Dott. Andrea Di Noia

Dott. Andrea Di Noia Osteopata e Fisioterapista, ha esperienza in ambito pediatrico e nei disturbi cranio mandibolari.

Per il mese di febbraio 3 posti disponibili nel corso di PILATES delle ore 17:00/18:00.Giorni: Martedì e Giovedì Per inf...
02/02/2026

Per il mese di febbraio 3 posti disponibili nel corso di PILATES delle ore 17:00/18:00.

Giorni: Martedì e Giovedì

Per info numeri whatsapp:

0765455795

3284016172

26/01/2026
I pazienti non sono tutti uguali, vale in età pediatrica e vale con gli adulti.L'individuo durante tutta la sua vita sop...
14/01/2026

I pazienti non sono tutti uguali, vale in età pediatrica e vale con gli adulti.
L'individuo durante tutta la sua vita sopravvive adattandosi. Non la fa per l'appunto in una modalità statica ma solo ed esclusivamente dinamica.
Il carico allostatico (CA) sono le fonti di stress che alimentano i nostri cambiamenti/adattamenti e ci fanno comprendere in un certo verso le nostre proprietà.
Questo piccolo preambolo schiude la porta a quello che sono i meccanismi di interocezione.
Prima innati e poi ma man coscientizzati.
Quello che in virgolettato si potrebbe racchiudere in sesto senso. La capacità di sentire dentro di noi quel che accade di fronte alle esperienze emotive e cognitive.
Percepire e osservare il CA del paziente ci aiuta a comprendere quale chiave usare e prendendo spunto da Mario Brega con quale modalità usare la nostra mano da terapista: "se piuma o fero".

In fondo altro non è, che capire se preferire un approccio massimalista più globale ovvero sulla compliance della persona o minimalista, nel dettaglio delle disfunzioni somatiche presenti.

Scegliere la strategia per ottenere un vero risultato.
Osservare e percepire prima di agire.

"Nell'osteopatia che cerca l'oggettività a tutti i costi c'è insita la sua stessa fragilità e perdita delle sue propriet...
13/01/2026

"Nell'osteopatia che cerca l'oggettività a tutti i costi c'è insita la sua stessa fragilità e perdita delle sue proprietà...
Ovvero la singolarità dell'individuo".

Ho la consapevolezza che le mie riflessioni non siano dei dogmi. Le metto qui per condividerle e magari trovare opinioni anche in contrasto con le mie.

Non ci sono verità assolute, soprattutto nella terapia manuale. Quel che ripeto a me, è quello di leggere, articoli, libri qualsiasi cosa dia uno spunto a comprendere come il proprio operato andrebbe formulato.

Quel che è vero oggi, forse un domani sarà smentito ma pur pensando a ciò che faccio come a qualcosa di non replicabile in maniera stagna, dall'altra sento che sia giusto informarsi anche semplicemente per mettere in gioco le proprie azioni e se stessi.

Foto testo "La medicina osteopatica in pediatria" Ciranna-Raab, Manzotti

19/12/2025

La crescita passa dell'errore e dalla riduzione della sua ripetibilità. Il modello del trattamento andrebbe effettuato di pari passo con le caratteristiche dell'individuo.
A volte vedo video in modalità da wrestling, a che pro?
Appoggio,ascolto, impilare i tessuti e solo infine la tecnica.
Se ci si affida al caso si perpetua lo sbaglio che la tecnica viene prima del paziente.
La semplicità e la concretezza, non lo spettacolo.

16/12/2025

OPINIONI COME TALI OPINABILI

Il titolo è un preambolo ed è voluto perché le mie son riflessioni e come tali non corrispondono a verità.
Il bagaglio di un terapeuta, di un osteopata in questo caso non può a mio avviso privarsi di qualsiasi tecnica "osteopatica". Specifico proprio perché nel tempo ci sono state spesso delle derive e ciò non ha fatto bene alla categoria. Non ci si può nascondere su quello che è il nostro bagaglio di tecniche e ne farne un minus. Credo fortemente alla struttura perché la mia percezione di operatore parte dal tocco, dal contatto. A partire da ciò io posso discriminare la tipologia di tessuto e di paziente che mi trovo di fronte e con questo discriminare quale metodo usare, su quale sistema approcciare.
Per sistemi intendo quelli funzionali come il muscolo scheletrico, visivo, stomatognatico, viscerale ecc..
Non si tralascia l'interezza della persona ma si cerca di inviduare quale disfunzioni siano presenti.
Sulla metodologia pure, va fatta una sottolineatura. I personalismi vanno evitati, il razionale va mantenuto sempre e il bagaglio di tecniche è così ampio che non si deve cadere negli automatismi da catena di montaggio.
Se si arriva a fare una tecnica diretta sul tratto cervicale come nei video è perché prima si è seguito un percorso di anamnesi, di ascolto dei tessuti.
Trovo che tutto dell'osteopatia debba esser riportato alla semplicità.
È una modalità di contatto, dove le afferenze del paziente vengono stimolate e così a seguire si attivano delle risposte. Il processo medesimo lo fa l'operatore. L'oggettività e la replicabilità può esser messa in discussione ed è motivo di tanti lavori di ricerca. Per arrivare a qualcosa che assomigli a ciò bisogna crescere dentro una coscienza priva di ogni eccesso.

19/11/2025
BAMBINI SPECIALI, RIFLESSIONISpiegare cosa rappresenti il nostro operato, in cosa consista, è un aspetto che non può ess...
17/11/2025

BAMBINI SPECIALI, RIFLESSIONI

Spiegare cosa rappresenti il nostro operato, in cosa consista, è un aspetto che non può esser tralasciato.
È importante farlo con gli adulti e probabilmente lo è ancora di più nei confronti di una famiglia che decide di affidare il/la propri* figli* per un percorso riabilitativo.
Quando si tratta poi di bambini speciali è giusto fornire spiegazioni su come l'approccio non segua i canali classici delle problematiche muscolo scheletriche.
Se fosse così si guarderebbe solo alle conseguenze e non alle cause.
Una bambino con diagnosi di DSA ha tra le sue caratteristiche quello di esser un ipersensoriale.
Può quindi avere una percezione fine alterata ed esser sensibile agli stimoli anche se minimi.
In concomitanza possono esserci disturbi dell'attenzione.
La seduta ha pertanto il fine di lavorare sulle cause, sul bimbo nella sua interezza.
Ci sono molti bambini che camminano sulle punte in assenza di retrazioni dei tendini delle gambe. Pensare di approcciare un paziente del genere come se avesse una problematica ortopedica vorrebbe significare esser sconfitti in partenza.
Ad una mamma una volta dissi: immagini che suo figlio sia attaccato alla corrente tutti i giorni, quello che noi dobbiamo fare è spegnere questo stato, lui piano piano farà il resto.
Sono sempre più convinto, specie con i piccoli pazienti, che il nostro credo debba esser quello di guardare alle funzioni perché attraverso esse possiamo modificare la struttura.
Il corpo, la loro anatomia, la loro fisiologia ce lo permette.

Un grazie particolare ad collega e professionista con cui scambiare idee e risate è sempre un piacere e fonte di crescita.

NON SIAMO SOLO NOI UOMINI...Paziente: "Perché mi tratti anche la mandibola se ho dolore alla cervicale?"Il sottoscritto ...
28/10/2025

NON SIAMO SOLO NOI UOMINI...

Paziente: "Perché mi tratti anche la mandibola se ho dolore alla cervicale?"

Il sottoscritto gli da una mega spiegazione al limite del pi***ne accademico. Gli parlo di come la vista, l'equilibrio e il sistema stomatognatico influenzino la postura di ogni individuo a partire da quando siamo piccoli al qui e ora.

Per concludere gli faccio la citazione cinematografia (prendendo spunto dagli anni dei lavoretti in videoteca):

"E come diceva John Travolta citando Houdini in Codice Sworfish; quel che l'occhio vede, l'orecchio sente, la mente crede".

Lei: "Ah no, di Codice Sworfish mi ricordo solo Hugh Jackman" .

ALTRO CHE OCCHI A CUORICINO PENSANDO A HUGH, ERA PROPRIO LO SGUARDO DA PANTERA 🤣

Io:" vabbe se la metti così, allora ti dico che c'era pure Halle Berry"

Niente, uno ci prova a darsi un tono ma poi...

ANCHILOGLOSSIA (FRENULO LINGUALE RESTRITTIVO)CRESCERE COL FREN(ul)0 A MANO TIRATO“Se papà ha la cravatta stretta, mamma ...
23/10/2025

ANCHILOGLOSSIA (FRENULO LINGUALE RESTRITTIVO)

CRESCERE COL FREN(ul)0 A MANO TIRATO
“Se papà ha la cravatta stretta, mamma la coperta piccola, io ho il frenulo corto”.
Gli esempi spesso ci aiutano nella loro semplicità a farci comprendere i meccanismi più complessi.
Il nostro corpo è ricoperto da fasce che sono tra loro interconnesse e sono a loro volta un mezzo di comunicazione che i tessuti usano per scambiarsi informazioni.
Quando manca l’elasticità su queste strutture, iniziano ad insorgere dei problemi.
Stando sull’aspetto meccanico e pensando allo sviluppo cranio caudale (dalla testa ai piedi) che ogni individuo vive durante la crescita dovremmo capire che quella piccola striscia che abbiamo sotto la lingua, a volte, è più di un semplice filetto.
L’etimologia (il significato) della parola fa già intuire cosa esso possa rappresentare nelle situazioni disfunzionali; frenulo dal latino, frenum ovvero freno.
Nei casi in cui tutto funziona bene e non c’è perdita di movimento, ci possiamo considerare sereni.
Da genitori, quando al contrario c’è qualcosa che non va, ce ne possiamo accorgere già da quando i nostri bambini son molto piccoli.
I problemi dell’allattamento, le funzioni oro facciali legate alla lingua e l’anatomia stessa del viso dei nostri bambini possono presentare delle difficoltà o anomalie.
Il frenulo restrittivo è come un punto fisso annesso ad un sistema che cresce sopra di esso e se questo non è elastico, causa alterazioni strutturali e funzionali.
Dargli poco peso a volte è come non aprire il paracadute quando una persona si lancia.
“Se papà ha la cravatta troppo stretta respira male, se mamma dorme con la coperta piccola rischia di raffreddarsi, se non guardate il mio frenulo magari potrei crescere con un pò di compensi posturali che invece potrei evitarmi.
In età da lattante posso avere difficoltà di attacco e di conseguenza di crescita e sviluppo. Potrei succhiare male ed ingurgitare aria ed avere le colichette che tanto disturbano il mio sonno e pure il vostro.
Nel crescere poi, se la mia lingua continuerà a muoversi in avanti ed indietro senza andare sul palato, porterà quest’ultimo a non allargarsi e avrò problemi con i denti che saranno stretti.
Quindi cari genitori, oltre al traffico del lavoro, avrete da affrontare quello tra le mie gengive.
I miei incisivi andranno avanti, avrò la bocca che sporgerà e invece di respirare dal naso mi mangerò l’aria e tutto quello che viaggia con essa, batteri, virus e per concludere visto che da qualche parte dovrà uscire farò un sacco di puzzette!”
Per la privacy la creatura è voluta rimanere anonima...
Un racconto inventato ma che vuole sottolineare gli eventuali effetti di una non presa in carico.

In conclusione anche un particolare così piccolo può far la differenza.

L’attenzione è un atto di cura.

AI FINI DI LEGGE LA DIAGNOSI E’ COMPITO DELLE SEGUENTI FIGURE: PEDIATRA, NEONATOLOGO, ODONTOIATRA PEDIATRICO, OTORINOLARINGOIATRA AFFIANCATI DA FIGURE COME L’OSTETRICA E LA LOGOPEDISTA.
L’INTERVENTO DI FRENULECTOMIA E’ A CARICO DEL CHIRURGO PEDIATRICO, L’ODONTOIATRA PEDIATRICO, L’OTORINOLARINGOIATRA.

Ogni tappa di un bambino prevede delle acquisizioni motorie e di pari passo neurocognitive. La pratica e la sperimentazi...
04/10/2025

Ogni tappa di un bambino prevede delle acquisizioni motorie e di pari passo neurocognitive. La pratica e la sperimentazione sono alla base dei processi corticali, attenzione, memoria, elaborazione, ripetizione. Si parte col grosso motorio per arrivare alla motricità fine.

Nel mezzo queste autonomie strutturano il carattere del bimbo, la sua struttura innata guarda all’ambiente, lo scruta, lo tocca in maniera più o meno goffa e ne trae degli spunti.
Io sono, diventa io sarò e questo processo tra esperienze del qui e ora e struttura futura sono cosi rapide che a coglierle da operatore è parte fondante del proprio modo di lavorare affianco dei bambini.

Da adulto a volte il mio modo di ragionare è stato quello di imporre la mia chiave di lettura verso le mie figlie, mia moglie dalla sua, mi ha sempre chiesto di guardare con la loro prospettiva. Questo in ogni momento della loro crescita.

È senza alcun dubbio l’aspetto in cui noi grandi dobbiamo impegnarci a districarci tra la nostra visione e quella con gli occhi dei nostri piccoli.
Ieri di fronte a due bimbi di 3 anni che han fatto terapia, ho visto i miei limiti, prima della mera patologia o della tecnica viene sempre l’individuo. Non si può non discernere, non si può non distinguere questo lato del nostro operato.

La rivoluzione dei bambini da 1 a 3aa, non ancora nel contesto della scolarizzazione, ci pone il dovere di comprendere che il caos non è solo disordine, è esplorazione.
La rigidità no, alcuni limiti di confine si.
Non si può pretendere mai da un bambino, bisogna saper aspettarlo, ascoltarlo, tenere il punto. Esser un operatore in questo campo ha il senso di un faro, il bimbo è una barca nel mare e naviga a vista ma noi rappresentiamo un punto che se lui ha voglia di guardare, ha voglia di rapportarsi, rappresenta una luce ferma e sicura.

Nella confusione di questa stanza cerco di acquistare la fiducia di alcuni grandi esploratori della vita.




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Via Tiberina N 41 Km 20
Fiano Romano
00065

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