30/12/2025
Perché beviamo davvero?
La psicologia dell’alcol distingue da tempo motivazioni diverse dietro al bere.
Secondo il modello motivazionale di Cox & Klinger, l’alcol viene usato soprattutto per quattro grandi motivi, che combinano: – ciò che vogliamo ottenere o evitare
– e se la spinta è interna o esterna.
Una parte rilevante dei consumi problematici rientra nel bere per coping:
bere per ridurre stati emotivi o mentali spiacevoli, non per piacere.
La ricerca più recente chiarisce meglio chi è più a rischio in questi casi.
Da un lato, le persone che rimuginano di più:
non tanto perché sono depresse “in sé”, ma perché l’alcol viene usato per interrompere pensieri ripetitivi, intrusivi e ossessivi che mantengono e prolungano il malessere emotivo.
Dall’altro, le persone con maggiore rigidità cognitiva:
cioè difficoltà ad adattare pensieri e strategie, restando bloccate su schemi di evitamento che riducono il disagio nel breve termine, ma lo amplificano nel lungo.
Non è un problema di forza di volontà.
È il modo in cui la mente prova a regolarsi quando le risorse psicologiche sono già sotto pressione.
Ecco perché la narrativa “bevo per stare bene / per festeggiare” è solo una parte della storia.
La letteratura mostra che l’aumento del consumo di alcol è fortemente associato a stress, disagio psicologico e scarso supporto, non a condizioni di reale benessere.
Fonti
Cox, W. M., & Klinger, E. (1988).
A motivational model of alcohol use. Journal of Abnormal Psychology, 97(2), 168–180.
Piccoli, L. R., Albertella, L., Christensen, E., Fontenelle, L. F., Suo, C., Richardson, K., Yücel, M., & Lee, R. S. C. (2017).
Cognitive inflexibility moderates the relationship between relief-driven drinking motives and alcohol use. Addictive Behaviors, 64, 159–164.
Shank, F., Jin, J., Korovich, M., Angelone, D. J., & Jones, M. C. (2020).
A latent profile analysis of drinking motives among graduate student heavy drinkers. Addictive Behaviors, 102, 106188.
World Health Organization. (2018).
Global status report on alcohol and health. Geneva: World Health Organization.