Roberto Cavagna

Roberto Cavagna Medico Chirurgo Specialista in Dermatologia e Venereologia.
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06/04/2026
04/04/2026

Fly me to the moon 🌙

L’infanzia negata.
03/04/2026

L’infanzia negata.

“Dobbiamo ribellarci a questo abuso dei minori, di cui purtroppo siamo diventati complici”: sulla prima pagina delCorriere della Sera Alessandro D'Avenia invoca regole nel rapporto minori-social, critica la digitalizzazione dell’Istruzione e sostiene il ritorno “alla scrittura a mano, alla calligrafia, alla lettura ad alta voce, all’ascolto attivo, all’attenzione mirata”. Articolo ineccepibile: le stesse tesi dell’

Se oggi fosse qui…
02/04/2026

Se oggi fosse qui…

Perché Gesù è stato ucciso? «Quest’uomo va fermato», dissero. Non grida. Non comanda. Non conquista. Eppure fa paura. Perché in Giudea, duemila anni fa, un uomo un uomo come Gesù non è innocuo. È un problema. Parla d’amore. Ma in realtà sta SMONTANDO un sistema.

Parla agli ultimi. Tocca gli intoccabili. E ogni parola è una crepa. Ogni gesto è una frattura. Entra nel Tempio. E non prega: ROVESCIA. Tavoli. Monete. Maschere. Ha l’ardire di smascherare i sacerdoti che hanno fatto della casa di Dio un mercato. Politici corrotti. Intellettuali asserviti. Finti predicatori che vendono salvezza in cambio di denaro. Gesù li mette a n**o. E questo lo status quo non lo perdona.

E non si ferma lì. Dice che l’uomo viene prima del sabato. Prima della legge. Prima del potere. E che TUTTI gli uomini sono uguali! Un incendio in un mondo costruito sui privilegi. Uno schiaffo per chi pensa che il valore di un uomo dipenda da ciò che possiede. Ma il destino di chi dice la verità è sempre lo stesso: se non lo puoi fermare, lo devi eliminare. Così lo portano davanti a Ponzio Pilato. Pilato sa. Sa che Gesù è innocente. Ma sceglie la cosa più facile: lavarsene le mani.

Fa decidere la folla. E la folla gli preferisce Barabba. Gesù avrebbe ancora potuto salvarsi. Doveva soltanto piegarsi. Ma non lo fa. Ha avuto paura, ha pianto, ha accusato il Padre. Ma non si è tirato indietro. Come Socrate sceglie di restare. Di pagare il prezzo più alto. La CROCE. Per questo viene condannato al supplizio più crudele di tutti. «Per i cattolici, Gesù è il Figlio di Dio. Per i non cattolici, può essere l’immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla croce per amore del prossimo». Una voce che non si è venduta. Una verità che, proprio mentre viene messa a morte, comincia a vivere. Buona Pasqua a tutti! ♥️

Guendalina Middei (➡️ Se volete leggere altre storie come questa, le trovate nel mio «Non rinnegare il cuore» che ho scritto per parlarvi di alcuni grandi uomini e donne davvero speciali. Qui potete leggerne un estratto: https://www.amazon.it/rinnegare-cuore-Storie-scrittori-spengono/dp/8807175223/

Finalmente un film sui padri di oggi. 💪
01/04/2026

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Gli ultimi di noi….
01/04/2026

Gli ultimi di noi….

01/04/2026

Quarta elementare.

Nessuna scuola media, nessun liceo, nessuna università. Fine della carriera scolastica di Grazia Deledda, figlia di una famiglia di Nuoro, Sardegna, nata nel 1871.

E fin qui, sembra la storia di una donna schiacciata dai tempi.

Spoiler: non lo è.

I costumi dell'epoca scoraggiavano le ragazze dagli studi regolari. Per Deledda non ci fu nemmeno la possibilità teorica di continuare. Qualche lezione privata di italiano, latino e francese da un professore ospite di parenti. Poi, da sola.

Da sola significa: nessun istituto, nessun professore fisso, nessun diploma. Solo lei, i libri, e la Sardegna come materia prima di tutto.

Aspetta.

Nel 1900 sposa Palmiro Madesani, funzionario al Ministero dell'Interno. Si trasferiscono a Roma. Fin qui: storia normale di una donna dell'epoca che segue il marito. Poi succede qualcosa di raro.

Madesani lascia il posto fisso.

Non per un'altra carriera, non per un'opportunità migliore. Lo lascia per diventare il suo agente letterario a tempo pieno. In un'epoca in cui questa cosa quasi non esisteva, e in cui una scrittrice sarda autodidatta non era esattamente il profilo che l'editoria europea inseguiva.

Nel 1903 esce Elias Portolu. Il nome di Deledda inizia a circolare fuori dall'Italia.

Il 10 dicembre 1926, a Stoccolma, riceve il Premio Nobel per la Letteratura.

È l'unica donna italiana ad averlo mai ricevuto. A tutt'oggi.

L'intera accademia europea, con i suoi titoli e i suoi percorsi regolari, non ha mai prodotto un'altra scrittrice italiana capace di arrivare a quel podio.

Una con la licenza elementare ci arrivò nel 1926.

L'istruzione formale non ha mai scritto un romanzo.

In breve:
Grazia Deledda si fermò alla quarta elementare per i costumi dell'epoca che scoraggiavano le donne dagli studi.
Il marito Palmiro Madesani lasciò un lavoro stabile al Ministero per diventare il suo agente letterario.
Nel 1926 vinse il Nobel per la Letteratura: è ancora oggi l'unica donna italiana ad averlo ricevuto.

Indirizzo

Via Bicocchi1/E
Follonica
58022

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