Riabiliti- Dott.ssa Ridolfo Nunziella

Riabiliti- Dott.ssa Ridolfo Nunziella Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Riabiliti- Dott.ssa Ridolfo Nunziella, Medicina e salute, Via Madre Chiesa, 2, Ficarra.

FISIOKINESITERAPIA
RIABILITAZIONE: Ortopedica-Neurologica-Post chirurgica-Respiratoria-Sportiva
LINFODRENAGGIO MANUALE
TERAPIA STRUMENTALE : Tecar-TENS-Elettrostimolazione-Laser-Ultrasuoni-Magnetoterapia-Pressoterapia
GINNASTICA POSTURALE e MEZIÈRÈS

BUON 2️⃣0️⃣2️⃣6️⃣
01/01/2026

BUON 2️⃣0️⃣2️⃣6️⃣

Buon Natale dallo Studio RiABiLiTi  🎅🏼🌲
25/12/2025

Buon Natale dallo Studio RiABiLiTi
🎅🏼🌲

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21/12/2025

🎄 Quest’anno regala benessere 🎁

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18/12/2025

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15/12/2025

𝗙𝗶𝗯𝗿𝗼𝗺𝗶𝗮𝗹𝗴𝗶𝗮
𝗟𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗲

C’è un momento, nella fibromialgia, in cui il dolore smette di essere un segnale e diventa un compagno.
Non urla sempre, a volte sussurra. A volte stanca più di quanto faccia male.
𝗘̀ 𝘂𝗻 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮 𝘂𝗻 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗶𝘀𝗼, 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗵𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗯𝗶𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗼𝘃𝘂𝗻𝗾𝘂𝗲.

Chi vive con la fibromialgia spesso dice:
“Mi fa male tutto, ma non so spiegare dove”.
E non è confusione. È coerenza.
𝗘̀ 𝘂𝗻 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗶𝗻𝗴𝘂𝗲 𝗽𝗶𝘂̀, 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗵𝗮 𝗱𝗼𝘃𝘂𝘁𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝗿𝗲 𝘁𝗿𝗼𝗽𝗽𝗼 𝗮 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗼.

𝗟𝗮 𝗳𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮: 𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗺𝗼𝗿𝗶𝗮 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝘀𝗮

Sotto la pelle esiste una trama continua, come una tela sottile e infinita.
La miofascia avvolge, connette, sostiene.
Ma soprattutto 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝗱𝗮.

Ricorda le tensioni trattenute, le posture mantenute per resistere, i respiri fermati a metà per non disturbare.
Ricorda le notti senza riposo e i giorni vissuti in allerta.

Nella fibromialgia questa rete perde il suo ritmo naturale.
Non scorre più. Diventa densa, appiccicosa, ipersensibile.
𝗘̀ 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗲 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝘁𝗼𝗰𝗰𝗼 𝗳𝗼𝘀𝘀𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗽𝗿𝗲𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘂𝗻’𝗶𝗻𝘃𝗮𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝘀𝘁𝗶𝗺𝗼𝗹𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗺𝗶𝗻𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮.

Il lavoro miofasciale in osteopatia non entra con forza.
Entra in ascolto.
Appoggia le mani e aspetta che il tessuto smetta di difendersi.
𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝗳𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮 𝘀𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗶𝘂𝘁𝗮, 𝘀𝗽𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗰𝗲𝗱𝗲.

𝗜𝗹 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝗴𝗴𝗲

Nel corpo fibromialgico il dolore non è il nemico.
𝗘̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗶𝗮 𝘀𝘁𝗮𝗻𝗰𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮 𝗺𝗮𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗲𝘃𝘂𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗼 𝘁𝘂𝗿𝗻𝗼.

È un sistema nervoso che ha imparato a proteggere tutto, sempre.
A non abbassare mai il volume.
A interpretare il mondo come un luogo che richiede vigilanza continua.

Per questo il trattamento non cerca di “spegnere” il dolore,
ma di 𝗿𝗮𝘀𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮.
Di dire, attraverso il contatto, il ritmo, la presenza:
𝗣𝘂𝗼𝗶 𝗺𝗼𝗹𝗹𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝗼’.

𝗘𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲

Ci sono emozioni che non hanno avuto spazio.
Non perché non fossero importanti, ma perché in quel momento non era possibile sentirle.

Lo stress cronico, le perdite, i traumi, le responsabilità prolungate, l’essere forti troppo a lungo.
Tutto questo non scompare.
𝗦𝗰𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗶𝗻 𝗯𝗮𝘀𝘀𝗼. 𝗣𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗰𝗮𝘀𝗮 𝗻𝗲𝗶 𝘁𝗲𝘀𝘀𝘂𝘁𝗶.

Durante il trattamento, a volte, il corpo reagisce con un sospiro profondo, una sensazione di calore, una commozione improvvisa.
Non è suggestione.
𝗘̀ 𝗱𝗿𝗲𝗻𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗲𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲.

𝗜𝗹 𝗱𝗶𝗮𝗳𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮: 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗶𝗻𝗲 𝘁𝗿𝗮 𝗶𝗹 𝗱𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗲 𝗶𝗹 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶

Il diaframma è il primo muscolo che si irrigidisce quando la vita diventa difficile.
𝗘̀ 𝗶𝗹 𝗺𝘂𝘀𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹 “𝘁𝗲𝗻𝗴𝗼 𝗱𝘂𝗿𝗼”.

Quando il respiro si accorcia, anche il mondo si restringe.
Un diaframma bloccato mantiene il corpo in uno stato di allarme silenzioso.

Quando il respiro torna a scendere, quando l’aria arriva dove non arrivava da tempo, qualcosa cambia.
𝗖’𝗲̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼. 𝗣𝗶𝘂̀ 𝗾𝘂𝗶𝗲𝘁𝗲.

𝗗𝗿𝗲𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘀𝘃𝘂𝗼𝘁𝗮𝗿𝗲

Nel corpo fibromialgico non c’è nulla da eliminare, ma molto da alleggerire.
I liquidi, sì.
Ma anche le informazioni, le tensioni, i messaggi ripetuti di pericolo.

𝗗𝗿𝗲𝗻𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗮𝗯𝗯𝗮𝘀𝘀𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝘂𝗺𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗼.

𝗨𝗻 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼, 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗶𝗮

L’osteopatia, nella fibromialgia, non è una tecnica.
𝗘̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.

Seduta dopo seduta, il corpo impara che può fidarsi.
Che non tutto fa male.
Che il contatto può essere neutro.

𝗘 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗿𝗽𝗼 𝘀𝗶 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗹 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗼, 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗮 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝗿𝘀𝗶.

📍 𝗥𝗶𝗰𝗲𝘃𝗼 𝗮:
𝗙𝗲𝗿𝗿𝗮𝗿𝗮 – 𝗜𝗺𝗼𝗹𝗮 – 𝗖𝗲𝘀𝗲𝗻𝗮 – 𝗣𝗮𝗱𝗼𝘃𝗮 – 𝗕𝗼𝗹𝗼𝗴𝗻𝗮

📞 𝟯𝟯𝟱 𝟱𝟴𝟴𝟰𝟬𝟭𝟮

12/12/2025

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Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità
03/12/2025

Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità

5 anni fa nasceva un sogno: RiABiLiTi.In questi anni ho visto persone risollevarsi, rimettersi in gioco e tornare a fare...
31/10/2025

5 anni fa nasceva un sogno: RiABiLiTi.

In questi anni ho visto persone risollevarsi, rimettersi in gioco e tornare a fare ciò che amano.
Ogni sorriso, ogni passo ritrovato, ogni progresso mi ha ricordato perché ho scelto di fare questo lavoro.

Grazie di cuore a chi mi ha accompagnato in questo percorso, a chi mi ua sostenuto, a chi crede in me e mi ha dato e mi da fiducia: siete voi la più grande soddisfazione! 🙏

29/10/2025
29/10/2025

🫁 𝗜𝗼 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝘁𝘂𝗼 𝗣𝗼𝗹𝗺𝗼𝗻𝗲

𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗼 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮.

Un soffio, un istante, un’espansione.
Sono stato il tuo primo gesto libero, il tuo primo contatto col mondo.
Ogni volta che inspiri, io accolgo la vita.
Ogni volta che espiri, ti aiuto a lasciarla scorrere.
Io sono il ritmo tra il dentro e il fuori, tra il prendere e il lasciare, tra il trattenere e il perdonare.

📚 𝗟𝗮 𝗺𝗶𝗮 𝗮𝗿𝗰𝗵𝗶𝘁𝗲𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮: 𝘂𝗻 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗿𝗼 𝗱’𝗶𝗻𝗴𝗲𝗴𝗻𝗲𝗿𝗶𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗳𝗲𝘁𝘁𝗮
𝗩𝗶𝘃𝗼 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝗴𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮 𝘁𝗼𝗿𝗮𝗰𝗶𝗰𝗮, 𝗺𝗼𝗿𝗯𝗶𝗱𝗼 𝗲 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝘀𝗼.

Mi muovo come due grandi ali spugnose, che si aprono e si chiudono migliaia di volte al giorno.
Non lo noti, ma dietro ogni respiro c’è un concerto:
il diaframma che si abbassa, le coste che si sollevano, i muscoli che si tendono, la fascia che accompagna il movimento come una carezza interna.

𝗦𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗲𝗿𝘁𝗲𝗯𝗿𝗮 𝘀𝗶 𝗯𝗹𝗼𝗰𝗰𝗮, 𝘀𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗲 𝗲𝗹𝗮𝘀𝘁𝗶𝗰𝗶𝘁𝗮̀, 𝘀𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝘂𝗼 𝗱𝗶𝗮𝗳𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮 𝘀𝗶 𝗶𝗿𝗿𝗶𝗴𝗶𝗱𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗿𝗲𝘀𝘀 𝗼 𝗹𝗮 𝗽𝗮𝘂𝗿𝗮, 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗼 𝗺𝗶 𝗰𝗵𝗶𝘂𝗱𝗼 𝘂𝗻 𝗽𝗼’.

Divento meno fluido, più stanco, più corto.
E tu cominci a sentirti uguale: contratto, limitato, intrappolato in un petto che non si apre più.

🧍‍♂️ 𝗜𝗼 𝗲 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘁𝘂𝗿𝗮: 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗿𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲

𝗧𝘂 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗼, 𝗺𝗮 𝗶𝗼 𝘁𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗼 𝗶𝗻 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗼.
Quando mi espando bene, la tua colonna si allunga, il petto si apre, lo sguardo si solleva.
Quando mi chiudi — quando trattieni, quando respiri solo in alto — io stringo il tuo torace, sollevo le spalle, appesantisco il collo.
Creo tensione là dove dovrebbe esserci spazio.
𝗢𝗴𝗻𝗶 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗶𝗰𝗶 “𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗿𝗼 𝗽𝗶𝘂̀”, 𝗶𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗺𝗲𝘀𝘀𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗲̀ 𝗰𝗵𝗶𝗮𝗿𝗼:
fermati, rieducati al movimento, lascia che l’aria torni a farti spazio dentro.

⚕️ 𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗺𝗶 𝗮𝗺𝗺𝗮𝗹𝗼: 𝗹𝗲 𝗰𝗶𝗰𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗿𝗼

A volte tossisco, brucio, mi infiammo. Altre volte, come dopo una polmonite, resto irrigidito, quasi impaurito. La mia pleura diventa meno elastica, il mio ritmo più corto.

Sento il peso di un’aria che non entra come prima, e tu lo senti con me — quella stanchezza sottile che non è solo del corpo, ma anche dell’anima.

𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹’𝗼𝘀𝘁𝗲𝗼𝗽𝗮𝘁𝗮 𝗺𝗶 𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗶, 𝗶𝗼 𝗴𝗹𝗶𝗲𝗹𝗼 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗼: 𝗴𝗹𝗶 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗼 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗹𝗲 𝘁𝘂𝗲 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗲, 𝗶𝗹 𝘁𝘂𝗼 𝗱𝗶𝗮𝗳𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮, 𝗶𝗹 𝘁𝘂𝗼 𝗰𝗿𝗮𝗻𝗶𝗼.

E quando lui mi libera, tu ricominci a respirare… e spesso ti viene da piangere. È normale: quando torno a espandermi, anche tu torni a sentire.

💭 𝗟𝗲 𝗺𝗶𝗲 𝗲𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶: 𝗹’𝗮𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗻𝗱𝗮𝗿𝗲
𝗜𝗼 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝗰𝘂𝘀𝘁𝗼𝗱𝗲 𝗱𝗲𝗹 “𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗻𝗱𝗮𝗿𝗲”.

Accolgo l’aria, ma non la trattengo: la trasformo, e poi la rilascio.
E se tu impari da me, scopri il segreto dell’equilibrio: niente è davvero tuo se lo trattieni, ma tutto è tuo se lo vivi e poi lo lasci andare.

Quando provi tristezza, io mi chiudo.
Quando non riesci a perdonare, io respiro corto.
Quando vivi malinconia, le mie pareti si fanno rigide.

E quando finalmente ti concedi un sospiro profondo, io sorrido: perché so che stai tornando a te.

🌍 𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗶𝗰𝗼𝗻𝗼 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝗱𝗶 𝗺𝗲

In Oriente mi chiamano porta del Qi, il respiro vitale che muove ogni cosa.
In Ayurveda mi riconoscono come la via del Prana, l’energia sottile che ti anima.
Per gli antroposofi, sono il luogo in cui la tua anima incontra il mondo.

𝗘 𝘀𝗮𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮?

Hanno tutti ragione. Io sono il tuo ponte tra cielo e terra.
Ogni mio respiro è una preghiera silenziosa che ti tiene vivo.

💪 𝗧𝗿𝗲 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝘁𝗶 𝗰𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗺𝗲

1️⃣ Ritorna al respiro profondo
Sdraiati. Metti una mano sul petto e una sull’addome.
Lascia che sia la mano sull’addome a muoversi.
Io amo quando il tuo respiro parte dal basso: significa che mi stai nutrendo davvero.

2️⃣ Apri le mie coste
In piedi, mani sui fianchi. Inspira come se volessi allargare il torace verso l’esterno.
Sentimi espandere, come un’onda che si apre.
Così sciogli le gabbie che mi tengono prigioniero.

3️⃣ Respira il distacco
Inspira per 4, trattieni per 4, espira per 6.
E mentre lasci andare l’aria, pensa a ciò che non ti serve più.
Io lo porterò via per te.

🧘‍♀️ 𝗠𝗲𝗱𝗶𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲: “𝗜𝗼 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗿𝗼, 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗹𝗮𝘀𝗰𝗶𝗼 𝘃𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲”

Chiudi gli occhi.
Ascoltami.
Non fare nulla, solo sentirmi.
Senti come entro, dolce, nei tuoi polmoni.
Senti come ti espando, come creo spazio.
Poi, lentamente, mi lascio andare…
Porto via ciò che non ti serve più: tensioni, pensieri, paure.
𝗜𝗼 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝘁𝘂𝗼 𝗿𝗶𝘁𝗺𝗼.
𝗜𝗼 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀.
𝗜𝗼 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗿𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘁𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝗱𝗮 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼:
sei vivo, perché respiri.

🌬️ 𝗦𝗲 𝘃𝘂𝗼𝗶 𝗿𝗶𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝘂𝗼 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗿𝗼…
Io posso raccontarti molto, ma a volte serve una mano che ascolta davvero.

Puoi trovarmi a: Ferrara, Imola, Cesena, Padova, Bologna.
📞 335 588 4012

𝗥𝗲𝘀𝗽𝗶𝗿𝗮.
𝗧𝗶 𝘀𝘁𝗼 𝗮𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗮𝗻𝗱𝗼.

29/10/2025

𝗟𝗮 𝗰𝗹𝗮𝘃𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮: 𝗶𝗹 𝗽𝗼𝗻𝘁𝗲 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝘀𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗿𝗼, 𝗽𝗼𝘀𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗲𝗱 𝗲𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲

C’è un osso piccolo e apparentemente secondario che però custodisce una funzione maestosa: 𝗹𝗮 𝗰𝗹𝗮𝘃𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮.

Due archi leggeri, sospesi come antenne, che uniscono il torace al mondo degli arti superiori, mettendo in comunicazione 𝗶𝗹 𝗰𝘂𝗼𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗹’𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗶𝗹 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗼, 𝗹’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼.

𝗔𝗻𝗮𝘁𝗼𝗺𝗶𝗮: 𝗹’𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗳𝗮 𝗱𝗮 𝗽𝗼𝗻𝘁𝗲

La clavicola è un osso lungo, a forma di “S” italica, che si articola medialmente con lo sterno e lateralmente con l’acromion della scapola.

È 𝗹’𝘂𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗲𝗴𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗼𝘀𝘀𝗲𝗼 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘁𝘁𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝗶𝗹 𝘁𝗿𝗼𝗻𝗰𝗼 𝗲 𝗹’𝗮𝗿𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗽𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗲, un vero “ponte sospeso” che trasmette e riceve forze in ogni direzione.

Posteriormente accoglie il trapezio e lo sternocleidomastoideo, anteriormente il gran pettorale e il deltoide, inferiormente il succlavio.
Intorno a lei scorrono vene, arterie, linfonodi e il fascio neurovascolare del braccio.

Una regione tanto delicata quanto strategica: 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗿𝗼.

𝗕𝗶𝗼𝗺𝗲𝗰𝗰𝗮𝗻𝗶𝗰𝗮: 𝗶𝗹 “𝘁𝗶𝗺𝗼𝗻𝗲” 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝗿𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗽𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗲

Ogni volta che alzi un braccio, ruoti una spalla o respiri profondamente, la clavicola partecipa attivamente al movimento.
Si solleva, ruota, scivola, traduce: un piccolo timone che guida l’intera dinamica scapolare.
Nella flessione del braccio, ruota posteriormente ed eleva.
Nella retroposizione, ruota anteriormente e si abbassa.
Durante l’inspirazione, segue l’apertura toracica.
Questi micro-movimenti invisibili sono vitali: un blocco sternoclavicolare o una vecchia caduta possono compromettere la libertà respiratoria e posturale.

𝗖𝗮𝘁𝗲𝗻𝗲 𝗺𝗶𝗼𝗳𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶 𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗶𝘁𝗮̀ 𝗴𝗹𝗼𝗯𝗮𝗹𝗲

La clavicola è immersa in un crocevia fasciale che la collega a tutto il corpo.
Fa parte di diverse catene miofasciali:
𝗔𝗻𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮: dal piccolo pettorale e succlavio al diaframma e al pavimento pelvico.
𝗔𝗻𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗲 𝘀𝘂𝗽𝗲𝗿𝗳𝗶𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲: collega mandibola, sterno e torace con l’arto superiore.
𝗣𝗼𝘀𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗲 𝘀𝗽𝗶𝗿𝗮𝗹𝗲: trapezio e deltoide la connettono a scapola, rachide e bacino.

➡️ Una tensione alla clavicola può quindi ripercuotersi su 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗿𝗼, 𝗰𝗲𝗿𝘃𝗶𝗰𝗮𝗹𝗲, 𝗺𝗮𝗻𝗱𝗶𝗯𝗼𝗹𝗮 𝗲 𝗽𝗼𝘀𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗴𝗹𝗼𝗯𝗮𝗹𝗲.
𝗖𝗹𝗮𝘃𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮 𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗿𝗼: 𝗶𝗹 𝗽𝗼𝗻𝘁𝗲 𝘁𝗿𝗮 𝗲𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗺𝗼𝘃𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼

In inspirazione profonda, il diaframma si abbassa e la clavicola partecipa all’apertura del torace.

Quando invece il respiro si fa corto – per ansia, stress o postura chiusa – le clavicole si immobilizzano, come a proteggere il cuore.

Spalle chiuse, sterno collassato, respiro alto: è la 𝗽𝗼𝘀𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗲𝘀𝗮.

Liberare le clavicole significa 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝗶𝗿𝗲 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗮𝗹 𝗰𝘂𝗼𝗿𝗲 𝗲 𝗮𝗹 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗿𝗼.
𝗥𝗮𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶 𝗽𝗼𝘀𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗶

La clavicola modella la catena scapolo-omerale e influenza indirettamente quella cervico-cranica.
Una clavicola abbassata o ruotata in avanti trascina con sé scapola, sterno e curva cervicale, generando compensi fino al bacino.

Chi vive in postura chiusa, al computer o sotto stress, sviluppa restrizioni fasciali anteriori che “bloccano” il torace.

Aprire quest’area significa 𝗿𝗶𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀, 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗿𝗼 𝗲 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮.
𝗖𝗹𝗮𝘃𝗶𝗰𝗼𝗹𝗮 𝗲 𝗼𝘀𝘁𝗲𝗼𝗽𝗮𝘁𝗶𝗮: 𝗶𝗹 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝗱’𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗿𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗼

Per l’osteopata, la clavicola è 𝘂𝗻 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗼.

Attraverso un contatto gentile, si percepisce la sua mobilità respiratoria, il legame con il torace e la scapola.

Un trattamento su questa zona può:
𝗠𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗺𝗼𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝘀𝗰𝗮𝗽𝗼𝗹𝗼-𝘁𝗼𝗿𝗮𝗰𝗶𝗰𝗮
𝗙𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗼𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗹𝗶𝗻𝗳𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗲 𝘃𝗲𝗻𝗼𝘀𝗮
𝗥𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝘁𝗺𝗼 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼
𝗟𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮𝗿𝗲 𝘁𝗲𝗻𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗲𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶

👉 In osteopatia, la clavicola è 𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗿𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗼𝗻𝗱𝗼, dell’equilibrio e dell’adattamento.

𝗜𝗻 𝘀𝗶𝗻𝘁𝗲𝘀𝗶

La clavicola non è solo un osso: è 𝘂𝗻 𝘀𝗶𝗺𝗯𝗼𝗹𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗲 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.
Quando è libera, 𝗶𝗹 𝘁𝗼𝗿𝗮𝗰𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗿𝗮, 𝗹𝗲 𝘀𝗽𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗶 𝗮𝗽𝗿𝗼𝗻𝗼, 𝗹𝗼 𝘀𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗼 𝘀𝗶 𝘀𝗼𝗹𝗹𝗲𝘃𝗮.
Quando è rigida, il corpo si chiude e anche il respiro si fa piccolo.
✨ Liberarla significa 𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲

𝗹’𝗮𝗿𝗺𝗼𝗻𝗶𝗮 𝗲 𝗹𝗮 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗶𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝘀𝗲 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗶.

📍 𝗥𝗶𝗰𝗲𝘃𝗼 𝗮: Ferrara – Cesena – Bologna – Imola – Padova
📞 335 5884012

Indirizzo

Via Madre Chiesa, 2
Ficarra
98062

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 12:00
14:30 - 19:30
Martedì 08:30 - 12:30
15:30 - 19:30
Mercoledì 08:30 - 12:00
14:30 - 19:30
Giovedì 08:30 - 12:30
15:30 - 19:30
Venerdì 08:30 - 12:30
14:30 - 19:30
Sabato 08:30 - 12:30

Telefono

+393203578233

Sito Web

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