Irene Osteopata

Irene Osteopata Sono Osteopata DO e Fisioterapista. Ricerco il percorso di cura più adatto in base alla tua persona.

16/03/2026

Il corpo è più complesso di così.

Il diaframma è il principale muscolo respiratorio e continua a funzionare automaticamente per tutta la vita.
Se fosse davvero bloccato ci troveremmo di fronte a condizioni neurologiche importanti.

Quello che più spesso cambia è l’organizzazione del respiro.

Respirare sembra semplice, ma in realtà è un processo complesso che coinvolge molte strutture del corpo, non solo il diaframma.

Torace, colonna, addome, pavimento pelvico, sistema nervoso.
Ma anche stress, carichi, emozioni, posture.

Il respiro è il risultato del dialogo continuo tra queste parti.

Quando queste strutture perdono coordinazione o restano in uno stato di tensione costante, il respiro può diventare corto, affannato o poco fluido.

Non è qualcosa che qualcuno “sblocca” dall’esterno.

È qualcosa che può tornare quando il corpo ritrova spazio, movimento e una relazione più libera con il proprio respiro.

Il respiro è il punto di incontro tra il mondo interno e quello esterno.
E quando cambia il modo in cui respiri, cambia molto più di quello che immagini.

❤️
09/03/2026

❤️

Viviamo in un corpo ogni giorno.Ma quanto lo conosciamo davvero?Sabato 21 marzo è un invito a conoscersi.La prima giorna...
05/03/2026

Viviamo in un corpo ogni giorno.
Ma quanto lo conosciamo davvero?

Sabato 21 marzo è un invito a conoscersi.

La prima giornata del percorso “Conosci te stesso attraverso il corpo” sarà dedicata al corpo fisico.

Un laboratorio esperienziale per osservare come siamo fatti e come funziona il nostro corpo.

Il corpo non si studia solo sui libri.
Si incontra nel gesto, nel ritmo, nella relazione.

Attraverso anatomia, fisiologia e movimento biologico faremo esperienza del corpo che abitiamo ogni giorno.

📍 Spazio Vitale, Vital Center – Empoli

Iscrizioni aperte.

https://www.vitalcenter.it/conosci-te-stesso-attraverso-il-corpo/

04/02/2026
Martedì 3 febbraio 18.15 🧏🏻‍♂️
26/01/2026

Martedì 3 febbraio 18.15 🧏🏻‍♂️

24/01/2026

Anatomia applicata.

31/12/2025
Natale deriva da nasco, da nascere.
25/12/2025

Natale deriva da nasco, da nascere.

Tendiamo a guardare solo ciò che non funziona.La lista dei problemi è infinita.Ma anche quella delle cose che funzionano...
16/12/2025

Tendiamo a guardare solo ciò che non funziona.
La lista dei problemi è infinita.
Ma anche quella delle cose che funzionano.

Forse il punto non è inseguire la perfezione,
ma – come dice qualcuno – rinunciarci
e condurre il viaggio in modo più umano.

Accettarci per come siamo.
Riuscire a osservare anche la strada fatta.
Ed esserne meravigliati.
E orgogliosi, anche.

Oggi ci siamo presi il tempo per guardarci.
E siamo belli.

Tornare a essere
è la strada che ci indirizza.

Che sorpresa.A volte ciò che programmiamo non accade.Accade qualcos’altro, e chiede di essere ascoltato.Il weekend di Mo...
16/11/2025

Che sorpresa.
A volte ciò che programmiamo non accade.
Accade qualcos’altro, e chiede di essere ascoltato.

Il weekend di Movimento Biologico ha preso una forma diversa dal previsto,
e ci siamo trovati davanti a una scelta.

Abbiamo scelto di restare.

Ci siamo presi questa giornata per noi: per muoverci insieme, per praticare Movimento Biologico, per tornare al corpo con sincerità.
Si è rivelata un’opportunità preziosa.
Una di quelle che non programmi, ma che arrivano nel momento giusto.

È stato un tempo intimo, profondo e necessario.
Un momento di ascolto, cura e relazione, in cui ci siamo lasciati influenzare l’uno dall’altro fino a diventare un unico corpo.

I nostri bisogni erano un unico bisogno:
presenza, ascolto, riposo, leggerezza, contatto.

Abbiamo scattato pochissime foto.
Quando un’esperienza è così profonda, non si riesce – e non si vuole – fermarla in uno scatto: si rimane dentro, non fuori a guardare.

Da domani ripartiamo con un’energia diversa.

Un grazie a tutti noi di Spazio Vitale, e un grazie speciale a Stefano e Francesca.
A volte l’universo sceglie per noi una strada alternativa: ed è esattamente quella di cui avevamo bisogno.

Dove sta andando la fisioterapia?Dirò qualcosa che non si dice.Dopo un corso è normale sentirsi in conflitto: capita ogn...
09/11/2025

Dove sta andando la fisioterapia?
Dirò qualcosa che non si dice.
Dopo un corso è normale sentirsi in conflitto: capita ogni volta che qualcosa ci muove dentro.
Ma questa volta è perdita di appartenenza.

Torno da “Il problema dolore: neuroscienze, plasticità e gestione dei pazienti complessi.”
Un corso per fisioterapisti illuminante.

“Le neuroscienze stanno cambiando il nostro modo di lavorare. Fare il fisioterapista oggi è molto difficile. In bocca al lupo.”
E di fortuna, sì, ne abbiamo bisogno.
Come genere umano.

Si è parlato di complessità, di adattamento, di come il dolore non sia mai solo un segnale ma un’esperienza incarnata, emotiva, relazionale.
Di come il corpo “embodied” sia il luogo dove tutto accade: biologia, memoria, contesto, aspettative, storia.
Il dolore è sempre reale, ma nasce da un intreccio di fattori che il cervello interpreta per proteggerci.
E questo intreccio è bellissimo, perché ci racconta quanto siamo vivi, quanto il corpo impari, si adatti, cambi forma.

È esattamente la complessità che cerco di studiare e portare nel mio lavoro.

Poi arriva la conclusione evidence based:
la terapia manuale non funziona,
l’esercizio terapeutico adattato non funziona,
funziona solo far vedere al paziente che muoversi è sicuro.

Perché tutta questa complessità ci porta a ridurre e non a espandere?

A farci domande più grandi:
Chi siamo noi terapeuti dentro questa complessità?
Cosa osserviamo davvero, quando guardiamo un corpo che soffre?
Come posso migliorare la mia presenza, la mia mano, il mio modo di accogliere, per adattarmi ogni volta a chi ho davanti?
Come aiuto una persona a sentire il proprio corpo vissuto, a integrare ogni cellula nel movimento, a tornare integra?

Per me la risposta è affinare tutto questo, alla luce delle neuroscienze.

È più faticoso, sì.
Richiede studio, tempo, la capacità di restare accanto alla sofferenza senza volerla risolvere subito.
Ma è anche ciò che ci rende umani.

Scelgo di restare fedele e onesta con me stessa:
scelgo le mani come guida,
il corpo come maestro,
il movimento biologico come strumento per promuovere salute,
la relazione terapeutica come luogo dove tutto questo prende forma.

Indirizzo

Via Pacinotti 15 B
Empoli

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