05/03/2026
Ogni persona custodisce una storia. Alcune sono rumorose e piene di eventi, altre scorrono silenziose, ma tutte meritano di essere ascoltate.
Qui a Casa Serena ogni giorno incontriamo vite ricche di ricordi, esperienze, sacrifici, sogni e scelte che hanno attraversato epoche molto diverse dalla nostra.
Da qui nasce “Storie di Vita”, la nostra nuova rubrica, attraverso cui condivideremo dei frammenti di vita dei nostri Ospiti. Non saranno biografie complete, ma piccoli racconti autentici, raccolti dalle loro parole e dalla loro memoria.
Oggi vi presentiamo la Sig.ra Silvia Botti.
Una vita intrecciata alla storia di una scuola
Silvia Stramaccia Botti, 86 anni, è arrivata a Casa Serena il 5 luglio 2024. Ma la sua storia comincia molto prima, nel 1962, quando dall’Umbria giunse a Gallarate con il desiderio di costruire il proprio futuro.
Quell’anno iniziò a lavorare come segretaria all’Istituto Carnelli, la prima scuola superiore di Gallarate. Un incarico che sarebbe diventato una scelta di vita: Silvia vi rimase fino al 2000, attraversando quasi quarant’anni di storia scolastica e cittadina.
L’Istituto Carnelli non era una scuola qualunque. Era il progetto e la creatura della Signorina Anita Carnelli: fondatrice, preside, insegnante, donna di straordinario spessore umano e culturale, figura predominante che ha segnato un’epoca a Gallarate. Con senso di responsabilità, dedizione e amore autentico per gli studenti, la Signorina Carnelli ha istruito e guidato centinaia di giovani, accompagnandoli nel loro percorso di crescita e introducendo molti di loro nel tessuto imprenditoriale gallaratese.
Accanto a lei, per quasi tutta la sua vita professionale, c’è stata Silvia. Non solo collaboratrice, ma presenza costante e fidata: amica, confidente, sostegno quotidiano, “il braccio, la figlia mai avuta”. Silvia l’ha accompagnata nei momenti felici, in quelli difficili e in quelli più dolorosi, rimanendole accanto fino alla fine, con una lealtà rara e profonda.
Proprio tra quei corridoi Silvia ha incontrato anche il grande amore della sua vita: il professor Roberto Botti, docente di matematica, che sarebbe diventato suo marito. Un legame nato in un luogo che per entrambi era vocazione e impegno.
Oggi Silvia custodisce con orgoglio e un pizzico di gelosia un tesoro prezioso: tutti gli album fotografici delle classi che ha visto passare negli anni. Volti, sorrisi, grembiuli, diplomi. Generazioni intere racchiuse in pagine che raccontano il tempo che scorre e la storia di una scuola che è stata molto più di un luogo di lavoro.
Sfogliare quegli album significa ripercorrere una vita dedicata con discrezione, fedeltà e affetto a un’istituzione e alle persone che l’hanno resa viva.
Due grandi figure hanno segnato il cammino di Silvia: l’amato Roberto e la Signorina Anita Carnelli. E attraverso loro, e attraverso quella scuola, Silvia è diventata parte della memoria stessa di Gallarate.