25/03/2026
Racconti piccoli di farmacia: “Daniela”
Con aggiunta finale e buona e meritatissima pensione: ma torni qualche volta, vero?🥰
"Nel 1986 comincio a lavorare nella farmacia dei miei genitori, dove già lavorava da quattro anni questa ragazza, più giovane di me di cinque anni: Daniela ha cominciato a lavorare nella farmacia Bini all’età di 15 anni!
E’ una ragazza molto intelligente e sveglia, ma a scuola non si trova bene e decide di interrompere gli studi, con gran dispiacere del padre, che l’avrebbe vista molto bene proseguire gli studi, come gli altri figli, un fratello professore universitario e una sorella insegnante di musica e scrittrice di libri di didattica musicale. Probabilmente, invece, Daniela si sente più valorizzata al lavoro, scattando da subito una scintilla con la dottoressa Rina Bini, mia madre, che ne coglie il potenziale dal primo istante, tanto che quella che doveva essere una sostituzione per maternità di cinque mesi si trasforma in contratto a tempo indeterminato, sempre in un rapporto di stima reciproca!
Poi, per Daniela la dottoressa Rina è una seconda mamma: cresce con lei in età, sapienza e grazia, creandosi un legame affettivo solido e durevole, messo alla prova in tante circostanze della vita di entrambe.
Accenno qui di sfuggita solo all'enorme sostegno che Daniela darà alla mia famiglia in occasione della grave malattia di mio padre e durante la sua invalidità negli anni successivi: papà sapeva che su Daniela poteva sempre contare, anche per qualche spesa, soprattutto culinaria, non approvata da mia madre!
Dunque, nel 1986, appena io arrivo in farmacia, quella ragazzina nemmeno ventenne (i computer ancora non c’erano) mi spiega come si controllano i sette/otto ordini di medicine che arrivano giornalmente: ci sono in farmacia dei foglietti scritti a mano, in fretta e furia, pressoché illeggibili, coi prodotti venduti il giorno prima e quindi dettati al telefono al grossista, basta stendere i farmaci e controllare a vista che il nome, il dosaggio, il numero di almeno un centinaio di scatole e scatolette corrispondano ai nomi, al dosaggio, al numero sul documento di trasporto e il documento di trasporto corrisponda altrettanto con i fogli scritti a mano, con gli immancabili errori da rendere. Che ci vuole, una cosetta semplice semplice! E se non si fa in tempo a mettere tutto a posto, non c’è problema: invece di ve**re in farmacia all’orario di apertura, alle 16:30, ci si ritrova alle 15:00 e si fa tutta una tirata, magari anche per un’altra oretta dopo l’orario di chiusura!
E quando, un paio di anni dopo, durante le ferie, c’è da traslocare la farmacia, con tre piani, benché non enormi, pieni di farmaci, cosmetici e sanitari e varie , dai locali della vecchia farmacia alla nuova sede, invece che chiamare una ditta specializzata, come si fa di solito, in poco tempo, con Daniela riusciamo a fare tutto da sole, e pure coi lavori ancora in corso!
Ricordo che all’apertura della nuova farmacia eravamo riuscite a traslocare e ricollocare ordinatamente almeno il 90% dei prodotti e nel primo fatidico giorno aspettavamo entrambe incuriosite quale sarebbe stata la prima richiesta del primo cliente: “Tannisol”, un oscuro preventivo delle malattie del vino!, dico...del vino!, e corri a prenderlo nei vecchi locali, che delusione!
E meno male che questo ritmo lavorativo così intenso si allenta col suo matrimonio: un marito e due figli stupendi, a distanza di dieci anni uno dall’altra, richiedono altrettanta cura del lavoro in farmacia e Daniela passa dal tempo pieno, anzi pienissimo, al tempo parziale, anche se, ogni santo giorno, per mandarla a casa tocca quasi litigare, tanto è scrupolosa!
Non si allenta però la precisione di Daniela, che ha sempre sotto controllo tutto il magazzino e che se dice che quel prodotto c’è o non c’è, se è arrivato il giorno prima o l’anno prima, se è di sopra o di sotto, in quel cassetto o in quello scaffale, di sicuro ci azzecca, da qui il detto “Daniela non sbaglia mai!”, che si alterna con l’altro detto “non sbaglia mai Daniela!”.
Negli anni, Daniela si specializza con accuratezza in alcuni reparti della farmacia: non hanno segreti per lei alimenti senza glutine, che tratta dagli albori del reparto (il primo in città, forse in provincia), articoli sanitari come calze elastiche, presidi ortopedici, pannoloni e pannolini, biberon e altri articoli per mamma e bambino, apparecchi medicali, tutti settori in cui travasa anche la sua esperienza di vita, dando la sua consulenza in modo riservato ed empatico.
Inevitabilmente, i clienti della farmacia le si affezionano per la sua dolcezza e disponibilità e non manca qualche cliente che vuole essere servito solo da lei, che, pur sempre indaffarata, accoglie sfoghi e racconti: Daniela non parla molto, ma sa ascoltare, con attenzione e discrezione, e questa è una dote preziosa e poco comune! Diciamo che anche io ne ho usufruito e ne usufruisco abbondantemente, come mia madre prima di me!
Poi c’è il capitolo “zia di Daniela”: nessuno è mai riuscito a quantificare, nei decenni, quante zie abbia Daniela, ormai si tratta di un personaggio mitologico, la “zia di Daniela”. La zia suora, la zia infermiera, la zia casalinga, la zia impiegata, di ogni età, persino dell’età di Daniela: tutte si presentano al telefono o in farmacia come “la zia di Daniela” e con tutte Daniela si fa in quattro per accontentarle, ricordare cure, portare a domicilio prodotti, fare servizi vari! C’è anche da dire che la “zia di Daniela”, in tutte le sue versioni, è sempre molto simpatica e affettuosa, come d’altronde sono simpatici ed affettuosi tutti i parenti di Daniela, di ogni ordine e grado!
E così, anno dopo anno, Daniela ha lavorato nella farmacia Bini per 45 anni! A marzo, la meritatissima pensione, nonna super giovane di due fantastici nipotini, tanta felicità per lei e tanta nostalgia per noi colleghe e per i clienti! Ma qualche apparizione ce l'ha promessa, per attutire il trauma e ogni promessa è debito!"
Maria Strippoli
Farmacia Bini Fermo