Poliambulatorio Arteconi Vinicio

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Corriere.it - Mangiare per due?La gravidanza non è una malattia, ma è un periodo delicato e importante e l’alimentazione...
06/02/2024

Corriere.it - Mangiare per due?
La gravidanza non è una malattia, ma è un periodo delicato e importante e l’alimentazione può aiutare o, in alcuni casi, nuocere. Giusto quindi porre attenzione non tanto alle quantità che non cambiano poi molto, ma a certi tipi di cibi o micronutrienti (vitamine e alcuni minerali fondamentali).
Il motto «mangiare per due» è superato: la considerazione di buon senso è quella che chi è in sovrappeso deve cercare di aumentare meno e chi è sottopeso deve sforzarsi di avere una dieta sufficiente. Meno ovvio è il consiglio di calibrare la propria alimentazione con la crescita graduale del bambino: nel primo trimestre il fabbisogno della mamma varia davvero poco, ma con il progredire della gravidanza aumenta.

Quante calorie in più?
Parlando di donne con corporatura nella media e senza patologie, dal secondo-terzo trimestre in poi si può pensare a un’integrazione alla dieta quotidiana, ma di quanto? «Mediamente di circa 300-350 kcal al giorno – risponde Giorgio Donegani, tecnologo alimentare ed esperto di nutrizione —: 50 grammi di pane (un panino medio) fornisce circa 140 kcal e quindi già due panini possono essere sufficienti. Si tratta soprattutto di abbondare un pochettino di più con i piatti di pasta, riso, o cereali in genere (anche durante la colazione)».

Il feto prende il calcio da ossa e denti della madre
Ruolo importante in questo periodo svolgono i micronutrienti, le vitamine e i minerali che aiutano a costruire gli organi del feto e a coprire le maggiori necessità della mamma in questo periodo. «Possibile problema dal quale è bene guardarsi è una carenza di calcio – osserva l’esperto —: il fabbisogno aumenta di poco (anche perché in gravidanza cresce la capacità di assorbirlo dai cibi), ma se questo fabbisogno non viene coperto, il feto prende il calcio dalle ossa e dai denti della mamma, che potrebbe poi ritrovarsi in carenza. I latticini rimangono quindi un alimento fondamentale e al loro consumo si può aggiungere anche un’acqua con almeno 250 mg di calcio a litro».

Il ruolo della frutta a guscio
Minerali e grassi buoni sono presenti in modo significativo anche nella frutta a guscio, vero e proprio elisir di salute: «I grassi polinsaturi contenuti nella frutta a guscio servono alla costruzione delle membrane cellulari e del sistema nervoso: da questo punto di vista la frutta guscio è un vero e proprio integratore naturale, oltre a essere una fonte importante di minerali, tra i quali anche il calcio», ricorda Donegani.

Integrazioni «da banco» consigliate
Alcune integrazioni sono consigliate «per bocca», da comprare in farmacia sotto controllo medico, perché danno la sicurezza di un’assunzione adeguata. Da anni al primo posto c’è l’acido folico: «Fondamentale soprattutto nel primo trimestre, sarebbe da prendere anche prima del concepimento – ricorda lo specialista –: previene importanti malformazioni, come la spina bifida».
Si tende ormai a integrare anche il ferro, perché il feto e la placenta hanno bisogno dell’emoglobina: «La miglior fonte di ferro rimane la carne (in particolare la rossa), che non tutte le mamme mangiano (contiene il ferro-eme, una forma particolarmente assimilabile di ferro, diversa dalle forme non-eme che si trovano nei vegetali). E per chi pratica una dieta vegana serve garantire anche il giusto fabbisogno di vitamina B12, importante per il sistema nervoso del nascituro».

Il pesce fa bene, ma nelle giuste dosi
Le proteine vengono chiamate «i mattoni del nostro organismo» perché servono a costruire nuovi tessuti: «Il fabbisogno proteico in gravidanza non aumenta di molto – spiega Donegani —, basta aumentare un pochettino il consumo, del 10-20%, soprattutto di pesce (in seconda battuta, uova, carne, formaggi e legumi). Attenzione però ad alcuni tipi di pesce: purtroppo quello che portiamo a tavola può contenere residui dell’inquinamento. È da preferire il pesce azzurro di piccole dimensioni, come sgombri e sarde (ricchi di omega 3, preziosi per la costruzione dei tessuti nervosi), limitandosi comunque a 350 grammi alla settimana, quantità che consente di godere al massimo dei benefici senza alcun rischio».

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16/01/2021

Il Poliambulatorio Arteconi Vinicio amplia i servizi offerti alla propria clientela con il Dr. Evangelisti Luciano, specialista in endocrinologia, medicina Interna, diabetologia ed in malattie del ricambio. Per informazioni o prenotazioni contattare lo 0732 24319.

(ANSA) - In gravidanza si consiglia di assumere più acqua, bevendo a piccoli sorsi ma anche mangiando alimenti che la co...
07/01/2020

(ANSA) - In gravidanza si consiglia di assumere più acqua, bevendo a piccoli sorsi ma anche mangiando alimenti che la contengono come zuppe, succhi di frutta, tisane yogurt o melone. Lo riporta In a bottle (www.inabottle.it) che, in occasione della Festa della Mamma, ha dedicato un focus al rapporto fra acqua e maternità.
L'acqua è necessaria per aiutare a formare il liquido amniotico che circonda il feto e sostenere l'aumento del volume del plasma nel sangue durante la gravidanza. Inoltre un recente studio riportato sul Journal of Obstetric, Gynecologic & Neonatal Nursing ha dimostrato che le donne in gravidanza che hanno svolto esercizi acquatici dalla ventesima alla tentasettesima settimana di gestazione avevano quasi 13 volte più probabilità di avere un perineo intatto dopo il parto. In seguito, questa risorsa risulta importante anche per aiutare a produrre latte materno, che è composto da circa il 90% di acqua.
Se si hanno delle complicazioni durante le prime settimane di gravidanza, le perdite di liquidi possono aumentare il senso di stanchezza e talvolta possono insorgere mal di testa. E' consigliabile quindi sorseggiare regolarmente piccole quantità di acqua durante il giorno. Complessivamente, in gravidanza si raccomanda alle donne di aumentare l'assunzione giornaliera fino a 300 ml in più al giorno (circa un bicchiere extra). I 2,3 litri di acqua raccomandati durante la gravidanza possono anche provenire dagli alimenti.

Ansa.it Scoperta una molecola che previene la formazione delle metastasi tumorali. L'individuazione della proteina MS4A4...
07/08/2019

Ansa.it

Scoperta una molecola che previene la formazione delle metastasi tumorali. L'individuazione della proteina MS4A4A è frutto della ricerca italiana con uno studio, sostenuto da Fondazione AIRC, diretto e coordinato dall'Istituto Humanitas e dall'Università Statale di Milano. I risultati sono pubblicati sulla rivista Nature Immunology e aprono la strada a nuovi approcci nell'immunoterapia, che punta a riattivare il sistema immunitario per combattere le cellule cancerose.

Al cuore dello studio, la scoperta del ruolo centrale della proteina MS4A4A nell'attivare una risposta immunitaria protettiva contro la diffusione metastatica del tumore. Questa molecola, scoperta in cellule del sistema immunitario, i macrofagi, è anche essenziale per attivare un dialogo tra i macrofagi stessi e le cellule Natural Killer, che sono in grado di uccidere le cellule tumorali.

"Nei tumori primitivi che ancora non danno metastasi - spiega Massimo Locati, docente di immunologia all'Università degli Studi di Milano e responsabile del Laboratorio di Biologia dei Leucociti di Humanitas, coordinatore dello studio e corresponding author dell'articolo insieme a Alberto Mantovani, direttore scientifico di Humanitas e docente di Humanitas University - i macrofagi, che in questa fase sono come poliziotti che stanno per essere corrotti, riconoscono la cellula tumorale e danno alle cellule Natural Killer il segnale di ucciderla. MS4A4A è essenziale affinché i macrofagi possano attivare questa risposta antitumorale, prevenendo così la formazione delle metastasi. Per questa funzione MS4A4A si candida a essere un biomarcatore di macrofagi all'interno dei tumori".

In vari casi, però, i tumori sono in grado di 'neutralizzare' tale proteina riuscendo a creare metastasi: "La sfida è dunque quella di mantenere attiva tale proteina per impedire ai tumori di sfuggire e propagarsi. Stiamo quindi studiando - conclude l'esperto - la messa a punto di particolari anticorpi monoclonali finalizzati a potenziare l'azione di questa proteina nell'uomo".

Questa scoperta pertanto apre anche nuove possibilità terapeutiche basate sull'utilizzo di MS4A4A come possibile bersaglio per innovativi approcci di immunoterapia, a vantaggio di un sempre maggiore numero di malati di cancro. Lo studio ha coinvolto 12 istituzioni, fra cui il William Harvey Research Institute e la Queen Mary University di Londra, ed è stato condotto anche da Irene Mattiola del Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale dell'Università Statale di Milano. Per questo studio Mattiola, lo scorso maggio, ha ricevuto lo Young Innovators Italy 2019 Award, l'edizione italiana del premio internazionale della MIT Technology Review, rivista del MIT Massachusetts Institute of Technology.

Ansa.itMerende e fuori pasto non sono solo tappabuchi che rischiano di trasformarsi in 'bombe caloriche'."Se scelti con ...
13/05/2019

Ansa.it

Merende e fuori pasto non sono solo tappabuchi che rischiano di trasformarsi in 'bombe caloriche'.

"Se scelti con attenzione, concorrono ad equilibrare l'alimentazione dei ragazzi e vanno perciò considerati come una parte importante delle abitudini alimentari". Via libera quindi a spuntini a base di frutta di stagione, yogurt, pane e olio, sorbetto e anche gelato, ma preferibilmente alla frutta e non più di un paio di volte a settimana. A dirlo sono i pediatri della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS), che hanno messo a punto le regole per la corretta alimentazione nei mesi estivi. "Un primo e fondamentale suggerimento - spiega Elvira Verduci, Componente Consiglio Direttivo della Sipps - è quello di suddividere l'apporto calorico giornaliero in 4-5 pasti: colazione più spuntino 20%, pranzo 40%, merenda 10%, cena 30%".

Quali gli alimenti da preferire? Latte parzialmente scremato o yogurt naturale con l'aggiunta di frutta fresca per il corretto apporto di calcio; un panino al giorno, preferibilmente integrale, e cereali cotti al dente e di vario tipo, dal grano al farro, dal miglio alla quinoa all'amaranto. Frutta almeno due o tre volte al giorno e rigorosamente di stagione, ma kiwi, uva, banana, ananas, melone non andrebbero assunti più di 2-3 volte a settimana, mentre una volta a settimana l'anguria. La verdura va consumata due volte al giorno e di stagione, come pomodori zucchine e peperoni, ma non frullata o passata. Acqua al posto di bibite zuccherate, carni magre e pesce azzurro, legumi sempre associati ai cereali come piatto unico in alternativa al primo e secondo piatto. Anche la cottura, infine, ha la sua importanza, preferire quella in umido, al vapore, al forno, rispetto a frittura e bollitura. "Visto il periodo estivo - dichiara Giuseppe Di Mauro, presidente Sipps - si può preparare come piatto unico un'insalata di cereali (farro, orzo o pasta integrale), verdura cotta a vapore e pezzettini di pesce o legumi o formaggio morbido o prosciutto cotto".

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Il Poliambulatorio Arteconi Vinicio vanta un esperienza trentennale in ambito ginecologico.Visite Ostetrico - Ginecologi...
13/05/2019

Il Poliambulatorio Arteconi Vinicio vanta un esperienza trentennale in ambito ginecologico.
Visite Ostetrico - Ginecologiche, Ecografie Ostetriche e Ginecologiche, Flussimetria.

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☀️⛱️Nonostante la protezione solare messa sul corpo, perché ci si scotta sotto il sole? Il problema non è della crema ma...
02/08/2018

☀️⛱️Nonostante la protezione solare messa sul corpo, perché ci si scotta sotto il sole? Il problema non è della crema ma del fatto che di questa se ne spalma poca. I ricercatori del King's College di Londra hanno valutato la quantità di protezione solare effettivamente messa sulla pelle ed è emerso come spesso questo può capitare che si faccia con leggerezza. La quantità usata dai produttori per riuscire a valutare il fattore di protezione solare è di 2 milligrammi per centimetro quadrato. Gli studiosi hanno analizzato i danni dopo aver ridotto lo spessore della crema solare al di sotto di questa soglia minima. Una crema con protezione 50 applicata sulla pelle, infatti, fornirebbe al massimo il 40% della protezione prevista. Lo studio dei ricercatori britannici è stato tutto legato alla tintarella: ha portato ad abbronzare alcuni volontari dalla pelle chiara per 5 giorni consecutivi. Grazie a una biopsia è stato dimostrato che il gruppo ripetutamente esposto ai raggi Uv ha avuto un notevole danno al Dna nelle aree che non hanno ricevuto la protezione solare. Danni, però, che si sono ridotti quando la crema solare è stata applicata con uno spessore di 0,75 mg/cm2 e che si sono ridotti ancora di più quando sono stati applicati 2mg per cm2 di crema, anche con dosi di raggi Uv più elevati. I risultati sono pubblicati sulla rivista Acta Dermato-Venereologica.

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Una dieta in stile mediterraneo? Fa bene anche all'intestino. Un regime alimentare ricco di frutta e verdura, infatti,  ...
04/05/2018

Una dieta in stile mediterraneo? Fa bene anche all'intestino. Un regime alimentare ricco di frutta e verdura, infatti, aumenta i batteri buoni che vivono nell'intestino stesso fino al 7% rispetto a solo lo 0,5% di una dieta più basata sulla carne. Lo evidenzia uno studio del Wake Forest Baptist Medical Center, pubblicato su Frontiers in Nutrition.
Nello studio pre-clinico, dei primati sono stati assegnati in maniera casuale a due gruppi: uno basato sulla dieta in stile mediterraneo (con pesce e olio di pesce, olio di oliva, succo di verdura, purea di frutta), l'altro su un regime alimentare a base di carne e un alto livello di zuccheri e grassi (con lardo, b***o, grasso animale, saccarosio e fruttosio). I primati sono stati studiati per trenta mesi e entrambe le diete avevano lo stesso numero di calorie.
Al termine è stato analizzato il microbioma - i batteri buoni e cattivi che vivono nel tratto gastrointestinale - in entrambi i gruppi attraverso campioni di feci. È emerso che la diversità batterica dell'intestino nel gruppo che aveva seguito la dieta mediterranea era significativamente più alta rispetto a quella di coloro che avevano seguito il regime alimentare maggiormente incentrato sulla carne. "Abbiamo circa 2 miliardi di batteri buoni e cattivi che vivono nel nostro intestino - evidenzia l'autore principale della ricerca Hariom Yadav - se i batteri sono di un certo tipo e non adeguatamente bilanciati, la nostra salute può risentirne".
"Lo studio - conclude - ha dimostrato che i batteri buoni, principalmente il Lactobacillus, la maggior parte dei quali sono probiotici, erano significativamente aumentati nel gruppo della dieta mediterranea".

Ansa.it

ECOGRAFIA addome (fegato, pancreas, milza, aorta addominale). Ecografia apparato urinario (vescica, reni).Ecografia mamm...
19/04/2018

ECOGRAFIA addome (fegato, pancreas, milza, aorta addominale).
Ecografia apparato urinario (vescica, reni).
Ecografia mammaria, tiroide, ghiandole salivari, linfonodi.
Ecografia muscolo-scheletrica (spalle e altre articolazioni, traumi muscolari, tendini).
Ecografia tessuti molli (lipomi, fibromiolipomi, cisti cutanee).
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😀Fare attività fisica in gravidanza può abbreviare i tempi del travaglio di 50 minuti e renderlo più tranquillo. Benefic...
27/03/2018

😀Fare attività fisica in gravidanza può abbreviare i tempi del travaglio di 50 minuti e renderlo più tranquillo. Benefici si hanno con esercizi regolari del pavimento pelvico, jogging e allenamento con i pesi. E' quanto emerge da uno studio guidato dall'Università Politecnica di Madrid, pubblicato sulla rivista European Journal of Obstetrics & Gynecology and Reproductive Biology. Gli studiosi hanno monitorato 508 donne a partire dal primo trimestre di gravidanza. A metà di loro è stato assegnato il compito di fare tre allenamenti di un'ora a settimana a ritmo moderato, mentre alle altre è stato fornito solo un counseling prenatale. Oltre la metà delle partecipanti alla ricerca hanno partorito naturalmente, ed è stata osservata un'importante disparità tra coloro che si erano esercitate in maniera regolare e coloro che invece non lo avevano fatto. Il gruppo che aveva fatto attività fisica aveva una durata totale media del travaglio di sette ore e mezza (450 minuti), mentre in chi aveva ricevuto solo il counseling prenatale occorrevano circa otto ore e mezza (500 minuti) prima della nascita del bimbo.
Gli studiosi spiegano che è probabile le donne che sono fisicamente in forma abbiano muscoli più forti che le aiutano a sostenere il percorso che porta al parto, in particolare nella fase di spinta, per questo sperano che i risultati incoraggino a non temere l'esercizio fisico durante la gestazione tenuto conto anche del fatto che è fondamentale per prevenire complicazioni potenzialmente pericolose durante il travaglio. ANSA (Roma) 19.03.18

Indirizzo

Via Stelluti Scala 75/A
Fabriano
60044

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 19:00

Telefono

+39073224319

Sito Web

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