18/01/2026
L’ INSEGNAMENTO
« Più il corpo dell’insegnante è un corpo che ha delle complessità, più egli sarà un buon insegnante, perché troverà nell’allievo le stesse difficoltà e potrà aiutarlo.
Chi ha un corpo facile, flessibile che non ha mai sentito un blocco,
che ha una psiche assai chiara, che è nato in maniera chiara, avrà una maggiore difficoltà a trovare la pedagogia necessaria all’allievo.
L’insegnante di yoga è colui che ha anzitutto ascoltato se stesso.
In seguito questo ascolto lo traspone agli allievi.
È per questo che non si dovrebbero mai accettare coloro che vogliono apprendere questo approccio per insegnarlo, perché arrivano con un’intenzione.
Non vengono per ascoltare, ma per un mestiere.
Normalmente, la persona viene per passione, per scoprire come ascoltare la sua problematica, il suo corpo, la sua vita affettiva.
Eventualmente, questo ascolto si trasmetterà più tardi a chi gli sta intorno nella forma di un insegnamento.
È un brutto segno aver l’idea di insegnare quando non si è nemmeno iniziato ad ascoltarsi.
Generalmente, è qualcuno che non avrà la capacità di essere un insegnante funzionale.
Una disciplina deve essere intrapresa per amore e non per interesse.
In seguito, la funzionalità si mette in atto.
È la stessa cosa per la musica o per la danza.
Chi vuole imparare il violino per diventare professore di violino, non sarà mai un buon violinista.
Si pratica il violino per amore; in seguito eventualmente si trasmette la pedagogia che si è scoperto.
Si dovrebbero accettare quelli che vogliono impararlo per scoprire cosa c’è di bloccato, di limitato in loro stessi.
Eventualmente, molto più tardi, la vita farà sì che queste persone trasmetteranno questo stesso orientamento.
Questo non ha mai fatto parte di un progetto.
È per questo che non vi sono mai formazione e insegnamento di yoga possibili, l’idea di una progressione.
Non si possono formare degli insegnanti.
Si possono unicamente formare persone che ascoltano e stimolare in loro l’umiltà per mettersi all’ascolto.
Ma chi vuole imparare per insegnare farebbe meglio a rivolgersi ad un altro sistema di yoga.
Il corpus dello śivaismo del Kaśmīr non ha posto per il minimo arrivismo,
per la minima appropriazione, per la minima professionalizzazione.”
250 Domande sullo Yoga di Marie-Claire Reigner e Éric Baret