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Colori e stati d’animo
Colori che ci accompagnano come amici silenziosi
Il magnetismo del colore...
L'uomo e i colori sono sempre stati uniti per rappresentare qualcosa di profondo, che va oltre l'apparenza. L'attrazione che il colore ha esercitato sull'uomo ha avuto esiti molto positivi e gli artisti di tutti i tempi li hanno usati per esternare le loro emozioni profonde mescolandoli per forme, paesaggi cromatici e sfumature. Il colore è anche un simbolo che va oltre la parte integrante delle forme e aiuta l'umanità in ambiti come la psicologia, la poesia, la letteratura, lo sport e chissà in quanti altri ancora. Storicamente, in ogni cultura, il colore è stato utilizzato per varie funzioni trasformandolo, con il tempo, in una modalità di guarigione, sia fisica che emozionale, che oggi ritroviamo nelle medicine alternative. Ai nostri giorni la cromoterapia viene utilizzata come uno strumento pratico nella vita quotidiana, e può essere usata anche per migliorare la pratica del rilassamento e l'equilibrio dei centri energetici.
Le origini del colore I colori più antichi sono con molta probabilità il rosso il bianco e il nero già presenti nelle civiltà preistoriche perché facilmente reperibili in natura. La civiltà egizia, invece, aveva una grande considerazione per il colori primari: rosso, giallo e blu. Il primo era considerato il colore per rappresentare il corpo, il rosso scuro per i maschi più chiaro per le femmine; il secondo l'anima e il terzo lo spirito, infatti, la maggior parte dei suppellettili e dei gioielli rinvenuti nelle tombe avevano inserti di questo colore; non è un caso, che divinità e faraoni venivano rappresentati con questo colore di incarnato in riferimento al loro aspetto cosmico. Altra situazione troviamo nell'antica Roma dov'è il blu non era visto di buon occhio in quanto associato alle tribù dei barbari in cui le donne che avevano gli occhi di questo colore, erano considerate di facili costumi mentre gli uomini ritenuti poco affidabili. Sempre nell'antica Roma il rosso era il colore più amato destinato agli dei e ai guerrieri, mentre il bianco era associato alla purezza, alla pulizia e all'essenzialità, retaggio che ancora oggi influenza la nostra cultura occidentale, in quanto il bianco è ancora considerato il colore del matrimonio, della vita e della luce, mentre nei paesi orientali e in Africa questo colore viene considerato il colore del lutto in quanto nella morte si congiungono l'innocenza della nascita e la saggezza della vecchiaia. Il bianco, dunque, ha un significato che si può ricondurre alla ciclicità; ciò che inizia nel bianco, vive tutti i colori e poi ritorna alla sua origine. Il nero, in molte culture, influenzate dal cristianesimo, è considerato un colore ambivalente in quanto rappresenta l'oscurità ed è messo in relazione ai funerali, alla morte e al peccato, ma anche alla terra e, quindi, all'inferno. Il giallo, è stato considerato positivamente fino al periodo medioevale, perché molto simile all'oro, ma con il tempo ha perso importanza per acquisire valenze negative come la menzogna, il tradimento e l'inganno. Già in epoca illuministica molti scrittori e artisti si sono dilettati a teorizzare sulle proprietà dei colori. Ad esempio Kandinskij sosteneva l'inscindibile legame tra colore e spiritualità dell'osservatore e ipotizzava un effetto fisico più superficiale è un effetto psichico molto più profondo, dovuto ad una vibrazione spirituale attraverso cui il colore raggiunge l'anima; mentre Goethe riteneva inaccettabile una concezione dei colori puramente fisica. In epoca moderna è stato ampiamente dimostrato che ogni oggetto, elemento e essere vivente è dotato di una propria energia; la vita stessa è energia e non si deve stupirsi se l'energia vibrazionale dei colori sia, oggi, oggetto di studi e influenzi intere civiltà...