28/01/2026
I mondi si fanno sottili per chi vive nel cuore 💓💓💓
Sei anni. Li ha compiuti proprio questo mese. Eppure il giorno in cui l’ho trovata è scolpito nella mia memoria con la nitidezza delle cose che non si dimenticano. Era minuscola, tremava, con gli occhi ancora chiusi. Forse aveva un giorno di vita. Ricordo di aver pensato: “Non arriverà nemmeno al mattino.” E invece ce l’ha fatta. Ha lottato con una forza straordinaria, con una volontà capace di sfidare ogni previsione. È diventata la cornacchia più coraggiosa, sveglia e affettuosa che io abbia mai conosciuto.
Quando ha imparato a volare, le ho dato più volte la possibilità di andare. Di vivere libera, come la natura comanda. E lei, libera, lo era davvero. Sorvolava i dintorni, esplorava il cielo. Ma ogni sera tornava. Si posava sul davanzale e bussava al vetro col becco, come a dire: “Ehi, sono tornata!” Come se fossero passati giorni, anche se erano solo poche ore.
Ha costruito il suo primo nido nella quercia dietro casa. Rametti, fili d’erba, pezzi di stoffa misteriosamente scomparsi dal mio bucato… tutto diventava parte del suo piccolo capolavoro. E quando sono nati i suoi piccoli, uno per uno me li ha portati. Come a volermi dire: “Guarda cosa ho fatto. Con te.” È stato uno dei momenti più intensi e commoventi della mia vita da riabilitatore.
Nel tempo, ha affrontato prove dure: predatori, ferite, persino un avvelenamento che sembrava senza ritorno. Eppure anche lì ha lottato. Ne è uscita più fragile, con qualche conseguenza neurologica che le ha impedito di tornare alla vita selvatica. Ma non è stata una fine. È stato l’inizio di un nuovo capitolo, dolce e pieno di significato.
Da quasi quattro anni vive con me. Ed è impossibile spiegare quanto sia profondo il nostro legame.
Ogni giorno è un dono. Mi sveglia con i suoi richiami lievi, gioca con le stringhe delle scarpe, ruba gli snack con l’aria di chi sa già che sarà perdonata. Mi segue ovunque, curiosa e attenta. Si posa sulla mia spalla mentre preparo il caffè e, la sera, si accoccola sul petto. Mi sistema la barba col becco, poi si addormenta serena. In quei momenti, sento una gratitudine che non so tradurre a parole.
Aveva tutto il cielo davanti a sé. Ma ha scelto di restare. E io, ogni giorno, la ringrazio per questo.
Perché lei non è “solo” una cornacchia. È famiglia. È casa. È una piccola anima gemella con le piume, che ha trasformato un gesto di salvataggio in una delle avventure più straordinarie della mia vita.
Grazie per aver letto la sua storia. E grazie a chi, come me, ha scoperto quanto possano essere speciali questi incredibili compagni alati.
Perché a volte, l’amore vero non fa rumore. Ma lo riconosci nel battito silenzioso di due ali che scelgono di tornare. Sempre.