29/01/2026
SAN GIOVANNI BOSCO , il pedagogo degli ultimi.
Chi ha incrociato la propria vita con i suoi insegnamenti difficilmente torna indietro: cambia lo sguardo sull’educazione, sul senso dell’emancipazione, sul valore di ogni individuo.
La sua è una figura semplice ma ferma, che si staglia netta tra i grandi pedagoghi non istituzionali: non teorici da cattedra, ma uomini vivi, concreti, operanti.
Al centro di tutto c’è il ragazzo. La sua formazione. La sua dignità.
Il contesto è l’oratorio: non un luogo assistenziale, ma uno spazio che diventa epica quotidiana, palestra di crescita, comunità educante, laboratorio di futuro.
Qui l’educazione non è astratta, è incarnata.
E subito dopo la formazione, il lavoro.
Non sussidi fini a sé stessi, non ca**tà che immobilizza, ma competenze reali, capacità spendibili, autonomia conquistata passo dopo passo.
Don Bosco non educava per adattare.
Educava per liberare.
Oggi, per chi fa cooperazione, educare, formare ed emancipare non sono parole astratte, ma fasi imprescindibili del quotidiano