Trekeep

Trekeep Base associativa sportiva affiliata CSEN, riconosciuta dal CONI operante nelle attività outdoor.

L’Anello del Biancone”Ritorniamo sui Monti della Tolfa, questa volta però, nella loro veste primaverile in un tripudio d...
21/02/2026

L’Anello del Biancone”

Ritorniamo sui Monti della Tolfa, questa volta però, nella loro veste primaverile in un tripudio di colori e profumi tipici delle essenze mediterranee.

Si tratta di un percorso con una splendida visione panoramica di alcuni degli ambienti più caratteristici di questi monti; in mezzo a tanto verde spicca il rosso fuxia dell’Albero di Giuda dove, secondo la leggenda, sotto i suoi rami avrebbe dato il fatidico bacio e agli stessi rami si sarebbe poi impiccato: a questa leggenda si ricollega uno dei suoi nomi comuni. Forse, meno suggestivamente, tale nome deriverebbe da “Albero di Giudea” in riferimento alla zona in cui questa specie ha uno dei suoi centri di maggior diffusione. Gli spagnoli lo chiamano anche “albero d’amore” in omaggio alla sua bellezza particolarmente apprezzabile allorché la primavera fa esplodere ciuffi di fiori roseo porporini.

Ma il nostro itinerario prende il nome da una rarità ambientale tanto bella e preziosa quanto vulnerabile: la presenza del Biancone, un meraviglioso rapace che nidifica su questi monti dopo aver effettuato un lungo viaggio dalle zone interne del Sahel africano fino alle coste tirreniche seguendo i flussi migratori passanti per lo Stretto di Gibilterra e quello del Bosforo.

Chiamato anche Aquila dei serpenti perché la quasi totalità della sua dieta è costituita da Biacchi, Bisce e altri ofidi e piccoli rettili. È un rapace maestoso, la sua apertura alare può raggiungere i due metri. Speriamo di avere la fortuna di ammirare anche noi questo bellissimo animale.

È un percorso che si sviluppa in un paesaggio dolcemente ondulato composto da alture calcaree ricoperte da pascoli e boschi molto vari. L’ambiente risulta scarsamente popolato e ancora piuttosto selvaggio, segnato comunque, dall’utilizzazione tradizionale quale il pascolo, vacche e cavalli, e il taglio dei boschi, per lo più cedui con turni di taglio ogni quindici anni.

È un percorso lungo circa 15 Km, molto tranquillo e piacevole, che attraversa creste boscose e panorami che, per buona parte con affacci straordinari verso il mare dove si staglia lungo la costa il Castello di Santa Severa.


Sopralluogo, Monti della Tolfa. "Il Sentiero del Biancone" Montagne che sanno di mare...
21/02/2026

Sopralluogo, Monti della Tolfa.
"Il Sentiero del Biancone"
Montagne che sanno di mare...

"Chi cerca perle deve tuffarsi in profondità". John Dryden
16/02/2026

"Chi cerca perle deve tuffarsi in profondità".

John Dryden

Buona sera a tutti. Avviso importante. L'evento previsto domenica 22 febbraio è stato anticipato a sabato 21 febbraio pe...
14/02/2026

Buona sera a tutti.
Avviso importante.
L'evento previsto domenica 22 febbraio è stato anticipato a sabato 21 febbraio per motivi inderogabili.
Grazie per l'attenzione e comprensione.
Lo Staff di Trekeep

Sopralluogo...
13/02/2026

Sopralluogo...

Sopralluogo Estesi e tormentati, solitari e a tratti selvaggi, i Monti della Tolfa rappresentano una delle aree meglio c...
13/02/2026

Sopralluogo

Estesi e tormentati, solitari e a tratti selvaggi, i Monti della Tolfa rappresentano una delle aree meglio conservate dell’intero Lazio nonostante non ci siano zone protette. Poco distanti dal litorale laziale, in questo suggestivo contesto paesaggistico e storico, si sviluppano numerosi tragitti di rara bellezza, ogni itinerario è un’esperienza carica di emozioni che lasciano il segno.

In particolare “L’Anello di Piantangeli”, è un percorso semplice e panoramico assolutamente da non perdere; si cammina per circa 5/6 ore senza percepire la stanchezza perché sarà la grande bellezza ad avere il sopravvento.

In questo avvincente cammino, passo dopo passo, ci si imbatte in una serie di testimonianze storiche di pregio, capaci di rievocare la presenza del popolo etrusco e romano e degli insediamenti medievali. Attraverso il cosiddetto “Sentiero dei Monaci” seguiremo un antico basolato di epoca romana che ci porterà poi verso le rovine dell’Abbazia di Piantangeli d’epoca carolingia e punto di controllo della sottostante Valle del Mignone, notevole il panorama.

La Grasceta dei Cavallari, meraviglioso santuario di valico di origine etrusco-romano frequentato fino al III° sec. a. C.
Il "Cerro Bello", un albero plurisecolare di notevole bellezza alto più di trenta metri

Per ultimo, ma non per importanza è il Poggio della Strega che deve il suo nome alla superstizione che vuole che, le streghe, durante il Sabba notturno, erano solite riunirsi intorno a un grande albero o una roccia. Ad alimentare queste credenze è senz’altro il paesaggio desolato e di aspetto lunare, conseguenza del vulcanismo tolfetano.

È un luogo arduo da raggiungere, ma ne vale la pena.

L’itinerario ha uno sviluppo di circa 14,5 Km, tempi di percorrenza 5/6 h e con un dislivello di circa 400 mt.




Mi piace pensare a un paesaggio non come a un posto predeterminato, ma come a un sentiero che si apre man mano davanti a...
10/02/2026

Mi piace pensare a un paesaggio non come a un posto predeterminato, ma come a un sentiero che si apre man mano davanti ai miei occhi e sotto i miei passi.
Vedere e conoscere un posto è un atto contemplativo, significa svuotare la mente e lasciare che vi entri ciò che esiste in quel posto in tutta la sua molteplicità e varietà. Queste montagne sono in perfetta sintonia col "lirismo poetico", queste rocce presentano un volto arcigno e tirato, contrito, non ridono mai, riflettono un bisogno disperato: sanno benissimo cos'è la morte perché la loro Natura e chi le abita è sempre impegnata nella lotta per la sopravvivenza.

Evento Trekeep di sabato 28 febbraio "La montagna di Tivoli" Monte Catillo Alle pendici meridionali dei monti Lucretili ...
04/02/2026

Evento Trekeep di sabato 28 febbraio
"La montagna di Tivoli"

Monte Catillo

Alle pendici meridionali dei monti Lucretili questa piccola elevazione facilmente riconoscibile per una croce posta sulla sua sommità, offre ampi e piacevoli panorami su Tivoli e la Campagna Romana. La Riserva Naturale di Monte Catillo è una sorprendente area protetta dalla superficie superiore ai 1.300 ettari, compresa fra la Valle dell'Aniene ed i primi rilievi dell'Appennino centrale, di cui costituisce una sorta di appendice. Istituita nel 1997 per salvaguardare specie botaniche rarissime su scala nazionale. Ricoperta da radure, arbusteti e boschi in una zona climatica di transizione tra quella oceanica e quella termofila. Vegetano le Sughere, l’Albero di Giuda con le sue vistose fioriture e lo storace, alberello dai fiori bianchi la cui presenza è limitata a poche stazioni. Tra i boschi di cerro e castagno si possono incontrare delle vere e proprie varietà botaniche: la pseudosughera, un ibrido tra cerro e sughero. È questo un territorio di notevole valenza da un punto di vista vegetazionale. Le stesse essenze che vivono in questi luoghi sono anche tipiche dei Paesi Balcanici e di altre aree geografiche europee.
Molti i segni di una attività umana ormai in declino come gli allevamenti allo stato brado, lo sfruttamento del legname per produrre carbone e le piccole cave di calcare.
Il percorso ha uno sviluppo di circa 11 Km, un dislivello di 380 mt con tempi di percorrenza di circa 4 ore escluse le soste.
Abbigliamento adeguato alla stagione, scarpe alte da trekking, zaino 20 lt, borraccia, giacca a vento, pranzo al sacco, utili bacchette telescopiche.
Per informazioni e prenotazioni:
Trapella Luca G*E 347/3962313
Mail bastrekeep@gmail.com
Appuntamento alle ore 9.00 presso la stazione ferroviaria di Tivoli

Prossimo evento Trekeep Domenica 22 febbraio Monti della Tolfa, Monte Piantangeli Estesi e tormentati, solitari e a trat...
02/02/2026

Prossimo evento Trekeep
Domenica 22 febbraio
Monti della Tolfa, Monte Piantangeli

Estesi e tormentati, solitari e a tratti selvaggi, i Monti della Tolfa rappresentano una delle aree meglio conservate dell’intero Lazio nonostante non ci siano zone protette. Poco distanti dal litorale laziale, in questo suggestivo contesto paesaggistico e storico, si sviluppano numerosi tragitti di rara bellezza, ogni itinerario è un’esperienza carica di emozioni che lasciano il segno.

In particolare “L’Anello di Piantangeli”, è un percorso semplice e panoramico assolutamente da non perdere; cammineremo per circa 5/6 ore senza percepire la stanchezza perché sarà la grande bellezza ad avere il sopravvento.

In questo avvincente cammino, passo dopo passo, ci imbatteremo in una serie di testimonianze storiche di pregio, capaci di rievocare la presenza del popolo etrusco e romano e degli insediamenti medievali. Attraverso il cosiddetto “Sentiero dei Monaci” seguiremo un antico basolato di epoca romana per dirigerci poi verso le rovine dell’Abbazia di Piantangeli d’epoca carolingia e punto di controllo della sottostante Valle del Mignone, notevole il panorama.

Visiteremo anche la Grasceta dei Cavallari, meraviglioso santuario di valico di origine etrusco-romano frequentato fino al III° sec. a. C.

Per ultimo, ma non per importanza è il Poggio della Strega che deve il suo nome alla superstizione che vuole che, le streghe, durante il Sabba notturno, erano solite riunirsi intorno a un grande albero o una roccia. Ad alimentare queste credenze è senz’altro il paesaggio desolato e di aspetto lunare, conseguenza del vulcanismo tolfetano.

È un luogo arduo da raggiungere, ma ne vale la pena.

L’itinerario ha uno sviluppo di circa 14,5 Km, tempi di percorrenza 5/6 h e con un dislivello di circa 400 mt.

Di difficoltà moderata.

Appuntamento alle ore 9.00 presso la Valle del Marano, di cui, al momento opportuno daremo la geolocalizzazione, inizio del sentiero

Abbigliamento consono alla stagione per ambienti di media montagna, umidi e boscosi: scarpe alte con suola scolpita, giacca a vento, utili bacchette telescopiche, borraccia di acqua, almeno un litro e mezzo, cappello , guanti.

“Se vai verso una montagna in macchina e lasci che i laghetti, le colline, le pietre, il muschio e gli alberi ti sfrecci...
31/01/2026

“Se vai verso una montagna in macchina e lasci che i laghetti, le colline, le pietre, il muschio e gli alberi ti sfreccino accanto, la vita si fa più corta. Non puoi sentire il vento, gli odori, il tempo atmosferico o i cambiamenti di luce. I piedi non si fanno male. Tutto si amalgama.
Quando aumenti il ritmo, non è solo il tempo a ridursi, ma anche la percezione dello spazio. A un tratto sei alle pendici della montagna. Viene meno l’esperienza della distanza. Una volta arrivato, la sensazione può essere quella di aver colto molte cose. Ma io ne dubito.
Se quello stesso tratto lo percorri a piedi e ci metti un giorno invece di mezz’ora, allora respiri con più calma, ascolti, senti il terreno sotto i piedi e la giornata diventa tutta un’altra cosa. La montagna cresce gradualmente e l’ambiente circostante sembra diventare più grande.
Fare conoscenza con le cose che ti circondano richiede tempo. È come costruire un’amicizia. La montagna giù in fondo, che si trasforma via via che ti avvicini, diventa una buona compagna ancor prima che tu l’abbia raggiunta. Gli occhi, le orecchie, il naso, le spalle, la pancia e le gambe le parlano e la montagna risponde. Il tempo si dilata, indipendentemente dai minuti e dalle ore.
Ecco un segreto che condividono tutti i camminatori: la vita dura di più quando cammini. Camminare dilata ogni attimo.”

Erling Kagge, “Camminare”

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00054

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