30/01/2026
Tumori cerebrali pediatrici: scoperto un nuovo interruttore molecolare che rallenta la crescita del medulloblastoma
Uno studio internazionale, con la partecipazione dei ricercatori della Sapienza Università di Roma, ha identificato un nuovo meccanismo molecolare coinvolto nella crescita del medulloblastoma, il tumore cerebrale maligno più frequente in età pediatrica. I risultati, pubblicati sulla rivista Cancer Cell, aprono nuove prospettive per lo sviluppo di terapie più efficaci e meno tossiche.
Il medulloblastoma è una patologia complessa e biologicamente eterogenea, spesso resistente ai trattamenti tradizionali, soprattutto nei sottotipi caratterizzati dall’attivazione dell’oncogene MYC. Comprendere i processi metabolici che ne sostengono la crescita rappresenta un passaggio cruciale per migliorare le strategie terapeutiche.
Lo studio, coordinato dall’Institut Curie in collaborazione con Sapienza, l’Istituto Pasteur Italia e altri centri internazionali, ha analizzato dati clinici e campioni tumorali di circa 400 pazienti pediatrici. I ricercatori hanno osservato che le cellule tumorali accumulano lipidi sotto forma di gocce lipidiche, utilizzate come riserva energetica.
Nei medulloblastomi con MYC attivo, il blocco della sintesi lipidica non è sufficiente a fermare la crescita tumorale, poiché le cellule riescono a compensare importando lipidi dall’esterno. Tuttavia, l’inibizione dell’enzima DGAT1, coinvolto nella formazione delle gocce lipidiche, rallenta significativamente la crescita del tumore e migliora la sopravvivenza nei modelli sperimentali.
I risultati individuano una nuova vulnerabilità metabolica nei sottotipi più aggressivi e pongono le basi per strategie terapeutiche mirate, con potenziali benefici per i pazienti pediatrici.