Dott.ssa Luna Vincenzi Psicologa

Dott.ssa Luna Vincenzi Psicologa psicologa Ferrara Sostegno psicologico individuale, di coppia,di gruppo, negli adulti e adolescenti. Fiscale: VNCLNU82H65C469S

P.

Con particolare riferimento a:
Disturbi d’ ansia
Disturbi alimentari
Disturbi derivanti da dipendenze patologiche
Disturbi dell’ umore, come depressione
Disagi della coppia nei momenti di crisi
Disagi della famiglia, ovvero difficoltà nel rapporto genitori-figli
Disagi legati ad eventi traumatici e stressanti
Difficoltà legate alle fasi ed ai cambiamenti della vita come: abbandono, lutto, licenziamento, malattia di un familiare, problematiche dovute ad una insufficiente autostima
Difficoltà nelle relazioni interpersonali o sentimentali
Disagio in ambito scolastico e lavorativo

RIFERIMENTI E CONTATTI:

Dott.ssa Luna Vincenzi Psicologa

Cod. IVA: 01983360387

Iscrizione all’ Albo degli Psicologi dell’ Emilia Romagna n. 8345

Studio: via Aldighieri 25/b, Ferrara

Si riceve solo su appuntamento telefonico (No sms, No Whatsapp). Disponibilità a ricevere in orari compatibili alle esigenze personali. Cell. 347-3404329

e-mail: luna.vincenzi@tn.it
PEC: : luna.vincenzi@psypec.it

Buona Pasqua a tutti!Dott.ssa Luna Vincenzi
01/04/2018

Buona Pasqua a tutti!
Dott.ssa Luna Vincenzi

SOMATIZZAZIONE/so·ma·tiẓ·ẓa·zió·ne/sostantivo femminileLa trasformazione di impulsi o conflitti psichici inconsci in man...
31/03/2018

SOMATIZZAZIONE

/so·ma·tiẓ·ẓa·zió·ne/

sostantivo femminile

La trasformazione di impulsi o conflitti psichici inconsci in manifestazioni di tipo organico e funzionale, che si riscontra specialmente nelle malattie psicosomatiche.

"SBAGLIAMO QUANDO CI TENIAMO TUTTO DENTRO.
QUANDO PER NON FARE DEL MALE AGLI ALTRI FACCIAMO DEL MALE A NOI STESSI.
ACCUMULANDO FRUSTRAZIONE, STRESS, RABBIA.
PERCHÉ DIMENTICHIAMO CHE IL CORPO È IL CAMPO DI BATTAGLIA DELLE NOSTRE EMOZIONI.
LE CELLULE DEL CORPO OBBEDISCONO ALLA PSICHE.
È FACILE AMMALARSI A CAUSA DEL DOLORE DELL'ANIMA"

Ci sono cose da dire ai nostri figli. Come ad esempio che il fallimento é una grande possibilità. Si ricade e ci si rial...
26/03/2018

Ci sono cose da dire ai nostri figli.
Come ad esempio che il fallimento é una grande possibilità.
Si ricade e ci si rialza.
Da questo s’impara.
Dovremmo dire ai figli maschi che se piangono, non sono femminucce.
Alle femmine che possono giocare o fare le boccacce senza essere dei maschiacci.
Dovremmo dire che la noia è tempo buono per sé.
Che esistono pensieri spaventosi, e di non preoccuparsi.
Dovremmo dire che si può morire, ma che esiste la magia.
Ai nostri figli dovremmo dire che il giorno del matrimonio non è il più bello della vita.
Che ci sono giorni sì, e giorni no.
E hanno tutti lo stesso valore.
E che il dolore si supera.
Ai nostri figli maschi dovremmo dire che non sono Principi azzurri e non devono salvare nessuno.
Alle femmine che nessuno le salva, se non loro stesse.
Ai nostri figli dovremmo dire che c’è tempo fino a quando non finisce, e ce ne accorgiamo sempre troppo tardi.
Dovremmo dire che non ci sono né vinti né sconfitti, e la vita non è una gara.
Dovremmo dire ai figli che non sempre un padre e una madre sono un porto sicuro.
Che senza gli altri non siamo niente.
Proprio niente.
Che possono stare male.
La sofferenza ci spinge in avanti.
E prima o poi passa.
Dovremmo dire ai nostri figli che possono non avere successo e vivere felici lo stesso.
Anzi, forse, lo saranno di più.
Che non importa se i desideri non si realizzano, ma l’importante è desiderare.
Fino alla fine.
Bisogna dir loro che se nella vita non si sposeranno o non faranno figli, possono essere felici lo stesso.
Che il mondo ha bisogno del loro impegno per diventare un luogo bello in cui sostare.
Che la povertà esiste e dobbiamo farcene carico.
Che possono essere quello che vogliono.
Ma non a tutti i costi.
Che esiste il perdono.
E si può cedere ogni tanto, per procedere insieme.
Ai figli dovremmo dire che possono andare lontano.
Molto lontano.
Dove non li vediamo più.
E che noi saremo qui.
Quando vogliono tornare.
- Cit. -

23/03/2018
Foto studio 2018Via Aldighieri 25/b - Ferrara
12/03/2018

Foto studio 2018
Via Aldighieri 25/b - Ferrara

"Le soluzioni sono spesso più vicine di quanto si pensi " e spesso si nascondono nella generosità e in quella meraviglio...
18/06/2017

"Le soluzioni sono spesso più vicine di quanto si pensi " e spesso si nascondono nella generosità e in quella meravigliosa capacità di cui sono dotati gli esseri viventi..il prendersi cura!
Buona domenica!
Dott.ssa Luna Vincenzi

Riceve su appuntamento in:
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Cell. professionale: 3473404329
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Scatta la ricreazione e il bambino protagonista del video scopre che il suo porta pranzo è desolatamente vuoto. Non avendo nulla da mangiare si...

Cit. "LE MATITE SPEZZATE COLORANO ANCORA.."Per ricordare che anche quando il dolore sembra spezzarci a metà ognuno di no...
15/06/2017

Cit. "LE MATITE SPEZZATE COLORANO ANCORA.."
Per ricordare che anche quando il dolore sembra spezzarci a metà ognuno di noi è ancora in grado di "disegnare" la propria vita.

Dott.ssa Luna Vincenzi
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"Non c'è bisogno di essere una stanza per sentirsi infestati dai fantasmi, non c'è bisogno di essere una casa.La mente h...
27/03/2017

"Non c'è bisogno di essere una stanza per sentirsi infestati dai fantasmi, non c'è bisogno di essere una casa.
La mente ha corridoi molto più vasti di uno spazio materiale..ed è assai più sicuro un incontro a mezzanotte con un fantasma esterno piuttosto che incontrare disarmato il proprio IO in un posto desolato"
Emily Dickinson

MAMMA CHE EMOZIONE!!Aiutare il bambino (e non solo) a orientarsi nel mare delle emozioniLe emozioni sono segnali fisiolo...
13/02/2017

MAMMA CHE EMOZIONE!!
Aiutare il bambino (e non solo) a orientarsi nel mare delle emozioni

Le emozioni sono segnali fisiologici che corpo e mente ci inviano per orientarci, metterci in guardia da un pericolo, farci partecipare a qualcosa di bello o aiutarci a prendere una decisione. Noi adulti possiamo anche sapere come controllarle ma i bambini? Come gestiscono la sorpresa davanti ad un regalo, la paura del primo giorno di scuola, la rabbia per un “no” di mamma e papà?

I bambini non sono ancora in grado di filtrare gli stati d’animo attraverso la razionalità, così la loro emotività emerge nelle diverse situazioni in modo amplificato e istintivo. D’altra parte la manifestazione delle emozioni, qualunque essa sia, svolge un ruolo importantissimo nella crescita e nello sviluppo purché i bambini imparino piano piano a riconoscere e descrivere ciò che sentono.

La mamma e il papà sono le prime figure adulte di riferimento a cui il bambino si rivolge fin dalla nascita e hanno un ruolo fondamentale nel percorso di comprensione e consapevolezza delle emozioni da parte del bambino; percorso che lo porterà a gestire i propri sentimenti senza reprimerli e soffocarli. Ogni momento insieme è un’occasione di insegnamento utile al bambino per imparare a riconoscere, nominare, gestire, tutte le emozioni negative e positive. Insegnare ai bambini a confrontarsi con le proprie emozioni può avvenire per esempio attraverso il gioco o attraverso l’ascolto delle fiabe.

Ecco 4 piccoli spunti che possono aiutare ad accompagnare il bambino:

DARSI TEMPO: è importante che tu, adulto, non reagisca d’impulso alle emozioni del bambino anche se le sue reazioni emotive tendono ad innescare le tue. Prova a lasciargli il tempo di sfogarsi e di capire cosa sta succedendo prima di intervenire. Lasciare il tempo al bambino di sfogarsi non significa andarsene, lasciarlo solo, ma rispettare i suoi tempi con la nostra presenza. In questo modo il bambino potrà scaricare la sua tensione e al tempo stesso imparerà dal tuo esempio come controllarsi, mettendo uno spazio e un tempo tra ciò che prova e l’espressione del sentimento stesso.

ASCOLTARE E RISPETTARE LE EMOZIONI: i rimproveri per un capriccio spesso non calmano l’emozione, al contrario la alimentano. Quando il bambino esprime ciò che prova sarebbe bene mantenere un atteggiamento di comprensione e ascolto empatico e pensa che ha di sicuro una ragione per provare quell’emozione, anche se lui non la conosce ancora. Prova a chiedergli ad esempio “Come ti senti? Perché fai così? Cosa vorresti?” per aiutarlo a fare chiarezza nei suoi sentimenti.

NOMINARE LE EMOZIONI: le emozioni come la rabbia, la tristezza, la paura, ma anche la curiosità, l’euforia, l’amore, possono essere ugualmente travolgenti per il bambino. Se confonde ad esempio la tristezza con la fame è possibile che abbia difficoltà nell’esprimere la sua emotività e, lasciato solo, potrebbe essere indotto a cercare consolazione nel cibo piuttosto che nel rapporto con sé e con gli altri. Tu, adulto, puoi aiutarlo allora ad attribuire un nome ai sentimenti per imparare a identificarli, a esprimerli più facilmente e nello stesso tempo a capire che sono sentimenti normali, né buoni, né cattivi.

NON COLPEVOLIZZARE LE EMOZIONI: NON ESISTONO EMOZIONI GIUSTE O SBAGLIATE, il problema infatti non sono le emozioni ma come le esprimiamo o non le esprimiamo. Ascolta sempre con apertura e calma il bambino quando condivide il suo stato d’animo e ricorda che i sentimenti non vanno via da soli ma devono essere espressi in un modo o nell’altro. Se ignorati, o minimizzati, infatti possono trasformarsi in parole e/o azioni aggressive o, rivolti all’interno, possono rendere il bambino ansioso o triste.

Bibliografia: Francesca Munegato “Casa di vita” – Settembre 2016 N°29

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LA SERENITA’ NON CADE DAL CIELOIl raggiungimento di un equilibrio interiore non arriva preconfezionato dal cielo: è qual...
13/02/2017

LA SERENITA’ NON CADE DAL CIELO

Il raggiungimento di un equilibrio interiore non arriva preconfezionato dal cielo: è qualcosa che si forma, che cresce e matura nel corso della nostra vita “avventurosa”.
Non è indolore e richiede molta fatica di vivere: si tratta di dover uscire dalla COMFORT ZONE ovvero da quel modo di vivere che ci mette al riparo, apparentemente, dal dolore e dalla sofferenza e che ahimè richiede poca energia e sforzo per rimanerci dentro.

Crediamo che desiderare qualcosa significhi che abbiamo davvero bisogno di quella cosa e che la felicità possa esistere solo con l’avverarsi dei nostri desideri. Non è del tutto colpa nostra se crediamo questo: siamo circondati dall’idea consumistica che ciò che dobbiamo fare è rendere la nostra vita sempre più comoda, confortevole, piacevole, sicura ma così facendo anche “comodamente priva di senso” poiché a quel punto le avremo tolto tutto ciò che è ricco di significato. Per questo ci ritroviamo poi ad aprire, di notte, lo sportello del frigorifero o a fumare decine di si*****te o a non riuscire a dormire: per compensare il fatto che di giorno non abbiamo fatto una certa telefonata a una certa persona per dirle una certa cosa che c’è rimasta ferma in gola.

Bisognerebbe cercare di essere sensibili e delicati, ma senza paura di spiegazzarsi il vestito, di sporcarsi le mani, di vivere esperienze difficili poiché essere sensibili e delicati NON corrisponde ad essere fragili.
Ciò che siamo chiamati a fare è trovare significati e dare un senso agli eventi nel bel mezzo del tumulto delle esperienze. Non possiamo quindi tenere noi stessi e chi amiamo sotto una campana di vetro altrimenti non troviamo e non trasmettiamo un senso alla nostra vita, non la trasformiamo in esperienza, in un fatto davvero significativo. Ci vuole il coraggio per vivere la vita: capire ciò che è davvero importante e avere il coraggio di farlo.

Ma come si può fare?
Fermandoci e riflettendo, dedicando tempo all’ascolto di noi stessi, alle letture importanti, affrontando il vuoto interiore che cerchiamo di colmare con il nostro “attivismo”, il nostro frenetico lavorare, il nostro volersi divertire a tutti i costi, insomma smettendo di fuggire da noi stessi. Ascoltare i nostri bisogni più profondi: quelli che cerchiamo di ignorare, che ci chiedono di spenderci per qualcosa di significativo, qualcosa che ha a che fare con il dare più che con il ricevere. Affrontando il nostro egocentrismo e trovando la nostra parte migliore: ognuno di noi ha la sua e se la cerchiamo la troveremo.

Ecco tre aspetti su cui riflettere per iniziare ad avere cura di se:

IL SILENZIO:
siamo attorniati da rumori, voci, telefoni che squillano, persone che parlano. Nella nostra vita i momenti di silenzio sono ormai rari e proprio perché siamo immersi in un costante rumore di fondo, diventiamo sordi al rumore interno, ai segnali interni della nostra mente e alle emozioni. Non occorre trasferirsi in un monastero tibetano per praticare il silenzio ma fermare tutto e tutti e ritagliare qualche minuto per se stessi…per ascoltarsi. Nella vita le cose più profonde accadono nel silenzio assoluto.

IL NON GIUDIZIO:
giudicare continuamente tutto, tutti, compreso noi stessi crea un logorio mentale profondo ed estenuante. Prova ad ascoltarti e ad annotare quanti giudizi esprimi quotidianamente. Per esempio quante volte dici “che freddo”, “che caldo”, “cominciamo bene”, “ci mancava solo questa”, “che rottura di scatole”. Per non parlare di quando iniziamo a pronunciarci verso il comportamento personale e altrui. Scegli di non giudicare e vedrai come la giornata diventerà più leggera.

LO STARE CON SE STESSI:
per molti di noi stare da soli è un problema. Da soli si entra in contatto con se stessi perché non ci sono altri a cui fare riferimento. Si arriva così a conoscersi, a comprendere chi siamo in modo autentico e che cosa vogliamo dalla vita...e questo può spaventare. Pensa a quante volte alla settimana ti capita di essere completamente da solo e ti accorgerai che la capacità di stare con se stessi è ancora più rara del silenzio.

Bibliografia: Filippo Ongaro, Gianluca Lisi “Casa di vita” – Settembre 2016 N°29

Dott.ssa Luna Vincenzi
Riceve su appuntamento in Via Aldighieri 25/b Ferrara
Cell. professionale: 3473404329
Sito web: http://lunavincenzipsicologaferrara.weebly.com/

02/02/2017

Indirizzo

Psicologa
Ferrara
VIA ALDIGHIERI 25/B

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