14/03/2026
𝐃𝐎𝐍𝐀𝐓𝐎 𝐔𝐍 𝐈𝐃𝐑𝐎𝐃𝐈𝐒𝐒𝐄𝐓𝐓𝐎𝐑𝐄 𝐀𝐋𝐋𝐀 𝐆𝐀𝐒𝐓𝐑𝐎𝐄𝐍𝐓𝐄𝐑𝐎𝐋𝐎𝐆𝐈𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋'𝐎𝐒𝐏𝐄𝐃𝐀𝐋𝐄 𝐌𝐔𝐑𝐑𝐈
𝑰𝒍 𝒑𝒓𝒐𝒇. 𝑴𝒂𝒄𝒂𝒓𝒓𝒊, 𝒅𝒊𝒓𝒆𝒕𝒕𝒐𝒓𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝒓𝒆𝒑𝒂𝒓𝒕𝒐: "𝑷𝒐𝒔𝒔𝒊𝒂𝒎𝒐 𝒆𝒇𝒇𝒆𝒕𝒕𝒖𝒂𝒓𝒆 𝒓𝒆𝒔𝒆𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒆𝒏𝒅𝒐𝒔𝒄𝒐𝒑𝒊𝒄𝒉𝒆 𝒅𝒊 𝒑𝒐𝒍𝒊𝒑𝒊, 𝒂𝒏𝒄𝒉𝒆 𝒕𝒖𝒎𝒐𝒓𝒂𝒍𝒊, 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒍𝒐𝒓𝒐 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒆𝒛𝒛𝒂"
"Questo macchinario, per noi fondamentale, rappresenta una tecnologia all'avanguardia che si sposa con il nostro voler guardare sempre avanti nell'interesse primario del paziente". Con queste parole, questa mattina, il professor Giampiero Macarri, direttore della Uoc Gastroenterologia, ha accolto la donazione dell'azienda Videx di Monte Giberto che ha donato al reparto un idrodissettore di ultima generazione. Alla presentazione della donazione erano presenti anche il direttore generale Ast Fermo, dr. Roberto Grinta, S.E. il prefetto di Fermo, dr. Edoardo D'Alascio, e la proprietà della Videx, con Edoardo e Maite Marcantoni (anche in rappresentanza del padre Rossano e della madre Linda) accompagnati da Stefano Castori e Anna Mariani. Con loro il dr. Luca Polci della direzione medico-ospedaliera, e il dr. Samuele De Minicis.
"Siamo in un reparto di assoluta eccellenza - spiega il dr. Grinta - fatto da professionisti di assoluto valore che lavorano con strumentazioni all'avanguardia che arrivano, sì, dal nostro costante impegno ma anche da quello di cittadini e imprenditori che, come in questo caso, hanno a cuore la sanità pubblica. Ringrazio, per la sua presenza, il prefetto D'Alascio, a noi sempre vicino, la Videx e Stefano Castori. Questa donazione della famiglia Marcantoni è lo specchio di un amore per il territorio e per la nostra sanità".
"Il dono è alla base delle relazioni tra persone" le parole del prefetto D'Alascio che ha fatto riferimento anche alla sussidiarietà orizzontale. "Nel Fermano abbiamo imprenditori che vivono il territorio e che restituiscono gratitudine concreta proprio al territorio con amore e vicinanza, dimostrando partecipazione e attenzione nei confronti di chi si occupa di una cura che, come in questo reparto, va oltre quella clinica perché fatta di compartecipazione e compassione nel suo senso etimologico. Viviamo una meravigliosa sintonia tra istituzioni e privati. Nel Fermano ho trovato una partecipazione attiva, nel rispetto della persona, che mi fa amare questo territorio".
Sui vantaggi che l'utilizzo dell'idrodissettore comporta, è tornato il prof. Macarri: "Possiamo effettuare resezioni endoscopiche di polipi, anche tumorali, nella loro interezza. Possiamo quindi inviare l'intera asportazione, "en bloc" all'anatomopatologo con tutti i vantaggi che ne conseguono. L'asportazione in blocco può anche evitare interventi chirurgici di dissezione. Non posso non ringraziare la Videx ma anche la direzione generale che ci sostiene, così come tutta la nostra équipe, con medici e infermieri eccellenti, e i reparti di Anestesia Rianimazione e Chirurgia, guidati dai dr. Daniele Elisei e Silvio Guerriero. Un lavoro di squadra eccezionale. L'idrodissettore ci consente di operare nell'attività resettiva con una tecnologia di assoluto livello e in totale sicurezza".
"Quando, anche grazie agli input di Stefano Castori, veniamo a conoscenza di necessità sanitarie - spiega Edoardo Marcantoni della Videx - siamo sempre ben felici di dare il nostro contributo perché la sanità pubblica è un bene di tutti noi. E sapere di avere a disposizione eccellenze sanitarie ci fa stare ancor più tranquilli". Parole a cui fanno eco quelle di Stefano Castori: "Amo la mia città, Fermo, e le sue strutture sanitarie. Questo nostro territorio è fatto di persone, imprenditori e sanitari, straordinarie".
"Questo idrodissettore è un grandissimo regalo che si sposa totalmente con la nostra mission di guardare sempre oltre gli standard, di puntare al futuro - ha aggiunto il dr. Samuele De Minicis - Siamo probabilmente tra i primi, se non i primi, ad averlo nelle Marche. Ora potremo implementare e migliorare ulteriormente la tecnica resettiva andando, al contempo, a completare anche la parte bariatrica". La chiosa al dr. Luca Polci, della direzione medico-ospedaliera: "Io non sono marchigiano ma i legami tra persone in questa comunità, che percepisco in maniera tangibile, mi fanno sentire fermano".
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