24/12/2025
NO AGLI ALIMENTI PROCESSATI. : Una volta certi cibi si mangiavano un mese o due l’anno, oggi si trova tutto in qualsiasi periodo dell’anno. Questo può avere un valore economico importante ma anche una ripercussione biologica a livello dell’organismo non del tutto positiva. Tutti i processi per la preparazione e la conservazione degli alimenti incidono in maniera importante sulla qualità e sul sapore degli stessi alimenti. Le sostanze che si aggiungono per impedirne il deterioramento e migliorarne l’aspetto estetico, quindi aumentarne la vendibilita’, di fatto adulterano la struttura chimica e organolettica del cibo, per questo l’organismo durante i normali processi digestivi, trova strutture chimiche alterate e rese differenti e molto spesso non ha gli enzimi giusti , pertanto non riesce più a digerire e ad eliminare le scorie residue. Questo problema viene tamponato dall’organismo costringendo alcuni organi, come il fegato e il tessuto adiposo, a diventare organi di deposito. Ci sono studi degli anni 90 condotti nel Regno Unito riguardo alla concentrazione di steatosi epatica in ragazzi adolescenti che per un decennio avevano giornalmente ingerito cibi fritti consumati nelle catene fast-food. A distanza di 20-30 anni questi ragazzi diventati adulti e cambiando modalità alimentare si portavano dietro una percentuale di grassi saturi non metabolizzati. Questo perché il nostro organismo non possiede gli enzimi per metabolizzare gli alimenti adulterati chimicamente dagli acidi grassi durante certe procedure di friggitura. In conclusione sarà opportuno evitare il più possibile i cibi processati, ovvero i cibi precotti e i cibi addizionati con coloranti, conservanti o quant’altro che ne modifichi la loro naturale struttura chimica.