26/11/2018
Un articolo molto interessante della collega Dr.sa Arianna Rossoni di Alimentazione in equilibrio con cui concordo pienamente e che condivido sperando di poter aiutare più persone possibili che si approcciano al mondo delle diete "per l'ennesima o prima" volta.. buona lettura!
Durante i percorsi di dimagrimento, perdere peso non è cosa scontata, nemmeno se vi rivolgete a un professionista.
Se è la vostra prima dieta, probabilmente non ci saranno problemi: effettivamente basterà il detto "basta mangiare meno di quello che consumi", avendo l'accortezza di adottare strategie e combinazioni alimentari che non portino ad un rallentamento del metabolismo e non aumentare il rischio di rimettere tutto il peso perso nel giro di pochi giorni.
Se non è la vostra prima dieta, ma magari la quarta o la quinta, o siete "perennemente a dieta", le cose si complicano. Bisogna indagare perché quella precedente non abbia funzionato, si deve valutare se aumentare le proteine, si deve stimare un fabbisogno di carboidrati e una loro distribuzione che non causi loop nel metabolismo glucidico.
Latticini sì o no? Colazione salata sì o no? Integrazione sì o no? Dieta alternata sì o no?
E in più: ci sono problemi nel rapporto con il cibo? Abbuffate non riferite? Lo sport è adeguato? Le diete precedenti hanno comportato un abbassamento di valori ormonali relativi all'ossidazione dei grassi?
Spesso è COMUNQUE sufficiente impostare un piano di dimagrimento bilanciato, ma qualora questo non fosse necessario, è inevitabile provare diverse strade, fino a trovare quella adeguata ed efficace.
Il nostro corpo si è evoluto in un contesto in cui perdere peso era innaturale: anche se ora viviamo il problema opposto (cioè di eccesso di cibo), i meccanismi biologici non si sono ancora adeguati, e probabilmente mai lo faranno.
Mettersi a dieta è complicato, perché bisogna anche valutare il background psicoemotivo (per quanti le restrizioni sono input a voler sgarrare!) e i fattori salutistici che la dieta veicola (dimagrimenti errati possono aumentare i fattori di rischio per la salute!).
Questo per dire.
Affidatevi a un professionista, ma non aspettatevi che il primo piano dietetico che vi verrà fornito sia quello "perfetto": sono talmente tante le variabili di cui tenere conto, che aggiustamenti o stravolgimenti della dieta sono quasi inevitabili.
Poi magari vi trovate di fronte a opzioni alimentari che vi sembrano scontate e su cui applicate ingenue variazioni ("beh, mi ha messo primo con secondo, però solo 60 g di primo, io tolgo il secondo e faccio 90 g con verdure..." & so on), ma pensate che di quel professionista non state pagando il foglio stampato che avete davanti, ma l'elaborazione che ci sta dietro.
Un po' come comprare un cellulare e dire "beh tutto qui? Una scatoletta che si accende?" o davanti all'arte contemporanea dire che "sono solo scarabocchi, anche mio figlio è capace"* :)
*Parla una a cui non piace affatto l'arte contemporanea; ma negli anni il mio ragazzo ha speso luuunghe ore a spiegarmi il background sociopolitico dietro un dipinto di Klee o un taglio su tela di Lucio Fontana.
Non dico che me l'abbia fatta amare, ma ammetto che ho iniziato a capire che davanti a certe opere si ammira non tanto la loro estetica, ma la complessità che ha permesso di crearle.