Dr. Andrea Testa - studio Testapsicologia

Dr. Andrea Testa - studio Testapsicologia Psicologia del Benessere, psicoterapia, ipnosi clinica, terapia della famiglia, terapia forestale, psicodramma.

Esperto psicologia sistemico-relazionale
Master in ipnositerapia e psicoterapia eriksoniana - Società Italiana di Ipnosi
Master in ipnositerapia - Centro CIICS di Torino
Conduttore Terapia Forestale
Conduttore psicodramma analitico

Ricevimento: Dogliani (cn) - vicolo Pizzorno, 1
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rendere nel lavoro, nello studio, nello sport, suonare, recitare o parlare davanti a un pubblicotalenti che si imparano,...
27/02/2026

rendere nel lavoro, nello studio, nello sport, suonare, recitare o parlare davanti a un pubblico
talenti che si imparano, si migliorano e si perfezionano con un supporto professionale



“A me interessa più la mia coscienza che l'opinione degli altri.”— CiceroneL’opinione degli altri può funzionare come un...
26/02/2026

“A me interessa più la mia coscienza che l'opinione degli altri.”
— Cicerone

L’opinione degli altri può funzionare come una bussola: essere all’altezza, non deludere, mantenere equilibri, é qualcosa che struttura le relazioni e dà un senso di appartenenza.

Questo vale in modo particolare per molte donne, spesso cresciute dentro aspettative e giudizi sociali sottili ma costanti: essere presenti, accudenti, capaci di tenere tutto insieme.

Con il tempo però emerge un’esigenza diversa: fare scelte più coerenti con ciò che si sente giusto per sé, anche quando non coincidono con le aspettative esterne.

Mettere al centro la propria coscienza non significa ignorare gli altri, ma smettere di tradire sistematicamente se stessi. È un passaggio delicato, che può portare con sé timori e sensi di colpa, ma anche una forma di serenità più solida e meno dipendente dallo sguardo altrui.

Il contributo dello Studio Testa psicologia di Dogliani sul numero di "Dogliani e la sua Langa" di questo mese.(per legg...
26/02/2026

Il contributo dello Studio Testa psicologia di Dogliani sul numero di "Dogliani e la sua Langa" di questo mese.

(per leggere l'articolo clicka sull'immagine)

“Malattie immorali”: quando il bisogno di senso diventa giudizioPer vivere con un minimo di serenità abbiamo bisogno di ...
25/02/2026

“Malattie immorali”: quando il bisogno di senso diventa giudizio

Per vivere con un minimo di serenità abbiamo bisogno di sentirci orientati: sapere dove siamo, capire in che direzione stiamo andando, dare un significato a ciò che accade. È un bisogno profondamente umano.

Per questo, lungo la storia, si è diffusa quella che in psicologia viene chiamata “ipotesi del mondo giusto”: l’idea che, in fondo, le cose accadano per una ragione e che ognuno riceva ciò che merita.
È una convinzione rassicurante: se il mondo è giusto, allora è prevedibile. E se è prevedibile, è meno spaventoso.

Il problema nasce quando questo bisogno di senso si trasforma in giudizio.

Di fronte alla malattia – soprattutto quando è difficile da spiegare come quella mentale– può insinuarsi, anche in modo sottile, una domanda implicita: “Perché proprio lui/lei?”
E talvolta la risposta diventa: “Forse se l’è cercata.”

Nell’antichità la malattia veniva spesso interpretata come punizione per una colpa. Oggi questa idea è molto meno esplicita, ma non è del tutto scomparsa. Alcuni studi mostrano che, quando crediamo fortemente che il mondo sia “giusto”, possiamo essere più inclini a pensare che chi soffre abbia in qualche modo contribuito alla propria condizione.

Non sempre lo diciamo ad alta voce. A volte passa da uno sguardo, da una distanza emotiva, da una frase detta con leggerezza.

Eppure chi affronta una malattia, oltre alla sofferenza fisica, si trova spesso a dover gestire anche il peso di questi giudizi impliciti. Un carico che può essere più doloroso della malattia stessa.

Forse vale la pena chiederci:
quando sentiamo il bisogno di trovare “una spiegazione morale” a ciò che accade, stiamo cercando davvero la verità… o stiamo cercando di proteggerci dall’idea che la vita possa essere fragile e imprevedibile?

[immagine: "Melancolia" - Edvard Munch]

“Si soffre molto per il poco che ci manca e gustiamo poco il molto che abbiamo.”— William ShakespeareQuante volte ci cap...
24/02/2026

“Si soffre molto per il poco che ci manca e gustiamo poco il molto che abbiamo.”
— William Shakespeare

Quante volte ci capita di focalizzarci su ciò che non va, su quello che avremmo voluto fosse diverso, su ciò che ci manca — magari da anni — e di dare quasi per scontato tutto il resto?

Non è ingratitudine. È un meccanismo molto umano: la mente tende a concentrarsi su ciò che percepisce come “incompleto”, come se dovesse continuamente aggiustare qualcosa.
Il punto è che, mentre cerchiamo quel tassello mancante, rischiamo di perdere il contatto con ciò che c’è già — relazioni costruite nel tempo, competenze maturate, piccole conquiste quotidiane, spazi di autonomia guadagnati con fatica.

23/02/2026

22/02/2026

"Anche se riesci a ba***re un nemico, se la tua vittoria non si fonda su ciò che hai appreso, non può essere una vittori...
21/02/2026

"Anche se riesci a ba***re un nemico, se la tua vittoria non si fonda su ciò che hai appreso, non può essere una vittoria giusta"
("Il libro dei cinque anelli" - Miyamoto Musashi 宮本武藏)

Quante volte abbiamo "vinto" una discussione o superato un ostacolo senza che questo ci cambiasse davvero?
La vera vittoria non è sconfiggere l'altro, ma comprendere cosa quella sfida ci ha insegnato su noi stessi. Vincere per orgoglio lascia tutto com'era. Vincere con consapevolezza ci fa crescere.

“Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi ha...
19/02/2026

“Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto”
-Michael Jordan-

18/02/2026

“Se questa scienza che grandi vantaggi porterà all'uomo, non servirà all'uomo per comprendere se stesso, finirà per rigi...
17/02/2026

“Se questa scienza che grandi vantaggi porterà all'uomo, non servirà all'uomo per comprendere se stesso, finirà per rigirarsi contro l'uomo.”

Così il grande filosofo Giordano Bruno, arso sul rogo a Roma il 17 febbario 1600, ammoniva gli uomini del suo tempo a ricercare il vero potere benefico nell'uomo ed a favore dell'uomo.
Tanto più oggi la sua voce risuona per noi, uomini dell'era tecnologica che abbiamo conqusitato il potere di procurare il benessere per tutti o di lascar degradare la possibilità di vivere in salute per tutti.

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Vicolo Pizzorno, 1
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12063

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