31/01/2026
Se chiudete gli occhi, potete sentire ancora il rumore dei vostri passi incerti sulla scalinata dell'Aula Turtur.
Sembra ieri, vero?
Eravate matricole con lo zaino troppo pesante, una mascherina sul volto e sogni troppo grandi per stare in una tasca. Vi guardavamo alzare lo sguardo verso quelle immense vetrate del Polo Biomedico sentendovi piccoli, quasi schiacciati dalla grandezza di ciò che avevate scelto.
Foggia vi ha accolti con il suo vento, quello che entra nelle ossa e che sembrava quasi volervi spingere via, mettervi alla prova. E noi di Area Nuova vi abbiamo visti, tra una lezione e l’altra, mentre vi chiedevate: 'Ce la farò davvero?'.
Avete abitato quelle aule più delle vostre case. Avete visto il cielo sopra il Policlinico cambiare colore infinite volte: dalle albe livide prima di un esame, ai tramonti infuocati visti dalle finestre della biblioteca, quando la stanchezza si mischiava alla prima vera adrenalina da corsia.
In questi sei anni non avete solo studiato anatomia o patologia. Tra i corridoi del policlinico, vi siete studiati a vicenda. Avete imparato a riconoscervi dagli occhi sopra la mascherina, a sostenervi quando un voto non andava giù. E noi speriamo di essere stati lì con voi, in ogni battaglia, a condividere quel percorso a volte ripido, ma bellissimo.
Avete lasciato pezzi di voi su quei libri e, senza accorgervene, siete cambiati. Quella paura iniziale ha lasciato il posto alla consapevolezza. Le mani che tremavano alla prima auscultazione ora sono ferme, pronte a curare.
Ora che quel '6' brilla davanti a voi, fa quasi male pensare di dovervi salutare. Perché in fondo, tra queste mura di vetro e cemento, siete diventati adulti sotto i nostri occhi.
Non è un addio, non può esserlo. È solo il momento in cui lasciate la mano dei maestri per stringere quella dei vostri pazienti.
Portatevi dentro ogni istante, ogni risata, ogni crollo e ogni risalita.
Il Polo resterà qui, fermo nel tempo, custode dei vostri ricordi, ma voi... voi andate a rendere il mondo un posto migliore.
Sempre dalla vostra parte.
Ad maiora, Dottori.