01/04/2026
“Parla bene, ride, saluta tutti. Sta bene.” No. Non necessariamente.
La dicono i parenti che passano una volta al mese, i vicini sul pianerottolo. È una frase che sembra gentile, in realtà è una delle forme più sottili di invisibilità.
Perché la demenza, spesso, non si vede. E questo è esattamente il problema.
Ci sono ore lucide e ore in cui il mondo perde i suoi contorni e chi ti osserva nel momento buono non vede la fatica del momento prima.
Non vede quanto costa uscire di casa, ricordare dove stavi andando, sorridere a qualcuno senza far capire che dentro qualcosa non torna, sorridere senza riconoscere veramente l’altra persona.
Attenzione non è finzione consapevole, nessuno sta ingannando nessuno è che il cervello umano compensa, almeno in superficie, almeno per un po’.
Le abilità sociali, sorridere, salutare, fare piccola conversazione, sono tra le ultime a cedere. Sono le più radicate, le più automatiche, le più antiche.
Sentirsi persi in una stanza che si conosce da trent’anni, poi arriva qualcuno, e sorridi, e sembri perfettamente a posto. L’altro se ne va convinto che stai bene. E tu resti solo con quello che nessuno ha visto.
Questo silenzio ha un costo enorme. Quando non vieni creduto, smetti di raccontare. E quando smetti di raccontare, il supporto non arriva.
👉 Salva questo post e condividilo potrebbe arrivare a qualcuno che, in questo momento, si sente esattamente così: circondato da persone che non vedono davvero.
Tutte le info su AIMA Firenze le puoi trovare su
www.aimacomunica.it