16/02/2026
𝐋’𝐎𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐏𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐡𝐞 𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐏𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐮𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐚𝐥 𝐟𝐢𝐚𝐧𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐂𝐞𝐧𝐭𝐫𝐢 𝐀𝐧𝐭𝐢𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐥 𝐃𝐃𝐋 𝐁𝐮𝐨𝐧𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨
L’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi della Puglia, attraverso la propria Commissione Pari Opportunità, accoglie e sostiene l’appello della Rete dei Centri Antiviolenza della Regione Puglia, esprimendo ferma contrarietà alla proposta di modifica dell’articolo 609-bis del Codice Penale, nota come DDL Buongiorno.
La riforma dell’art. 609-bis del Codice Penale proposta dal Governo rischia di indebolire il principio cardine del consenso, spostando l’attenzione dal comportamento di chi agisce la violenza a quello di chi la subisce.
Il nuovo testo base in materia di violenza sessuale elimina, infatti, il riferimento esplicito al “consenso”, mantenendo le formule “contro la volontà della persona” e “in assenza di volontà contraria”.
Non si tratta di una modifica meramente terminologica. Il passaggio da un modello fondato sull’affermazione positiva del consenso a uno incentrato sull’espressione del dissenso incide profondamente sull’impianto culturale e probatorio della norma. In questo modo, il baricentro della valutazione rischia di spostarsi sulla condotta della persona offesa e sulla sua capacità di manifestare un rifiuto, anziché sulla responsabilità di chi deve accertarsi della presenza di un consenso libero, esplicito e consapevole.
Una simile impostazione potrebbe determinare un arretramento sul piano della tutela sostanziale, oltre a generare incertezza interpretativa e applicativa, con il rischio di riaprire spazi a letture condizionate da stereotipi e pregiudizi di genere.
Dal punto di vista psicologico, l’eventuale necessità di dimostrare in modo più stringente l’assenza di consenso potrebbe avere conseguenze profonde: riattivazione del trauma, senso di responsabilità per la violenza subita, percezione di non essere credute e invalidazione del proprio vissuto. Dinamiche che rischiano di scoraggiare la denuncia e di ostacolare l’accesso ai percorsi di protezione e sostegno.
Le formulazioni poco definite e i criteri interpretativi vaghi contenuti nella proposta di modifica potrebbero inoltre ampliare il rischio di applicazioni disomogenee e di letture influenzate da stereotipi di genere, compromettendo la chiarezza e l’efficacia della norma.
L’Ordine ribadisce con fermezza un principio irrinunciabile: 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨, 𝐮𝐧 𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐞𝐬𝐬𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐞̀ 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚. 𝐈𝐥 𝐦𝐞𝐬𝐬𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨 𝐞̀ 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐨: 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐩𝐫𝐞𝐭𝐚. 𝐋𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚, 𝐧𝐨𝐧 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐚𝐦𝐛𝐢𝐠𝐮𝐢𝐭𝐚̀.
L’Ordine invita istituzioni, associazioni, professioniste e professionisti, cittadine e cittadini a esprimere una posizione consapevole e responsabile. Su temi di tale rilevanza, la precisione delle parole non è un dettaglio tecnico, ma una scelta culturale e giuridica che incide concretamente sulla protezione delle donne vittime di violenza.