LUISA OLTRE La MENTE

LUISA OLTRE La MENTE Guidarti verso consapevolezza, armonia e risveglio interiore 💫

✨ Anamea ✨
Channeling | Sensitiva | Operatrice del Risveglio 🌟
Ipnologa regressiva, Master in campane tibetane, Formatore accreditato e Operatore Olistico R.E.O.O.

Essere una sensitiva non è qualcosa che mi è accaduto all’improvviso.È una dimensione con cui sono cresciuta, che mi app...
16/02/2026

Essere una sensitiva non è qualcosa che mi è accaduto all’improvviso.
È una dimensione con cui sono cresciuta, che mi apparteneva già da bambina… anche se allora non avevo le parole per capirla.
Quelle percezioni erano mie, profondamente mie.
Ma ero piccola. Non comprendevo davvero cosa stessi vivendo. Sentivo, intuivo, percepivo presenze, emozioni, movimenti invisibili… senza sapere dare un nome a tutto questo.
Mi sentivo più aperta, senza filtri.
E nella vita comune, nel mondo fisico fatto di logica e concretezza, spesso mi sentivo come un pesce fuor d’acqua. Non perché non volessi farne parte, ma perché dentro di me c’era molto di più di ciò che si vedeva fuori.
La mia sensitività è questo:
è avere un canale sempre attivo verso ciò che non è visibile agli occhi.
È percepire chi non ha più un corpo ma conserva un legame.
È lasciare che la mia voce diventi ponte quando un messaggio chiede di passare.
È ricevere intuizioni e premonizioni che arrivano prima degli eventi.
È sentire i dolori delle persone — emotivi e a volte persino fisici — come se attraversassero anche me.
È percepire quelle anime che si preparano ad arrivare, quando un bambino sceglie di ve**re su questa terra, di nascere, e avvertire quell’energia prima ancora che prenda forma.
E proprio perché sento così tanto, ho imparato presto a proteggermi.
La mia riservatezza, il rispetto per ciò che percepivo e anche la paura di non essere compresa mi hanno portata, agli occhi degli altri, ad apparire apatica, distaccata, talvolta persino superficiale.
Ma non era freddezza.
Era difesa.
Era silenzio scelto per non invadere, per non spaventare, per non essere giudicata.
La telescrittura l’ho conosciuta a 13 anni. È stata un’esperienza intensa, che oggi non pratico più, ma che ha fatto parte del mio percorso di crescita e consapevolezza.
A volte mi è capitato di essere tramite anche per persone vive, in stati profondi di coscienza, come sospese tra sogno e realtà. Alcune consapevoli. Altre no. E io lì, nel mezzo, a fare da ponte.
Non è stato un cammino semplice.
La medianità mi ha portato incomprensioni, solitudine, momenti difficili. Spesso chi non vive certe esperienze fatica a credere. E chi non crede, giudica.
Ma insieme alle difficoltà sono arrivate anche le soddisfazioni.
Gli occhi che si riempiono di lacrime quando un messaggio arriva nel punto giusto.
La pace che si posa dove prima c’era dolore.
La consapevolezza che l’amore non si interrompe con la fine della vita terrena.
Sono stata una bambina aperta a mondi che non comprendeva.
Sono diventata una donna che ha imparato a stare in equilibrio tra il visibile e l’invisibile.
La sensitività non è qualcosa da reprimere.
Non è una stranezza da nascondere.
È una profondità da accogliere, conoscere e imparare a gestire con responsabilità.
Chiedo solo rispetto per ciò che non si vede.
Perché alcune realtà non si spiegano.
Si sentono.
(Un’immagine di un periodo intenso della mia vita.
Proprio in quel punto, un tempo, venivano sepolti molti bambini. )

Quando sei a casa per malattia il corpo si ferma, ma i pensieri no.Anzi, diventano più chiari.Hai tempo per osservare co...
13/02/2026

Quando sei a casa per malattia il corpo si ferma, ma i pensieri no.
Anzi, diventano più chiari.

Hai tempo per osservare cosa ti passa per la testa, per capire quali pensieri ti danno forza e quali ti tolgono energia. È come se, rallentando fuori, iniziassi a muoverti dentro.

Anche in questi momenti l’energia non è bloccata. Si trasforma.
Si sposta dall’esterno all’interno.
Lavora in silenzio.
Quando sei a casa per malattia, il corpo ti obbliga a fermarti.
Ma se ascolti bene, capisci che non è solo una questione fisica.

Ogni malessere porta con sé un messaggio emotivo.
Ogni sintomo è collegato a qualcosa che abbiamo trattenuto, ignorato, rimandato. Stress, parole non dette, stanchezza accumulata, emozioni compresse.

La malattia non arriva “contro” di noi, ma spesso *per* noi.
Per farci guardare dentro.
Per farci capire dove la nostra energia si è bloccata.

Quando mi fermo, osservo i miei pensieri.
Mi chiedo: cosa sto trattenendo? Dove non mi sto ascoltando?
E lì inizio a sentire che l’energia si muove di nuovo.

Non è solo guarigione del corpo.
È riallineamento tra mente, emozioni ed energia.

Anche in questa pausa, qualcosa sta lavorando per me.
E ogni volta che comprendo l’insegnamento, torno più leggera, più centrata, più consapevole.

Questo articolo è rimasto con me per un po’.Non per paura, ma per rispetto. Per la profondità di ciò che contiene.Condiv...
13/02/2026

Questo articolo è rimasto con me per un po’.
Non per paura, ma per rispetto. Per la profondità di ciò che contiene.

Condividere parole nate dal legame con mio padre e da una comunicazione che va oltre il corpo è una scelta che sento delicata. So che ognuno leggerà attraverso il proprio sentire, e il mio intento non è ferire né creare distanza.

Dentro di me c’è solo la volontà di dare voce a ciò che continua a vivere. A un dialogo che non si è interrotto, ma ha semplicemente cambiato forma. Se è arrivato così, è perché così doveva arrivare.

Pubblicare questo articolo è un atto di coerenza con me stessa.
È il mio modo di onorare questo legame e di riconoscere il valore di ciò che mi è stato affidato.

Con rispetto.
Con amore.

ARTICOLO ( troverete questo articolo anche su channeling news , dove vengono pubblicati i miei articoli ).

Ci sono canalizzazioni che arrivano per orientare.
E poi ce ne sono altre che arrivano per accompagnare.
Questa è una di quelle.
Per molto tempo mio padre aveva annunciato la sua morte durante una canalizzazione vocale. In quel momento la comunicazione passava attraverso di me: ero io a parlare, ma con la sua voce, con la sua presenza. Non come previsione, non come paura, ma come constatazione.
In una comunicazione avvenuta circa sei mesi prima, durante un contatto con Ermes – guida della dodicesima dimensione – intervenne dicendo che era stanco. Disse che questa vita non gli piaceva più. Che sentiva di essere arrivato alla fine del suo percorso. Disse che mancava poco.
Allora non capii fino in fondo. Il tempo passò, come passa sempre, finché ai primi di dicembre il corpo iniziò a cedere. Mancamenti, ospedale. E quella sera, con una chiarezza che non lasciava spazio a dubbi, sentii che dovevamo comunicare. Era lui.
Disse che dovevamo andare a trovarlo subito.
Perché dal giorno dopo non avremmo più potuto parlare.
Così facemmo.
Il giorno successivo p***e la voce. Vedeva persone, navi, altre presenze. La coscienza si stava già spostando. Era ancora lì, ma non più del tutto. Il corpo era in ospedale, l’anima già in viaggio.
E da quel momento iniziò a parlare attraverso di me.
A casa, lontano dal suo letto, si correggeva con noi, spiegava, chiedeva. Chiedeva soprattutto una cosa: di dire alle sorelle di lasciarlo stare. Non voleva più cibo, non voleva acqua. Non sentiva più dolore. Era infastidito da quei tentativi disperati di riportarlo indietro, mentre lui stava già oltre.
Nessuno riusciva a capirlo.
Bisbigliava, ma le parole non arrivavano.
E allora le parole passavano da me.
Per dieci giorni lunghissimi lui è rimasto sospeso.
E io con lui.
Sentivo la sua sofferenza emotiva, non quella del corpo. La sofferenza di dover restare per chi non era pronto a lasciarlo andare. Per mio fratello. Per le sorelle. Per una famiglia che cercava di trattenere ciò che stava già cambiando forma.
In una delle canalizzazioni disse qualcosa che porto ancora dentro:
che nella nostra linea familiare esiste un programma genetico di sofferenza, ereditato, antico.
E che lui era rimasto in quel passaggio proprio perché io potessi vederlo. Capirlo. Interromperlo.
Non era sacrificio.
Era scelta.
Il giorno in cui prese un’infezione andammo a trovarlo di nuovo. Era stato trasferito in terapia intensiva. Io ero molto arrabbiata, carica di emozioni non risolte, ma quando mi avvicinai a lui sentii che quello era un momento sacro.
Gli dissi:
“Papà, ora sei solo. Puoi stare tranquillo. Nessuno ti disturberà più. Verrò quando gli altri non ci sono, così siamo tranquilli da soli. Ti voglio bene.”
Lui fece un piccolo cenno con la testa, come un ringraziamento.
Uscii dopo meno di mezz’ora.
Quella notte morì.
Io non canalizzo di notte.
La mattina dopo, durante la comunicazione, disse di lasciare perdere ciò che avrebbero detto gli altri. Che lui aveva deciso di concludere questa vita in quel modo, proprio per far comprendere alcune cose a loro.
Nel pomeriggio, dopo aver scelto io l’occorrente mortuario, canalizzammo di nuovo. Disse che ciò che avevo scelto andava bene. Che andava bene perché lo avevo scelto io.
E questo per lui era ciò che contava.
Messaggio
Non sono rimasto per paura.
Non sono rimasto per attaccamento.
Sono rimasto perché qualcuno potesse vedere.
Quando il corpo era stanco e la coscienza già oltre, ho scelto di fermarmi ancora un poco. Non per soffrire, ma per mostrare. Per far emergere ciò che da tempo viveva nel silenzio: la fatica, la resistenza, il trattenere, il non saper lasciare andare.
Non sentivo più dolore.
Sentivo l’amore che mi chiamava dall’altra parte
e l’amore che, qui, non voleva ancora mollare la presa.
Tu mi hai ascoltato.
Non con le orecchie, ma con il cuore.
Hai prestato il tuo corpo alla mia voce,
non per convincere nessuno,
ma per permettere alla verità di passare.
Sono rimasto perché tu potessi riconoscere
che la sofferenza non è un destino,
ma una memoria antica che può essere vista
e, finalmente, lasciata andare.
Quando mi hai detto che potevo stare tranquillo,
quando mi hai promesso silenzio e presenza,
ho saputo che era il momento.
Non ero più solo.
Non dovevo più spiegare.
La notte ho attraversato.
Il mattino dopo ero già altrove,
ma vicino.
Ciò che hai scelto per me andava bene
perché era scelto con amore.
Non con rabbia, non con dovere,
ma con verità.
Ora non ti parlo più con la voce.
Ora ti raggiungo come energia,
come abbraccio che non stringe
ma sostiene.
Dolore e gratitudine possono convivere.
Non devi scegliere.
Io non me ne sono andato per essere perso.
Me ne sono andato
per restare in un altro modo.
E tu questo lo sai.

Oggi, quando penso a mio padre, sento dolore e gratitudine insieme. Il dolore di aver attraversato qualcosa che non si può spiegare a tutti. La gratitudine per ciò che mi ha mostrato, anche nel momento più difficile.
Scrivo questo articolo non per convincere, ma per testimoniare.
Perché la morte, a volte, non è una fine, ma una comunicazione.
E perché alcune anime restano un po’ di più, non per attaccamento, ma per amore.
Chi è pronto capirà.
Gli altri, forse, un giorno.
Luisa Casula

Molte persone, spesso senza rendersene conto, si avvicinano alle anime dei defunti nei luoghi abbandonati o nelle belle ...
12/02/2026

Molte persone, spesso senza rendersene conto, si avvicinano alle anime dei defunti nei luoghi abbandonati o nelle belle case, talvolta con leggerezza o persino prendendosene gioco. Leggo e vedo video di persone che mostrano interesse senza essere preparate a liberarli davvero. Purtroppo, questi gesti non solo possono creare danni energetici o emotivi, ma non aiutano davvero le anime a trovare pace. Mi dispiace profondamente vedere che, invece di offrire rispetto e liberazione, si agisce con superficialità, ignorando la delicatezza e la sacralità di queste presenze. Ogni anima merita riconoscimento e sollievo, non essere trattata come un gioco o una curiosità.
Trovo che sia inaccettabile .

🌀ANAMEA🌀Energia pura, ricordo della tua origine.Non è un metodo, non è una tecnica. È **ri-conoscersi**, sentire la prop...
09/02/2026

🌀ANAMEA🌀

Energia pura, ricordo della tua origine.
Non è un metodo, non è una tecnica. È **ri-conoscersi**, sentire la propria energia, risvegliare la coscienza e ricordare chi siamo veramente.

🌀 "IO SONO LA MIA ENERGIA .. IO SONO IL MIO RICORDO ,..IO SONO ANAMEA."🌀

Attraverso il percorso Anamea, ti accompagno a:

* percepire la tua energia e distinguerla dalle frequenze esterne
* riconoscere e trasformare programmi e convinzioni limitanti
* accedere alla tua vera origine energetica, senza filtri o definizioni

Se senti che è il momento di "ricordare chi sei", Anamea ti apre la porta.
📩Contatti
per informazioni scrivi a casulaluisa6@gmail.com
☎️ telefono/ WhatsApp 37371 339 2412
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07/02/2026
CHE COS'E' LO SPAZIO DI PERCEZIONILo Spazio di Percezioni è un percorso esperienziale orientato allo sviluppo della cons...
05/02/2026

CHE COS'E' LO SPAZIO DI PERCEZIONI

Lo Spazio di Percezioni è un percorso esperienziale orientato allo sviluppo della consapevolezza percettiva e dell’ascolto corporeo. Si basa sull’osservazione dei processi sensoriali, cognitivi ed emotivi che influenzano il modo in cui percepiamo noi stessi e l’ambiente.

Attraverso pratiche guidate di attenzione focalizzata, consapevolezza corporea e auto-osservazione, lo Spazio di Percezioni favorisce una maggiore integrazione tra mente e corpo, migliorando la capacità di riconoscere segnali interni (interocezione), stati emotivi e risposte automatiche.

L’obiettivo è incrementare la regolazione emotiva, la presenza attentiva e la comprensione dei propri schemi percettivi, offrendo strumenti utili per il benessere psicofisico e per una relazione più consapevole con l’esperienza quotidiana.

📅 Date: 11 e 25 febbraio
⏰ Orario: 18:00 – 20:00

GRADITA PRENOTAZIONE

Prenditi un momento solo per te e concediti il dono di una esperienza di crescita interiore e benessere condiviso.Ti asp...
04/02/2026

Prenditi un momento solo per te e concediti il dono di una esperienza di crescita interiore e benessere condiviso.

Ti aspettiamo martedì 11 e martedì 25 febbraio 2026, dalle 18:00 alle 20:00, presso Spazio di Percezioni, Corso Vittorio Veneto 43, Cumiana.

Sarà un’occasione speciale per:
✨ Riconnetterti con te stesso
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✨ Condividere energia positiva in un gruppo accogliente e aperto

Lasciati guidare dal momento, respira, rilassati e apri il cuore a nuove sensazioni. Ogni incontro è un piccolo viaggio di consapevolezza, leggerezza e rinascita.

📞 Info e prenotazioni: 392 658 5382

💫 Ascoltati. Rilassati. Rinasci. 💫

SPAZIO DI ASCOLTO - CORPO E SUONIAscolto sonoro e vibrazioni da esplorareDue serate per ascoltare senza fare nulla!Il co...
30/01/2026

SPAZIO DI ASCOLTO - CORPO E SUONI

Ascolto sonoro e vibrazioni da esplorare

Due serate per ascoltare senza fare nulla!
Il corpo può muoversi, i pensieri possono vagare… e i suoni faranno il resto.
Un’esperienza aperta, rilassante e sorprendente, dove il silenzio è d’oro e le vibrazioni ti attraversano.

📅 Quando: 3 e 17 febbraio
⏰ Orario: 18:00 – 20:00
📍 Dove: Cumiana, Corso Vittorio Veneto 43

💡 Porta solo te stesso… e le orecchie aperte!

Da oggi Luisa Oltre la Mente ha un nuovo spazio online.Un luogo nato per condividere, accogliere e accompagnarti nel per...
29/01/2026

Da oggi Luisa Oltre la Mente ha un nuovo spazio online.
Un luogo nato per condividere, accogliere e accompagnarti nel percorso oltre la mente, attraverso ANAMEA.
Sono felice di aprirti le porte di questo sito e di averti qui.

L ho sempre detto io, prima o poi ce la fanno a studiare
29/01/2026

L ho sempre detto io, prima o poi ce la fanno a studiare

20.9K Mi piace, 1267 commenti. "🟣🟣🟣 L’anima esiste ed è immortale, lo dice la fisica quantistica. Due scienziati di fama mondiale, esperti in fisica quantistica, dicono che si può dimostrare l’esistenza dell’anima, basandosi sulla fisica quantistica. Lo studioso americano Stuart Ham...

22/01/2026

🌿 Spazi di ascolto e consapevolezza – FEBBRAIO 🌿
Per il mese di febbraio proponiamo incontri dedicati al benessere, alla presenza e alla creatività:
Spazio di ascolto empatico, Spazio di percezione, Yoga, Meditazione, Telescrittura, Regressione alle vite passate e un laboratorio creativo per bambini.
📍 Nuvole di Sale – Centro olistico ed esoterico
📍 Cumiana, Corso Vittorio Veneto
📞 Info e prenotazioni: 391 658 5382
✨ Dal martedì al sabato mattina disponibili anche su appuntamento:
Haloterapia, trattamenti con campane tibetane e diapason, regressione alle vite passate singola, consulti.

Indirizzo

Corso Vittorio Veneto N 43
Poirino
10040

Orario di apertura

Martedì 10:00 - 18:00
Mercoledì 10:00 - 18:00
Giovedì 10:00 - 18:00
Venerdì 10:00 - 18:00
Sabato 10:00 - 17:00

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