09/02/2026
Oggi vogliamo ricordare Beppe Anfossi, tra i fondatori e primo presidente nel 1974 del Cuneo Canoa Club, attraverso i suoi racconti – raccolti da Gigio Gallo – oltre dieci anni fa in occasione dei 40 anni del Club.
“A Beppe Anfossi avevo chiesto di scrivere i suoi ricordi di quei tempi eroici, ma – racconta Gigio Gallo – mi disse che non amava scrivere. Preferì raccontarmi a voce le storie delle prime imprese canoistiche cuneesi. Nel rievocare quei momenti, li riviveva trasmettendo l’entusiasmo di quella scoperta: un racconto che risultò molto affascinante.”
“Sì, i fondatori furono di più, ma in realtà – è Beppe Anfossi che racconta - il Cuneo Canoa Club lo fondammo Aldo, Pippo ed io (Aldo Meinero, Giuseppe Armando, Giuseppe Anfossi, ndr).
In coppia con Aldo, sulla canoa biposto (C2) ci avvicinammo subito alle gare. Una delle prime che facemmo fu sul Cellina, a Claut, uno slalom. Siccome eravamo dei “nuovi”, tutti, nei giorni prima della gara, ci erano molto vicini, ci davano consigli, ci insegnavano quelle cose tecniche che noi non conoscevamo ancora. Ma poi venne la gara! La sera prima iniziò a nevicare… .C’era una porta in risalita molto difficile, dopo un salto, vicino a un pietrone. I favoriti decisero, come strategia, di non fare quella porta e di prendere un “50” (50 secondi di penalità per il salto porta, ndr), calcolando che sarebbe stato vantaggioso. Anche gli altri C2 fecero la stessa scelta. Noi analizzammo bene lo spazio, la corrente e, dopo aver studiato bene ogni movimento da fare, decidemmo che avremmo fatto quella porta. In gara tutto andò benissimo e a sorpresa vincemmo! Da quel momento smisero di esserci molto amici e di insegnarci….
Abbiamo vinto 3 titoli italiani, che una volta venivano assegnati non su una gara secca ma sommando punteggi in gare definite. Vincemmo comunque a Valstagna, Merano, Ivrea.
La prima gara che organizzammo fu sullo Stura, da Perdioni al ponte di San Membotto. Sotto il ponte c’era allora uno sbarramento con relativo salto. La giuria decise che la gara sarebbe terminata prima del salto ritenendolo pericoloso. Ma noi lo facemmo lo stesso.
Il solo che nei primi anni partecipava alle gare, oltre a noi, fu Pippo Armando.
Partecipammo anche a stages che la Commissione Italiana Canoa, che allora era una branca della Federazione canottaggio, organizzava.
La prima canoa la comprammo da Roccato e Pellegrini, di Verona, che erano allora Campioni d’Italia. Con questa vincemmo i Campionati a Merano. Io pagaiavo davanti e a sinistra, Aldo dietro e a destra.
A S. Maria Rocca, ideammo una canoa da slalom super leggera per quei tempi 13 Kg, con la quale ottenemmo ottimi risultati. Realizzammo anche una canoa da discesa appositamente pensata per il Sesia, fiume che ha grande portata e grandi onde. Molto lavorammo con la “bolla” per valutare bene i livelli. Ne uscì una canoa molto veloce sulle acque grosse. In prova per non tamponare gli altri, ma poi la notte prima della gara mi colse la febbre e non potemmo gareggiare, perdendo così un titolo “sicuro”.
Le Gole dell’Ulla allora non erano né raggiungibili né navigabili. Una folta coltre di alberi pendeva sul fiume e non c’erano strade. In inverno, con gambali e mute, lavorammo molte domeniche con le motoseghe per tagliare gli alberi. Avevamo timore che l’Enel vedendo arrivare nell’invaso di Roccasparvera tutti quei rami e anche tronchi, indagasse da dove arrivavano e ci facesse grane. Andò tutto bene e ci dedicammo alla fase due: aprire una strada di accesso. Chiedemmo permessi a tutti i proprietari e ottenutili ingaggiammo una draga dalla ditta Pepino di Borgo e realizzammo la strada che è stata in uso poi per molti anni, fino alla costruzione del ponte di legno all’inizio delle Gole.
In un intervento per migliorare le Gole facemmo anche buttare nel fiume pietroni, dalla strada sopra, per creare più difficoltà.”
“Beppe è stato veramente un grande personaggio – riprende a raccontare Gigio Gallo - ho avuto la fortuna di trasmettergli i primi rudimenti dell’orienteering, disciplina in cui ha gareggiato, mietendo successi non solo in Italia.
I primi canoisti hanno avuto un onore incredibile: essere i primi a scendere la maggior parte dei fiumi!"
Aveva 92 anni, grande esempio per i giovani