The Soulmigrant

The Soulmigrant Qui puoi ESPLORARE, SCOPRIRE, VIVERE

Thesoulmigrant

Uno Spazio per te, uno spazio per raccogliere anime gentili in questo universo, uno spazio per aiutare anche le donne a guarire.

“Per imparare a volare bisogna prima imparare a lasciar andare".

Le cicatrici, luoghi di passaggio…Ci sono punti del corpo che raccontano una storia anche quando restiamo in silenzio.La...
23/02/2026

Le cicatrici, luoghi di passaggio


Ci sono punti del corpo che raccontano una storia anche quando restiamo in silenzio.

La pelle si apre.
La vita attraversa.
Il corpo reagisce.
Poi, lentamente, si richiude.

Una cicatrice non è la ferita.
È ciò che accade dopo.

È il modo in cui il corpo sceglie di continuare.

Dal punto di vista biologico, la cicatrice è un processo di riparazione: il tessuto si riorganizza, le fibre si intrecciano in modo nuovo, diverso da prima. Non sarà più identico, ma sarà vivo.

Eppure una cicatrice non è solo un fatto fisico.
È un punto in cui memoria, emozione e sistema nervoso si incontrano.

Il corpo femminile custodisce cicatrici che hanno una profondità particolare:
un taglio cesareo,un intervento,una lacerazione,un aborto,una perdita.

Ma anche ciò che non si vede:
un confine violato,
un dolore trattenuto,
una parte di sé silenziata.

Il tessuto si chiude, ma a volte sotto resta:
una rigidità che protegge
un’ipersensibilità che allerta
un trattenere nel pavimento pelvico
un diaframma che non lascia scendere il respiro

Il corpo non dimentica.
Ma il corpo può rielaborare.

Ogni cicatrice è una soglia.
Un territorio che chiede di essere riabitato.

Quando una donna posa la mano sulla propria cicatrice con presenza, senza giudizio, qualcosa cambia nel profondo.
Il sistema nervoso riceve un nuovo messaggio:
ora è sicuro sentire.

La memoria congelata può iniziare a sciogliersi.
La contrazione può diventare movimento.
La vergogna può trasformarsi in dignità.

Non si tratta di cancellare il segno.
Si tratta di restituirgli senso.

Una cicatrice non è solo ciò che è stato tolto.
È la prova di ciò che è rimasto.
È la traccia della sopravvivenza.
È un atto di continuità della vita.

Le cicatrici non sono imperfezioni.
Sono mappe.

Mappe di attraversamenti.
Mappe di forza incarnata.
Mappe che, se ascoltate, possono diventare potere.


18/02/2026

Seeker of everyday magic.

Oggi quello che offro non nasce dal desiderio di insegnare una forma, ma dalla volontà di creare uno spazio sicuro dove ...
16/02/2026

Oggi quello che offro non nasce dal desiderio di insegnare una forma, ma dalla volontà di creare uno spazio sicuro dove potersi incontrare davvero.

Negli anni ho compreso che non mi interessa “fare bene”. Mi interessa sentire, mi interessa accompagnare le persone a riconoscere ciò che è vivo dentro di loro, anche quando è fragile, anche quando è scomodo.

Il lavoro corporeo, per me, oggi non è più una tecnica da perfezionare.
È pratica di ascolto.
È attraversamento.
È un modo per tornare a sé con più onestà.
Diventando cosi una pratica di ritorno.
Ritorno al respiro.
Ritorno al ritmo personale.
Ritorno a una forma di verità che non ha bisogno di approvazione.
Uno spazio in cui il movimento diventa ascolto profondo, l’ascolto diventa fiducia,
e la fiducia diventa una libertà concreta, sentita, incarnata.

✨Se percepisci che anche per te è tempo di rallentare e incontrarti con più onestà,
forse questo cammino può intrecciarsi al tuo.

La trasformazione non sempre chiede di fare di più.A volte chiede di restare.Restare nel corpo,nelle sensazioni sottili,...
09/02/2026

La trasformazione non sempre chiede di fare di più.
A volte chiede di restare.

Restare nel corpo,
nelle sensazioni sottili,
in ciò che si muove lentamente, senza parole.

Nel lavoro che faccio con me stessa prima di tutto e con le donne osservo spesso questo passaggio:
quando smettiamo di inseguire il cambiamento
e iniziamo ad ascoltare il corpo,
qualcosa si riorganizza da dentro.

Il corpo non ha fretta.
Ricorda.
Sa quando è il momento di aprirsi
e quando è il momento di proteggersi.

Questa è una forma di ascolto profondo,
un modo gentile di stare con se stesse
che non forza, non corregge, non chiede di essere diverse.

Alcuni processi sono silenziosi,
ma profondi.
Non fanno rumore,
ma cambiano il modo in cui abitiamo la vita.



✨ Dove stai scegliendo di restare oggi?

02/02/2026

Friedrich Nietzsche, "Così parlò Zarathustra"






30/01/2026
24/01/2026

Authenticity is power.

✨Un Corpo che senteNel lavoro somatico, il benessere non nasce dall’aggiustare qualcosa che “non va”, ma dal tornare ad ...
07/01/2026

✨Un Corpo che sente

Nel lavoro somatico, il benessere non nasce dall’aggiustare qualcosa che “non va”, ma dal tornare ad abitare il corpo.
Abitare il corpo significa essere presenti dall’interno, riconoscere le sensazioni come segnali vivi, smettere di trattare il corpo come un oggetto da gestire e iniziare a viverlo come un luogo in cui stare.

Un corpo che sente non è un corpo sempre calmo o sempre felice: è un corpo vivo, capace di presenza. Sentire non vuol dire cercare sensazioni intense, ma permettere a ciò che già c’è di essere percepito, senza forzature.

Dal punto di vista della fisiologia del benessere, sentire significa permettere al sistema nervoso di riconoscere sicurezza.
Quando il corpo può percepire sicurezza, non ha più bisogno di rimanere in uno stato costante di allerta o di chiusura. Il respiro si fa più ampio, i tessuti si ammorbidiscono, i ritmi interni rallentano o si attivano in modo più fluido. Non perché qualcuno li controlla, ma perché il corpo sente che può lasciarsi andare.

In questa esperienza di sicurezza, il corpo inizia a distinguere: tra tensione e sostegno, tra attivazione e pericolo, tra ciò che appartiene al presente e ciò che è memoria. È qui che nasce la vera autoregolazione, non come controllo, ma come capacità di sentire per poi avere la possibilità di orientarsi.

Nel lavoro somatico, sentire diventa un atto profondo di riconnessione. Tornare ad abitare il corpo significa uscire dalla sopravvivenza automatica e rientrare in relazione con se stessi. Il corpo non è più un luogo da superare, ma una guida che informa, protegge e sostiene.

Quando il corpo sente, il benessere non è un obiettivo da raggiungere, ma un processo che accade. È la fisiologia che torna a fare il suo lavoro naturale: muoversi tra attivazione e riposo, tra apertura e protezione, senza rimanere bloccata.

In fondo, un corpo che sente ci ricorda questo:
il benessere non è assenza di sensazioni, ma la possibilità di abitare ciò che sentiamo, in sicurezza, momento dopo momento.


✨Onorare il tempo del corpo.✨Onorare il tempo del corpo è un atto di ascolto profondo. Soprattutto nei momenti complessi...
29/12/2025

✨Onorare il tempo del corpo.✨

Onorare il tempo del corpo è un atto di ascolto profondo. Soprattutto nei momenti complessi, quando il corpo attraversa fasi difficili, dense, non lineari.
È proprio lì che il sentire chiede rispetto, lentezza, presenza.
Non risposte immediate, ma spazio.

Queste parole nascono da quel luogo:
dall’importanza di riconoscere i passaggi,
di non forzarli, di permettere al corpo di guidare il processo di ritorno alla salute,una salute integrata, autentica, vitale.
Ci sono percorsi che non seguono una linea retta.
Si muovono a spirale, come il corpo, come la natura, come i cicli che ci abitano.

Ci sono movimenti che nascono nel corpo prima di avere parole.
Non chiedono spiegazioni, ma presenza.

Nel lavoro della somatica del femminile, e non solo la salute non è qualcosa da correggere, ma da ricordare.
È un processo di ascolto profondo, fatto di fasi vive, cicliche, tutte necessarie, e tutte per me da onorare.

“The Call”
È il richiamo silenzioso che nasce nel corpo prima ancora che nella mente.
Un sentire che invita a tornare a sé.

“Inner Listening”
È il tempo del silenzio che ascolta.
Qui rallentiamo abbastanza da percepire ciò che vive sotto la superficie.
Il corpo diventa guida, linguaggio, spazio di verità.

“Transit”
È la soglia.
Un passaggio spesso fragile, a volte scomodo, ma profondamente trasformativo.
Non siamo più ciò che eravamo, e non ancora ciò che stiamo diventando.

“Integration”
È l’incarnazione.
Ciò che è stato sentito e attraversato trova radice nel corpo, nel quotidiano, nella vita.
Qui la salute torna ad essere integrata, autentica, vitale.

Quando lavoro con qualcuno, e con me stessa soprattutto c’è sempre un invito chiaro: non forzare, non anticipare, non saltare le fasi.
Fidarsi del processo, onorare il tempo del corpo.

Perché è nell’accoglienza di questi passaggi che avviene il ritorno.
Lento. Vero. Profondo.

Un ritorno a casa. Dentro.






29/12/2025

Il 2026 inizia “alla grande" con la prima luna piena dell’anno: il 3 gennaio splenderà infatti la Luna del Lupo, non manchiamo!

25/12/2025

This Christmas...

You don’t have to be full of joy
All merry and all bright
You don’t have to force festive cheer
If you don’t feel alright

No, you’re not obligated
To be jovial and jolly
To string the lights and sing the songs
Or deck the halls with holly

Perhaps you’re missing someone
And perhaps they miss you too
Perhaps you’re feeling burdened
By how much you have to do

Perhaps the bleak mid winter
Leaves you feeling rather cold
Perhaps it’s hard to drive
December’s darkness from your soul

Perhaps you’d rather hibernate,
Let Christmas pass you by
But remember; it’s not long ‘til you
Can bid this year goodbye

For now, don’t paint a smile
Upon your teary, tired face
Instead, find quiet moments
Where this season gives you space

And recognise that songs
And decorations cannot hide
The flurry of emotions
Overwhelming you inside

Yes, find those little moments
Where the lights don’t feel so bright
Where you don’t have to keep pretending
Just to be polite

Where you can breathe in peacefully
Away from all the noise
Away from expectation
That you’re full of festive joys

‘Cause when the day is over
And the lights are taken down
When it’s another year
Before next Christmas rolls around

Yes, when the joy is fading
And the merriment has ceased
You’ll be so very grateful for
Those pocketfuls of peace.

Author: Becky Hemsley Poetry

Artist: Stephen Allen

Indirizzo

Ficulle
05016

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando The Soulmigrant pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Share on Facebook Share on Twitter Share on LinkedIn
Share on Pinterest Share on Reddit Share via Email
Share on WhatsApp Share on Instagram Share on Telegram

A.B.A.U.T

Un semplice fiore della zona alpina dell’ Himalaya orientale “Raphidophora Glauca”, qui insieme ad altre specie di fiori ogni giorno compiono una “danza”, sfruttando ogni minima nicchia si contendono senza tregua lo spazio e la luce. Attraverso questa immagine trovo risonanze simili con ciò che facciamo noi con il nostro corpo e a volte questo tipo di immagini sono un richiamo una fonte di ispirazione per il danzatore stesso ed è con questa immagine che è nato il progetto intitolato LoSpazioAltrove luogo di ricerca di immagini di poesia di percorsi formativi e per-formativi di progetti in evoluzione, di collaborazioni artistiche con danzatori e musicisti dove l'improvvisazione visibile ai sensi è un mezzo uno strumento per la composizione e la creazione artistica.

LoSpazioAltrove Tra una roccia e una goccia la profondità sorregge la pietra caduta da un soffio di vento. E qui lo spazio altrove percorre la forma scolpisce la massa sostiene l’infinito diviso tra corpi in divenire sculture di umanità e di immobilità.

www.lospazioaltrove.blogspot.com