10/02/2016
Quando nasce una mamma
“Se qualcuno è disposto ad ascoltare le lacrime di una madre,
quello sarà il momento in cui la madre
sarà in grado di ascoltare il pianto del suo bambino”
(Freiberg)
Il ritorno a casa dopo il parto comporta tanti importanti cambiamenti che coinvolgono e impegnano intensamente la donna sia sul piano fisico che psicologico.
Cambiamenti che dovrebbero essere “accolti” e “accompagnati”nel miglior modo possibile al fine di favorire una loro armoniosa integrazione nell’ identità della donna, della coppia e del bambino.
Cambiamenti nello Stile di Vita
L’arrivo di un bambino, soprattutto quando si tratta del primo figlio, rappresenta uno stravolgimento oggettivo della vita quotidiana e delle abitudini.
Un cambiamento caratterizzato da un aumento improvviso ed elevato di compiti e responsabilità, non confrontabili con esperienze precedenti, e, per questo motivo, fonte di possibile disorientamento e difficoltà di adattamento.
La riorganizzazione non è un passaggio immediato e necessita di tempo e pazienza affinché possano stabilirsi nuovi equilibri sul piano personale, di coppia e familiare.
Cambiamenti nelle Relazioni
L’evento nascita rappresenta un momento di ridefinizione degli equilibri relazionali in particolare con il partner e le rispettive famiglie d’origine.
Il papà del bambino assume, in tale periodo, un ruolo essenziale, egli infatti rappresenta da una parte il “filtro” con le relazioni esterne, dall’altra il “contenitore” che facilita l'accudimento materno, fornendo una relazione sicura e intima.
Cambiamenti Psicologici
Alla nascita fisica del bambino corrisponde la nascita psicologica della mamma.
Una nuova identità che porta la donna a vivere delle trasformazioni molto forti ed emotivamente disorientanti, molto lontane dall’immagine idealizzata che si è costruita durante la gravidanza.
Molte donne in questo periodo di transizione vivono un forte e talvolta schiacciante senso di inadeguatezza e paura, solitamente compatibile con in nuovo carico di compiti e responsabilità.
Sono frequenti anche sensazioni di rabbia e frustrazione, emozioni solitamente rifiutate o vissute con vergogna in quanto considerate non appropriate al sentire di una madre; è bene sottolineare invece come anche queste siano delle emozioni (e non azioni) che, al pari delle altre, risultano comprensibili nella misura in cui, soprattutto nei primi mesi, ogni figlio si nutre, del sacrificio della madre, sacrificio del suo corpo, del suo tempo, del suo riposo.
La nascita psicologica della mamma emerge gradualmente dall’integrazione intima e profonda delle emozioni e dalla relazioni col bambino, il partner, la famiglia.
Facciamo un po’ di chiarezza: Maternity Blues e Depressione Post-Partum
La Maternity blues (malinconia materna) è una condizione che può presentarsi 3, 4 giorni dopo il parto ed è
caratterizzata da uno stato di malinconia, tristezza, irritabilità.
E’provocata da più fattori: molto importanti sono le rapide e brusche variazioni ormonali che avvengono subito dopo il parto, lo stress psico-fisico legato al momento del travaglio e del parto, le possibili complicanze fisiche del post-partum.
Solitamente si risolve spontaneamente nel giro di pochi giorni. La maternity blues, data la sua transitorietà, non rende necessari interventi terapeutici specifici. Informazione, supporto e riposo sono sufficienti.
La Depressione post parto viene spesso definita come un “ladro che ruba la maternità” in quanto la tristezza, l’irritabilità, la facilità al pianto si intrecciano in un intenso dolore che incide sulla capacità e il desiderio di prendersi cura di sé e del proprio bambino.
Possono presentarsi diversi livelli di gravità e necessita sempre di percorsi terapeutici specifici e personalizzati.