Pediatra Elena de Nitto

Pediatra Elena de Nitto pagina di educazione e divulgazione sulla salute pediatrica.

19/04/2026

Un vulcano in Casa: Guida Galattica per Genitori (12-24 mesi)

Mamma, papà... tenetevi forte!
Il vostro piccolo ha spento la sua prima candelina e si è trasformato: non è più un neonato, è un vulcano in piena esplosione.
In questo anno diventerà un esploratore instancabile, un piccolo scienziato che vuole toccare, smontare e conquistare il mondo.
Ecco cosa accadrà e come possiamo trasformare ogni giorno in una straordinaria palestra di vita.

Cosa imparerà il tuo "piccolo grande" tra i 12 e i 24 mesi?
In soli 12 mesi, il tuo bambino farà passi da gigante che un adulto impiegherebbe anni a compiere:
• Passerà dai primi passi incerti a correre e saltare.
• Imparerà a impilare oggetti e a fare "centro".
• Inizierà a pronunciare le prime parole cariche di significato.
• Capirà che può decidere (e inizieranno i primi "No!" di affermazione).
• Passerà dall'essere imboccato al voler maneggiare le posate.
Promoviamo la motricità grossolana: Il corpo è la sua nave
Il bambino deve imparare a governare i suoi muscoli grandi. Non fermatelo, dategli spazio!
• Al parco: Portatelo fuori con ogni tempo (basta il vestito giusto!). Lasciatelo correre sull'erba, salire piccoli gradini e provare a camminare mettendo un piede dietro l'altro sui muretti bassi.
• In casa: Create percorsi con i cuscini. Insegnategli a saltellare come un ranocchio. Ogni caduta è una lezione di equilibrio.
• Cambio gioco: Se lo vedi frustrato o stanco, non insistere: cambia attività. Muoversi deve essere una gioia, non un compito.
Promoviamo la motricità fine: La magia nelle dita.
Le mani sono l'estensione del cervello. Dobbiamo renderle precise come quelle di un chirurgo.
• Piccoli Artisti: Offri matitoni, pennelli e plastilina. Schiacciare e modellare rinforza i muscoli della mano.
• Libri ovunque: Lasciagli sfogliare libri cartonati. Girare le pagine una ad una è un esercizio di precisione incredibile.
• L’ordine è gioco: Inizia a insegnargli a riordinare. Mettere un giocattolo dentro la scatola è un esercizio di coordinazione oculo-manuale fondamentale.
Missione Autonomia: "Faccio io!"

Il momento del pasto è la tua prima grande occasione per renderlo sicuro di sé.

• Addio pappe industriali e semi liquide: Elimina gli omogeneizzati. Il bambino deve masticare pezzi per sviluppare i muscoli della faccia e il linguaggio.
• Libertà di sporcarsi: Lascialo mangiare con le mani e poi col cucchiaio. Coordinare la mano che porta il cibo alla bocca è una sfida complessa.
• L'esempio vince: Mangiate insieme. Se vede voi usare le posate e mangiare verdura a pezzi, vorrà imitarvi subito.
Aiutalo a fare da solo, mostrandogli i movimenti lentamente.

I 5 cose DA EVITARE per farlo crescere forte e sicuro.

1. NO ai Video Terminali: Smartphone e TV sono "anestetizzanti". Per stare calmo, un vulcano ha bisogno di muoversi o di annoiarsi, non di uno schermo che gli blocca il cervello.

2. NON Sostituirti a lui: Se provi a infilargli le scarpe o a imboccarlo solo per fare prima, gli stai togliendo il piacere della conquista. Abbi pazienza. Dagli dei momenti in cui può fare da solo, se vai di fretta allora diglielo che in quel momento fai tu ma che al ritorno lo farà lui/lei da sola.

3. NON Delegare ad altri: Non lasciare che siano solo i nonni o il nido a insegnargli le autonomie. La sfida è vostra: godetevi la meraviglia dei suoi progressi in prima persona.

4. NON Perdere la calma: Se rovescia l'acqua o cade, non sgridarlo. Proponi di pulire insieme. Il tuo stress è il suo freno a mano.

5. NON Tenerlo fermo: Il box è una prigione per un vulcano. Lascialo esplorare (in sicurezza), è l'unico modo per imparare i propri limiti.

Il vostro bambino non ha bisogno di perfezione, ha bisogno di spazio, tempo e della vostra fiducia.

Pediatra Elena De Nitto

09/04/2026
30/03/2026

🩺 Un chiarimento importante sul mio lavoro di pediatra.

Negli ultimi tempi mi capita sempre più spesso di trovarmi in difficoltà nel rapporto con alcune famiglie, non per mancanza di dialogo, ma per aspettative diverse su quello che posso — e non posso — fare.

Per questo sento il bisogno di spiegarmi meglio.

Io capisco profondamente le vostre preoccupazioni.

Essere genitori significa avere paura, voler controllare tutto, non voler rischiare nulla quando si tratta dei propri figli. È umano, ed è giusto.

Ma il mio lavoro non può basarsi sull’ansia, sulla paura o sul desiderio di “fare comunque qualcosa”.

👉 Il mio lavoro deve basarsi sulla medicina e sulla legge.

Ogni volta che prescrivo un farmaco o un esame, non sto facendo un favore: sto compiendo un atto medico di cui sono direttamente responsabile.

Sono soggetto a controlli, verifiche e anche sanzioni se prescrivo in modo non appropriato.

Questo significa una cosa molto semplice, ma fondamentale:
👉 non posso prescrivere ciò che non ritengo necessario, anche se capisco il motivo per cui viene richiesto.
Mi rendo conto che quando dico “questo esame non serve” o “questo farmaco non è indicato”, possa sembrare una chiusura.

Ma non è mancanza di attenzione.
È il contrario.
È una scelta basata su competenza, responsabilità e tutela del bambino.
Fare esami senza un motivo preciso non è prevenzione.
Ripetere analisi normali “per sicurezza” non è protezione.
Usare farmaci senza indicazione non è una tutela.

👉 È medicina inutile, e a volte anche dannosa.

Capisco anche la frustrazione legata ai tempi di attesa. Ma ci sono regole che io non posso aggirare.

Ad esempio, a volte mi viene riferito:
👉 “Al CUP mi hanno detto di mettere la priorità urgente”
oppure
👉 “Mi hanno detto di fare la prima visita così entro prima”
Devo essere molto chiaro su questo punto.

Il CUP si limita a organizzare le prenotazioni in base a ciò che io prescrivo.

Se sulla ricetta è indicata una priorità urgente (U), è normale che la visita venga anticipata.
Ma quella “U” deve essere clinicamente giustificata.
👉 Se io la inserisco senza motivo, sono io a risponderne.
👉 E sono passibile di sanzioni.
Un’altra situazione frequente riguarda i controlli.

Può capitare che un genitore dimentichi di prenotare per tempo una visita di controllo e chieda di rifarla come “prima visita” per trovare posto prima.
Ma questo non è possibile.

Tutto è tracciato:
prime visite
controlli
percorsi già avviati.

👉 Inserire una prima visita al posto di un controllo è scorretto
👉 ed espone anche in questo caso a sanzioni
Oppure ancora:
👉 “Io ogni anno faccio gli esami a mio figlio per controllo”
Se un bambino sta bene e gli esami precedenti sono normali,
👉 non è giustificato ripeterli ogni anno.

Non è prevenzione, è eccesso di medicalizzazione.
Gli esami si fanno quando servono, non per abitudine o per rassicurazione.

Lo stesso vale per altre richieste che mi vengono fatte:
fare più impegnative per lo stesso problema
prescrivere esami “così siamo tranquilli”
anticipare visite modificando le priorità.

👉 Io non posso farlo, anche se comprendo il disagio o la richiesta.

Un altro punto importante riguarda le visite private.
Se scegliete di rivolgervi a uno specialista privatamente, è assolutamente legittimo.

Ma lo specialista deve prendersi la responsabilità delle sue indicazioni:
👉 deve essere lui a prescrivere esami e farmaci
Io posso valutare, ma non sono obbligato a trascrivere automaticamente ciò che non ho direttamente indicato o che non ritengo appropriato.
Quello che forse è più difficile da accettare è questo:
👉 io non posso agire per empatia, per accontentare o per tranquillizzare a tutti i costi.
Posso capire le vostre preoccupazioni — e lo faccio davvero —
ma le mie decisioni devono restare cliniche, oggettive e nel rispetto della legge.

Quando vi dico di no, non sto negando una cura.

Sto evitando qualcosa che non serve.
Sto proteggendo vostro figlio da percorsi inutili.

Il mio obiettivo non è fare di più.
È fare ciò che è giusto.
So che questo richiede fiducia.
Io sono qui per questo. Per creare fiducia !

Sono disponibile al dialogo e a qualsiasi spiegazione, ma non tollero che mi vengano imposte delle cose o che mi si dica che "ne ho diritto perché ho l'esenzione".

Pediatra, Elena!

04/03/2026

𝐿𝑒 𝑜𝑝𝑒𝑟𝑒 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑖𝑏𝑢𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖 𝑎𝑖 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑖 𝑑𝑒𝑐𝑒𝑛𝑛𝑖 𝑑𝑒𝑙 𝑋𝑉𝐼𝐼𝐼 𝑠𝑒𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑒 𝑑𝑒𝑐𝑜𝑟𝑎𝑛𝑜 𝑙𝑒 𝑣𝑜𝑙𝑡𝑒 𝑎𝑙 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑜 𝑝𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑎𝑙𝑎𝑧𝑧𝑜𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑛𝑜𝑚𝑖𝑛𝑎𝑡𝑒 "𝑮𝒊𝒂𝒍𝒍𝒂", "𝒅𝒊 𝑩𝒂𝒄𝒄𝒐 𝒆 𝑨𝒓𝒊𝒂𝒏𝒏𝒂" 𝒆 "𝒅𝒊 𝑫𝒊𝒂𝒏𝒂 𝒄𝒂𝒄𝒄𝒊𝒂𝒕𝒓𝒊𝒄𝒆".

https://www.radioprimarete.it/2026/02/reggia-di-caserta-concluso-il-restauro-delle-tele-del-real-casino-del-bosco-di-san-silvestro/

01/03/2026

EDUCAZIONE SENTIMENTALE E SESSUALE SIN DA PICCOLI.

Come pediatra e genitore ritengo fondamentale sottolineare che un dialogo aperto sulle parti intime, iniziato già dalla prima elementare, è il miglior strumento di prevenzione che possiate offrire. Chiamare le parti del corpo con il loro nome corretto e parlarne con naturalezza crea conoscenza e consapevolezza, eliminando quei tabù che spesso impediscono ai bambini di riferire situazioni di disagio.

*Se sei a disagio a parlarne con tuo figlio allora lavoraci su, leggendo qualche libro adatto solo per genitori riguardo l’importanza dell’educazione sentimentale.*

Per iniziare vi propongo 10 azioni concrete da applicare quotidianamente in famiglia per dare il buon esempio (da iniziare sin dal primo anno di vita del bambino):

1. Chiedere sempre il permesso per il contatto fisico: Prima di baciare o abbracciare vostro figlio, chiedete: "Posso darti un bacio?". Questo insegna che il suo corpo gli appartiene e che anche gli adulti rispettano i suoi confini.

2. Rispettare il "No" del bambino: Se il bambino rifiuta un solletico o una coccola, fermatevi immediatamente. Imparerà che il suo "no" ha valore e che gli altri devono fermarsi quando lui lo dice.

3. Usare i nomi corretti per l'anatomia: Spiegate cosa sono le parti intime (pene, v***a, seno, sedere) senza vergogna. Sapere che sono parti "private" ma non "innominabili" abbatte il tabù e protegge il bambino.

4. Non urlare in famiglia: Praticate una comunicazione a basso volume. Risolvere i conflitti senza gridare insegna che il rispetto dell'altro passa per il tono della voce, sia tra adulti che con i piccoli.

5. Eliminare i termini discriminatori: Non usate parole offensive o etichette basate sull'aspetto fisico, l'origine o il genere. I bambini replicano il linguaggio che sentono in casa.

6. Non parlare male degli assenti: Evitate critiche o pettegolezzi verso amici o parenti davanti ai figli. Il rispetto per gli altri si coltiva anche quando l'altro non è presente per difendersi.

7. Insegnare l'autonomia in bagno: Dai 6 anni, incentivate il bambino a lavarsi e asciugarsi da solo, offrendo aiuto solo se richiesto. Questo rinforza il concetto di privacy del proprio corpo.

8. Gestire la rabbia con le parole: Quando siete arrabbiati, dite: "In questo momento sono molto nervoso, parliamo tra dieci minuti". Insegnate così che le emozioni si gestiscono con la pausa e il dialogo, mai con l'aggressione.

9. Bussare prima di entrare: Date l'esempio bussando alla porta della sua cameretta o del bagno. È un'azione concreta che dimostra rispetto per lo spazio altrui.

10. Valorizzare il consenso tra adulti: Fate vedere che anche tra mamma e papà (o altri adulti) ci si chiede "Ti va se...?" o "Posso prenderti questo?". L'educazione sentimentale passa per l'osservazione dei vostri gesti quotidiani.

ECCO ALCUNE LETTURE CHE VI CONSIGLIO DI FARE CON I VASTRI BAMBINI : ( DAI 5ANNI IN POI.

• "Il corpo è mio" (di L.M. Scolari): Spiega in modo semplice e diretto il concetto di confine corporeo e privacy.

• "Col cavolo la cicogna!" (di A. Pellai): Un testo eccellente per parlare di riproduzione e parti intime senza tabù, con un linguaggio adatto alla prima elementare.

• "Le parole per dirlo" (di S. Franco): Un supporto per trovare i termini giusti nel dialogo quotidiano sulle emozioni e il corpo.

• "Non voglio i baci!" (di E. Brami): Un albo illustrato perfetto per spiegare che il rifiuto di un contatto fisico non è mancanza d'affetto, ma diritto al rispetto.

• "I segreti di Brilla" (di M. Marazza): Aiuta i bambini a distinguere tra segreti "belli" (sorprese) e segreti "brutti" (che fanno stare male).

• "Lina l’esploratrice" (di Katharina von der Gathen): Un libro straordinario e moderno che accompagna i bambini alla scoperta del corpo femminile e maschile con un linguaggio trasparente, inclusivo e privo di tabù. È perfetto per rispondere ai "perché" sulla diversità anatomica.

• "Come sono nato? Tutto quello che i bambini vogliono sapere su sesso, amore e famiglia" (di K. von der Gathen): Un testo pluripremiato che spiega il concepimento, la gravidanza e la nascita in modo onesto, scientifico e allo stesso tempo molto delicato, adatto proprio alla curiosità dei bambini della scuola primaria.

• "Così sei nato tu" (di Alberto Pellai): Scritto da uno dei massimi esperti italiani, il Dott. Alberto Pellai, questo volume aiuta i genitori a spiegare l'origine della vita collegandola sempre alla dimensione della relazione e dell'amore.

• "Il Grande Libro dei Sentimenti" (di Mary Hoffman): Un'opera colorata che esplora una vasta gamma di emozioni e situazioni familiari. Aiuta i bambini a capire che ogni sentimento è legittimo e che il rispetto per gli altri nasce dal saper riconoscere cosa provano.

• "Cosa c'è nel mio corpo?" (Editoriale Scienza): Un libro interattivo che esplora il corpo umano a 360 gradi. È utilissimo per integrare l'educazione sentimentale con la conoscenza scientifica, insegnando che il corpo è una macchina meravigliosa di cui bisogna avere massima cura e rispetto.

• "Bruno l'astronauta" (di S. Ziegelwanger e F. Staffelmayr, ed. Settenove): Complementare a "Lina l’esploratrice", questo libro accompagna i bambini alla scoperta dell'anatomia maschile (pene, testicoli e loro funzioni) con un approccio scientifico ma ludico. È uno strumento prezioso per spiegare ai maschietti il funzionamento del proprio corpo e per insegnare a tutti i bambini il rispetto delle differenze fisiche, eliminando nomignoli infantili o imbarazzi e sostituendoli con una conoscenza consapevole e sicura.

In conclusione, cari genitori, è necessario guardare con onestà alla realtà che ci circonda.

I dati attuali in Italia descrivono uno scenario allarmante: assistiamo a una crescita preoccupante di episodi di abuso e prevaricazione sul corpo altrui, con manifestazioni di violenza tra bambini in età sempre più precoce.

Siamo di fronte a un aumento della discriminazione di genere, a un uso sistematico di commenti offensivi (sia dal vivo che sui social) e a una pericolosa distorsione della percezione del proprio corpo, che si manifesta già tra i banchi delle scuole elementari con insicurezze e disagi profondi.

Non possiamo delegare questo compito. Se non siamo noi, all'interno delle mura domestiche, a piantare i semi del rispetto, del consenso e dell'empatia, i nostri figli cresceranno in un deserto di valori dove la forza prevale sul dialogo.

Per ulteriori approfondimenti io sono a tua disposizione

Pediatra Elena de Nitto

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