Dott. Andrea Di Noia

Dott. Andrea Di Noia Osteopata e Fisioterapista, ha esperienza in ambito pediatrico e nei disturbi cranio mandibolari.

21/02/2026
18/02/2026

Occlusione

La riabilitazione dei disordini temporo mandibolari si avvale oltre che di un training attivo da effettuare in autonomia da parte del paziente a domicilio, di tecniche di terapia manuale che seguono un approccio basato sulle condizioni fisiologiche e che osserva e prende visione degli stati disfunzionali attraverso una batteria di test che riguardano la sfera oro facciale e allargando la prospettiva le regioni del collo e del tronco per via delle relazioni legate alla respirazione e deglutizione.

In caso di una dislocazione condilare per una deviazione laterale della mandibola, la manovra sulla muscolatura pterigoidea è un gold standard.

La preparazione prevede la spiegazione al paziente in modo che sia informato e soprattutto cosi che l'operatore tenga eventualmente conto della sua sensibilità alle pressioni se pur minime a livello intrabuccale.

Per il mese di febbraio 3 posti disponibili nel corso di PILATES delle ore 17:00/18:00.Giorni: Martedì e Giovedì Per inf...
02/02/2026

Per il mese di febbraio 3 posti disponibili nel corso di PILATES delle ore 17:00/18:00.

Giorni: Martedì e Giovedì

Per info numeri whatsapp:

0765455795

3284016172

I pazienti non sono tutti uguali, vale in età pediatrica e vale con gli adulti.L'individuo durante tutta la sua vita sop...
14/01/2026

I pazienti non sono tutti uguali, vale in età pediatrica e vale con gli adulti.
L'individuo durante tutta la sua vita sopravvive adattandosi. Non la fa per l'appunto in una modalità statica ma solo ed esclusivamente dinamica.
Il carico allostatico (CA) sono le fonti di stress che alimentano i nostri cambiamenti/adattamenti e ci fanno comprendere in un certo verso le nostre proprietà.
Questo piccolo preambolo schiude la porta a quello che sono i meccanismi di interocezione.
Prima innati e poi ma man coscientizzati.
Quello che in virgolettato si potrebbe racchiudere in sesto senso. La capacità di sentire dentro di noi quel che accade di fronte alle esperienze emotive e cognitive.
Percepire e osservare il CA del paziente ci aiuta a comprendere quale chiave usare e prendendo spunto da Mario Brega con quale modalità usare la nostra mano da terapista: "se piuma o fero".

In fondo altro non è, che capire se preferire un approccio massimalista più globale ovvero sulla compliance della persona o minimalista, nel dettaglio delle disfunzioni somatiche presenti.

Scegliere la strategia per ottenere un vero risultato.
Osservare e percepire prima di agire.

"Nell'osteopatia che cerca l'oggettività a tutti i costi c'è insita la sua stessa fragilità e perdita delle sue propriet...
13/01/2026

"Nell'osteopatia che cerca l'oggettività a tutti i costi c'è insita la sua stessa fragilità e perdita delle sue proprietà...
Ovvero la singolarità dell'individuo".

Ho la consapevolezza che le mie riflessioni non siano dei dogmi. Le metto qui per condividerle e magari trovare opinioni anche in contrasto con le mie.

Non ci sono verità assolute, soprattutto nella terapia manuale. Quel che ripeto a me, è quello di leggere, articoli, libri qualsiasi cosa dia uno spunto a comprendere come il proprio operato andrebbe formulato.

Quel che è vero oggi, forse un domani sarà smentito ma pur pensando a ciò che faccio come a qualcosa di non replicabile in maniera stagna, dall'altra sento che sia giusto informarsi anche semplicemente per mettere in gioco le proprie azioni e se stessi.

Foto testo "La medicina osteopatica in pediatria" Ciranna-Raab, Manzotti

19/12/2025

La crescita passa dell'errore e dalla riduzione della sua ripetibilità. Il modello del trattamento andrebbe effettuato di pari passo con le caratteristiche dell'individuo.
A volte vedo video in modalità da wrestling, a che pro?
Appoggio,ascolto, impilare i tessuti e solo infine la tecnica.
Se ci si affida al caso si perpetua lo sbaglio che la tecnica viene prima del paziente.
La semplicità e la concretezza, non lo spettacolo.

16/12/2025

OPINIONI COME TALI OPINABILI

Il titolo è un preambolo ed è voluto perché le mie son riflessioni e come tali non corrispondono a verità.
Il bagaglio di un terapeuta, di un osteopata in questo caso non può a mio avviso privarsi di qualsiasi tecnica "osteopatica". Specifico proprio perché nel tempo ci sono state spesso delle derive e ciò non ha fatto bene alla categoria. Non ci si può nascondere su quello che è il nostro bagaglio di tecniche e ne farne un minus. Credo fortemente alla struttura perché la mia percezione di operatore parte dal tocco, dal contatto. A partire da ciò io posso discriminare la tipologia di tessuto e di paziente che mi trovo di fronte e con questo discriminare quale metodo usare, su quale sistema approcciare.
Per sistemi intendo quelli funzionali come il muscolo scheletrico, visivo, stomatognatico, viscerale ecc..
Non si tralascia l'interezza della persona ma si cerca di inviduare quale disfunzioni siano presenti.
Sulla metodologia pure, va fatta una sottolineatura. I personalismi vanno evitati, il razionale va mantenuto sempre e il bagaglio di tecniche è così ampio che non si deve cadere negli automatismi da catena di montaggio.
Se si arriva a fare una tecnica diretta sul tratto cervicale come nei video è perché prima si è seguito un percorso di anamnesi, di ascolto dei tessuti.
Trovo che tutto dell'osteopatia debba esser riportato alla semplicità.
È una modalità di contatto, dove le afferenze del paziente vengono stimolate e così a seguire si attivano delle risposte. Il processo medesimo lo fa l'operatore. L'oggettività e la replicabilità può esser messa in discussione ed è motivo di tanti lavori di ricerca. Per arrivare a qualcosa che assomigli a ciò bisogna crescere dentro una coscienza priva di ogni eccesso.

19/11/2025
BAMBINI SPECIALI, RIFLESSIONISpiegare cosa rappresenti il nostro operato, in cosa consista, è un aspetto che non può ess...
17/11/2025

BAMBINI SPECIALI, RIFLESSIONI

Spiegare cosa rappresenti il nostro operato, in cosa consista, è un aspetto che non può esser tralasciato.
È importante farlo con gli adulti e probabilmente lo è ancora di più nei confronti di una famiglia che decide di affidare il/la propri* figli* per un percorso riabilitativo.
Quando si tratta poi di bambini speciali è giusto fornire spiegazioni su come l'approccio non segua i canali classici delle problematiche muscolo scheletriche.
Se fosse così si guarderebbe solo alle conseguenze e non alle cause.
Una bambino con diagnosi di DSA ha tra le sue caratteristiche quello di esser un ipersensoriale.
Può quindi avere una percezione fine alterata ed esser sensibile agli stimoli anche se minimi.
In concomitanza possono esserci disturbi dell'attenzione.
La seduta ha pertanto il fine di lavorare sulle cause, sul bimbo nella sua interezza.
Ci sono molti bambini che camminano sulle punte in assenza di retrazioni dei tendini delle gambe. Pensare di approcciare un paziente del genere come se avesse una problematica ortopedica vorrebbe significare esser sconfitti in partenza.
Ad una mamma una volta dissi: immagini che suo figlio sia attaccato alla corrente tutti i giorni, quello che noi dobbiamo fare è spegnere questo stato, lui piano piano farà il resto.
Sono sempre più convinto, specie con i piccoli pazienti, che il nostro credo debba esser quello di guardare alle funzioni perché attraverso esse possiamo modificare la struttura.
Il corpo, la loro anatomia, la loro fisiologia ce lo permette.

Un grazie particolare ad collega e professionista con cui scambiare idee e risate è sempre un piacere e fonte di crescita.

Indirizzo

Via Tiberina N 41 Km 20
Fiano Romano
00065

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