27/12/2025
Il modo in cui la FAMIGLIA NEL BOSCO è stata raccontata attraverso i media è semplicemente sbagliato: di nuovo, è stato fatto sensazionalismo e, ancora una volta, il grande pubblico è stato tratto in inganno dalla notizia strappalacrime.
Vi hanno presentato una famiglia coraggiosa capace di vivere in libertà; di contro, le istituzioni sono state dipinte come coloro che hanno privato questa stessa famiglia proprio della libertà di scegliere come vivere.
Davanti ai vostri occhi di lettori e ascoltatori, esterni a fatti, è stato dipinto un quadro bucolico in cui una coppia di genitori ha deciso di condurre una vita in armonia con la natura; di contro alle istituzioni è stata accollata la colpa di averli puniti per la loro scelta non convenzionale. Qualcuno ha sostenuto che tutti, Medici, Pedagogisti, Psicologi, Maestri, eccetera promuovono la vita all’aria aperta… e allora qual è il problema?
Lo Stato e le sue istituzioni sono stati narrati nella veste di “coloro che tolgono i figli alle famiglie”. Ma di fatto i bambini sono stati dedotti in una struttura sicura, ove resteranno nelle more dei debiti accertamenti sulle loro condizioni di salute e sulle condizioni di vita della famiglia (quelle stesse condizioni che, ovunque e sempre, determinano la crescita - sana o meno - dei bambini).
Questa narrazione, carica di facili sentimentalismi, non ha permesso quasi a nessuno di osservare la condizione dei 3 minori di 8 e 6 anni (due sono gemelli) oltre l’hic et nunc, l’ora e adesso.
Da dov’è partita questa lunga storia? Nell’autunno del 2024 un conoscente della famiglia (che abita nella stessa zona, ovvero nell’area limitrofa al bosco di Palmoli - Chieti) ha allertato i soccorsi sanitari dopo aver constatato che l’intera famiglia era vittima di un avvelenamento da funghi.
All’arrivo dei soccorsi la condizione dei bambini era seria al punto tale da rendersi necessario persino l’ausilio dell’elisoccorso per trarre in salvo uno dei minori. Già in quell’occasione, le istituzioni sanitarie si sono scontrate con la reticenza dei genitori a permettere cure mediche convenzionali in favore dei minori.
I sanitari prima e i servizi sociali dopo hanno constatato che le condizioni abitative erano complessivamente non bastevoli a garantire l’igiene e la salute dei bambini: mancava l’energia elettrica, il riscaldamento e l’acqua corrente. L’avvelenamento già da solo dimostrava come l’auto-produzione di cibo può essere manchevole in punto di sicurezza.
Quello che non è stato detto è che i servizi sociali sono stati allertati per le carenze igienico sanitarie appena descritte e per la deprivazione sociale: i bambini non frequentavano la scuola e l’istruzione parentale non era in regola. Ad oggi, c’è chi scrive che i bimbi non sanno nè leggere nè scrivere.
A quanto pare, dal 2024 ad adesso, la famiglia è stata ammonita, seguita dai servizi e supportata, ma non è stata collaborativa; ha rifiutato alloggi più confortevoli allocati nella stessa area del bosco dove abitavo e messi a loro disposizione anche da privati a titolo gratuito; non ha lasciato che sui bambini venissero compiuti i controlli medici volti ad accertarne le buone condizioni di salute (o meno). Pare anche che mamma Katrin per un periodo si sia spostata a Bologna, con i figli al seguito, facendo perdere le tracce di sè e dei minori ai servi sociali incaricati del caso.
Questa famiglia naturale viveva realmente immersa nella natura? catherinelouisebirmingham.com è il sito (ad oggi reso privato) della mamma del bosco, insieme al sito la donna gestiva anche un canale YouTube, attraverso questi strumenti tecnologici che pretendono una connessione alla rete, mezzi meccanici ed energia elettrica mamma Catherine vendeva i suoi servizi da guaritrice spirituale online.
Quali i diritti dei minori evidentemente lesi e per i quali la patria potestà è stata sospesa (non tolta, ma solo sospesa nelle more dei dovuti accertamenti sulla salute psicofisica del nucleo)?
(Faccio una precisazione, siccome nei commenti è stato eccepito, ho usato il termine latino perché è quello evocativo: dal 1975 con la riforma del diritto di famiglia la patria potestà si intende in capo ad entrambi i genitori e oggi nelle carte processuali il termine tecnico è responsabilità genitoriale.)
Diritto alla salute che equivale al pieno diritto dei minori di vivere in un ambiente sano e salutare ove i bambini non siano esposti al pericolo di malattie;
Diritto all’istruzione: un bambino a cui mancano le competenze basilari, come leggere scrivere e fare di conto, è un bimbo privato in radice degli strumenti indispensabili per scegliere del proprio futuro. Immaginate un re-inserimento in società di un bimbo già grandicello che non ha contezza del danaro, che non sa leggere un avviso, che non sa orientarsi in una strada, eccetera.
Diritto alla socialità: vivere immersi nella natura senza relazioni interpersonali non vuol dire vivere secondo natura, piuttosto significa vivere in una condizione di emarginazione dalla società che di per sè priva i bambini delle relazioni con gli altri. Un bambino che non fa palestra sociale diviene un adulto che non sa come comportarsi. Se e quando deciderà o vorrà ri-entrare nel tessuto sociale e produttivo, relazionale ed economico, questo può esporlo ad enormi difficoltà relazionali e comportamentali.
Pertanto, prima di credere alle favole, anche quelle del bosco, riflettete sulla realtà per quella che è.