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OtticaABC ORTOTTISTA ASSISTENTE IN OFTALMOLOGIA IN SEDE OTTICA - ORTOTTICA - OCULISTICA

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29/01/2026

Storia dell’Ortottista italiano
Storia dell’Ortottista italiano[1]

Dalla sua istituzione ai giorni nostri



La nascita della professione di Ortottista risale al 1919[2] nel Regno Unito.

In Italia nasce presso l’Università degli Studi di Milano con Decreto del Presidente della Repubblica 21 settembre 1955, n. 952 che recita: “È istituita ai sensi dell’art.20 del testo unico 31 agosto 1933, n. 1592, una scuola speciale per ortottiste[3]”. L’accesso era consentito con il diploma di scuola superiore dopo aver superato un esame di ammissione, ed era rivolto alle sole donne.

Nel 1977 al nome di ortottista viene aggiunto quello di assistente in oftalmologia. Questa aggiunta non ci ha aiutati nell’essere maggiormente e più facilmente riconosciuti dalla popolazione.

L’Ortottista in base al DPR 761/79 “Stato Giuridico del Personale delle Unità Sanitarie Locali” è collocata tra il personale della Riabilitazione insieme a fisioterapista, logopedista e massofisioterapista non vedente.

Il 21 marzo 1968 nasce l’Associazione Italiana Ortottiste (AIO, diventata nel 94 AIOrAO)[4] che accompagnerà la professione come rappresentanza fino all’elezione della 1a Commissione di albo nazionale degli Ortottisti avvenuta nel settembre 2020.

Nel 1972 viene organizzato (dall’Associazione) il primo congresso scientifico nazionale a Roma che ha come tema l’ambliopia, viene stampato il primo numero del Giornale Italiano di Ortottica edito da Minerva Oftalmologica e nasce l’OCE Orthoptistes de la Communaute Europeenne[5].

Nel 1974 l’AIO entra a far parte dell’IOA International Orthoptic Association[6].

A partire dal 1975 si promuovono iniziative di tutela e per contrastare la regolamentazione dell’optometrista (che avrebbe ambiti di sovrapposizione con l’ortottista): optometria, infatti, significa misurazione della vista, attività che gli Ortottisti effettuano in qualsiasi valutazione ortottica.

Le scuole di ortottica risultano perfettamente allineate come statuti e piani di studio al Decreto 162 del 10.3.82 “Riordinamento delle SDFS”.

Il Ministero della sanità nel 1985 chiede all’AIO l’invio dell’albo professionale, si risponde richiedendolo.

L’OCE nell’aprile del 89 promulga un proprio statuto che viene registrato e recepito dalla CEE. Con decreto ministeriale 20.1.92 viene emanato l’ordinamento di diploma universitario di ortottista assistente in oftalmologia di durata triennale in ottemperanza alla riforma universitaria, legge 341/90 più conosciuta come Legge Ruberti.

Nel 1994 le prestazioni rese dagli Ortottisti, se su prescrizione medica, sono esenti IVA parimenti a quelle del fisioterapista, logopedista e podologo, oggi lo sono senza prescrizione medica e per tutte le 22 professioni sanitarie.

Il 14 settembre 94 con DM 743 viene emanato il profilo professionale dell’ortottista – assistente in oftalmologia, dal contenuto esiguo e poco chiaro. L’acquisizione (dopo la protesta) della risposta del Ministero della sanità alla Corte dei Conti sul contenuto del profilo tranquillizza l’Associazione.

Gli Ortottisti evidenziano come si siano alterati i rapporti di lavoro, viste le richieste di svolgere prestazioni di ortottica con impegnativa riportante solamente la dicitura visita oculistica; inizia nel 1995 l’attività dell’Associazione a favore della libera professione.

Si definisce nel 96 il primo e unico mansionario degli ortottisti dopo una consultazione preventiva fra direttivo nazionale e delegati regionali. Dopo richiesta della segreteria nazionale alle Istituzioni nazionali e regionali vengono introdotte nel nomenclatore tariffario delle prestazioni ambulatoriali le voci: studio della motilità ortottica, valutazione ortottica, training ortottico.

Il decreto 26.7.96 “Approvazione della tabella XVIII Ter recante gli ordinamenti didattici universitari dei corsi di diploma universitario dell’area sanitaria” vede il nostro ordinamento penalizzante e non professionalizzante: ortottica non compare fra gli insegnamenti irrinunciabili, a differenza di altre categorie professionali che vedono riconosciuta la loro specificità. Nel 1996 l’AIOrAO su mandato dell’Assemblea dei Soci a Forte dei Marmi, ed in seguito alle risposte contenute in un questionario, ricorre al TAR Lazio contro l’ordinamento didattico contenuto nel DM luglio 1996 per i seguenti motivi: carenza settore professionalizzante, disparità di trattamento con le altre figure professionali, richiesta di settore F23H Scienze tecniche ortottiche e riabilitazione della disabilità visiva: per essere in linea con la professione, Ortottica e Riabilitazione delle disabilità visive devono essere fondamentali.

La storica legge 42/99 abolisce i mansionari ed identifica gli ambiti professionali ricavandoli anche dal codice deontologico e dagli ordinamenti didattici e non solo dal profilo professionale, ma la norma è importante per l’abrogazione del termine ausiliario: l’ortottista è professione sanitaria.

Successivamente alla legge 284/97 Disposizioni per la prevenzione della cecità e per la riabilitazione visiva e l’integrazione sociale e lavorativa dei ciechi pluriminorati, il Ministero della sanità il 18 dicembre 97 emana i requisiti minimi dei centri di riabilitazione visiva, fra le figure base compare sì l’ortottista ma anche un indistinto “operatore della riabilitazione visiva”.

L’AIOrAO intraprende un ricorso legale al TAR Lazio per impedire l’introduzione della figura di operatore della riabilitazione visiva che vince nel giugno 98: riabilitatore visivo è l’ortottista e AIOrAO è legittimata a tutelare la categoria.

La legge 251/2000 con l’art. 2 stabilisce l’autonomia delle professioni sanitarie dell’area della Riabilitazione “L’attività è diretta alla prevenzione, alla cura, alla riabilitazione, a procedure di valutazione funzionale al fine di espletare le competenze proprie previste dai relativi Profili Professionali.”

Il 2001 vede l’agognato traguardo della Laurea quella triennale equipollente a diploma universitario e quella specialistica (poi magistrale) equipollente alle lauree del vecchio ordinamento.

Ai Soci AIOrAO nell’assemblea si chiede se sono favorevoli alla modifica della denominazione di ortottista con assistente oftalmico o ortottista assistente di sala operatoria.

I Soci decidono all’unanimità che nessuna modifica del profilo e della denominazione è possibile.

Nel 2007 viene diffusa l’ennesima bozza di profilo dell’ottico optometrista: l’Associazione è sentita, per la prima volta nella storia, dalla commissione individuata presso il Consiglio superiore di sanità. Vengono consegnati tantissimi documenti e in particolare il “Dossier Optometria” contenuto in Prisma 1/2007, una copia viene data ai componenti presenti.

L’AIOrAO è presente con un proprio stand alla Fiera di Rho per la manifestazione Milano Check up.

Nel 2008 i 40 anni di attività sono dedicati a promuovere la cultura della prevenzione e riabilitazione visiva, per questo viene prodotto uno spot televisivo di 30 secondi, si riprende la stampa del Giornale Italiano di Ortottica.

Si discute assiduamente con il Ministero della salute il decreto attuativo di albi e ordini in base a quanto stabilito dalla legge 43/06. Il Ministero presenta una bozza con tre ordini trasformando i Collegi esistenti (infermieri, ostetrici e tecnici di radiologia) in ordini, le professioni vengono così suddivise: 1. ordine: infermieri 2. ordine: ostetrici e professioni della riabilitazione 3. ordine: tecnici di radiologia e le altre professioni tecnico sanitarie e le professioni della prevenzione. Per evitare abusi professionali, sono state introdotte le “attività riservate” ossia quelle competenze che ogni profilo esercita in maniera esclusiva. I tempi si protraggono e scade il termine per la legge delega.

Il 6 gennaio 2009 AIOrAO è presente per la prima volta su facebook in un gruppo dedicato,

Esce nel 2009 “Guida alla professione di ortottista” edita da Città del sole e presentata alla Fiera internazionale del libro di Torino, il primo volume di 1000 pagine curato esclusivamente da Ortottisti.

Gli Ortottisti diventano consapevoli che la formazione dedicata è l’unica possibilità per il riscatto e l’autonomia: AIORAO, prima organizzatore di eventi ECM, diventa provider ECM provvisorio anche con la formazione a distanza.

Nel 2013 AIOrAO è riconfermata (dopo i decreti del 2004 e 2005) unica associazione riconosciuta rappresentativa per la professione di Ortottista.

Parte la prima giornata mondiale di ortottica che ricade ogni primo lunedì del mese di giugno. Il 2014 AIOrAO diventa provider ECM standard[7].

La legge istitutiva di Ordini e albi (3/2018) vede l’Associazione accompagnare gli Ortottisti verso le elezioni delle Cda territoriali e vicaria la Commissione di albo nazionale degli Ortottisti[8] eletta nel settembre 2020.

AIOrAO risulta essere idonea per il DM 2 agosto 2017 “Elenco delle società scientifiche e delle associazioni tecnico-scientifiche delle professioni sanitarie”, passano la selezione 293su 445 che hanno fatto istanza di iscrizione.

Il 22 dicembre 2022 viene esitato falla FNO TSRM e PSTRP il Documento di posizionamento della professione di Ortottista che spazia dalla denominazione alle competenze.

24/01/2026
22/01/2026

👀Il visus o acutezza visiva o misurazione della vista o optometria da solo non è sufficiente per uno screening visivo sia nei bambini che negli adulti.

Lo screening, o più correttamente prevenzione visiva, rientra tra le competenze dell'Ortottista

🔵Tale competenza dell’Ortottista è menzionata nel chiarimento del Ministero della Salute, ove si afferma che la prevenzione dell’handicap visivo è compresa nel termine “tratta” ⬇️
[https://aiorao.it/aiorao/index.php/risposta-del-ministero-della-sanita-alla-corte-dei-conti/] del DM 743/94;
il concetto viene ribadito dalla legge 251/2000, all’art. 2, comma 1.

Alla stregua delle norme vigenti, gli interventi di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, sono rivolti a tutte le fasce di età, da quella neonatale a quella senile.
L’Ortottista è stato coinvolto da sempre nelle attività di oftalmologia sociale, molto intense negli anni ‘70 e negli screening scolastici. A conferma di questo ruolo, la figura sanitaria dell’Ortottista viene nominata anche nel Piano nazionale di prevenzione 2014-2019 del Governo tra quelle coinvolte nella prevenzione secondaria in età evolutiva ed è nominata nei Quaderni della Salute (n.11, settembre ottobre 2011, Ministero della Salute, “Le sfide dell’oftalmologia: tra prevenzione primaria e malattie dell’invecchiamento”) tra le figure di prevenzione terziaria per tutte le misure che hanno lo scopo di controllare l’andamento di malattie croniche e per evitare o limitare la comparsa di complicanze e di esiti invalidanti.
Gli screening sono previsti dal documento “Potenziamento e riorganizzazione della rete di assistenza territoriale” della FNO TSRM e PSTRP
https://www.tsrm-pstrp.org/wp-content/uploads/2020/06/FNO-TSRM-e-PSTRP-Potenziamento-e-riorganizzazione-della-rete-di-assistenza-territoriale-giugno-2020.pdf

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17/01/2026

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14/01/2026

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📢 Per maggiori informazioni o segnalazioni, visita il portale ufficiale della Polizia Postale: 👉 www.commissariatodips.it

"ll premontato non è un prodotto. È una porta.”Abbiamo visto che il mercato dei premontati vale centinaia di milioni di ...
12/01/2026

"ll premontato non è un prodotto. È una porta.”

Abbiamo visto che il mercato dei premontati vale centinaia di milioni di euro l’anno.
E la cosa che fa più rumore è che la maggior parte dei volumi nasce fuori da un contesto professionale, l’ottico intercetta una quota minima in pezzi, e intanto la prima esperienza del presbite si costruisce altrove.

Vediamo 3 punti

1) Il dato che fa male
Oggi il canale ottico presidia circa il 3% dei premontati in pezzi. Non perché manchi competenza.
Ma perché manca una strategia nazionale sul “momento zero”.
E la conseguenza non è solo economica. È culturale:si consolida l’idea che “vedere bene da vicino” sia una cosa banale, da risolvere con un gesto d’impulso.
2) Perché succede
- Il premontato viene trattato come un non-mercato. “Roba da supermercato”. E quindi lo si lascia lì.
Ma così si lascia lì anche il giovane presbite nel momento più delicato: il primo passo.
- L’industria guarda il margine e perde il ciclo di vita.
Il premontato non è il business.
È l’ingresso. È il primo contatto. È l’inizio della relazione.
Chi conquista la prima esperienza, spesso conquista anche le scelte successive.
- Il retail non professionale ha capito una cosa semplice: se dai una soluzione immediata, economica e pronta, il cliente si abitua a quel canale.
Non perché sia “migliore”. Perché è più facile.
- Manca una risposta unitaria: Associazioni, industria, gruppi, professionisti: ognuno fa qualcosa.
Non esiste ancora un progetto nazionale che dica: “Il primo occhiale va guidato. Va provato. Va scelto in modo consapevole.”
3) La verità scomoda: Se non presidiamo il primo occhiale, perdiamo tutto (o quasi tutto) il percorso. Lo dicono i dati delle vendite progressive e office nella fascia +1.0/+2.0)

E oggi non serve “fare guerra” al premontato.
Serve fare una cosa molto più difficile (e molto più seria): fare educazione, costruire un’alternativa credibile, semplice, consumer-friendly, misurabile.
Nel prossimo post mostro il punto più potente: uno spostamento anche piccolo dai canali "generici" verso il Centro Ottico cambia il film. Ed è un bel film!

Indirizzo

Via ALDO MORO 38
Fiano Romano
00065

Orario di apertura

Lunedì 09:15 - 20:00
Martedì 09:15 - 20:00
Mercoledì 09:15 - 20:00
Giovedì 09:15 - 20:00
Venerdì 09:15 - 20:00
Sabato 09:15 - 20:00
Domenica 10:00 - 14:00

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