 ore successive al trattamento - un significativo incremento della circolazione periferica che si accompagnerà ad un aumento delle attività metaboliche, con allontamento delle scorie tossiche, a favore dei processi di guarigione delle lesioni e rapida risoluzione dell'infiammazione.
Ormai capita spesso di vedere atleti che immergono le gambe in acqua assai fredda al termine degli allenamenti.
Si usa a PRIMA della gara al fine di poter sostenere allenamenti molto intensi e DOPO per recuperare le energie dalle fatiche.
Ma i benefici della crioterapia non sono limitati all'ambito sportivo.
Anche problematiche croniche di difficile trattamento, come le fobromialgie o patologie reumatiche, trovano vantaggi con il trattamento crioterapico.
Il dolore diminuisce significativamente, migliora la mobilità articolare e con essa la qualità della vita, con un effetto duraturo nel tempo.