27/03/2026
Il dibattito sulla relazione tra struttura e funzione è sempre aperto.
Siamo abituati ad osservare e quando guardiamo, chi più e chi meno, può notare delle differenze anatomiche rispetto ai valori che vengono considerati come fisiologici.
Da sempre la struttura è quella che per prima ci salta agli occhi.
Qualcosa di “storto” o di asimmetrico viene evidenziato.
Le ortesi sono un esempio di come a volte si voglia modificare o contenere una struttura nel pieno della sua crescita ma di come ciò non basti proprio perché c’è uno sviluppo in corso e quindi non si tratti del modellamento di qualcosa di inerte.
Sotto alla “costruzione” di un bambino, c’è un corredo genetico e c’è un bagaglio epigenetico, ovvero i continui stimoli ambientali che esso riceve a livello senso motorio.
Proprio ciò ci fa comprendere quanto la funzione sia rilevante nella costruzione di una simmetria o al contrario di un’asimmetria.
Contenere una lingua con una griglia è a volte solo tenerla in uno spazio ristretto ma non ha il presupposto di rieducarla in quello che è il suo compito e la sua area di pertinenza. Ci troviamo quindi di fronte solo ad un rimandare un lavoro che però ha tempistiche ben precise, quelle appunto dello sviluppo. Fin quando una struttura è modificabile la funzione può agire su di essa.
Per “modficabile” si sottintende la crescita ossea che è prevista per ogni bambino e che ha un termine ben delineato in base ai parametri anatomici che si stanno analizzando.
Lo stesso principio si può usare per tutte le ortesi. Se non si attenziona la funzione e non si stimola lo sviluppo neuro motorio sarà sempre un lavoro fine a sé e non completo.
Non si parla di statue ma di corpi e di intelletto.