Miosessuologo

Miosessuologo Siamo un'azienda specializzata in psicologia e sessuologia, composta da un team di psicologi, sessuologi e psicoterapeuti altamente qualificati.

La nostra missione è offrire un servizio terapeutico professionale, accessibile e riservato.

03/02/2026

I cosiddetti “linguaggi dell’amore” funzionano perché offrono una grammatica semplice per dire una cosa che, nelle relazioni, è tutt’altro che semplice: non basta amare, serve anche farsi capire. In altre parole, l’intenzione conta, ma è l’impatto a farci sentire accolti o trascurati; ed è qui che spesso nasce la frizione più comune, quella per cui io ti sto chiedendo una cosa precisa (presenza, parole di conforto, contatto, un aiuto concreto) e tu, magari in perfetta buona fede, me ne offri un’altra, aspettandoti che vada bene lo stesso.

Questa cornice può essere utile soprattutto per spostare la conversazione dalla colpa (“non mi ami abbastanza”) al funzionamento (“che cosa ti fa sentire amato o amata, in questo periodo, e in quale forma?”). Anche la ricerca più recente, pur invitando a non trattare i linguaggi dell’amore come categorie rigide o come un test infallibile, riconosce che la loro popolarità intercetta un bisogno reale: dare un nome ai bisogni affettivi e renderli negoziabili, invece di pretenderne la lettura del pensiero.

E se ti sembra un tema “astratto”, guarda come cambiano le preferenze quando si chiede alle persone che cosa le fa sentire più amate: in una survey recente, il 31,5% indica il “tempo di qualità” come prima scelta e il 27,5% il contatto fisico, mentre atti di servizio e parole di conferma sono entrambi al 15%, e i regali all’11%. Traduzione: non esiste una risposta universale, e spesso ciò che per te è essenziale, per l’altra persona potrebbe essere solo un dettaglio.

Il punto, allora, non è incasellarsi, ma allenarsi a una richiesta chiara: “In questo momento ho bisogno di X; ti va di darmelo così?”, lasciando spazio anche all’altra parte di dire cosa può offrire davvero. Perché sì: puoi volermi bene in mille modi, ma se oggi ti chiedo una cosa e tu me ne dai un’altra, è normale che io non mi senta capito o capita. ❤️‍🩹

02/02/2026

In Italia, nonostante il 38% della popolazione abbia sperimentato disfunzioni sessuali nel corso della vita, solo una minoranza si rivolge a uno specialista. Perché tanta riluttanza, soprattutto verso la terapia sessuologica? Le ragioni sono molteplici e radicate in dinamiche culturali, psicologiche e relazionali.

Innanzitutto, lo stigma persistente: il 28% degli under 50 considera ancora la terapia psicologica un tabù, e per la sessuologia il peso del giudizio sociale è ancora maggiore. Parlare di sesso evoca vergogna, senso di inadeguatezza, paura di essere percepiti come “anormali” o “difettosi”.

Poi ci sono le aspettative irrealistiche: molti immaginano la terapia come un intervento rapido (“mi aggiusterà in tre sedute”) o come una visita medica fisica, mentre il lavoro sessuologico è un percorso psicologico mirato a comprendere dinamiche emotive, relazionali e cognitive sottostanti.

A questo si aggiunge la cultura del fai da te e l’evitamento volontario, spesso motivato da conflitti relazionali irrisolti o ansia da prestazione che perpetuano un circolo vizioso: si evita l’intimità per paura del fallimento, e questo rafforza ulteriormente l’ansia.

Infine, la privacy: in un’epoca in cui l’intimità è già fragile, l’idea di condividerla con uno sconosciuto genera resistenze comprensibili, anche se un sessuologo è vincolato dal segreto professionale.

Ricorda che iniziare un percorso terapeutico è un atto d’amore verso se stessi. Se hai bisogno di essere ascoltato o ascoltata senza pregiudizi, ci trovi al link in bio. 💗

26/01/2026

La digitalizzazione ci ha reso più connessi che mai, ma non per forza più vicini.

Chat, vocali, like e reaction sono diventati il linguaggio quotidiano anche dell’amore: permettono di conoscersi a distanza, di restare in contatto quando le vite sono piene, di trovare persone simili a noi che forse non avremmo mai incontrato “offline”.

Allo stesso tempo, però, le relazioni rischiano di diventare più fragili: ci abituiamo a sostituire il confronto con il ghosting, a confondere l’intensità dei messaggi con la profondità del legame, a vivere la persona più come “presenza sullo schermo” che come corpo e sguardo nel qui e ora.

Portare consapevolezza in questo significa chiederci: quello che sto costruendo esiste anche fuori dallo smartphone? Ci sono conversazioni difficili che evito di fare dal vivo? E quanto spazio lascio a silenzi, tempi morti, sfumature del non verbale che nessuna chat può restituire?

La tecnologia può essere un ponte potente, ma il lavoro di costruire intimità (fatta di vulnerabilità, ascolto e responsabilità) resta profondamente umano. 💗

A volte non è che “non vuoi”, ma potrebbe essere che il tuo corpo non si sente al sicuro, e questa non sempre è mancanza...
25/01/2026

A volte non è che “non vuoi”, ma potrebbe essere che il tuo corpo non si sente al sicuro, e questa non sempre è mancanza di desiderio: semplicemente il corpo si sta proteggendo, e non si risolve forzandoti, ma ascoltandoti.

Il piacere nasce dove ti senti libera e libero, e se pensi di aver bisogno di uno spazio dove sentirti così, ci trovi al link in bio. 💗

La disinformazione può compromettere la qualità della vita sessuale, generare frustrazione e ansia, e alimentare insicur...
24/01/2026

La disinformazione può compromettere la qualità della vita sessuale, generare frustrazione e ansia, e alimentare insicurezze personali o tensioni nella coppia. In questo post, esploriamo 5 falsi miti comuni sul desiderio sessuale e spieghiamo perché sono sbagliati.

Vuoi una parte 2? Scrivicelo nei commenti. 👀💗

19/01/2026

La monogamia non è né completamente “naturale” né solo un’invenzione culturale: gli esseri umani mostrano una forte tendenza al legame di coppia stabile, ma nel corso della storia la maggior parte delle società ha previsto anche forme di poliginia o relazioni non strettamente monogame.

Gli studi di antropologia evoluzionistica indicano che il pair bonding, cioè il legame affettivo e cooperativo tra due partner che crescono insieme la prole, è una strategia adattiva importante per una specie con cuccioli molto dipendenti come la nostra, mentre le norme sulla “monogamia per tutta la vita” sono il risultato di processi culturali e istituzionali (religione, diritto, eredità) che hanno reso la coppia esclusiva il modello dominante solo in alcune epoche e contesti.

E tu cosa ne pensi? 💗

Da sempre siamo portati a pensare che la mancanza di desiderio sessuale sia un difetto, ma in realtà è il risultato di u...
16/01/2026

Da sempre siamo portati a pensare che la mancanza di desiderio sessuale sia un difetto, ma in realtà è il risultato di una combinazione complessa di fattori psicologici, emotivi e relazionali che si accavallano nel tempo. Diversi studi sulle disfunzioni del desiderio mostrano come stress cronico, ansia, depressione e burnout possano ridurre in modo significativo l’interesse per il sesso, perché il sistema nervoso rimane in sorta di modalità “sopravvivenza” e fa molta fatica a passare alla dimensione erotica.

La ricerca mette in evidenza anche il ruolo di esperienze negative o traumatiche, di un’immagine corporea critica o vergognosa, di conflitti di coppia non risolti e di un carico mentale sproporzionato, specialmente quando una persona si percepisce come unico “gestore” di casa, figli o responsabilità quotidiane; in queste condizioni, il desiderio tende comprensibilmente a spegnersi, più per mancanza di sicurezza emotiva e spazio mentale che per “scarso impegno”.

Riconoscere queste cause non serve a colpevolizzarsi, ma a leggere il calo del desiderio come un messaggio del sistema mente-corpo che chiede aiuto, pausa, rinegoziazione dei ruoli o supporto psicologico: quando si lavora su stress, umore, traumi e dinamiche relazionali, le evidenze indicano che il desiderio può tornare a essere accessibile e più libero, soprattutto se accompagnato da percorsi terapeutici mirati e da una comunicazione di coppia più onesta.

Se hai bisogno di noi, ci trovi al link in bio. 💗

12/01/2026

Quando il programma televisivo “La Melevisione” riuscì a spiegare il tema del consenso ai bambini nel modo più semplice possibile.

E tu ricordi quella puntata?💗

La ricerca scientifica mostra che l’orgasmo non è distribuito in modo uniforme tra tutte le donne, ma varia in maniera s...
11/01/2026

La ricerca scientifica mostra che l’orgasmo non è distribuito in modo uniforme tra tutte le donne, ma varia in maniera significativa in relazione all’orientamento sessuale e, soprattutto, alle pratiche e alla qualità della comunicazione durante il rapporto.​

Studi condotti su ampi campioni indicano che le donne eterosessuali riferiscono di raggiungere l’orgasmo in circa il 61 - 65% dei rapporti con partner abituali, mentre le donne lesbiche riportano percentuali sensibilmente più elevate, che in alcune indagini si collocano tra il 74% e l’86% degli incontri sessuali, con le donne bisessuali in una fascia intermedia o sovrapponibile alle eterosessuali.​

Una delle possibili letture di questa differenza riguarda lo stile delle pratiche sessuali: nelle coppie di donne compaiono con maggiore frequenza stimolazioni considerate altamente “orgasmogeniche”, come la stimolazione clitoridea mirata e il sesso orale, che la letteratura collega in modo robusto alla probabilità di raggiungere l’orgasmo.​

Accanto agli aspetti tecnici, la letteratura sessuologica e psicologica insiste sul ruolo della comunicazione e del clima relazionale: nelle coppie dello stesso genere molte partner riferiscono una maggiore libertà nell’esprimere bisogni, limiti e desideri, e una più marcata attenzione al piacere reciproco, elementi che sembrano tradursi in esperienze sessuali più soddisfacenti dal punto di vista orgasmico.​

Questo non significa che esista un “orientamento migliore” degli altri, ma che contano soprattutto tempo, cura, modalità di stimolazione e possibilità di nominare ciò che piace; comprendere questi dati permette di spostare il discorso dall’idea di “difetto” a una prospettiva più ampia, che guarda alle dinamiche relazionali e alle competenze sessuali come fattori chiave del piacere. 💗

Indirizzo

Via Frà Paolo Sarpi, 7/A
Florence
50136

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