03/09/2025
L’arte di facilitare...
«Se l’unico attrezzo che possiedi è un martello, tenderai a vedere qualsiasi problema come un chiodo»
Significa che noi sbrogliamo i problemi con i mezzi che abbiamo a disposizione, anche se non sono i più adatti.
Questa frase del celebre psicologo Abraham Maslow mi colpì tantissimo quando anni fa la lessi per la prima volta perchè mi ricordò un'altra altrettanto famosa di Alfred Korzybski: «La mappa non è il territorio».
Ciò che noi vediamo, le nostre percezioni, i nostri pensieri, le nostre sensazioni, non sono la realtà ma la "nostra rappresentazione" della realtà; più precisamente, ognuno di noi crea una personale rappresentazione del mondo in cui vive a partire dalla propria realtà neuro-fisiologica, per arrivare, attraverso le primissime esperienze di vita - anche prenatale - a costruire un modello, una “mappa”, che funge da substrato per ogni successivo comportamento. La nostra rappresentazione del mondo influenza il tipo di esperienze che vivremo, il modo in cui esse verranno percepite, le scelte che ci sembreranno possibili all’interno di tali esperienze.
In entrambe le frasi il punto focale è che se abbiamo una mappa limitata viviamo una grave deformazione e un serio impoverimento della realtà.
Quando hai una mappa impoverita il tuo spazio vitale si restringe e ti perdi tantissime opportunità di scelta. E se non puoi scegliere non sei libero, sarai condannato a vivere la vita come una pesante costrizione e un insensato "senso unico". È la condizione di chi pur rendendosi conto di starci male continua a comportarsi sempre nello stesso modo perché “non posso fare altrimenti”.
Come posso, quindi, arricchire la mappa?
Facendo nuove esperienze, ovviamente.
C’è un problema, però: se ho solo un martello, qualsiasi nuova esperienza farò, qualsiasi nuova persona incontrerò, in qualunque situazione mi imbatterò userò sempre il martello. Il mio mondo continuerà ad essere fatto di chiodi. Per cui non arricchirò la mia mappa.
E come se ne esce allora?
Attraverso un’esperienza che ci porti fuori dalla ZONA CONFORT, attraverso una rieducazione POSTURALE FUNZIONALE "CONSAPEVOLE". Ebbene si, attraverso la POSTURA! Ma cosa c'entra la postura?
Flach sostiene che l’atteggiamento posturale determina certamente nel soggetto la sua “visione del mondo”... quindi, cambiando la postura si arricchisce la mappa e di conseguenza si hanno a disposizione alternative e opportunità inimmaginabili e si iniziano ad utilizzare tutti gli strumenti a disposizione, anche quelli che non si sapeva di possedere.
Ecco il mio lavoro, la mia passione...di "facilitatore" verso una nuova e più resiliente "POSTURA"! 💪😉
Mario Trivisonne, Chinesiologo,
Trainer , , , ,
info: 338 897 8951