16/12/2025
OPINIONI COME TALI OPINABILI
Il titolo è un preambolo ed è voluto perché le mie son riflessioni e come tali non corrispondono a verità.
Il bagaglio di un terapeuta, di un osteopata in questo caso non può a mio avviso privarsi di qualsiasi tecnica "osteopatica". Specifico proprio perché nel tempo ci sono state spesso delle derive e ciò non ha fatto bene alla categoria. Non ci si può nascondere su quello che è il nostro bagaglio di tecniche e ne farne un minus. Credo fortemente alla struttura perché la mia percezione di operatore parte dal tocco, dal contatto. A partire da ciò io posso discriminare la tipologia di tessuto e di paziente che mi trovo di fronte e con questo discriminare quale metodo usare, su quale sistema approcciare.
Per sistemi intendo quelli funzionali come il muscolo scheletrico, visivo, stomatognatico, viscerale ecc..
Non si tralascia l'interezza della persona ma si cerca di inviduare quale disfunzioni siano presenti.
Sulla metodologia pure, va fatta una sottolineatura. I personalismi vanno evitati, il razionale va mantenuto sempre e il bagaglio di tecniche è così ampio che non si deve cadere negli automatismi da catena di montaggio.
Se si arriva a fare una tecnica diretta sul tratto cervicale come nei video è perché prima si è seguito un percorso di anamnesi, di ascolto dei tessuti.
Trovo che tutto dell'osteopatia debba esser riportato alla semplicità.
È una modalità di contatto, dove le afferenze del paziente vengono stimolate e così a seguire si attivano delle risposte. Il processo medesimo lo fa l'operatore. L'oggettività e la replicabilità può esser messa in discussione ed è motivo di tanti lavori di ricerca. Per arrivare a qualcosa che assomigli a ciò bisogna crescere dentro una coscienza priva di ogni eccesso.