CASA Alzheimer

CASA Alzheimer In Italia, l'Alzheimer colpisce oltre 600.000 persone, e le sue sfide toccano i 2,4 milioni di familiari che convivono con questa realtà.

Il progetto CASA Alzheimer, di AIMA Firenze supporta le famiglie per affrontare ogni giorno le sfide della malattia.

E se la relazione fosse la vera cura?Quando si parla di demenza, spesso ci si concentra sulla malattia. Ma al centro c’è...
24/04/2026

E se la relazione fosse la vera cura?

Quando si parla di demenza, spesso ci si concentra sulla malattia.

Ma al centro c’è la persona: con i suoi bisogni emotivi, relazionali e di senso.

Anche chi si prende cura vive un carico profondo, spesso silenzioso.

Esistono spazi dove tutto questo cambia: luoghi accoglienti, non giudicanti, dove la relazione diventa esperienza autentica.

Per chi vive la demenza e per chi sta accanto ogni giorno.

Scopri questi spazi, condividi questo messaggio e aiutaci a costruire una comunità che sostiene davvero.

“Mia madre aveva l’Alzheimer. Toccherà anche a me.” Questo è un pensiero che arriva, silenzioso e pesante, in molte fami...
10/04/2026

“Mia madre aveva l’Alzheimer. Toccherà anche a me.”

Questo è un pensiero che arriva, silenzioso e pesante, in molte famiglie.

È una paura legittima, ma è anche, in gran parte, una paura che merita una risposta più precisa di quanto si creda.
Perché la realtà è più complessa e anche più incoraggiante di così.

Sì, esiste una componente genetica in alcune forme di Demenza, alcune varianti come l’Alzheimer ad esordio precoce o certi tipi di Demenza frontotemporale, possono essere legate a mutazioni genetiche specifiche.

Ma la grande maggioranza dei casi di Demenza, quelli che colpiscono dopo i 65 anni, non segue una trasmissione diretta.

Sono casi sporadici, che emergono da una combinazione di fattori: genetici certo, ma anche ambientali, cardiovascolari, legati allo stile di vita. Avere un familiare con demenza aumenta leggermente il rischio. Non lo rende un destino.

E questa differenza cambia tutto.

Perché significa che ci sono cose su cui puoi agire adesso. Quello che mangi, quanto ti muovi, come tieni in salute il tuo sistema cardiovascolare. Tutto questo non è un dettaglio marginale, ma è una delle leve più concrete che hai per ridurre il rischio.

La ricerca lo dice chiaramente: lo stile di vita conta, e conta molto.

👉 Salva questo post e condividilo con chi, in famiglia, porta il peso silenzioso di questa paura. Sapere è già il primo passo.

Tutte le info su AIMA Firenze le puoi trovare su
www.aimacomunica.it

Buona Pasqua da Aima Firenze.
03/04/2026

Buona Pasqua da Aima Firenze.

“Parla bene, ride, saluta tutti. Sta bene.” No. Non necessariamente.La dicono i parenti che passano una volta al mese, i...
01/04/2026

“Parla bene, ride, saluta tutti. Sta bene.” No. Non necessariamente.

La dicono i parenti che passano una volta al mese, i vicini sul pianerottolo. È una frase che sembra gentile, in realtà è una delle forme più sottili di invisibilità.

Perché la demenza, spesso, non si vede. E questo è esattamente il problema.

Ci sono ore lucide e ore in cui il mondo perde i suoi contorni e chi ti osserva nel momento buono non vede la fatica del momento prima.

Non vede quanto costa uscire di casa, ricordare dove stavi andando, sorridere a qualcuno senza far capire che dentro qualcosa non torna, sorridere senza riconoscere veramente l’altra persona.

Attenzione non è finzione consapevole, nessuno sta ingannando nessuno è che il cervello umano compensa, almeno in superficie, almeno per un po’.

Le abilità sociali, sorridere, salutare, fare piccola conversazione, sono tra le ultime a cedere. Sono le più radicate, le più automatiche, le più antiche.

Sentirsi persi in una stanza che si conosce da trent’anni, poi arriva qualcuno, e sorridi, e sembri perfettamente a posto. L’altro se ne va convinto che stai bene. E tu resti solo con quello che nessuno ha visto.

Questo silenzio ha un costo enorme. Quando non vieni creduto, smetti di raccontare. E quando smetti di raccontare, il supporto non arriva.

👉 Salva questo post e condividilo potrebbe arrivare a qualcuno che, in questo momento, si sente esattamente così: circondato da persone che non vedono davvero.

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Quando si parla di demenza, spesso si pensa subito alla perdita. Ma se cambiassimo prospettiva? E se iniziassimo a parla...
27/03/2026

Quando si parla di demenza, spesso si pensa subito alla perdita. Ma se cambiassimo prospettiva? E se iniziassimo a parlare di cambiamento?

La demenza può modificare l’autonomia della persona, ma non la annulla. Le difficoltà che osserviamo non significano che “non è più in grado di fare nulla”: spesso indicano solo che ha bisogno di fare le cose in modo diverso o con il giusto supporto.
Per chi si prende cura, però, non è semplice: troppa libertà può generare confusione, troppo controllo può portare frustrazione e chiusura. E nel tempo, i bisogni cambiano.

Sostenere l’autonomia è possibile, ogni giorno:
✨ dare indicazioni semplici e chiare
✨ lasciare più tempo senza sostituirsi subito
✨ creare routine rassicuranti
✨ proporre poche alternative
✨ valorizzare ciò che la persona riesce a fare
✨ correggere con rispetto, senza giudizio

Così si preservano non solo le capacità, ma anche l’identità, il ruolo e il benessere emotivo della persona.

Cambiare sguardo fa la differenza.
👉 Inizia oggi: osserva, ascolta e accompagna il cambiamento.

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“Hai la demenza. La tua vita è finita.” Non è vero. Ed è ora di dirlo chiaramente.Rompere questo copione non è ottimismo...
24/03/2026

“Hai la demenza. La tua vita è finita.” Non è vero. Ed è ora di dirlo chiaramente.

Rompere questo copione non è ottimismo ingenuo.
È, letteralmente, terapeutico.

Dopo una diagnosi di demenza, la prima cosa che arriva non è un farmaco, non è un piano, non è una guida. È il silenzio.

Quello di chi abbassa gli occhi, cambia discorso, ti guarda già come se fossi altrove.

Come se la diagnosi fosse una conclusione.

Non lo è.

La demenza è una malattia progressiva, lo sappiamo bene, ma progressiva non significa immediata. Nel frattempo, c’è una quantità enorme di vita che continua. Mattine in cui il caffè ha ancora lo stesso sapore, di conversazioni, risate, di mani strette alla tua.

C’è qualcosa che fa più danni di quanto si pensi.
“da ora in poi non sei più tu. Sei un peso. Sei una versione diminuita”.

Spesso questo non viene solo dagli altri, ma è interiorizzato dalla persona stessa, che inizia a ritirarsi dal mondo prima che la malattia lo richieda davvero.

Questo isolamento non è un sintomo, ma una risposta alla vergogna, alla paura ed è uno dei fattori che accelerano il declino cognitivo.

La vita dopo la diagnosi non è la stessa di prima. Sarebbe sbagliato dirlo. Ma è ancora una vita. Con dentro affetto, significato, momenti di bellezza. Con dentro, fino in fondo, te.
La demenza cambia molte cose. Non cambia il fatto che tu sia ancora qui.

👉 Salva questo post e condividilo potrebbe arrivare a qualcuno che ne ha bisogno proprio adesso o potrebbe essere di aiuto a te.

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1.000 famiglie aiutate oggi. 5.000 domani. Possiamo farcela insieme.In Toscana sono migliaia le famiglie che ogni giorno...
20/03/2026

1.000 famiglie aiutate oggi. 5.000 domani. Possiamo farcela insieme.

In Toscana sono migliaia le famiglie che ogni giorno affrontano paura, stanchezza e senso di smarrimento accanto a una persona cara.

Dietro ogni diagnosi c’è una vita che cambia, e un equilibrio che si spezza.

Oggi AIMA Firenze è accanto a oltre 1.000 famiglie. Ma ce ne sono molte di più che hanno bisogno di aiuto. L’obiettivo è arrivare a 5.000, per non lasciare indietro nessuno.

Come utilizzeremo i fondi della campagna “E ora che faccio?”

✅ Supporto maggiore e più accessibile
✅ Ascolto, formazione e sostegno psicologico
✅ Supporto individuale al caregiver in presenza e online
✅ Ampliamento di un archivio di video divulgativi sempre aggiornati e disponibili.

Un aiuto concreto, quando serve.

❤️ Non è solo una donazione. È un investimento nel futuro di migliaia di famiglie.

➡️ Partecipa anche tu, anche il contributo di 1€ può fare la differenza. (Trovi il link nel primo commento!)

"Parlare con chi ha l'Alzheimer è impossibile." Eppure succede. Ogni giorno.Forse ti è già capitato: le frasi restano a ...
18/03/2026

"Parlare con chi ha l'Alzheimer è impossibile." Eppure succede. Ogni giorno.

Forse ti è già capitato: le frasi restano a metà, i nomi scompaiono, tua madre ti chiede di suo padre come se fosse ancora vivo. E tu non sai se correggerla o assecondare qualcosa che non capisci del tutto.

Chi ha l'Alzheimer perde la memoria dei fatti, ma conserva quella emotiva. Non ricorda che sei passato ieri, ma sente esattamente se sei presente o se hai fretta, se la voce che usi è calma o tesa. Il tuo stato d'animo le arriva, anche quando le parole non arrivano più.

E poi c'è il silenzio che diventa comunicazione. Una mano tenuta, la musica che amava. Un'anziana che non riconosce i figli può ancora cantare, parola per parola, la canzone che cantava a vent'anni.

Si la conversazione che conoscevi si perde, ma rimane qualcuno che risponde alla gentilezza, che si calma se l'ambiente è calmo, che è ancora lì in modi che non sappiamo del tutto spiegare.

Non sono più loro a dover entrare nel nostro mondo, ma siamo noi a dover entrare nel loro.

La domanda non è come si parla con chi ha l'Alzheimer. La domanda è: sei disposto a imparare una lingua nuova?

Una lingua più lenta. Più corporea. Basata solo sul adesso.

👉 Salva questo post se stai attraversando questa esperienza e condividilo con chi, accanto a te, ne ha bisogno senza saperlo ancora dire.

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❤️ Oggi siamo noi che diciamo Grazie a te.Quando una comunità si unisce con il cuore, succedono cose bellissime. Grazie ...
14/03/2026

❤️ Oggi siamo noi che diciamo Grazie a te.

Quando una comunità si unisce con il cuore, succedono cose bellissime.

Grazie a ciascuno di voi abbiamo superato i 20.000€ nella campagna di raccolta fondi per AIMA Firenze sostenuta da Intesa Sanpaolo.

Non è solo una cifra, è un gesto concreto e reale di vicinanza, speranza e sostegno per chi affronta ogni giorno la sfida dell’Alzheimer e per le loro famiglie.

Questo risultato dimostra che insieme siamo una forza incredibile.
Immaginate dove possiamo arrivare continuando così.

✨ Se hai già donato, ancora una volta grazie, grazie per sostenere ciò che facciamo e rendere questa grande, bella e complicata famiglia più stabile e forte.

✨ Se stai leggendo e non l’hai ancora fatto, questo è il momento di unirti a noi.

👉 Dona ora e aiutaci a far crescere questo traguardo. ( usa il link nel primo commento)
👉 Condividi questo post e porta altre persone dentro questa missione.

Perché ogni contributo, grande o piccolo, può fare la differenza nella vita di qualcuno.

E insieme possiamo trasformare un grande risultato… in qualcosa di ancora più grande. 💙

(LINK NEL PRIMO COMMENTO)

Quando arriva una diagnosi di demenza, non cambia solo la salute della persona. Cambia anche la sua capacità di gestire ...
13/03/2026

Quando arriva una diagnosi di demenza, non cambia solo la salute della persona. Cambia anche la sua capacità di gestire decisioni economiche, sanitarie e personali.

Molte famiglie non sanno che chi vive con demenza può incontrare difficoltà nel riconoscere il denaro, gestire i propri beni, comprendere diagnosi mediche o difendersi da possibili raggiri.

Esistono strumenti legali pensati proprio per proteggere la persona fragile e tutelarne i diritti, garantendo che le decisioni importanti vengano prese nel suo interesse.

⚖️Tra questi, uno dei più importanti è l’amministrazione di sostegno, una misura giuridica che permette di affiancare alla persona un amministratore nominato dal giudice per gestire aspetti economici, burocratici e sanitari.

👉 Informarsi in tempo significa proteggere la dignità, la sicurezza e il patrimonio della persona con demenza.

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“Non esiste una cura per la demenza. E allora a cosa serve una diagnosi?” È una domanda che in molti si fanno, ed è comp...
11/03/2026

“Non esiste una cura per la demenza. E allora a cosa serve una diagnosi?”

È una domanda che in molti si fanno, ed è comprensibile perché se non c’è una soluzione definitiva, a cosa serve sapere? A tutto. Assolutamente tutto.

Scoprire di avere la demenza, o di essere nelle fasi iniziali, diventa una mappa, dolorosa, ma pur sempre una mappa.
Con una diagnosi precoce puoi accedere a trattamenti che rallentano il declino cognitivo.

Puoi pianificare il tuo futuro finanziario, familiare, assistenziale mentre sei ancora pienamente in grado di farlo.

Puoi dire alle persone che ami quello che senti, quello che vuoi, quello che temi.

Puoi ancora scegliere. E questo vale tutto.

Senza diagnosi, invece, si rischia di normalizzare sintomi che non sono normali.

Si perde quello che è il bene più prezioso che esiste quando si parla di demenza, il tempo.

La diagnosi non toglie la malattia, ma toglie il silenzio, la confusione, la solitudine di non capire cosa sta succedendo.

Dà un nome a quello che stai vivendo e dare un nome alle cose è il primo passo per affrontarle davvero.

👉 Salva questo post e condividilo con chi sta rimandando una visita, con chi ha paura di sapere, con chi pensa che non ci sia nulla da fare.

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Indirizzo

Via Dei Malcontenti 6
Florence
50100

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