Roberto Cavagna

Roberto Cavagna Medico Chirurgo Specialista in Dermatologia e Venereologia.
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25/04/2026

LA LIBERTÀ È COME L’ARIA: TI ACCORGI QUANTO SIA IMPORTANTE SOLO QUANDO COMINCIA A MANCARE.

24/04/2026

La forza dei fragili ….✌️

23/04/2026
23/04/2026

A tutte le donne che portano
universi sulle spalle
e sorridono lo stesso.
Siete molto più di ciò che vedono.

Occasioni mancate….
23/04/2026

Occasioni mancate….

Abbiamo toccato il fondo? Ieri leggevo un articolo in cui Giulia de Lellis, l’influencer che ha tenuto una «lezione» alla Bocconi di Milano, raccontava che per avere successo nella vita a una donna basta «essere bella» e saperci «fare». Al diavolo l’istruzione.

Subito dopo mi appare un video di un’altra tizia famosa che promuove dei fazzoletti con il suo marchio che costano venti euro a confezione e leggo migliaia, sì avere capito bene migliaia, di commenti di persone che le chiedono dove poterli acquistare! E in quel momento ho pensato: ma che diavolo è successo alle persone? Ecco vi ricordate la famosa tuta del pentimento della Ferragni andata a ruba in ventiquattro ore? Qua non si tratta di superficialità e neanche di stupidità, ma è come se la gente fosse proprio rincretinita.

Ma c’è un’altra cosa che voglio dirvi, e probabilmente ad alcuni darà fastidio, ma voglio dirvela lo stesso. Perché vedete non ho potuto fare a meno di notare una cosa: la maggior parte delle idiozie, i peggiori articoli di gossip e di pettegolezzi riguardano quasi sempre le donne! E allora mi domando: ma è mai possibile che la stampa non voglia e non possa mai dar voce alle tante donne davvero capaci di questo paese? Che quando si parla di «donne di successo» si finisca sempre con il pescare a piene mani tra i modelli più vuoti e desolanti di sempre?

Si parla tanto di «femminismo» e poi le uniche donne a cui si dà voce vengono sempre dal mondo dello spettacolo e delle televisione! Ecco, avete mai sentito parlare di Fabiola Giannotti? Di Samantha Cristoforetti? Sono soltanto due donne, l’una alla guida del Cern di Ginevra, l’altra una delle poche astronauta tornata per la seconda volta nello spazio. Queste sono le donne di cui mi piacerebbe leggere! E che dire della Ortese, della Morante e della nostra meravigliosa Deledda?

Ed è inutile parlare di patriarcato, e iniziare una sorta di guerra contro il genere maschile, che a me personalmente fa rabbrividire, se poi l’università più prestigiosa del paese invita una donna che ha fatto fortuna grazie a Uomini e donne e che continua a far parlare di sé grazie alla propria idiozia.

Guendalina Middei, ➡️ Ai nuovi: è uscito da poco «Non rinnegare il cuore» che ho scritto per raccontarvi le storie di alcuni grandi che scelsero di andare CONTRO CORRENTE. Qui potete leggerne un estratto gratuito: https://www.amazon.it/rinnegare-cuore-Storie-scrittori-spengono/dp/8807175223/

23/04/2026

Alla scoperta di Follonica, città della ghisa❤️

La crosta terrestre in Toscana ha la pelle sottile.
19/04/2026

La crosta terrestre in Toscana ha la pelle sottile.

𝗦𝗼𝘁𝘁𝗼 𝗶 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗽𝗶𝗲𝗱𝗶, 𝗹𝗮 𝗧𝗼𝘀𝗰𝗮𝗻𝗮 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗼𝗻𝗱𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝘀𝗼𝗿𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲

Un nuovo studio internazionale, a cui ha partecipato anche personale INGV e Cnr-Igg, ha individuato enormi serbatoi magmatici profondi tra 8 e 15 km nelle aree geotermiche di Larderello e del Monte Amiata.
Parliamo di volumi di migliaia di km³, paragonabili a quelli dei grandi sistemi vulcanici come Yellowstone o Taupo.
Ma con una differenza importante: qui non ci sono segnali evidenti in superficie. Il magma è “silenzioso”, nascosto nella crosta da milioni di anni. Questo non significa che ci siano pericoli imminenti: in Toscana l’attività magmatica è profonda e non si manifesta con vulcani attivi.
E' stato possibile scoprire tutto questo grazie alla tomografia del rumore sismico ambientale, una tecnica innovativa che utilizza le vibrazioni naturali della Terra per “radiografare” il sottosuolo, senza alcun impatto ambientale.

Questa affascinante scoperta apre nuove prospettive per la geotermia, quindi per l’energia pulita, e potrebbe aiutare anche a individuare risorse strategiche come litio e terre rare.
Un mondo invisibile, ma ricco di possibilità.

Leggi il comunicato stampa https://www.ingv.it/stampa-urp/ufficio-stampa/comunicati-stampa/geotermia-la-toscana-custodisce-enormi-serbatoi-di-magma

Genio italico e ricchezza del sottosuolo. ✌️
19/04/2026

Genio italico e ricchezza del sottosuolo. ✌️

Nel 1904 un borgo toscano ha inventato l'energia verde — con 5 lampadine.

Non la Danimarca. Non la California. Non qualche laboratorio universitario con fondi miliardari. Un paesino di poche centinaia di abitanti in provincia di Pisa, circondato da colline che fumano.

Il 4 luglio 1904, a Larderello, un ingegnere di nome Piero Ginori Conti collegò un motore a vapore geotermico a un generatore e accese 5 lampadine. Era la prima volta nella storia umana che il calore della Terra produceva elettricità.

Nessun carbone. Nessun combustibile. Solo vapore che usciva dal suolo da millenni — e che nessuno aveva mai pensato di usare così.

Sette anni dopo, nel 1911, nello stesso identico posto entra in funzione la prima centrale geotermoelettrica industriale del mondo. Non un prototipo. Una centrale vera, che produce energia in modo continuativo.

E da allora non si è mai fermata.

Oggi quel complesso comprende 34 impianti attivi, per circa 800 MW di potenza installata. La centrale Valle Secolo, costruita nelle stesse colline toscane, sfiora i 120 MW — la più grande d'Europa.

Numero che cambia prospettiva: quei vapori alimentano circa 1 milione di famiglie italiane. Ogni anno. Da oltre un secolo.

Nessuna centrale al mondo può vantare una continuità operativa simile. Larderello non è solo la più antica — è ancora il cuore del sistema geotermico italiano, gestito oggi da Enel Green Power con impianti che i libri di storia dell'energia citano come punto di partenza assoluto.

Il punto di partenza dell'energia rinnovabile industriale non ha un nome da copertina. Ha 5 lampadine, una collina che fuma e un ingegnere toscano che nel 1904 ha deciso di provarci.

In breve:
4 luglio 1904: Piero Ginori Conti accende 5 lampadine con vapore geotermico a Larderello — prima volta nella storia.
Nel 1911 nasce la prima centrale geotermoelettrica industriale del mondo, ancora operativa.
Oggi: 34 impianti, ~800 MW, 1 milione di famiglie alimentate — da oltre un secolo senza interruzioni.

19/04/2026

Che bel mondo sarebbe se…..

Differenze…
18/04/2026

Differenze…

Il Nord che funziona è anche il Nord che prende più psicofarmaci del Sud.

E non stiamo parlando di una differenza marginale.

Secondo i dati OsMed del Ministero della Salute — l’osservatorio ufficiale sull’uso dei farmaci in Italia — il divario tra Nord e Sud nel consumo di benzodiazepine è di quasi il doppio: 54,3 dosi giornaliere per 1.000 abitanti al Nord, contro 34,6 al Sud e nelle Isole.

Lo stesso schema si ripete sugli antidepressivi. Centro-Nord nettamente sopra la media nazionale. Sud stabilmente sotto.

Eppure lo stereotipo vuole il Meridionale come quello «rassegnato», quello che non ce la fa, quello che vive di rendita emotiva. Il Nord, invece, è il modello: ordinato, produttivo, che si dà da fare.

Aspetta.

I rapporti OsMed raccontano un’altra storia. Nel 2021, la prevalenza nazionale di utilizzo di antidepressivi era già intorno al 7% della popolazione. Con una variabile costante: cresce con l’età, quasi raddoppia nelle donne, e segue una mappa geografica precisa — più su al Nord, meno giù al Sud.

Non perché il Sud stia meglio. Ma perché accede meno ai servizi, prescrive meno, denuncia meno.

Spoiler: il benessere non si misura solo nel PIL pro capite.

Il consumo di psicofarmaci è anche un indicatore di accesso alla salute mentale. Dove ci sono più psichiatri, più medici di base attivi, più welfare sanitario — ci sono più diagnosi, più prescrizioni, più numeri in una statistica.

Il Nord «che funziona» ha semplicemente anche più infrastrutture per ufficializzare il proprio malessere.

Quindi: non è che il Sud stia meglio. È che il disagio al Sud, spesso, non finisce in una ricetta.

In breve:
Al Nord si consumano quasi il doppio di benzodiazepine rispetto al Sud (54,3 vs 34,6 DDD)
Gli antidepressivi seguono lo stesso schema: Centro-Nord sopra la media, Sud sotto
Il minor consumo al Sud non indica benessere, ma minor accesso ai servizi di salute mentale

BY | Quel che non sapevi!

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58022

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