Ambulatorio Anoressia Bulimia Obesità Dott.ssa Calugi

Ambulatorio Anoressia Bulimia Obesità Dott.ssa Calugi Medicina e salute

Anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da binge-eating e obesità|
🖊Percorsi terapeutici specialistici con équipe multidisciplinare| 💻 Terapia online per chi non può raggiungerci| 📍Empoli | 🌐 ambulatorioanoressiabulimiaobesita.it |

Quando il movimento smette di essere salute.Allenarsi fa bene.Muoversi è importante.Ma quando l’esercizio diventa un obb...
06/02/2026

Quando il movimento smette di essere salute.

Allenarsi fa bene.
Muoversi è importante.
Ma quando l’esercizio diventa un obbligo, una punizione o un modo per “compensare”… qualcosa cambia.

Nel nostro Ambulatorio ABO ci occupiamo anche di esercizio fisico eccessivo, un comportamento spesso invisibile ma molto presente nei disturbi dell’alimentazione.

Parliamo di allenamenti portati all’estremo, sensi di colpa se si salta una seduta, difficoltà a fermarsi anche con dolore o stanchezza, uso dell’attività fisica per controllare peso, forma del corpo o emozioni.

👉 Non è forza di volontà.
👉 Non è disciplina.
👉 È un segnale di sofferenza.

Nel nostro ambulatorio offriamo uno spazio sicuro, multidisciplinare per affrontare questi comportamenti e ritrovare un rapporto più sano con il corpo e con il movimento.

📍 Se senti che l’esercizio ha preso il controllo, non restare sola/o.

Scrivici in DM o contattaci per informazioni.

05/02/2026

Sara mi chiede: “Ne ho già fatte altre, perché dovrebbe essere diverso?”

Le spiego che la CBT-E è una forma specifica di terapia cognitivo comportamentale.
Serve una formazione specializzata: è come andare da uno specialista del ginocchio, non da un medico generico.

La CBT-E si riconosce perché:

1. È collaborativa: terapeuta e paziente decidono insieme i passi,
2. È strutturata in tre fasi (osservazione, cambiamento, mantenimento),
3. Coinvolge solo se la persona è pronta a cambiare,
4. Include, se serve, una nutrizionista e un medico che parlano lo stesso linguaggio.

👉 Nel prossimo post ti racconto come si svolge concretamente una CBT-E.

Oggi in onda un’intervista speciale!La dott.ssa Simona Calugi e la dott.ssa Giulia Di Fede parlano di disturbi dell’alim...
03/02/2026

Oggi in onda un’intervista speciale!
La dott.ssa Simona Calugi e la dott.ssa Giulia Di Fede parlano di disturbi dell’alimentazione, dei segnali precoci per riconoscerli e dell’importanza di un approccio multidisciplinare non eclettico nel trattamento.
Durante l’intervista si approfondisce anche il ruolo di AIDAP e di come il lavoro in team rappresenti un elemento chiave per affrontare in modo efficace queste problematiche.
📺 L’intervista è disponibile solo per oggi

https://canaleitalia.it/radio/

👉 Sezione Emilia Romagna – canale 26
Un’occasione importante per informarsi, sensibilizzare e promuovere una cultura della cura basata sull’evidenza.

All’Ambulatorio ABO il trattamento dei disturbi dell’alimentazione è affidato a un’équipe multidisciplinare specializzat...
02/02/2026

All’Ambulatorio ABO il trattamento dei disturbi dell’alimentazione è affidato a un’équipe multidisciplinare specializzata nella CBT-E, che lavora in modo integrato per offrire un percorso di cura strutturato, coerente e personalizzato.
L’équipe è composta da medici, psicologi e dietisti.

Tutti i professionisti hanno conseguito l’Advanced Certificate nella CBT-ED.

La caratteristica distintiva del trattamento è che i terapeuti utilizzano gli stessi concetti e la medesima terminologia, adottando strategie e procedure mutuamente compatibili, secondo un approccio multidisciplinare non eclettico.

➡️Qual è il contributo dei vari terapeuti nel trattamento:

Il contributo individuale dei diversi terapeuti viene definito caso per caso, in accordo ai meccanismi di mantenimento che operano nel paziente e che vengono descritti all’interno della sua Formulazione Personalizzata.

In generale, la seduta di valutazione è eseguita da un medico, mentre il trattamento dei pazienti è condotto dallo psicologo. Nel Passo Due, nei pazienti sottopeso, lo psicologo è affiancato dalla dietista.

Durante il trattamento sono previste visite mediche periodiche, finalizzate alla valutazione dello stato fisico del paziente e alla gestione di eventuali complicanze internistiche e psichiatriche.

✨️L’équipe multidisciplinare✨️

Medico, psicologo e dietista lavorano in modo coordinato:
– utilizzano gli stessi concetti e la medesima terminologia
– adottano strategie e procedure mutuamente compatibili per garantire un intervento integrato, coerente e centrato sulla persona.

Le difficoltà interpersonali non sono un dettaglio nei disturbi dell’alimentazione.Per molte persone rappresentano uno d...
31/01/2026

Le difficoltà interpersonali non sono un dettaglio nei disturbi dell’alimentazione.

Per molte persone rappresentano uno dei fattori che mantengono il problema nel tempo.
Isolamento, conflitti, cambiamenti importanti di vita, relazioni fragili o assenti possono aumentare emozioni negative come tristezza, rabbia, vergogna o senso di vuoto.

In risposta, il controllo su cibo, peso e corpo diventa un modo per sentirsi più al sicuro.

Non è vanità.
Non è capriccio.
È un tentativo di gestire una sofferenza profonda.

Quando le relazioni diventano fonte di stress o solitudine, il disturbo può rafforzarsi.
E allo stesso tempo, il disturbo può spingere ancora di più all’isolamento.
Un circolo che si autoalimenta.
Per questo, nei percorsi terapeutici più efficaci, anche le difficoltà interpersonali vengono affrontate direttamente.
Parlare delle proprie relazioni, dei conflitti, delle paure e dei cambiamenti di ruolo è parte integrante della guarigione.

Se ti riconosci in queste parole, sappi che non sei solo/a.
Ad Ambulatorio Abo troverai percorsi basati su evidenze scientifiche che possono aiutarti.

Chiedere aiuto è il primo passo.

Pianificare i pasti nella gestione del peso alto: un piccolo gesto che fa una grande differenzaAll’Ambulatorio ABO accom...
28/01/2026

Pianificare i pasti nella gestione del peso alto: un piccolo gesto che fa una grande differenza

All’Ambulatorio ABO accompagniamo i pazienti con problemi di peso alto e/o con alimentazione disregolata verso un rapporto più equilibrato con il cibo, partendo anche da strumenti concreti come la pianificazione del menù settimanale.

Organizzare colazione, pranzo, cena e spuntini aiuta a:
✅ fare una spesa più consapevole
✅ rispettare le porzioni
✅ ridurre improvvisazioni e abbuffate
✅ aumentare la serenità a tavola

👉 Esempio di giornata tipo:

🥛 Colazione
Latte scremato + cereali integrali
🍝 Pranzo
Risotto con verdure
Insalata di pomodori
1 frutto
🍌 Merenda
Tè o tisana + banana
🐟 Cena
Merluzzo con cipolle
Zucchine trifolate
Pane integrale
1 mela

📍 Siamo qui per accompagnarti passo dopo passo.

Bassa autostima e disturbi dell’alimentazione: quando il problema è più profondo🖋 Riccardo Dalle Grave – AIDAPNon tutta ...
27/01/2026

Bassa autostima e disturbi dell’alimentazione: quando il problema è più profondo

🖋 Riccardo Dalle Grave – AIDAP

Non tutta l’autocritica nasce allo stesso modo.
In molte persone con disturbi dell’alimentazione, la valutazione negativa di sé è legata al peso, alla forma del corpo o al controllo del cibo. Questa autocritica secondaria tende a migliorare quando il disturbo viene curato.

Ma esiste anche una forma più profonda: la bassa autostima nucleare.

👉 È una visione negativa globale e persistente di sé.
👉 Non dipende dai risultati o dalle prestazioni.
👉 Porta a sentirsi “inermi”, “non amabili”, “falliti”.
👉 Spinge a controllare ancora di più cibo e corpo, rendendo il cambiamento più difficile.

Quando la bassa autostima nucleare coesiste con un disturbo dell’alimentazione, può ostacolare la guarigione. Per questo va affrontata direttamente nel percorso terapeutico.

La CBT-E interviene in due modi:
🔹 lavorando sui pensieri negativi profondi
🔹 migliorando il funzionamento interpersonale e la qualità delle relazioni
Curare il disturbo alimentare è fondamentale.
Ma, in alcuni casi, è altrettanto importante aiutare la persona a ricostruire il proprio valore.

Che cos’è l’intolleranza alle emozioni?In alcune persone con disturbi dell’alimentazione, gli stati emotivi intensi – so...
23/01/2026

Che cos’è l’intolleranza alle emozioni?

In alcune persone con disturbi dell’alimentazione, gli stati emotivi intensi – soprattutto quelli spiacevoli – vengono vissuti come travolgenti, inaccettabili o impossibili da gestire.

Per ridurre questo disagio emotivo possono comparire comportamenti come:
▪️abbuffate
▪️vomito autoindotto
▪️esercizio fisico eccessivo
▪️uso di sostanze
▪️comportamenti autolesivi

Queste strategie funzionano solo nel breve termine:
➡️ l’emozione sembra calmarsi
➡️ ma il problema si rinforza e si mantiene nel tempo

🔄 La sequenza è spesso questa:
evento stressante → aumento della tensione emotiva → comportamento disfunzionale → sollievo temporaneo → senso di perdita di controllo

Affrontare l’intolleranza alle emozioni è possibile:
La terapia cognitivo-comportamentale migliorata (CBT-E) aiuta a:
riconoscere le emozioni
tollerarle senza evitarle
sviluppare strategie alternative più funzionali

Imparare a stare nelle emozioni è un passo fondamentale nel percorso di cura.

CBT-E: facciamo chiarezza su 10 miti che ostacolano la curaI disturbi dell’alimentazione sono tra le condizioni più frai...
21/01/2026

CBT-E: facciamo chiarezza su 10 miti che ostacolano la cura

I disturbi dell’alimentazione sono tra le condizioni più fraintese. Spesso chi ne soffre (e chi sta accanto) si sente dire frasi come:

“È solo una questione di forza di volontà”,
“Quella terapia è troppo rigida”,
“Con casi complessi non funziona”.

Ma è davvero così?
Un recente articolo scientifico ha chiarito 10 grandi equivoci sulla CBT-E (Terapia Cognitivo-Comportamentale Migliorata), uno dei trattamenti più efficaci per i disturbi dell’alimentazione.

✨ La CBT-E non è una terapia rigida
✨ Non lavora solo sui comportamenti, ma anche su pensieri ed emozioni
✨ È adatta anche a persone con storie complesse
✨ Non è focalizzata sul peso, ma sul benessere
✨ È utilizzabile a tutte le età

In ambulatorio vediamo ogni giorno quanto la disinformazione possa diventare una barriera alla cura. Per questo crediamo sia fondamentale fare chiarezza, offrire informazioni corrette e costruire percorsi personalizzati, rispettosi e basati sulle evidenze scientifiche.

Autonomia non significa abbandono.Nell’anoressia nervosa, rispettare la persona non può voler dire rinunciare a salvarle...
20/01/2026

Autonomia non significa abbandono.

Nell’anoressia nervosa, rispettare la persona non può voler dire rinunciare a salvarle la vita.
Un nuovo articolo tradotto da AIDAP mette in discussione una delle narrazioni più pericolose che si stanno diffondendo nel dibattito clinico e pubblico: l’idea che ci sia una scelta obbligata tra il rispetto dell’autonomia e la tutela della vita. Questa è una falsa dicotomia.
L’anoressia nervosa non è una malattia terminale. È un disturbo mentale grave, complesso, ma curabile. E la maggior parte dei decessi ad essa associati è prevenibile con cure adeguate, tempestive e continuative.
Eppure, sempre più spesso, compaiono etichette come “grave e persistente” o addirittura “anoressia terminale”. Termini vaghi, privi di solide basi scientifiche, che rischiano di trasformarsi silenziosamente in giustificazioni per sospendere i trattamenti. Quando queste etichette entrano nei percorsi clinici o nelle decisioni legali, finiscono per assumere l’autorità di un fatto. Ma non lo sono.
Molto spesso, ciò che viene chiamato “futilità” non è altro che il risultato di fallimenti sistemici: • diagnosi tardive
• accesso limitato ai servizi specialistici
• cure frammentate
• mancanza di continuità terapeutica
• disuguaglianze nell’accesso ai trattamenti basati sulle evidenze
Quando una persona viene definita “incurabile” dopo aver ricevuto cure inadeguate, il problema non è la persona. È il sistema.
L’articolo affronta anche il tema dell’autonomia in modo serio e realistico. Nell’anoressia nervosa, il processo decisionale è spesso profondamente influenzato dalla malnutrizione e dalla psicopatologia del disturbo: il controllo del peso, la paura intensa di ingrassare, la sopravvalutazione della magrezza non sono semplici “preferenze personali”, ma sintomi centrali della malattia.
Questo non significa ignorare la voce dei pazienti. Al contrario. Significa riconoscere che l’autonomia, per essere autentica, deve essere supportata. A volte, proprio gli interventi salvavita sono ciò che permette di recuperare la capacità di scegliere davvero.

Un altro punto cruciale riguarda il trattamento involontario. È un tema difficile, che suscita timori comprensibili. Ma le evidenze mostrano che, se applicato in modo proporzionato, competente e umano, non peggiora gli esiti a lungo termine. Molti pazienti, col tempo, riconoscono che è stato utile. Il vero problema non è la coercizione in sé, ma l’assenza di cure adeguate prima e dopo.

Particolarmente inquietante è l’analisi sul crescente intreccio tra anoressia nervosa e dibattiti sul suicidio assistito. In alcuni casi, la sofferenza psicologica viene giudicata “irrimediabile” solo sulla base della durata del disturbo o dei fallimenti terapeutici precedenti. Ma non esistono marcatori affidabili di irreversibilità. Questo rende tali valutazioni profondamente soggettive — e pericolose.

Ci si deve allora chiedere:
Perché questi esiti sono tollerati nell’anoressia nervosa, quando sarebbero impensabili in molte altre patologie mentali?
La risposta è scomoda: stigma, pessimismo terapeutico e fraintendimenti profondi. L’anoressia viene ancora vista, troppo spesso, come una scelta di vita e non come un disturbo mentale grave.
Eppure, la guarigione è possibile. Anche dopo molti anni.
Non è ottimismo ingenuo. È realtà clinica.
Il messaggio centrale di questo lavoro è chiaro:
✨ L’autonomia non deve mai diventare una giustificazione per l’abbandono.
La cura etica non sta nella resa né nella violenza, ma in un trattamento continuativo, competente e compassionevole. Un trattamento che preserva la vita mentre lavora per restituire senso, agency e possibilità.
In un campo in cui la disperazione viene spesso scambiata per realismo, questo articolo è un richiamo potente alla responsabilità, alla precisione del linguaggio e alla necessità di non smettere di credere nella possibilità di cambiamento.

📖 Articolo completo su AIDAP: https://www.aidap.org/2026/lautonomia-non-deve-significare-abbandono-nellanoressia-nervosa-perche-rispettare-la-scelta-della-persona-non-deve-avvenire-a-costo-di-una-morte-prevenibile/

18/01/2026

Riccardo Dalle Grave Negli ultimi anni, il trattamento dell’obesità ha attraversato una trasformazione senza precedenti. Per lungo tempo interpretata principalmente

Indirizzo

Via Pio Fedi, 12
Empoli
50053

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Telefono

+393451639017

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