27/03/2026
TUTELA DEI MINORI
DALLA PARTE DELLA GARANTE MARINA TERRAGNI
La tutela dei minori deve rimanere una priorità assoluta per ogni istituzione democratica, al di sopra di polemiche politiche o strumentalizzazioni. In questo senso, riteniamo che chi esercita funzioni di garanzia debba essere sostenuto quando opera nel pieno rispetto del proprio mandato. Siamo quindi dalla parte della Garante Marina Terragni, nella convinzione che il suo intervento rappresenti un atto dovuto e necessario a protezione dei diritti dei più vulnerabili.
La Garante dell'Infanzia e Adolescenza, Marina Terragni, dopo essersi recata a trovare i bambini della casa del bosco per accertarsi delle loro condizioni psico fisiche, è stata aspramente criticata ed è divenuta oggetto di un'interrogazione parlamentare. Desta sconcerto questa critica contro un organo istituzionale che ha svolto adeguatamente il proprio ruolo.
In effetti, se leggiamo la norma che lo istituisce, essa riporta:”…Al fine di assicurare la piena attuazione e la tutela dei diritti e degli interessi delle persone di minore età, in conformità a quanto previsto dalle convenzioni internazionali, con particolare riferimento alla Convenzione sui diritti del fanciullo, -New York 20 novembre 1989- e resa esecutiva dalla legge 27 maggio 1991 n. 176, di seguito denominata “Convenzione di New York”, alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), firmata a Roma il 4 novembre 1950 e resa esecutiva dalla legge 4 agosto 1955 n. 848, e alla Convenzione europea sull’esercizio dei diritti dei fanciulli, fatta a Strasburgo il 25 gennaio 1996 e resa esecutiva dalla legge 20 marzo 2003 n. 77, nonché dal diritto dell’Unione Europea e dalle norme costituzionali e legislative nazionali vigenti, è istituita l’Autorità garante per l’infanzia ed adolescenza di seguito denominata “Autorità Garante” che esercita le funzioni e i compiti ad essa assegnati dalla presente legge, con poteri autonomi di organizzazione con indipendenza amministrativa e senza vincoli di subordinazione e gerarchia”.
Il successivo articolo 4 al comma 2 elenca tutti i compiti ed i poteri dell’Autorità Garante fra i quali troviamo anche quello di “… richiedere alle amministrazioni competenti di accedere a dati e informazioni, nonché di procedere a visite e ispezioni, nelle forme e con le modalità concordate con le medesime amministrazioni, nonché di procedere a visite e ispezioni, nelle forme e con le modalità concordate con le medesime amministrazioni, presso strutture pubbliche o private ove siano presenti persone di minore età…”
Quindi, la Garante per l’Infanzia ed Adolescenza ha fatto ciò che doveva fare per proprio mandato naturale e ha espresso dubbi e perplessità circa le misure adottate dai Magistrati, in questo caso specifico.
Non comprendiamo, pertanto, le aspre critiche sollevate contro la Garante Marina Terragni nell’esecuzione del proprio mandato istituzionale e, anzi, riteniamo che il caso dei bambini "del bosco" che l’ha vista personalmente impegnata, debba essere soltanto il primo di una lunga lista di casi simili di sofferenza silenziosa di tanti minori.