23/02/2026
✨ Psicomotricità e nascita: quando il gioco racconta l’inizio della storia
In psicomotricità osserviamo spesso bambini che cercano pressione, contenimento, inversioni, spazi stretti.
Si schiacciano sotto i cuscini, rotolano a lungo, amano stare a testa in giù o ripetono lo stesso movimento con grande concentrazione.
Non è casuale.
È il corpo che si sta organizzando.
Quando la nascita è stata lunga, intensa o diversa da come ci si aspettava, il sistema nervoso può aver vissuto un’attivazione profonda.
Non parliamo necessariamente di trauma, ma di un’esperienza corporea molto forte.
Il gioco diventa allora uno spazio prezioso di rielaborazione.
La differenza è fondamentale:
oggi quella pressione è scelta.
Quel movimento è controllato.
Quella discesa è decisa dal bambino.
Attraverso la ripetizione e il movimento, ciò che è stato vissuto passivamente può trasformarsi in competenza attiva.
Il bambino costruisce sicurezza, integra le sensazioni e si sente sempre più padrone del proprio corpo.
Il gioco, in psicomotricità, non è solo divertimento.
È crescita, regolazione, fiducia che prende forma nel corpo. 💛