23/12/2025
👉Per anni ci è stato ripetuto che mangiare dolce “educa male il palato”, che più ci esponiamo al gusto dolce più ne avremo voglia, e che l’unico modo per dimagrire o mangiare meglio sia tagliare zuccheri, dolci e persino i dolcificanti
💡Ma questa idea è davvero supportata dalla scienza?
Lo Sweet Tooth Trial nasce proprio per rispondere a questa domanda, con uno dei disegni sperimentali più solidi mai applicati a questo tema
Si tratta di un trial randomizzato controllato della durata di 6 mesi, condotto su adulti in sovrappeso o obesità, divisi in tre gruppi con diversi livelli di esposizione al gusto dolce:
✔️uno con bassa esposizione,
✔️uno “normale”
✔️uno con alta esposizione.
La variabile chiave non erano le calorie prescritte, ma quanto spesso il palato veniva stimolato dal dolce, sia da zuccheri sia da dolcificanti
L’ipotesi più diffusa era chiara: meno dolce = meno voglia di dolce, più dolce = più desiderio, più calorie e più peso
⚠️E invece no
📈Dopo sei mesi, la preferenza per il gusto dolce non cambiava in modo significativo tra i gruppi. Chi aveva ridotto drasticamente il dolce non lo apprezzava meno. Chi ne era stato più esposto non lo apprezzava di più. Nessuna “rieducazione del palato”, nessuna spirale di dipendenza
📈Non solo: l’assunzione calorica totale era simile nei tre gruppi. L’alta esposizione al dolce non portava a mangiare di più, e la bassa esposizione non portava automaticamente a mangiare meno. E, coerentemente, non emergevano differenze rilevanti su peso corporeo, BMI o composizione corporea
‼️Il messaggio che emerge è meno intuitivo ma più forte: il gusto dolce, di per sé, non è il motore dell’aumento di peso né del desiderio incontrollato di cibo.
Le preferenze sembrano relativamente stabili e influenzate da fattori biologici, culturali e psicologici più profondi di una semplice esposizione dietetica
Questo studio non ci dice che “lo zucchero non conti”, ma smonta l’idea che eliminarlo sia la chiave.
🔬La scienza ci suggerisce che non è il dolce il problema, ma il contesto complessivo della dieta, delle abitudini e della relazione con il cibo
E spesso, più che togliere, funziona capire come integrare.